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(AGI) – Milano, 23 giu. – Silvio Berlusconi dovra’ versare un assegno di mantenimento di 1 milione e 400 mila euro al mese a Veronica Lario. Lo ha stabilito il tribunale di Monza confermando la cifra che il giudice Anna Maria Di Oreste aveva indicato durante l’udienza presidenziale della causa di divorzio. Meno della meta’ di quanto chiesto da Veronica, oltre 3 milioni. .

(AGI) – Roma, 23 giu. – Adriano Sofri e’ uno tra gli esperti chiamati dal ministero della Giustizia per gli Stati generali delle carceri. Contro la decisione si schiera il segretario generale del Sindacato autonomo Polizia penitenziaria Sappe, Donato Capece: “Meno male che ci hanno risparmiato Toto’ Riina, che magari avrebbe potuto parlare di una revisione del regime penitenziario duro del 41bis – commenta ironico e aggiunge – e’ inaccettabile e inammissibile la decisione del ministro Orlando di nominare Sofri. Insieme a giuristi e magistrati qualificati non mancano gli poi ex parlamentari evidentemente da ricollocare”, mentre “spicca l’assenza di poliziotti penitenziari tra i coordinatori dei gruppi di lavoro”. Il Sappe auspica “che il Capo dello Stato intervenga su quella che e’ una scelta inopportuna e inadatta”. La questione diventa subito motivo di interrogazione parlamentare di Forza Italia. “Ho rivolto una interrogazione urgente al ministro della Giustizia Orlando – riferisce in una nota Maurizio Gasparri – per esprimere sconcerto per la nomina di Adriano Sofri a consulente del suo ministero per la riforma del sistema penitenziario. Per sapere perche’, se il presupposto di questa consulenza e’ l’esperienza da detenuto a causa della condanna per l’omicidio del commissario Calabresi, non siano stati assoldati anche altri condannati per omicidio come Sofri”. Maurizio Gasparri scrive poi: “Al ministero della Giustizia pensano di costituire una consulta di assassini per avvalersi della loro esperienza criminale? Orlando non ritiene offensiva per tutto il personale che gestisce gli istituti penitenziari questa scelta? Una decisione che mortifica tutti i cittadini, che certo non possono apprezzare la trasformazione del capo di una organizzazione coinvolta in uno dei piu’ drammatici omicidi della storia italiana, in un alto consulente del Governo. Questa decisione deve essere rivista – sottolinea Gasparri – perche’ offende il sentimento di giustizia, stravolge valori condivisi, trasforma l’assassino in un modello a cui ispirarsi. Sofri alla guida di questa struttura rappresenta una nuova offesa agli onesti. Contro questa decisione sara’ necessario promuovere assemblee del personale all’interno delle carceri. Siamo di fronte a una decisione vergognosa e ancora una volta tesa a privilegiare gli assassini rispetto alle vittime. Credo che anche il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio dovrebbero chiedere a Orlando di cancellare una decisione aberrante e diseducativa. Ancora una volta vince Caino e si calpesta Abele”, conclude Gasparri. Sulla questione interviene anche Michaela Biancofiore: “Un insulto alla giustizia, al senso di legalita’, alle forze dell’ordine. L’ennesima follia della quale e’ vittima l’Italia per mano di chi ci governa”, attacca la parlamentare di FI. “Adriano Sofri, condannato a 22 di carcere, sara’ consulente per la riforma della carceri con tanto di pagamento di trasferte e gettoni di presenza – spiega Biancofiore – questo mentre gli italiani per bene muiono di fame, di stenti e sono senza lavoro. Non c’e’ speranza per la mia povera Italia se questi sono gli insegnamenti da parte delle istituzioni e non ci si puo’ meravigliare, ma solo indignare insieme a quei tanti italiani che scelgono di non credere piu’ nella politica che dovrebbe prima di tutto essere etica”. .

(AGI) – Catania, 23 giu. – Arrestati dalla Digos i vertici del Catania Calcio con l’accusa di aver comprato partite del campionato di serie B per garantire cosi’ la salvezza della squadra dalla retrocessione in Lega Pro.

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Sette provvedimenti di arresti domiciliari sono stati eseguiti nei confronti del presidente del club, Antonio Pulvirenti, dell’amministratore delegato Pablo Cosentino, del direttore generale Daniele Delli Carri, e degli agenti di scommesse e procuratori sportivi Giovanni Impellizzeri, Piero Di Luzio, Fabrizio Milozzi e Fernando Arbotti. La Direzione distrettuale antimafia di Catania, ipotizza a vario titolo i reati di frode in competizioni sportive e truffa. Indagate una ventina di altre persone, tra dirigenti e calciatori di altri club della serie cadetta.Perquisizioni sono state eseguite a Roma, Chieti, Campobasso e Catania. L’inchiesta e’ stata condotta dalla Digos, in collaborazione con la Polizia postale. Nel fascicolo sono confluite varie intercettazioni telefoniche. Le partite dell’ultimo campionato di serie B ‘incriminate’ nell’inchiesta sono: Varese Catania 0-3, Catania-Trapani 4-1, Latina Catania 1-2, Catania-Ternana 2-0, Catania-Livorno 2-1 e Catania-Avellino 1-0.

Abodi, nessun rischio di invalidare il campionato di B

Secondo la Dda di Catania, le partite sarebbero state ‘comprate’ dal club rossoarruzzo . Per questi match, gli inquirenti ritengono di avere trovato riscontri oggettivi della corruzione dei giocatori mentre per le ultime gare disputate dal Catania in B l’illecito non si sarebbe perfezionato grazie all’interessamento da parte della Federcalcio. Dall’ordinanza firmata dal gip Fabio Di Giacomo, emerge che il club etneo, tramite Giovanni Impellizzeri, che avrebbe agito come finanziatore, avrebbe pagato da dieci a ventimila euro a ciascun giocatore ‘corrotto’ per ogni singola partita truccata. Le somme versate da Impellizzeri sarebbero poi rientrate con le scommesse sulle gare il cui risultato era stato gia’ “sistemato” e sulle quali si puntava quindi a colpo sicuro. Il tramite con i giocatori sarebbe stato il procuratore calcistico Fernando Arbotti Un ventina gli indagati ai quali e’ stato notificato un avviso di garanzia nell’ambito dell’operazione che la polizia ha chiamato “I treni del gol”. Tra loro figurano i vertici del Messina Calcio: Pietro Lo Monaco, proprietario, Fabrizio Ferrigno, direttore sportivo e Alessandro Failla, amministratore delegato. Sono indagati anche vari calciatori, come Alessandro Bernardini del Livorno, Riccardo Fiamozzi del Varese, Luca Pagliarulo e Matteo Bruscaggin, entrambi del Trapani. Il Codacons annuncia intanto che promuovera’ un’azione risarcitoria in favore dei tifosi e degli scommettitori e che fara’ istanza di costituirsi parte civile nel procedimento penale. .

(AGI) – Milano, 23 giu. – Li defini’ “facce di c… che qualche Presidente della Camera riceve”: ora l’europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio risarcira’ con qualche migliaio di euro (la cifra esatta non e’ ancora nota) le associazioni di rom che si erano costituite parti civili nel processo in cui e’ imputato per discriminazione razziale e diffamazione aggravata dalla finalita’ di odio razziale ed etnico per alcune frasi pronunciate l’8 aprile del 2013 nel corso della trasmissione ‘La zanzara’ su Radio24. I difensori di Borghezio e i legali delle parti civili, che usciranno cosi’ dal processo, hanno raggiunto un accordo per ‘chiudere’ la vicenda che verra’ formalizzato nella prossima udienza del 26 giugno. In quella data il pm Piero Basilone svolgera’ anche la sua requisitoria davanti ai giudici della X sezione penale. L’intesa non prevede attivita’ di volontariato in un’associazione che lavora con la comunita’ rom, come era stato proposto dallo stesso Borghezio, ma il versamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento. Borghezio nell’intervista critico’ la visita di otto giovani rom alla Camera, su invito della presidente Laura Boldrini in occasione della ‘Giornata internazionale dei rom dei sinti’. Dopo averli definiti “facce di c… che qualche presidente della Camera riceve” l’eurodeputato aveva aggiunto di sperare “che non portino via gli arredi della Camera”.� Aveva anche affermato che “una buona percentuale” dei ladri “sono rom” e che rispetto al lavoro sono “come l’acqua con l’olio”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 23 giu. – “Nei rapporti di lavoro il crescente ricorso alle tecnologie nell’organizzazione aziendale, i diffusi sistemi di geolocalizzazione e telecamere intelligenti hanno sfumato la linea – un tempo netta – tra vita privata e lavorativa. E’ auspicabile che il decreto legislativo all’esame delle Camere sappia ordinare i cambiamenti resi possibili dalle innovazioni in una cornice di garanzie che impediscano forme ingiustificate e invasive di controllo, nel rispetto della delega e dei vincoli della legislazione europea”. Nella sua relazione annuale, il Garante della privacy Antonello Soro parla cosi’ del decreto attuativo del ‘Jobs Act’, che – di fatto – cancella l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori sui controlli a distanza. “Un piu’ profondo monitoraggio di impianti e strumenti – avverte Soro – non deve tradursi in una indebita profilazione delle persone che lavorano. Occorre sempre di piu’ coniugare l’esigenza di efficienza delle imprese con la tutela dei diritti: obiettivo che ha ispirato tutte le decisioni dell’Autorita’ nelle numerose verifiche preliminari nonche’ nelle linee guida in materia di biometria”.

Boschi: “governo considerera’ i suggerimenti” (LEGGI)

Intercettazioni: “basta gogne mediatiche” -  “Il coinvolgimento a qualsiasi titolo in un procedimento giudiziario non puo’ divenire la ragione per esporre la parte o il terzo a una gogna che confonda il doveroso esercizio del diritto di cronaca con il sensazionalismo”, afferma nella relazione il Garante della privacy, ribadendo la necessita’ da parte del governo “di un riequilibrio nei rapporti tra esigenze investigative, informazione e riservatezza, in un contesto di generale mediatizzazione della giustizia”. Per il Garante, “il principio di essenzialita’ dell’informazione” viene in piu’ occasioni “infranto dalla divulgazione di ampi stralci o, addirittura, della versione integrale di atti d’indagine (interrogatori in carcere, intercettazioni) funzionali a soddisfare la curiosita’ del pubblico ma non reali esigenze informative. Il tutto con danno, spesso irreparabile, per i terzi – anche minori, talora vittime del reato – la cui esistenza viene messa a nudo e riversata in rete, anche per sempre”. Fondamentale e’ in ogni caso che il giornalista si attenga ai doveri di “lealta’” e “correttezza”, “evitando il ricorso ad artifici e raggiri o, perfino, come in un caso esaminato, alla sostituzione di persona”. Perche’ l’inchiesta giornalistica non puo’ ricorrere perfino a un atto che di per se’ integra gli estremi di un reato, pur di carpire informazioni riservate e confidenziali”.

 

INTERNET: SERVE UNA KYOTO DELLA PROTEZIONE DEI DATI – “Una Kyoto della protezione dati”, chiede inoltre Antonello Soro. “Come e’ stato per la cultura ambientalista – spiega infatti – occorre diffondere la consapevolezza che anche nell’Infosfera ogni atto compiuto deve essere un atto responsabile e che il contributo di ciascuno, oggi, e’ indispensabile per migliorare la prospettiva del nostro futuro e tracciare uno sviluppo sostenibile del ‘pianeta connesso’. E questa e’ sfida che interroga gli Stati ed esige una risposta globale”. Per il Garante, “c’e’ bisogno di una nuova ‘alfabetizzazione’ che promuova comportamenti attivi e informati per gestire con prudenza i nostri dati e, dunque, anche l’approccio divulgativo diventa parte essenziale dei compiti dell’Autorita’. Tutte le istituzioni sono chiamate ad un supplemento di impegno per ridurre e cancellare la distanza che separa la tutela dei cittadini nello spazio digitale rispetto a quelle consolidate e garantite nello spazio fisico”.

MINORI VITTIME USO DISTORTO WEB – “Oltre al diritto alla rete, dobbiamo garantire, in rete, i diritti di tutti. In primo luogo dei minori, vittime elettive di un uso distorto del web, perche’ non hanno gli strumenti per capire fino a che punto e con quali rischi esporre la propria vita, anche intima, agli altri”, sottolinea ancora il Garante, ricordando come la rete sia “paradossalmente, il luogo in cui la fragilita’ dei minori emerge con maggior forza, in quello iato tra illusione di autonomia e introiezione di regole, esperienza della liberta’ ed esercizio di responsabilita’. La rete e’ anche il luogo in cui, nella presunzione di anonimato, minori violano altri minori. E proprio questo e’, forse, l’aspetto piu’ tragico dell’uso violento della rete, in cui cioe’ l’autore e la vittima partecipano della stessa fragilita’ e della stessa inconsapevolezza del ‘risvolto’ reale e concretissimo di ogni nostra azione nel digitale”.

(AGI) – CdV, 23 giu. – Sul tema controverso della riammissione alla comunione per i divorziati risposati civilmente, e’ emerso “un comune accordo sulla ipotesi di un itinerario di riconciliazione o via penitenziale”. Lo afferma il documento preparatorio del prossimo Sinodo, redatto sulla base delle risposte dei fedeli di tutto ad un nuovo questionario voluto da Papa Francesco dopo l’Assemblea Straordinaria dello scorso ottobre che aveva lasciato aperto questo tema. Questa formulazione prevede pero’ due ipotesi, subordinate e contrapposte, che debbono essere valutate e votate dal Sinodo. La prima e’ che il cammino penitenziale accanto alla “presa di coscienza del fallimento e delle ferite da esso prodotte”, e dunque al pentimento”, sia accompagnato dalla verifica dell’eventuale nullita’ del matrimonio”, che risolverebbe il problema nei singoli casi, qualora vi fossero le condizioni per l’annullamento. Se queste condizioni non vi sono il cammino penitenziale dovrebbe semplicemnete portare “all’impegno alla comunione spirituale e – come gia’ previsto dalle non molto applicate norme canoniche vigenti – alla decisione di vivere (il secondo matrimonio) in continenza”. La seconda e piu’ realistica ipotesi riguarda invece la possibilita’ che il cammino penitenziale “sotto la responsabilita’ del vescovo diocesano” porti all’accesso ai sacramenti con l’aiuto di “un presbitero a cio’ deputato”. Sarebbe necessario dunque raggiungere “un giudizio onesto sulla propria condizione, in cui anche lo stesso presbitero possa maturare una sua valutazione per poter far uso della potesta’ di legare e di sciogliere in modo adeguato alla situazione”. In concreto l’ipotesi e’ quella di “un’accoglienza non generalizzata alla mensa eucaristica, in alcune situazioni particolari, ed a condizioni ben precise, soprattutto quando si tratta di casi irreversibili e legati ad obblighi morali verso i figli che verrebbero a subire sofferenze ingiuste”. Il documento preparatorio del Sinodo ammette che “va ancora approfondita la questione, tenendo ben presente la distinzione tra situazione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti, dato che l’imputabilita’ e la responsabilita’ di un’azione possono essere sminuite o annullate da diversi fattori psichici oppure sociali”. “Alcuni padri – spiega il documento – hanno sostenuto che le persone divorziate e risposate o conviventi possono ricorrere fruttuosamente alla comunione spirituale. Altri padri si sono domandati perche’ allora non possano accedere a quella sacramentale. Viene quindi sollecitato un approfondimento della tematica in grado di far emergere la peculiarita’ delle due forme e la loro connessione con la teologia del matrimonio”. Nei questionari e’ ribadito che “il cammino ecclesiale di incorporazione a Cristo, iniziato col Battesimo, anche per i fedeli divorziati e risposati civilmente si attua per gradi attraverso la conversione continua”, attraverso “l’ascolto della Parola di Dio, la partecipazione alla celebrazione eucaristica, la perseveranza nella preghiera, le opere di carita’, le iniziative comunitarie in favore della giustizia, l?educazione dei figli nella fede, lo spirito di penitenza, il tutto sostenuto dalla preghiera e dalla testimonianza accogliente della Chiesa”. “Frutto di tale partecipazione – si legge nel documento preparatorio del Sinodo – e’ la comunione del credente con la comunita’ tutta, espressione della reale inserzione nel Corpo ecclesiale di Cristo”. Il documento presentato oggi chiarisce bene che “la comunione spirituale”, che era stata indicata da Benedetto XVI come via di soluzione del problema, a sua volta “presuppone la conversione e lo stato di grazia ed e’ connessa con la comunione sacramentale” e dunque non puo’ rappresentare un’alternativa per rispondere al desiderio di comunione dei divorziati risposati. Ma l”Instrumentum laboris’ da’ atto anche che “diversi Padri sinodali hanno insistito a favore della disciplina attuale, in forza del rapporto costitutivo fra la partecipazione all’Eucaristia e la comunione con la Chiesa ed il suo insegnamento sul matrimonio indissolubile”. Il documento prende in considerazione infine anche “la peculiarita’ della tradizione ortodossa” riguardo alle seconde e terze nozze, “intesa come condiscendenza pastorale nei confronti dei matrimoni falliti, senza mettere in discussione l’ideale della monogamia assoluta, ovvero dell’unicita’ del matrimonio”. “Questa benedizione – spiega il testo – e’ di per se’ una celebrazione penitenziale per invocare la grazia dello Spirito Santo, affinche’ sani la debolezza umana e riconduca i penitenti alla comunione con la Chiesa”. Tuttavia, avverte, “il riferimento che alcuni fanno alla prassi matrimoniale delle Chiese ortodosse deve tener conto della diversita’ di concezione teologica delle nozze”. Infatti, conclude, “nell’Ortodossia c’e’ la tendenza a ricondurre la prassi di benedire le seconde unioni alla nozione (teologica) di economia”.

SINODO: RISPETTO E ACCOGLIENZA PER OMOSESSUALI, NO A NOZZE GAY – “Ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignita’ e accolta con sensibilita’ e delicatezza, sia nella Chiesa che nella societa’”. Lo afferma il documento di base del prossimo Sinodo dei vescovi, redatto sulla base di quanto emerso nell’assemblea straordinaria dello scorso ottobre e integrato con le risposte dei fedeli di tutto il mondo al nuovo questionario voluto da Papa Francesco. “Sarebbe auspicabile – afferma il documento – che i progetti pastorali diocesani riservassero una specifica attenzione all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale e di queste stesse persone”. Il testo recepisce inoltre quanto approvato a maggioranza semplice (e dunque formalmente non approvato) alla scorsa assemblea straordinaria, sul tema delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con orientamento omosessuale. “Al riguardo – si legge – ci si e’ interrogati su quale attenzione pastorale sia opportuna di fronte a questa situazione riferendosi a quanto insegna la Chiesa: ‘Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia’. Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. ‘A loro riguardo si evitera’ ogni marchio di ingiusta discriminazione'”. Inoltre viene ribadito che “e’ del tutto inaccettabile che i Pastori della Chiesa subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 23 giu. – “Il coinvolgimento a qualsiasi titolo in un procedimento giudiziario non puo’ divenire la ragione per esporre la parte o il terzo a una gogna che confonda il doveroso esercizio del diritto di cronaca con il sensazionalismo”. E’ quanto afferma nella relazione dell’attivita’ 2014 il Garante della privacy, Antonello Soro, ribadendo la necessita’ da parte del governo “di un riequilibrio nei rapporti tra esigenze investigative, informazione e riservatezza, in un contesto di generale mediatizzazione della giustizia”. Per il Garante, “il principio di essenzialita’ dell’informazione” viene in piu’ occasioni “infranto dalla divulgazione di ampi stralci o, addirittura, della versione integrale di atti d’indagine (interrogatori in carcere, intercettazioni) funzionali a soddisfare la curiosita’ del pubblico ma non reali esigenze informative. Il tutto con danno, spesso irreparabile, per i terzi – anche minori, talora vittime del reato – la cui esistenza viene messa a nudo e riversata in rete, anche per sempre”. Fondamentale e’ in ogni caso che il giornalista si attenga ai doveri di “lealta’” e “correttezza”, “evitando il ricorso ad artifici e raggiri o, perfino, come in un caso esaminato, alla sostituzione di persona”. Perche’ l’inchiesta giornalistica non puo’ ricorrere perfino a un atto che di per se’ integra gli estremi di un reato, pur di carpire informazioni riservate e confidenziali”.

INTERNET: SERVE UNA KYOTO DELLA PROTEZIONE DEI DATI – “Una Kyoto della protezione dati”. A chiederla, nella Relazione sull’attivita’ svolta nel 2014, e’ il Garente della privacy Antonello Soro. “Come e’ stato per la cultura ambientalista – spiega infatti – occorre diffondere la consapevolezza che anche nell’Infosfera ogni atto compiuto deve essere un atto responsabile e che il contributo di ciascuno, oggi, e’ indispensabile per migliorare la prospettiva del nostro futuro e tracciare uno sviluppo sostenibile del ‘pianeta connesso’. E questa e’ sfida che interroga gli Stati ed esige una risposta globale”. Per il Garante, “c’e’ bisogno di una nuova ‘alfabetizzazione’ che promuova comportamenti attivi e informati per gestire con prudenza i nostri dati e, dunque, anche l’approccio divulgativo diventa parte essenziale dei compiti dell’Autorita’. Tutte le istituzioni sono chiamate ad un supplemento di impegno per ridurre e cancellare la distanza che separa la tutela dei cittadini nello spazio digitale rispetto a quelle consolidate e garantite nello spazio fisico”.

MINORI VITTIME USO DISTORTO WEB – “Oltre al diritto alla rete, dobbiamo garantire, in rete, i diritti di tutti. In primo luogo dei minori, vittime elettive di un uso distorto del web, perche’ non hanno gli strumenti per capire fino a che punto e con quali rischi esporre la propria vita, anche intima, agli altri”. Lo sottolinea nella sua Relazione annuale il Garante della privacy, Antonello Soro, ricordando come la rete sia “paradossalmente, il luogo in cui la fragilita’ dei minori emerge con maggior forza, in quello iato tra illusione di autonomia e introiezione di regole, esperienza della liberta’ ed esercizio di responsabilita’. La rete e’ anche il luogo in cui, nella presunzione di anonimato, minori violano altri minori. E proprio questo e’, forse, l’aspetto piu’ tragico dell’uso violento della rete, in cui cioe’ l’autore e la vittima partecipano della stessa fragilita’ e della stessa inconsapevolezza del ‘risvolto’ reale e concretissimo di ogni nostra azione nel digitale”. (AGI)

(AGI) – Campobasso, 23 giu. – L’assessore regionale alle attivita’ produttive della Regione Molise, Massimiliano Scarabeo (Pd), e’ stato arrestato questa mattina dalla Guardia di Finanza.

L’indagine riguarda presunti reati di natura fiscale. Scarabeo e’ stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Nella tarda mattinata e’ prevista una conferenza stampa per illustrare i dettagli della vicenda.

Ai domiciliari, oltre all’assessore regionale del Partito Democratico, e’ finito anche il fratello Gabriele. La Procura della Repubblica di Isernia ha disposto una serie di perquisizioni in abitazioni e imprese della provincia di Isernia e negli uffici dell’Assessorato guidato da Scarabeo. (AGI) .

(AGI) – Ragusa, 23 giu. – La nave “Dignity one” ha sbarcato nel porto di Pozzallo (Ragusa) il cadavere di un immigrato, ucciso, secondo la testimonianza dei suoi compagni, dagli spari di un’unita’ libica contro il gommone dei profughi ieri al largo delle coste della Libia. A bordo della nave, 292 immigrati che si trovavano sul natante bersagliato dagli spari. Un profugo, che ha detto di essere del Gambia di avere 32 anni, e’ stato colpito a un polpaccio e ieri e’ stato trasferito in elicottero prima al poliambulatorio di Lampedusa e quindi all’ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento, dov’e’ stato giuidicato guardibile in 10 giorni. Secondo il suo racconto, l’attacco e’ stato consumato dall’equipaggio di un’imbarcazione libica nel tentativo di rapinare i passeggeri del gommone. Una versione alla quale ora dovranno essere riscontri. (AGI) .

(AGI) – Roma, 23 giu. – In attesa della rimonta dell’alta pressione delle Azzorre ecco che una forte linea temporalesca, Storm Line, colpira’ la nostra Penisola nelle prossime ore. La redazione web del sito www.ilmeteo.it comunica che oggi, nel corso della giornata, violenti temporali, accompagnati da grandine e raffiche di vento, dalle Alpi e Prealpi del Nordest scenderanno fin verso la pianura per poi portarsi, in nottata anche sull’Emilia Romagna. Prestare attenzione ai fenomeni forti, specie sul Friuli Venezia Giulia, ma anche su Veneto ed Emilia Romagna. Temporali anche tra Liguria di levante e alta Toscana. Nel corso della notte peggiora anche al Centro con temporali. Domani Storm line colpira’ le regioni adriatiche, il Lazio e poi Puglia, Lucania e zone interne della Campania; anche su queste zone i fenomeni risulteranno molto forti. “Da giovedi’ l’alta pressione delle Azzorre conquistera’ tutta l’Italia portando tanto sole su tutte le regioni. Il sole – afferma Antonio Sano’, direttore del sito www.iLMeteo.it – avvisa chesara’ dominante anche nel weekend e le temperature cominceranno ad aumentare costantemente. Attenzione, verso fine mese l’alta pressione delle Azzorre verra’ sostituita dall’anticiclone africano che portera’ un’imponente ondata di caldo per molti giorni con temperature fino a 40°”. (AGI) .

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