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(AGI) – Roma, 6 giu. – Carote, radicchi e albicocche salgono sul podio degli abbronzanti naturali in grado di “catturare” i raggi del sole e garantire una tintarella naturale ma sono anche utilissimi per difendere l’organismo dalle elevate temperature. E’ la Coldiretti a stilare la speciale classifica top ten della frutta che abbronza in occasione dell’arrivo dall’Africa di ”Scipione”, il vastissimo anticiclone con afa e caldo che continuera’ ancora per molti giorni. Una occasione per il 30 per cento degli italiani che scelgono le vacanze in spiaggia soprattutto per la tintarella, ma anche – sottolinea la Coldiretti – una preoccupazione per la salute soprattutto tra le categorie piu’ deboli come anziani e bambini. Con il grande caldo, consumare carote, insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, albicocche, fragole o ciliegie serve a preparare l’abbronzatura estiva ma anche – sottolinea la Coldiretti – a difendersi dai colpi di calore soprattutto se l’alimentazione e’ accompagnata da comportamenti corretti, come vestirsi con abiti leggeri chiari di cotone o in altre fibre naturali, fare docce tiepide, truccarsi in modo leggero, proteggersi con creme adeguate ed usare profumi con essenze naturali. Se il consiglio e’ quello di esporsi gradualmente al sole e di evitare le ore piu’ calde soprattutto in caso di carnagione chiara, l’alimentazione – sottolinea la Coldiretti – aiuta a “catturare” i raggi del sole ma e’ anche in grado di difendere l’organismo dalle elevate temperature. La dieta adeguata per una abbronzatura sana e naturale si fonda – precisa la Coldiretti – sul consumo di cibi ricchi in Vitamina A che favorisce la produzione nell’epidermide del pigmento melanina per donare il classico colore scuro alla pelle. Sul podio del “cibo che abbronza” secondo la speciale classifica stilata dalla Coldiretti salgono carote, radicchi e albicocche ma sono d’aiuto anche insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, fragole o ciliegie che sono peraltro disponibili in grande quantita’ e varieta’ con un ottimo rapporto prezzo/qualita’ in questa stagione. Il primo posto e’ conquistato indiscutibilmente dalle carote che contengono ben 1200 microgrammi di Vitamina A o quantita’ equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile. Al posto d’onore – continua la Coldiretti – salgono gli spinaci che ne hanno circa la meta’, a pari merito con il radicchio mentre al terzo si posizionano le albicocche seguite da cicoria, lattuga, melone giallo e sedano, peperoni, pomodori, pesche gialle, cocomeri, fragole e ciliege che presentano comunque contenuti elevati di vitamina A o caroteni. Con il caldo infatti e’ importante consumare frutta e verdura fresca, fonte di vitamine, sali minerali e liquidi preziosi per mantenere l’organismo in efficienza e per combattere i radicali liberi prodotti come conseguenza dell’esposizione solare. Antiossidanti “naturali” sono infatti le vitamine A, C ed E che – sottolinea la Coldiretti – sono contenute in abbondanza in frutta e verdura fresca. Alla buona alimentazione – spiega la Coldiretti – vanno accompagnate regole di buon senso nell’esposizione al sole soprattutto all’inizio della stagione. E’ quindi importante conoscere il proprio fototipo ed utilizzare creme adeguate alla propria pelle, soprattutto su bambini, ridurre al minimo le esposizioni ai raggi solari, specie nelle ore centrali della giornata, non esporsi al sole con profumi ed essenze e – conclude la Coldiretti – utilizzare indumenti adeguati (cappelli, magliette, occhiali).(AGI) .

(AGI) – Palermo, 6 giu. – Due scafisti fermati a Pozzallo (Ragusa), un tunisino di 45 anni e un gambiano di 18, per lo sbarco di 128 immigrati soccorsi da nave ‘Fenice’ della Marina militare nel Canale di Sicilia. Tra questi, 116 del Centroafrica – compresi 8 donne e 36 minori – erano a bordo di un gommone; gli altri dodici tunisini su un barchino in legno. Tutti i tunisini verranno rimpatriati con provvedimento del questore. Per gli investigatori l’insolita traversata di un cosi’ piccolo gruppo di migranti, aveva l’obiettivo di eludere i controlli. Gli stranieri hanno spiegato che gli accordi prevedevano l’approdo su una piccola spiaggia del trapanese, ma lo scafista ha sbagliato rotta giungendo in prossimita’ di Ragusa. L’uomo ha diversi precedenti di polizia e ad ottobre era sbarcato a Trapani. I connazionali lo hanno riconosciuto e l’uomo e’ stato fermato e condotto in carcere. I migranti hanno riferito di aver pagato mediamente 1.000 dollari, quindi gli organizzatori hanno potuto incassare complessivamente circa 130.000 dollari. Sono 53 gli scafisti individuati nel 2015 a Pozzallo, 200 nel 2014. CROTONE Si sono concluse intorno alle ore 6 di questa mattina le operazioni relative allo sbarco di 35 migranti nell porto di Crotone. Si tratta di 19 uomini, 7 donne (delle quali una incinta) e 9 minorennui accompagnati. I migranti, tutti in buone condizioni di salute, si sono dichiarati di nazionalita’ siriana (30), irachena (4) e vietnamita (1). I migranti erano stati intercettati al largo di Capo Rizzuto, a bordo di una barca a vela a doppio albero e sono stati trasbordati presso il porto di Crotone. I due presunti scafisti, di nazionalita’ ucraina, sono stati fermati dalla Guardia di Finanza. Le attivita’ di sbarco – comunica la prefettura – sono state espletate nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza, con il coordinamento della Prefettura e con l’intervento della Capitaneria di Porto di Crotone, Questura, Guardia di Finanza, Comune di Crotone, Suem 118, associazioni di volontariato e organizzazioni umanitarie. I migranti sono stati ospitati nel cara di Isola di Capo Rizzuto (Kr). L’imbarcazione con a bordo gli immigrati e’ stata intercettata alle 23,30 circa di ieri da un guardacoste e da una vedetta del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, con la collaborazione di un’unita’ della Guardia Costiera di Crotone, a dieci miglia circa a sud di Capo Rizzuto. Si tratta di un veliero bialbero, lungo 12 metri, battente bandiera statunitense. I due uomini ucraini fermati cercavano di confondersi tra gli altri. L’intervento – e’ stato precisato – rientra nell’ambito dell’operazione Triton 2015, sotto l’egida di Frontex, mediante l’impiego di un velivolo islandese e di un pattugliatore inglese che, coordinati dal Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto, hanno individuato la barca a vela nella tarda mattinata dello stesso giorno a circa 80 miglia al largo della Calabria. L’imbarcazione risulterebbe partita dalla Turchia circa 7 giorni fa ed i migranti avrebbero pagato per il viaggio circa 800 euro, gli adulti, e 400 euro i bambini. A bordo c’era un gommone di circa tre metri, sproporzionato come tender di bordo, che verosimilmente sarebbe servito agli scafisti per darsi alla fuga una volta giunti in prossimita’ delle coste italiane. Le persone soccorse, trasbordate sulle unita’ operanti, rifocillate ed assistite, sono state portate nel porto di Crotone; da un primo controllo sanitario effettuato in mare da un medico del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, imbarcato sulla vedetta della Guardia di Finanza, sono risultate complessivamente in discrete condizioni di salute. La donna in stato di gravidanza e’ stata comunque subito trasportata con una vedetta veloce delle fiamme gialle presso il medesimo porto. Il mezzo nautico usato per il trasporto illegale e’ stato sequestrato dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Crotone. Gli ucraini, Z.B. di 28 anni e M.W. di 43, sono stati arrestati con l’accusa di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina per aver condotto il veliero, con un carico di migranti irregolari, sino alle acque nazionali italiane. (AGI) .

(AGI) – Milano, 6 giu. – Dieci giorni per accendere la luce sulla malattia di Huntington, parlando di assistenza, di cure e di ricerca. E’ l’iniziativa promossa da Aich Milano Onlus, che organizza eventi, iniziative sul territorio e momenti di approfondimento sulla ricerca scientifica. Gli ‘Huntington’s days’ partono oggi, giornata dell’Huntington, per concludersi il 15 giugno con il convegno scientifico internazionale all’universita’ degli studi di Milano ‘Prendersi cura e’ nel nostro dna’, cui partecipera’ il senatore a vita Elena Cattaneo, direttore del laboratorio di biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative dell’ateneo. Gli ‘Huntington’s days’ saranno 10 giornate di sensibilizzazione della opinione pubblica sulle malattie neurologiche, sul tema della ricerca, della assistenza e dei diritti del malato. Si punta anche ad aggregare istituzioni ed enti attorno all’associazione e a promuovere il reclutamento di nuovi volontari. Le iniziative della associazione si uniranno alle attivita’� di ricercatori e neurologi italiani impegnati nella ricerca e nel sostegno clinico in tutto il territorio nazionale. Gli eventi legati agli ‘Huntington’s days’ si terranno in diverse province lombarde. Si parte domani con un banco informativo sul lungolago di Lecco e con uno spettacolo teatrale al teatro Aurora di Seriate (Bg). L’8 e il 9 giugno saranno fornite informazioni sulla patologia al padiglione Monteggia dell’ospedale Policlinico di Milano, mentre l’11 giugno al teatro Rosetum di Milano andra’� in scena ‘Huntington in musica’, concerto jazz a cura del Jazz club di Arcore. Si continua con una gara di torte il 13 giugno a Cinisello Balsamo e con un altro concerto jazz al circolo Arci La ferriera di Lecco; infine, alle 10 del 15 giugno, il convegno conclusivo all’universita’� statale di Milano. La malattia di Huntington e’ una patologia ereditaria del sistema nervoso centrale con un lungo decorso, che conduce nel tempo a infermita’�cronica e disabilita’ mentale; al momento non esistono farmaci in grado di curarla o prevenirla. L’associazione italiana di Huntington Milano onlus (Aich) e’ nata alla fine degli anni Settanta dalla volonta’� di famiglie e operatori per condividere informazioni e sensibilizzare le istituzioni sulla problematicita’� della malattia, nonche’ per sostenere la ricerca; la onlus offre alle famiglie assistenza, consulenza e un supporto psicologico personalizzato. (AGI) .

(AGI) – Catanzaro, 6 giu. – E’ morto a Catanzaro Anselmo Di Bona, ritenuto dagli inquirenti il capo della cosca dei “Gaglianesi”, clan storico e piu’ potente del capoluogo calabrese. Di Bona aveva 62 anni ed era malato da tempo. La sua morte arriva a pochi giorni di distanza dall’omicidio di Domenico Bevilacqua, alias “Toro seduto”, capo della criminalita’ rom della citta’. Di Bona aveva alle spalle diversi procedimenti, ma in un solo caso era stato condannato per il reato di associazione mafiosa e solo in primo grado. La condanna risale al 2008 e con una pena di otto anni e quattro mesi, dal momento che l’operazione denominata “Revenge” avrebbe evidenziato il ruolo dello stesso Di Bona nella riorganizzazione del clan. L’omicidio di Bevilacqua e la morte di Di Bona, a poche ore di distanza una dall’altra, rischiano di aprire nel capoluogo calabrese una guerra di mafia per la successione. .

(AGI) – Palermo, 6 giu. – Due scafisti fermati a Pozzallo (Ragusa), un tunisino di 45 anni e un gambiano di 18, per lo sbarco di 128 immigrati soccorsi da nave ‘Fenice’ della Marina militare nel Canale di Sicilia. Tra questi, 116 del Centroafrica – compresi 8 donne e 36 minori – erano a bordo di un gommone; gli altri dodici tunisini su un barchino in legno. Tutti i tunisini verranno rimpatriati con provvedimento del questore. Per gli investigatori l’insolita traversata di un cosi’ piccolo gruppo di migranti, aveva l’obiettivo di eludere i controlli. Gli stranieri hanno spiegato che gli accordi prevedevano l’approdo su una piccola spiaggia del trapanese, ma lo scafista ha sbagliato rotta giungendo in prossimita’ di Ragusa. L’uomo ha diversi precedenti di polizia e ad ottobre era sbarcato a Trapani. I connazionali lo hanno riconosciuto e l’uomo e’ stato fermato e condotto in carcere. I migranti hanno riferito di aver pagato mediamente 1.000 dollari, quindi gli organizzatori hanno potuto incassare complessivamente circa 130.000 dollari. Sono 53 gli scafisti individuati nel 2015 a Pozzallo, 200 nel 2014. (AGI) .

(AGI) – Roma, 6 giu. – Il contrasto alla corruzione “deve essere severo, nel nome del diritto e della liberta’ che la corruzione sottrae a ciascuno di noi”. E’ il monito che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante la sua visita all’Expo, ha voluto lanciare all’indomani dei nuovi arresti nell’inchiesta Mafia Capitale. “Dobbiamo recuperare, pur nel confronto a volte acceso – ha detto il Capo dello Stato – il senso del bene comune. E dobbiamo sapere che si fonda sulla legalita’ e sulla trasparenza”.

Dalle carte dell’inchiesta romana, intanto, emerge che, tra i 21 indagati a piede libero, figurano, tra gli altri, Maurizio Venafro, gia’ capo di gabinetto del Governatore Nicola Zingaretti e Marco Visconti, l’ex assessore all’Ambiente della giunta capitolina guidata da Alemanno. Risulta indagato a Catania, invece, il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione (Ncd), per turbativa d’asta nell’inchiesta sull’appalto per la gestione del Cara di Mineo. “In questa vicenda sono assolutamente sereno – ha dichiarato – se ricevero’ un avviso di garanzia, se ci sara’ una mia responsabilita’, che io escludo assolutamente, non dovra’ prendere provvedimenti qualcuno, ma li prendero’ io personalmente”.

A Roma quella di ieri e’ stata una giornata di interrogatori nel carcere di Regina Coeli per i primi esponenti politici finiti in manette nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta su ‘Mafia Capitale’. Il primo ad affrontare il giudice Flavia Costantini e’ stato Mirko Coratti, ex presidente dell’assemblea capitolina, che ha respinto l’accusa di corruzione. “Mai avuto rapporti, illeciti o di natura economica, con Salvatore Buzzi. Basta leggersi le carte dell’inchiesta: non c’e’ una sola conversazione con lui, intercettata, che mi riguardi”, ha detto Coratti, difeso dall’avvocato Filippo Dinacci.

Il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha nel pomeriggio comunicato al sindaco della Capitale, Ignazio Marino, la “sospensione di diritto” dei consiglieri comunali Massimo Caprari, Mirko Coratti, Pierpaolo Pedetti e Giordano Tredicine, arrestati giovedi’. Il prefetto ha anche avviato la procedura per la dichiarazione di sospensione del consigliere regionale Luca Gramazio.

La Giunta Marino resta compatta: “il sindaco non si dimettera’, ne’ la giunta ne’ nessun altro”, dichiara l’assessore capitolino ai lavori pubblici, Maurizio Pucci. “Sono estremamente determinato e oggi lo sono, se possibile, ancora di piu’ – ha affermato il sindaco Marino – ho raccolto anche l’assoluta determinazione della mia giunta che vuole proseguire nel percorso di cambiamento della nostra citta’ iniziato nel 2013”. (AGI)

(AGI) – Sarajevo, 6 giu. – “Sarajevo ha sofferto tanto nella storia. Adesso e’ in un bel cammino di pace. E’ per parlare di questo che faccio il viaggio, come segno di pace e preghiera di pace”. Sull’aereo in volo verso la capitale bosniaca, Papa Francesco ha spiegato con queste parole il senso della sua ottava visita pastorale fuori dall’Italia. “Sarajevo – ha aggiunto – e’ chiamata la Gerusalemme dell’Occidente perche’ vi convivono culture, religioni, etnie tanto diverse”. “Vi ringrazio della vostra presenza e del vostro lavoro in questo viaggio non tanto lungo, appena una giornata”, ha detto infine ai giornalisti rinviando al volo di ritorno una conversazione piu’ ampia. .

(AGI) – Roma, 5 giu. – Una commissione di indagine per appurare le cause dell’incidente avvenuto stamane sulla metro B, all’altezza della fermata Eur-Palasport, dove due treni si sono urtati provocando il ferimento di alcuni passeggeri. E’ quella istituita dall’Atac, che sottolinea che “in ogni momento, anche in quelli concitati seguiti all’incidente, l’azienda, grazie al pronto intervento dei propri tecnici, che hanno seguito con professionalita’, competenza e scrupolo tutte le fasi dell’evento, ha operato per garantire comunque la sicurezza dei passeggeri nel rispetto delle normative che disciplinano l’esercizio metroferroviario sull’intera rete, che e’ allineato agli standard di sicurezza dei maggiori operatori di settore anche a livello internazionale”. Il servizio della metro B – comunica l’Atac – rimane ancora interrotto nel tratto Eur Magliana-Laurentina per consentire il lavoro delle autorita’ e dei tecnici preposti che stanno operando per ricostruire i fatti. La riapertura della tratta al regolare esercizio e’ prevista con l’inizio turno di domani mattina alle ore 5.30. Il collegamento fra Magliana e Laurentina, di conseguenza, continua ad essere garantito con navette bus di superficie. Non si registrano disagi lungo il percorso delle navette, e il servizio sul resto della linea B e’ regolare. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 giu. – Le infusioni somministrate con il metodo Stamina sono “pericolose o comunque non sicure per la salute umana”. Lo scrive la sesta sezione penale della Cassazione spiegando perche’, il 21 aprile scorso, confermo’ il sequestro preventivo dei materiali depositati presso gli Spedali civili di Brescia. La Suprema Corte rileva che al metodo Stamina “non puo’ annettersi validita’ scientifica”: allo stato, si legge in una delle sentenze depositate oggi, “non vi sono risultati consolidati ne’ sul tipo di cellula da utilizzare, ne’ sulla via di somministrazione ne’ sulla capacita’ di differenziazione e neppure sul reale beneficio clinico determinato da questo tipo di trattamenti”. I giudici di legittimita’ aggiungono che “deve riscontrarsi una serie di gravi violazioni sia delle norme sulla fabbricazione dei medicinali per terapie avanzate, somministrati con il predetto metodo, sia delle norme sulla qualita’, tracciabilita’ e farmacovigilanza dei prodotti”. Tra i rischi segnalati nella sentenza, la “contaminazione batterica”, “ematoma o emorragia”, “infezione”, “insorgenze di patologie legate a una regolazione immunitaria”, legati alle “attivita’ di estrazione e re-inoculazione delle cellule staminali poste in essere senza le dovute precauzioni e al di fuori delle procedure richieste dalla legge, non solo nel periodo immediatamente susseguente all’infusione, per le caratteristiche di non purezza e di inidoneita’ del prodotto, ma anche in periodi successivi e lontani dall’infusione, per la possibilita’ di insorgenza di processi proliferativi difficilmente prevedibili”. Infatti, sottolinea la Corte, “circa il 25% dei pazienti di cui e’ stato possibile consultare le cartelle cliniche e le schede di monitoraggio ha presentato eventi avversi, nel 14% dei casi anche gravi”. (AGI) .

(AGI) – Taranto, 5 giu. – L’industriale Fabio Riva e’ stato arrestato. L’ex vice presidente del gruppo siderurgico Riva Fire a cui fa capo l’Ilva di Taranto stasera e’ atterrato a Roma Fiumicino con un volo proveniente da Londra dove ha trovato ad attenderlo la Guardia di Finanza che gli ha notificato il mandato di arresto europeo e lo ha prelevato per trasferirlo nel carcere di Taranto. Fabio Riva, nell’ambito dell’inchiesta sull’Ilva di Taranto, risponde, insieme ad altri, dell’accusa di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari e all’omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro. L’ordinanza di arresto era stata spiccata per lui il 26 novembre 2012 ma Fabio Riva si era reso irreperibile rifugiandosi a Londra. La giustizia inglese, a fronte della richiesta di estradizione dei giudici di Taranto, ai quali si era poi aggiunta quella dei giudici di Milano per altri reati, aveva detto gia’ di si’ all’estradizione diversi mesi fa, ma Fabio Riva aveva presentato appello. Il cui esito sarebbe arrivato nei prossimi mesi. Fabio Riva sara’ interrogato la prossima settimana dal gip di Taranto, Patrizia Todisco. La stessa imputazione e’ rivolta anche al fratello Nicola, anch’egli amministratore dell’Ilva sino a giugno 2012 – arrestato nel luglio 2012 ai domiciliari – ed era rivolta anche al padre Emilio, leader del gruppo dell’acciaio, scomparso ad aprile del 2014. Per Fabio Riva la Procura di Taranto ha chiesto il rinvio a giudizio mentre il suo avvocato, nell’udienza preliminare di meta’ aprile davanti al gup Wilma Gilli, ha chiesto il proscioglimento. I Riva sono ancora proprietari dell’Ilva – della gestione ora si occupa Claudio, fratello di Fabio e Nicola, non coinvolto pero’ nell’inchiesta giudiziaria di Taranto – ma la gestione da giugno 2013, su decisione del Governo, e’ nelle mani dei commissari pubblici, attualmente Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi. Prima di loro la gestione commissariale e’ stata retta per un anno da Enrico Bondi ed Edo Ronchi. (AGI) .

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