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(AGI) – Bari, 11 giu. – Vasta operazione dei carabinieri del comando provinciale di Bari e degli ispettori della locale direzione provinciale Inps che, al termine di serrati controlli che hanno interessato vaste zone agricole del sud barese, tra i comuni di Triggiano, Noicattaro e Adelfia, hanno individuato 479 braccianti agricoli fittiziamente assunti allo scopo di ottenere successivamente l’indennita’ di disoccupazione, oltre a beneficiare indebitamente di copertura contributiva e assicurativa, anche ai fini pensionistici. Il meccanismo ribaltava completamente il rapporto tra finti braccianti e finti datori di lavoro, poiche’ erano i primi a pagare ai secondi dai 12 ai 15 euro a giornata fittizia di lavoro, per ottenere la falsa assunzione per un periodo minimo di 51 giornate lavorative e la conseguente segnalazione all’Inps, che truffata ha erogato indennita’ per circa 1.150.000 euro. La Procura della Repubblica di Bari ha gia’ disposto il sequestro degli elenchi anagrafici dei braccianti che le aziende agricole sotto inchiesta hanno trasmesso all’Inps. Nove le persone denunciate. (AGI) .

(AGI) – Foggia, 11 giu. – I carabinieri del comando provinciale di Foggia hanno eseguito questa mattina un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un 49enne foggiano, accusato di essere il mandante dell’attentato dinamitardo ai danni del ristorante ‘Leonardo in centro’, a Foggia a pochi passi dal palazzo comunale. L’esplosione della bomba, collocata materialmente il 3 maggio da un 28enne marocchino, Mohamed Halloufi gia’ fermato dai carabinieri il 30 maggio scorso, fu udita in tutta la citta’ e fece infrangere alcuni vetri del vicino municipio. (AGI) .

(AGI) – Trento, 11 giu. – I carabinieri del Nas di Trento, supportati da militari della specialita’ e dell’arma Territoriale di Frosinone e Varese, hanno eseguito due perquisizioni, disposte dalla Procura della Repubblica di Trento nell’ambito dell’indagine ‘Farmalake’, nei confronti di alcuni bodybuilders frequentatori di palestre e assuntori di sostanze anabolizzanti, sequestrando un migliaio tra fiale, compresse e flaconi di pericolosi ed illeciti farmaci dopanti e denunciando due persone, responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’importazione e distribuzione di medicinali anabolizzanti, destinati a soggetti gravitanti nel mondo del body building. L’attivita’ investigativa, che prosegue dall’estate del 2014 ed e’ coordinata dal procuratore capo della Repubblica di Trento, Giuseppe Amato e dal sostituto procuratore, Davide Ognibene, e’ scaturita da altre indagini per il contrasto del fenomeno del doping per il quale il Nas trentino, sotto la direzione della stessa Procura negli ultimi anni ha arrestato complessivamente oltre 30 persone per associazione a delinquere finalizzata al traffico di farmaci dopanti e sequestrato migliaia di confezioni di sostanze anabolizzanti. Le indagini, da subito concentrate su quattro soggetti praticanti le discipline sportive del body building e, secondo le accuse, componenti un sodalizio criminoso attivo nella provincia di Trento, finalizzato all’approvvigionamento di farmaci ad azione dopante, registrano ora l’ulteriore deferimento di due giovani destinatari delle odierne perquisizioni, un ventiseienne del frusinate e un trentacinquenne albanese, nelle cui abitazioni sono state rinvenute quasi un migliaio di sostanze farmacologiche, sequestrate, insieme a documentazione e apparati informatici utilizzati per l’attivita’ illecita. Si tratta di sostanze dopanti contenenti pericolosi principi attivi anabolizzanti, alcune ad uso veterinario, ma anche ormoni diuretici e anoressizzanti, nonche’ Nandrolone, quest’ultimo steroide anabolizzante inserito nella tabella II dell’elenco delle sostanze stupefacenti soggette a controllo. Il valore complessivo delle sostanze sequestrate sul mercato illegale ammonta a oltre 20mila euro. La maggior parte dei farmaci, risultati provenienti dall’Est Europa e dal mercato inglese, in parte erano stati acquistati e importati dagli indagati direttamente attraverso siti internet specifici, senza esigenza terapeutica e pertanto al di fuori dei canali ufficiali, ovvero senza la prescrizione del medico, per distribuirli ai propri ‘clienti’. (AGI) .

(AGI) – Enna, 11 giu. – Associazione di stampo mafioso, estorsioni e rapine sono le accuse a carico di 12 arrestate nella notte a Troina (Enna). L’operazione, chiamata “Discovery” dagli investigatori, e’ partita da indagini condotte dal commissariato di Ps di Nicosia su alcune estorsioni. L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Caltanissetta, e’ stata condotta dalla Squadra mobile di Enna. Uno degli arrestati avrebbe avuto il ruolo di raccordo con un gruppo di Aci Catena (Catania), legato alla famiglia mafiosa Santapaola. Il gruppo avrebbe anche tentato di condizionare la politica amministrativa di Troina, il cui sindaco, Fabio Venezia, da tempo e’ sotto scorta. Le indagini sono durate oltre due anni. (AGI) .

(AGI) – Roma, 10 giu. – “Per l’ultima volta: buona notte dallo spazio”. E’ questo il post inviato dallo spazio da Samantha Cristoforetti che domani ritornera’ sulla terra dopo oltre sei mesi trascorsi tra le stelle. La prima astronauta della storia italiana lascera’ la Stazione spaziale internazionale con destinazione la steppa del Kazakistan, l’ormai consueto luogo di atterraggio di chi, con la navicella Soyuz, ritorna dello spazio. Oggi a bordo della Iss si e’ svolto il passaggio di consegne tra il comandante uscente del laboratorio orbitante che viaggia a 28.800 chilometri orari, l’americano Terry Virts, ed il russo Gennady Padalka. Ovviamente era presente anche AstroSamantha. Domani per Samantha, 38 anni, capitano dell’Aeronautica Militare, sara’ una giornata interminabile carica di emozioni e tensione. Dopo i festeggiamenti per la partenza assieme all’equipaggio che restera’ sulla Iss, Cristoforetti, il russo Anton Shkaplerov e Virts entreranno a bordo della capsula Soyuz TMA-15M per indossare la tuta pressurizzata Sokol ed iniziare, sempre in contatto con il centro spaziale terrestre di Roscosmos, le operazioni di verifica sia personali che della navicella. Alle 8,55 italiane e’ prevista la chiusura del portellone della Soyuz con la Iss. Alle 12,20 la navicella si sgancera’ dal modulo russo Rassvet per iniziare il viaggio di rientro che durera’ tre ore e venti minuti. Poco dopo un centinaio di metri dal distacco, entreranno i funzione i razzi per incrementare la velocita’. Alle 15,18 avverra’ la separazione dei moduli della Soyuz e inizieranno le operazioni per l’ingresso nell’atmosfera. Dieci minuti piu’ tardi, a circa 10mila metri altitudine, si aprira’ il paracadute principale e alle 15,43 (le 19,43 in Kazakistan) e’ previsto l’atterraggio. (AGI) .

(AGI) – Roma, 10 giu. – Ennesima giornata nera per il calcio italiano. Con il presidente della Lazio, Claudio Lotito, indagato dalla procura di Napoli per “tentata estorsione”, e un nuovo capitolo dell’inchiesta sul calcio scommesse della Dda di Catanzaro: nel mirino degli inquirenti lo spareggio Savona- Teramo valso agli abruzzesi la promozione in serie B.

L’inchiesta partenopea riguarda Lotito nella qualita’ di presidente della Salernitana e parte dalla intercettazione di una conversazione telefonica fra lo stesso Lotito e il direttore dell’Ischia Calcio, Pino Iodice: e’ il famoso colloquio, pubblicato da un quotidiano, in cui Lotito si diceva preoccupato dal fatto che squadre economicamente poco rappresentative, come Carpi e Frosinone, potessero salire in serie A – come poi sarebbe effettivamente avvenuto – con un danno economico per il sistema calcio.

E’ stato proprio Iodice a denunciare formalmente le presunte “condotte intimidatorie” subite. E, sempre secondo Iodice, le minacce di Lotito sarebbero state rivolte non solo a lui ma anche ad altri dirigenti di societa’ calcistiche di Lega Pro (“in relazione – spiega la procura – alle procedure di approvazione del bilancio”).

La polizia giudiziaria ha perquisito l’abitazione romana del presidente della Lazio e gli uffici del presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio e della Lega Pro Mario Macalli, che pero’ non sarebbero indagati. Questa mattina – ha precisato piu’ tardi la Figc – Tavecchio “e’ stato ascoltato in qualita’ di persona informata sui fatti e ha assicurato la massima collaborazione da parte della Federazione”.

Pronta la reazione di Lotito: “da mesi – ha spiegato – sono oggetto di una campagna diffamatoria e calunniosa il cui fine e’ indubbiamente quello di ostacolare l’opera di risanamento del calcio, che sto contribuendo faticosamente a portare avanti. Consapevole di questo, mesi addietro, avevo presentato presso la procura di Roma una denuncia per diffamazione e calunnia”. Lotito confida che “la magistratura, nella quale ho da sempre la massima fiducia, possa in breve tempo chiarire positivamente la mia posizione al fine di trasformare i miei accusatori in accusati”.

Sul fronte combine, sono invece cinque i nuovi indagati per Teramo-Savona del 2 maggio 2015. Oltre a Marcello Di Giuseppe, direttore sportivo della societa’ abruzzese, al presidente della squadra Luciano Campitelli e al direttore sportivo del Savona, Marco Barghigiani, hanno ricevuto avvisi di garanzia Giuliano Pesce, ex ds della Ternana ora collaboratore tecnico del Parma, e Davide Matteini, calciatore del San Paolo Padova.

Secondo gli investigatori della Squadra mobile di Catanzaro e dello Sco, ci sarebbero voluti 30.000 euro per “accomodare” la partita, conclusasi con la vittoria degli ospiti, saliti cosi’ nella serie cadetta con un turno di anticipo. Per l’accusa, sarebbe stata la dirigenza del Teramo a dare mandato a Ercole Di Nicola, ds dell’ Aquila, gia’ indagato nella prima fase dell’operazione “Dirty Soccer”, di pilotare il risultato dell’incontro: Di Nicola si sarebbe avvalso della complicita’ di Ninni Corda, allenatore del Barletta, pure lui gia’ indagato, e di Pesce.

Dall’avviso di garanzia notificato oggi emerge che due calciatori del Savona, Cabeccia e Marchetti, rifiutarono la proposta di combine, costringendo gli indagati a trovare una soluzione alternativa. “La verita’ verra’ a galla”, si e’ limitato a dire ai cronisti il patron del Teramo, Campitelli, ostentando tranquillita’ e dando appuntamento ai tifosi per la nuova avventura in B.

Nel frattempo, la societa’ biancorossa ha diffuso una nota con la quale “nell’affermare, senza timore di essere smentita, la totale estraneita’ a qualsiasi ipotesi delittuosa o illecita”, auspica “nell’interesse proprio, della tifoseria e della citta’, che venga fatta chiarezza sull’intera vicenda”. (AGI) .

(AGI) Trento, 10 giu – Un uomo di 45 anni e’ stato attaccato da un orso in una frazione di Trento (Cadine), a pochi chilometri dalla citta’. Si tratta di Vladimir Molinari, aggredito dal plantigrado mentre camminava sulle pendici del Monte Bondone (in localita’ Pozzo degli Spini), poco distante dal sobborgo del capoluogo trentino. A dare l’allarme un ciclista che ha trovato il malcapitato – sotto shock – con un braccio massacrato, tagli in testa e ferite all’addome. Secondo le prime ricostruzioni Molinari avrebbe subito una decina di attacchi dall’orso. Molinari e’ stato soccorso prima da un’ambulanza e poi – vista la gravita’ delle lesioni riportate – e’ stato trasportato d’urgenza con l’elicottero del 118 di Trentino Emergenza all’ospedale Santa Chiara di Trento. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, i Vigili del fuoco ed il personale del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento. Pochi giorni fa si era registrato in Trentino un altro attacco ad un uomo da parte di un orso; il fatto e’ avvenuto a Zambana (ad un quarto d’ora da Trento), ma per fortuna la vittima – un ragazzo – era riuscito a fuggire, nonostante una zampata che gli era costata una decina di punti di sutura. (AGI)

(AGI) – Roma, 10 giu. – L’Enac ha disposto, “in condivisione con la Prefettura di Roma, in considerazione delle indicazioni attinenti possibili problematiche di ordine pubblico e al fine di mitigare i disagi dei passeggeri, che la capacita’ aeroportuale dello scalo di Roma Fiumicino, sia gradualmente ridotta, nell’arco di alcuni giorni, dall’attuale 80% al 60% rispetto alla normale capacita’ operativa del periodo. La riduzione entrera’ in vigore a partire dalla mezzanotte di venerdi’ 12 giugno 2015, ovvero dalle ore 00:01 di sabato 13 giugno”. E’ quanto si legge in una nota dell’Ente nazionale per l’aviazione civile in cui si afferma che “contestualmente, inoltre, viene disposta la non operativita’, anche questa progressiva, del Terminal T3 dell’Aeroporto di Fiumicino per le attivita’ di accettazione dei passeggeri”. La decisione, spiega ancora il comunicato, “e’ stata presa a seguito delle esigenze manifestate dalla societa’ di gestione Aeroporti di Roma, Adr, che in via precauzionale ha richiesto la riduzione e la temporanea limitazione del Terminal 3, a garanzia del mantenimento di una gestione operativa regolare e in sicurezza che potrebbe, invece, essere compromessa dalla congestione o dal sovraffollamento delle aree attualmente utilizzabili. Si ricorda, infatti che il Molo D dello scalo e’ sottoposto a sequestro preventivo da parte della Procura di Civitavecchia, titolare delle indagini in corso a seguito dell’incendio che ha interessato un’area dell’aeroporto lo scorso 7 maggio”. L’Enac, “nel chiedere alla societa’ di gestione di assicurarsi che i vettori forniscano un’adeguata informativa agli utenti”, conclude la nota, “rinnova, al contempo, l’invito ai passeggeri con voli in programma da e per l’Aeroporto di Roma Fiumicino a contattare le compagnie aeree di riferimento per verificare operativita’ e orario del proprio volo”. (AGI) .

(AGI) – Trani, 9 giu.- Dieci arresti (di cui tre in carcere) e il sequestro di un immobile a Guidonia. Tra le richieste d’arresto, una riguarda l’ex sindaco di Molfetta Antonio Azzollini (Ncd), presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama. Sulla richiesta si dovra’ esprimere il Senato. E’ l’epilogo dell’inchiesta sulla bancarotta fraudolenta della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, l’ex ospedale psichiatrico oggi in amministrazione straordinaria ai sensi della legge Prodi bis. Le misure, eseguite dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Bari, sono state emesse dal gip Rossella Volpe su richiesta del procuratore aggiunto di Trani, Francesco Giannella, e dal sostituto Silvia Curione. Sono state eseguite a carico di ex responsabili e consulenti esterni (in carcere Dario Rizzi, Antonio Abitante, Rocco di Terlizzi; ai domiciliari Antonio Damascelli, Adrijana Vasiljevic, Angelo Belsito, Augusto Toscani, la madre superiora Marcella Cesa e suor Assunta Puzzello), accusati di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. La decima misura e’ quella per il senatore Azzollini. Le indagini dei finanzieri sono partite parallelamente alla richiesta di fallimento avanzata dalla stessa Procura di Trani nel giugno 2012, a fronte di debiti per 500 milioni di euro accumulati dall’ente nei confronti di vari creditori tra cui l’Inps e l’Agenzia delle Entrate. Il Don Uva di Bisceglie che gestisce anche ospedali a Foggia e Potenza e’ stato ammesso all’amministrazione straordinaria a fine 2013. Nell’ottobre 2013 pero’ le autorita’ ecclesiastiche avevano gia’ commissariato la congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza che gestiva gli ospedali e nominato alla guida monsignor Luigi Martella, vescovo di Molfetta. Diversi i sequestri eseguiti negli ultimi su conti riconducibili alla Divina Provvidenza. Tra questi anche i 27 milioni di euro della Casa di procura, intestato a suor Assunta Puzzello e ritenuti oggetto di distrazione. Altri conti sono stati sequestrati per complessivi 2 milioni di euro. Singolare e’ il caso del conto Postulatore beatificazione Don Uva, gestito dalle stesse suore non per spese necessarie alla pratica di beatificazione per la quale esisteva gia’ un postulatore ufficiale nominato dal Vaticano con un proprio conto allo Ior. Si trattava di un conto segreto, che veniva alimentato dalle donazioni di fedeli e dal pagamento delle copie della cartelle cliniche di pazienti della Cdp.

“DIMISSIONI” – Pronta la reazione dei 5 Stelle: “Pd, Lega Nord, Forza Italia, Ncd lo copriranno di nuovo come quando il 4 dicembre 2014 negarono l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche nell’altro procedimento penale che lo vede coinvolto nello scandalo sul porto di Molfetta?”, chiede il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle al Senato. “Il Movimento 5 Stelle chiese le immediate dimissioni di Azzolini da presidente della Commissione e da senatore gia’ il 7 ottobre 2013, quando venne inquisito per lo scandalo del porto di Molfetta. Ora non ci sono piu’ scuse. Una nuova pesantissima inchiesta lo vede coinvolto. Fuori Azzolini. Si voti subito il suo arresto. Il senatore Ncd si dimetta da ogni incarico. O Azzolini vuole emulare Galan?”.

AZZOLLINI, DIMETTERMI? LA LEGGE NON LO PREVEDE – “La notizia e’ vera. Ma non faccio commenti sui procedimenti che mi riguardano”. Il senatore del Nuovo Centrodestra, Antonio Azzollini, interpellato da Affaritaliani.it, conferma la richiesta di arresto a suo carico da parte della Procura di Trani per il crack della casa di cura Divina Provvidenza di Bisceglie. “Sono serenissimo”, afferma Azzollini. E alla domanda se intenda dimettersi da parlamentare, il senatore dell’Ncd risponde: “La legge non lo prevede”.

Azzollini e’ gia’ indagato, assieme ad altre 47 persone, dalla Procura di Trani per una presunta truffa legata alla costruzione del nuovo porto di Molfetta, per un importo di 150mln. All’epoca dei fatti, il 2007, Azzollini era il sindaco di Molfetta, e secondo l’accusa della Procura di Trani, avrebbe appaltato nel 2007 i lavori per la costruzione della diga foranea e del nuovo porto commerciale per 72 mln di euro, saliti poi a 147 mln per bonificare i fondali da migliaia di ordigni bellici inesplosi.(AGI) .

(AGI) – Roma, 10 giu. – Ennesima giornata nera per il calcio italiano. Con il presidente della Lazio, Claudio Lotito, indagato dalla procura di Napoli per “tentata estorsione”, e un nuovo capitolo dell’inchiesta sul calcio scommesse della Dda di Catanzaro: nel mirino degli inquirenti lo spareggio Savona- Teramo valso agli abruzzesi la promozione in serie B. L’inchiesta partenopea riguarda Lotito nella qualita’ di presidente della Salernitana e parte dalla intercettazione di una conversazione telefonica fra lo stesso Lotito e il direttore dell’Ischia Calcio, Pino Iodice: e’ il famoso colloquio, pubblicato da un quotidiano, in cui Lotito si diceva preoccupato dal fatto che squadre economicamente poco rappresentative, come Carpi e Frosinone, potessero salire in serie A – come poi sarebbe effettivamente avvenuto – con un danno economico per il sistema calcio. E’ stato proprio Iodice a denunciare formalmente le presunte “condotte intimidatorie” subite. E, sempre secondo Iodice, le minacce di Lotito sarebbero state rivolte non solo a lui ma anche ad altri dirigenti di societa’ calcistiche di Lega Pro (“in relazione – spiega la procura – alle procedure di approvazione del bilancio”). La polizia giudiziaria ha perquisito l’abitazione romana del presidente della Lazio e gli uffici del presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio e della Lega Pro Mario Macalli, che pero’ non sarebbero indagati. Questa mattina – ha precisato piu’ tardi la Figc – Tavecchio “e’ stato ascoltato in qualita’ di persona informata sui fatti e ha assicurato la massima collaborazione da parte della Federazione”. Pronta la reazione di Lotito: “da mesi – ha spiegato – sono oggetto di una campagna diffamatoria e calunniosa il cui fine e’ indubbiamente quello di ostacolare l’opera di risanamento del calcio, che sto contribuendo faticosamente a portare avanti. Consapevole di questo, mesi addietro, avevo presentato presso la procura di Roma una denuncia per diffamazione e calunnia”. Lotito confida che “la magistratura, nella quale ho da sempre la massima fiducia, possa in breve tempo chiarire positivamente la mia posizione al fine di trasformare i miei accusatori in accusati”. Sul fronte combine, sono invece cinque i nuovi indagati per Teramo-Savona del 2 maggio 2015. Oltre a Marcello Di Giuseppe, direttore sportivo della societa’ abruzzese, al presidente della squadra Luciano Campitelli e al direttore sportivo del Savona, Marco Barghigiani, hanno ricevuto avvisi di garanzia Giuliano Pesce, ex ds della Ternana ora collaboratore tecnico del Parma, e Davide Matteini, calciatore del San Paolo Padova. Secondo gli investigatori della Squadra mobile di Catanzaro e dello Sco, ci sarebbero voluti 30.000 euro per “accomodare” la partita, conclusasi con la vittoria degli ospiti, saliti cosi’ nella serie cadetta con un turno di anticipo. Per l’accusa, sarebbe stata la dirigenza del Teramo a dare mandato a Ercole Di Nicola, ds dell’ Aquila, gia’ indagato nella prima fase dell’operazione “Dirty Soccer”, di pilotare il risultato dell’incontro: Di Nicola si sarebbe avvalso della complicita’ di Ninni Corda, allenatore del Barletta, pure lui gia’ indagato, e di Pesce. Dall’avviso di garanzia notificato oggi emerge che due calciatori del Savona, Cabeccia e Marchetti, rifiutarono la proposta di combine, costringendo gli indagati a trovare una soluzione alternativa. “La verita’ verra’ a galla”, si e’ limitato a dire ai cronisti il patron del Teramo, Campitelli, ostentando tranquillita’ e dando appuntamento ai tifosi per la nuova avventura in B. Nel frattempo, la societa’ biancorossa ha diffuso una nota con la quale “nell’affermare, senza timore di essere smentita, la totale estraneita’ a qualsiasi ipotesi delittuosa o illecita”, auspica “nell’interesse proprio, della tifoseria e della citta’, che venga fatta chiarezza sull’intera vicenda”. (AGI) .

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