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(AGI) – Roma, 14 mag. – Hanno messo in pericolo tutti i passeggeri che si trovavano a bordo dell’airbus 320 dell’Alitalia, che ieri sera stava decollando dall’aeroporto di Fiumicino per Istanbul, i tre algerini fuggiti dopo aver aperto una porta di emergenza. I tre magrebini sono scappati utilizzando una delle porte che si trova al centro dell’aereo sull’ala, rischiando di finire risucchiati dal motore. Il tutto e’ avvenuto mentre il velivolo si trovava in fase di rullaggio a 50 km orari. L’apertura dello sportello ha azionato lo scivolo d’emergenza e i tre immigrati si sono lasciati cadere. A bordo dell’aereo si trovavano in tutto 122 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Quello degli algerini che cercano di entrare sul territorio italiano utilizzando la linea aerea Algeri-Istanbul con transito per Roma, e’ un fenomeno ben noto agli agenti della polizia di frontiera. Si tratta di nord africani che si imbarcano da Algeri per Istanbul e non hanno bisogno di visto e che poi tentano di entrare in Italia nel corso del transito, all’aeroporto di Fiumicino. Proprio per impedire questo fenomeno nell’ottobre scorso la polizia di frontiera ha messo in atto un piano che prevede il presidio delle forze dell’ordine nel momento di transito di questi immigrati. Grazie a questa procedura sono stati circa mille gli immigrati fatti rimpatriare e che non sono riusciti a introdursi illegalmente nel nostro Paese. Ieri e’ avvenuto, invece, un episodio del tutto nuovo agli investigatori. I tre immigrati si sono lanciati dall’aereo in movimento e le forze dell’ordine sono dovute intervenire impedendo che a scappare fossero anche gli altri 18 connazionali algerini che si trovavano a bordo dell’aereo. I tre fuggitivi sono stati denunciati per immigrazione clandestina e attentato alla sicurezza dei trasporti. .

(AGI) – Roma, 14 mag. – Piu’ di due pesci su tre consumati in Italia provengono dall’estero con il rischio evidente che venga spacciato come Made in Italy pesce importato, anche perche’ al ristorante non e’ obbligatorio indicare la provenienza. E’ quanto denuncia Coldiretti Impresapesca in occasione dell’incontro “Le frodi: dal mare alla tavola” organizzato a Slow Fish iniziato a Genova. Dal pangasio del Mekong venduto come cernia al filetto di brosme spacciato per baccala’, fino all’halibut o la lenguata senegalese commercializzati come sogliola, la frode e’ in agguato sui banchi di vendita dove – sottolinea la Coldiretti Impresapesca – vige l’obbligo dell’etichetta d’origine ma soprattutto al ristorante dove la provenienza di quanto si porta in tavola non deve essere indicata. Tra i trucchi nel piatto piu’ diffusi ci sono anche – continua la Coldiretti – il polpo del Vietnam spacciato per nostrano, lo squalo smeriglio venduto come pesce spada, il pesce ghiaccio al posto del bianchetto, il pagro invece del dentice rosa o le vongole turche e i gamberetti targati Cina, Argentina o Vietnam, dove peraltro e’ permesso un trattamento con antibiotici che in Europa sono vietatissime in quanto pericolosi per la salute. “Coldiretti Impresapesca e’ impegnata per garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori dal mare alla tavola anche con progetti che riguardano la ristorazione, dove si sta diffondendo la “carta del pesce” per distinguere il prodotto made in Italy mentre enormi passi in avanti sono stati fatti sull’etichettatura nei banchi di vendita”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Nel 2014 sono stati importati in Italia oltre 731 milioni di chili di pesci e crostacei, molluschi e altri invertebrati acquatici con un aumento del 4 per cento rispetto all’anno precedente. Da quest’anno e’ piu’ facile riconoscere il pesce italiano dall’etichetta grazie all’entrata in vigore dei nuovi regolamenti comunitari il 23 dicembre del 2014 con norme relative all’etichettatura per la messa in commercio dei prodotti ittici. Per effettuare acquisti di qualita’ al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca e’, laddove possibile, di acquistare direttamente dal pescatore o, se da un’attivita’ commerciale, di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Novita’ – rileva Coldiretti Impresapesca – anche per quanto riguarda le informazioni sul pesce congelato, con l’obbligo di indicata la data di congelamento. Nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento e’ accompagnata dalla designazione “decongelato”. (AGI)

(AGI) – Napoli, 14 mag. – Anche Salvatore Schiattarella, 44 anni, titolare con il fratello Raffaele, 53 anni, deceduto ieri poco dopo il ricovero, della fabbrica di fuochi d’artificio in cui si e’ registrata ieri mattina alle 9.15 una esplosione, e’ morto. L’uomo si trovava nel reparto grandi ustionati del nosocomio di Napoli Cardarelli, e gia’ ieri le sue condizioni erano giudicate disperate dai sanitari per l’estensione e la profondita’ delle ustioni riportate dalla deflagrazione del laboratorio principale della “Pirotecnica fratelli Schiattarella”, in localita’ POnte Riccio a Giugliano, nel Napoletano. Un terzo fratello, Girolamo, e’ ricoverato all’ospedale di Pozzuoli ma le sue condizioni sono buone. (AGI)

(AGI) – Napoli, 14 mag. – I carabinieri a Napoli hanno sequestrato 2000 confezioni di Viagra a casa di una delle figlie del boss defunto Gennaro Licciardi, capo di un clan tra i piu’ potenti della Campania. I militari del nucleo investigativo partenopeo hanno eaeguito una perquisizione domiciliare in un apppartamento nella periferia Nord della citta’ alla ricerca di armi detenute illegalmente. In un sottoscala trovano degli scatoloni e uno di questi, aperto da un lato, lascia intravedere il contenuto: pacchi da otto confezioni ognuno di a Sildenafila Sandoz 50mg, l’equivalente del Viagra, vendibile sotto il controllo medico e con ricetta, per 1.920 scatole. Circa 50mila euro il valore dell’intero stock sul mercato farmaceutico. Denunciata 39enne proprietaria di casa, ritenuta responsabile di ricettazione. Le indagini proseguono. (AGI) .

(AGI) – Caserta, 13 mag. – La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la condanna a 8 anni di reclusione per lesioni gravissime nei confronti di Antonio Caliendo, il 29enne di Casal di Principe che nel 2013 con un calcio spappolo’ per gelosia la milza alla giovane miss, sua ex fidanzata, Rosaria Aprea, 22 anni. I giudici hanno confermato la condanna in primo grado emessa nel luglio del 2014 dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere. .

(AGI) – Napoli, 13 mag. – Sono tre le vittime dell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio nel Napoletano. L’esplosione, registrata questa mattina alle 9.15 e’ avvenuta nella zona industriale di Giugliano, e il boato e’ stato avvertito nel raggio di alcuni chilometri. Luigi Capasso, operaio della ditta, e’ stata la prima vittima di cui si e’ avuta notizia. Gabriele Vallefuoco, 65 anni, e’ invece morto mentre veniva trasposrtato dal personale del 118 a Pozzuoli all’ospedale La Schiana. Morto anche uno dei titolari della fabbrica “Pirotecnica fratelli Schiattarella” di Giugliano, Raffaele Schiattarella, 55 anni, proprietario dell’azienda pirotecnica insieme ai fratelli Salvatore e Girolamo. Raffaele e’ morto per le gravi ustioni riportate nella deflagrazione del laboratorio principale. L’uomo era ricoverato in prognosi riservata con ustioni di terzo grado in gran parte del corpo. E sono gravissime le condizioni anche di Salvatore, 40enne, la cui vita e’ appesa a un filo nel reparto Grandi ustionati del Cardarelli. Girolamo invece ha ferite meno gravi ed e’ all’ospedale di Pozzuoli con un altro dipendente dell’opificio ricoverato, Francesco Imperatore. (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 mag. – Aeroporti di Roma, “in stretto collegamento con Enac”, comunica che “ulteriori analisi realizzate nella giornata di oggi per monitorare lo stato dell’aria presso il Terminal 3 confermano che i valori di riferimento degli inquinanti ricercati sono nettamente al di sotto dei livelli nazionali ed internazionali permissibili. Si conferma, quindi, che non vi e’ alcun rischio per la salute. Il laboratorio mobile posto a presidio dell’area continuera’ ad effettuare i necessari rilievi e le successive analisi”. .

(AGI) – Roma, 13 mag. – Si trova in condizioni “critiche ma stabili”, l’infermiere sardo contagiato dal virus Ebola dopo un periodo in Sierra Leone come operatore di Emergency. L’uomo, che potrebbe peggiorare nei prossimi giorni, come previsto dal quadro classico della malattia, e’ stato trasferito nella notte dall’aeroporto militare di Alghero a Pratica di mare con un volo in assetto di biocontenimento assoluto, poi da la’ trasportato all’ospedale Spallanzani di Roma, uno dei due centri nazionali specializzati, dov’e’ attualmente ricoverato. L’infermiere e’ arrivato allo Spallanzani “febbrile, lucido e collaborante”. Il decorso clinico potra’ essere molto variabile, hanno spiegato i medici che lo hanno preso in cura ieri, e dipende dalla risposta immunitaria del paziente. I medici dell’ospedale Spallanzani stanno, inoltre, valutando se utilizzare il plasma del dottor Pulvirenti, l’altro paziente italiano curato per il virus. “Stiamo valutando – ha confermato il direttore scientifico dell’ospedale Giuseppe Ippolito – nell’ambito del circuito internazionale”, e “abbiamo gia’ contattato il direttore del centro nazionale sangue”.

Emergency, “Continueremo le nostre missioni in Sierra Leone” – VIDEO

Intanto il paziente “ha iniziato il trattamento antivirale specifico con un farmaco non registrato in Italia”, autorizzato per l’occasione dall’Aifa su indicazione del ministro Lorenzin. Ippolito afferma che c’e’ un “rischio trascurabile” che l’infermiere di Emergency possa aver contagiato altre persone in Italia, e in particolare in Sardegna. Aggiungendo poi che “stiamo verificando contatti ed esposti: a tal fine il dottor Guerra che si trova in Sardegna ci riferira’ sui controlli effettuati”. Il direttore scientifico dello Spallanzani ha chiarito che l’infermiere di Emergency e’ seguito “da medici e infermieri volontari con il supporto di un team logistico e dei laboratori. In totale sono al lavoro circa 100 persone”. “Siamo di fronte a un’altra sfida difficile – ha commentato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – che adesso giochiamo all’interno dello Spallanzani, una grande eccellenza italiana, dove l’infermiere ricevera’ certamente il meglio delle cure possibili”. Nel frattempo, a Sassari tre persone, entrate in contatto con l’infermiere sardo sono in quarantena precauzionale nel loro domicilio e le loro condizioni sono costantemente monitorate per un intervento immediato in caso di sintomatologia specifica. .

(AGI) – Napoli, 13 mag. – Raffaele Schiattarella, 55 anni, titolare insieme ai fratelli Salvatore e Girolamo della fabbrica in cui si e’ registrata una esplosione questa mattina nella zona industriale a Giugliano, e’ morto per le gravi ustioni riportate nella deflagrazione del laboratorio principale. L’uomo era ricoverato in prognosi riservata con ustioni di terzo grado in gran parte del corpo.E sono gravissime le condizioni anche di Salvatore, 40enne, la cui vita e’ appesa a un filo nel reparto Grandi ustionati del Cardarelli. Girolamo invece ha ferite meno gravi ed e’ all’ospedale di Pozzuoli con un altro dipendente dell’opificio ricoverato, Francesco Imperatore.

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(AGI) – Roma, 13 mag. – Si trova in condizioni “critiche ma stabili”, l’infermiere sardo contagiato dal virus Ebola dopo un periodo in Sierra Leone come operatore di Emergency. L’uomo, che potrebbe peggiorare nei prossimi giorni, come previsto dal quadro classico della malattia, e’ stato trasferito nella notte dall’aeroporto militare di Alghero a Pratica di mare con un volo in assetto di biocontenimento assoluto, poi da la’ trasportato all’ospedale Spallanzani di Roma, uno dei due centri nazionali specializzati, dov’e’ attualmente ricoverato. L’infermiere e’ arrivato allo Spallanzani “febbrile, lucido e collaborante”. Il decorso clinico potra’ essere molto variabile, hanno spiegato i medici che lo hanno preso in cura ieri, e dipende dalla risposta immunitaria del paziente. I medici dell’ospedale Spallanzani stanno, inoltre, valutando se utilizzare il plasma del dottor Pulvirenti, l’altro paziente italiano curato per il virus. “Stiamo valutando – ha confermato il direttore scientifico dell’ospedale Giuseppe Ippolito – nell’ambito del circuito internazionale”, e “abbiamo gia’ contattato il direttore del centro nazionale sangue”. Intanto il paziente “ha iniziato il trattamento antivirale specifico con un farmaco non registrato in Italia”, autorizzato per l’occasione dall’Aifa su indicazione del ministro Lorenzin.Ippolito afferma che c’e’ un “rischio trascurabile” che l’infermiere di Emergency possa aver contagiato altre persone in Italia, e in particolare in Sardegna. Aggiungendo poi che “stiamo verificando contatti ed esposti: a tal fine il dottor Guerra che si trova in Sardegna ci riferira’ sui controlli effettuati”. Il direttore scientifico dello Spallanzani ha chiarito che l’infermiere di Emergency e’ seguito “da medici e infermieri volontari con il supporto di un team logistico e dei laboratori. In totale sono al lavoro circa 100 persone”. Nel frattempo, a Sassari tre persone, entrate in contatto con l’infermiere sardo sono in quarantena precauzionale nel loro domicilio e le loro condizioni sono costantemente monitorate per un intervento immediato in caso di sintomatologia specifica.(AGI) .

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