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(AGI) – Milano, 27 mag. – Sono arrivate sulla scrivania del procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli, che coordina il pool anti – terrorismo, alcune informative della polizia tunisina che confermerebbero il coinvolgimento di Abdelmajid Touil nella strage al museo Bardo. Carte che dimostrerebbero, come ha confermato nei giorni scorsi un portavoce del Ministro degli Interni tunisino, il supporto logistico fornito agli attentatori dal giovane marocchino arrestato a Milano su mandato di cattura internazionale. Non sono invece ancora giunti – i termini scadono a fine giugno – i documenti necessari perche’ si apra la nuova fase della procedura in corso davanti alla quinta Corte d’Appello di Milano relativa all’estradizione chiesta da Tunisi. Fase che potrebbe prevedere, come ha annunciato nei giorni sorsi l’avvocato Silvia Fiorentino, difensore di Touil, anche il deposito della richiesta di revoca o sostituzione della custodia cautelare in carcere per il 22enne che, venerdi’ scorso, interrogato dal giudice Pietro Caccialanza, non solo non ha dato il consenso all’estradizione, ma ha spiegato di non aver niente a che fare con la strage del Bardo, di non essere mai stato in Tunisia e ha parlato di “un errore di persona”. Spettera’� poi alla Procura Generale preparare, sulla base elle carte ricevute, una requisitoria scritta sull’opportunita’� o meno di estradare Touil da depositare ai giudici della Corte d’Appello. Questi fisseranno poi un’udienza in cui esamineranno tutti gli elementi utili a una decisione finale. (AGI)

(AGI) – Caltanissetta, 27 mag. – Sequestrato sull’autostrada Palermo-Catania, parte del viadotto “Cinque Archi” per rischio crollo. Il provvedimento e’ stato eseguito dai carabinieri della Tenenza di San Cataldo e dalla sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta. Il sequestro riguarda la carreggiata in direzione Palermo tra il km 97+300 e il km 95+850. Il tratto insiste sui territori dei Comuni di Caltanissetta, Santa Caterina Villarmosa e Villarosa (Enna). E’ stata anche aperta un’inchiesta a carico di ignoti per attentato alla sicurezza dei trasporti. Un altro grave disagio, dunque, sulla A19 dopo la recente chiusura del viadotto Himera, per il cedimento di un pilone provocato da una frana. Il provvedimento e’ stato eseguito in quanto le fondazioni di alcuni piloni del viadotto insistenti sull’alveo del fiume Salso, sono “interessate da un grave fenomeno di scalzamento al piede in conseguenza dell’azione erosiva delle acque tanto da incidere sulla loro stabilita’ e sicurezza”. Gli inquirenti, stamane hanno anche perquisito la sede della direzione regionale dell’Anas, a Palermo, e quella di Enna e sequestrato alcuni documenti, progetti costruttivi, comunicazioni, provvedimenti manutentivi e ogni altro dato utile a ricostruire l’esatto processo costruttivo e di manutenzione relativo al viadotto. Il provvedimento di sequestro e’ stato eseguito dopo un’ordinanza di chiusura al transito gia’ disposto dall’Anas lo scorso 7 maggio. (AGI)

(AGI) – Palermo, 27 mag. – “Desidero ringraziare il prefetto e il questore di Ragusa per la sensibilita’ dimostrata e per la professionalita’ con cui la Squadra mobile e’ prontamente intervenuta a tutela del collega Paolo Borrometi, di Modica, sottoposto a pesantissime minacce su Facebook da parte di soggetti imparentati con pregiudicati. L’operazione della polizia iblea, portata a termine oggi con perquisizioni e sequestri di munizioni, conferma che i nostri timori erano fondati”. Lo dice il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena, con riferimento alle perquisizioni della polizia di Ragusa dopo le ultime minacce al collaboratore dell’AGI Paolo Borrometi. L’Ordine dei giornalisti di Sicilia, “ricevute le segnalazioni di Paolo a proposito delle inquietanti intimidazioni da lui subite, aveva immediatamente rappresentato le proprie preoccupazioni per l’incolumita’ del giornalista. Le forze dell’ordine – conclude – gia’ da tempo al lavoro su tutta la vicenda, hanno adesso completato un’importante fase dell’indagine. Paolo Borrometi non e’ mai stato solo. Accanto a lui, oltre agli investigatori, ci sono tutti i giornalisti siciliani”. (AGI) .

(AGI) – Perugia, 27 mag. – Ha preso il via stamani, davanti alla Corte d’assise d’appello di Perugia, l’udienza per il processo a Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’Esercito in carcere per l’omicidio della moglie, Melania Rea, uccisa il 18 aprile del 2011 con 35 coltellate e il cui corpo venne ritrovato nel boschetto delle Casermette, a Ripe di Civitella del Tronto, in provincia di Teramo. Una udienza dal contenuto ‘tecnico’, a porte chiuse, al termine della quale la Corte dovra’ pronunciarsi dopo che,�il 10 febbraio�scorso, la Suprema Corte, pur riconoscendo la responsabilita’ dell’imputato nell’omicidio, ha disposto un nuovo processo per rideterminare al ribasso la pena a 30 anni inflittagli in appello, eliminando la contestata aggravante della crudelta’. Parolisi, difeso dai legali Walter Biscotti e Nicodemo Gentile e recluso a Teramo, non e’ presente in aula. Sono presenti, invece, il padre e il fratello di Melania, Gennaro e Michele Rea, accompagnati dal loro legale di parte civile, Mauro Gionni. Nelle oltre 100 pagine di motivazioni della sentenza, la prima sezione penale riconosce Salvatore Parolisi come unico responsabile del delitto, maturato in una “esplosione di ira ricollegabile a un litigio tra i due coniugi”. Le ragioni fondanti del litigio, aggiunge la Suprema Corte nelle motivazioni “si apprezzano nella conclamata infedelta’ coniugale” di Parolisi. Il “fatto delittuoso”, sottolineano i supremi giudici, “si inserisce nel contesto di una giornata ‘apparentemente normale’, i due coniugi erano attesi di li’ a poco a casa di amici”, la figlia “era con loro” e “non e’ risultato alcun particolare contatto, nella fascia oraria immediatamente precedente, con ulteriori soggetti o terzi tale da far ipotizzare ulteriori e anomali appuntamenti”. La ricostruzione operata dagli inquirenti “colloca” Parolisi “sul luogo del delitto” e “costruisce il delitto stesso in termini di ‘occasionalita’” ossia legato al “dolo d’impeto” e non alla “premeditazione”. Per i giudici “la mera reiterazione dei colpi”, anche se “consistente”, non puo’ essere ritenuta “fonte di aggravamento di pena”, in relazione all’aggravante dell’aver agito con crudelta’. Il caporalmaggiore dell’Esercito, unico imputato per l’omicidio della moglie, e’ stato condannato dai giudici di primo grado al massimo della pena, con isolamento diurno. Il 30 settembre 2013 la sentenza di secondo grado: Parolisi viene condannato a 30 anni dalla Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila. Quindi il ricorso presentato dai suoi legali Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, insieme al penalista Titta Madia, e il nuovo verdetto della Corte di Cassazione. A presiedere la Corte d’assise d’appello di Perugia Maria Rita Belardi. A latere Massimo Ricciarelli. Sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola, lo stesso che si occupo’ del processo per l’omicidio di Meredith Kercher.(AGI) .

(AGI) – Citta’ del Vaticano, 27 mag. – “L’incertezza del risultato era nell’aria, per cui non si poteva escludere quello che poi e’ maturato, se non forse nelle sue proporzioni con un 62% degli irlandesi che ha detto si’ alle nozze gay. Tale esito ci pone interrogativi sulla nostra capacita’ di trasmettere alle nuove generazioni i valori in cui crediamo, capaci di un dialogo cordiale che tenga conto della concreta situazione delle persone”. Lo dice in una intervista a Repubblica, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, a proposito delle unioni civili e del voto in Irlanda.

“Indubbiamente – ha aggiunto – quando monsignor Martin (arcivescovo di Dublino ndr) afferma che cio’ che e’ accaduto non e’ soltanto l’esito di una campagna referendaria, fotografa una rivoluzione culturale che riguarda tutti. Come tale, non puo’ non interrogare anche la nostra Chiesa: cosa dobbiamo correggere e migliorare nel dialogo con la cultura occidentale? Ogni dialogo dev’essere sereno, senza ideologie, innervato di sentimenti ma anche di ragioni. In questo quadro, noi crediamo nella famiglia che nasce dall’unione stabile tra un uomo e una donna, potenzialmente aperta alla vita; un’unione che costituisce un bene essenziale per la stessa societa’ e che come tale non e’ equiparabile ad altre forme di convivenza”.

Secondo il presidente della Cei, “Il coraggio, la chiarezza e la passione per l’uomo con cui Papa Francesco sta affrontando queste sfide suscitano apprezzamento e coinvolgimento, basta osservare come le nostre comunita’ abbiano preso a cuore i questionari del Sinodo. Quanto alla posizione della Chiesa nei confronti delle persone omosessuali, nel Magistero viene costantemente riaffermato il pieno rispetto per la dignita’ di ciascuno, quale che sia il suo orientamento: c’e’ come principio – e ci dovrebbe essere anche nei fatti – quell’accoglienza che favorisce la partecipazione alla vita della comunita’ ecclesiale. Questa posizione non ci esime dalla fatica di distinguere, evitando semplificazioni che non giovano”.

Riferendosi poi alla legge sulle unioni civili, il ddl Cirinna’, Bagnasco ha detto che gli sembra “eccessivamente schiacciata su una disciplina di stampo para-matrimoniale: al di la’ dei nominalismi, di fatto equipara la condizione giuridica delle unioni omosessuali a quelle della famiglia fondata sull’unione tra un uomo e una donna. Chiedere che si evitino indebite omologazioni non intacca il riconoscimento dei diritti individuali di ciascuno”. (AGI)

(AGI) – Palermo, 27 mag. – I carabinieri del Nas di Palermo hanno denunciato dodici persone tra odontotecnici che si spacciavano per medici dentisti, falsi fisioterapisti, e favoreggiatori che mettevano a disposizione le strutture mediche, nonche’ un osteopata che si spacciava per medico ortopedico. A Palermo, in particolare, i militari hanno individuato due odontotecnici che esercitavano attivita’ di odontoiatra, visitando e curando ignari pazienti pur non avendo mai conseguito la relativa laurea. Durante le indagini e’ emerso che uno dei due, al quale in passato era gia’ stato sequestrato lo studio dentistico, continuava a esercitare la professione di dentista, smontando tutti i giorni la porta di accesso ai locali sequestrati, per poi rimontarla, a cessata attivita’, in modo tale da lasciare intatti i sigilli. I controlli del Nas a Trapani, Marsala e Mazara del Vallo hanno portato alla chiusura di due centri di riabilitazione motoria presso cui lavoravano persone che praticavano attivita’ di esclusiva competenza del fisioterapista, pur non avendo mai conseguito il titolo abilitativo che si consegue dopo un corso di studi universitari di tre anni. (AGI) .

(AGI) – CdV, 26 mag. – “La Chiesa deve tener conto di questa realta’, nel senso che deve rafforzare il suo impegno per l’evangelizzazione”. Il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, commenta cosi’ il si’ irlandese alle nozze gay che, aggiunge, “non e’ soltanto una sconfitta dei principi cristiani ma una sconfitta dell’umanita’”. “Come ha detto l’arcivescovo di Dublino – sottolinea il segretario di Stato di Papa Francesco intervenendo alla premiazione di tesi e pubblicazioni sulla Dottrina Sociale al Palazzo della Cancelleria – la Chiesa deve tenere conto di questa realta’. La famiglia rimane al centro e dobbiamo fare di tutto per difendere, tutelare e promuovere la famiglia perche’ Rappresenta ogni futuro dell’umanita’ e della Chiesa. Colpirla sarebbe come togliere la base dell’edificio del futuro”.

CRISI GRECA – La decisione greca sui pagamenti del debito estero ha creato “una situazione che potrebbe portare a una certa destabilizzazione”, ha rilevato il segretario di Stato della Santa Sede che ha formulato un augurio preciso: “al piu’ presto si possa chiudere l’accordo e si possa giungere a una soluzione”, ha detto incontrando i giornalisti in occasione di una cerimonia a Palazzo della Cancelleria.

VATICANO-FRANCIA – L’incontro tra Papa Francesco e l’ambasciatore Stefanini che ancora non ha ottenuto il ‘gradimento’ vaticano portera’ presto alla soluzione del caso. “Il dialogo e’ ancora aperto e speriamo che si possa concludere in maniera positiva”, ha confermato il cardinale. (AGI) .

(AGI) – Roma, 26 mag. – E’ sotto sequestro il molo D dell’aeroporto di Fiumicino. Gli agenti della Polaria hanno eseguito un provvedimento firmato dal gip di Civitavecchia.

Il sequestro e’ stato sollecitato dalla procura che indaga sul rogo che ha devastato la notte tra il 7 e l’8 maggio il terminal 3 dell’aeroporto.

Il molo era stato riaperto pochi giorni fa da Adr, con l’ok di un rappresentante dell’asl, ma la procura, alla luce di alcune analisi svolte da Arpa Lazio, vuole capire se nell’aria esistano presenze rilevanti di diossina, pcb e furani, sostanze tossiche per la salute dei lavoratori e passeggeri. (AGI)

(AGI) – CdV, 26 mag. – La decisione greca sui pagamenti del debito estero ha creato “una situazione che potrebbe portare a una certa destabilizzazione”. Lo ha rilevato il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, che ha formulato un augurio preciso: “al piu’ presto si possa chiudere l’accordo e si possa giungere a una soluzione”, ha detto incontrando i giornalisti in occasione di una cerimonia a Palazzo della Cancelleria. L’incontro tra Papa Francesco e l’ambasciatore Stefanini che ancora non ha ottenuto il ‘gradimento’ vaticano portera’ presto alla soluzione del caso. “Il dialogo e’ ancora aperto e speriamo che si possa concludere in maniera positiva”, ha confermato oggi il cardinale Pietro Parolin. (AGI) .

(AGI) – Milano, 26 mag. – UberPop viola la concorrenza, non crea vantaggi alla collettivita’ e ha di fatto determinato un ‘salto di qualita” nel fenomeno dell’abusivismo. Con queste motivazioni il giudice della sezione specializzata imprese del Tribunale di Milano, Claudio Marangoni, ha disposto il blocco in tutta Italia del servizio fornito via app da Uber. Il gruppo americano ha quindici giorni di tempo per adeguarsi alle disposizioni della magistratura; nel frattempo, i suoi legali hanno preannunciato che presenteranno appello e, definendo “incomprensibile” l’ordinanza, hanno precisato che UberPop continuera’ a essere attivo nelle prossime due settimane sia a Milano, dove e’ partito nel maggio scorso, che a Torino, Padova e Genova. La sentenza di Milano e’ una vittoria dei tassisti che, tramite i sindacati e le associazioni di categoria, avevano depositato il ricorso a meta’ aprile per ottenere lo stop alla tanto odiata ‘app’ che permette a chiunque abbia un’auto a quattro porte, 21 anni e la patente di trasformarsi in guidatore professionista (senza licenza). L’urgenza della decisione e’ motivata dall’Expo e dal “crescente successo” di UberPop dal momento che, ha scritto il giudice, “gli effetti pregiudizievoli al settore – ove si attendesse l’esito di una causa di merito – risulterebbero non compiutamente risarcibili in termini esclusivamente pecuniari”. “La mancata soggezione degli autisti UberPop ai costi inerenti al servizio taxi consente l’applicazione di tariffe sensibilmente minori rispetto a quelle del servizio pubblico e non praticabili da tassista”, si legge ancora nell’ordinanza del Tribunale di Milano, e comporta “un’alterazione dell’adeguatezza del tariffario imposto ai tassisti”. E ancora, UberPop non e’ paragonabile al ‘car sharing’ perche’ “l’autista non ha un interesse personale a raggiungere il luogo indicato dall’utente e, in assenza di alcuna richiesta, non darebbe luogo a tale spostamento”. Se i tassisti esultano (da Torino i sindacati fanno sapere che chiederanno un incontro al governo Renzi perche’ “lo Stato non continui piu’ con la politica dello struzzo” di fronte a Uber che “rappresenta i nuovi barbari”), le associazioni dei consumatori lamentano il “danno enorme per gli utenti” determinato da una sentenza che, commenta il Codacons, “limita la concorrenza e riduce le possibilita’ di scelta per i cittadini”. Per l’Unione nazionale consumatori, il Tribunale ha fatto “un regalo alla lobby dei tassisti” e il “vuoto normativo” sulla materia “non puo’ essere colmato dai giudici”. L’ordinanza di oggi riguarda solo il servizio UberPop, che prima che in Italia era stato portato nelle aule di tribunale in diversi Paesi d’Europa. Il gruppo Uber, nata nel 2009 a San Francisco e presente in quasi 300 citta’ di 58 Paesi del mondo, potra’ invece continuare a fornire i servizi di noleggio auto con autisti professionisti. (AGI) .

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