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AGI – Due persone, un uomo e una donna di origini ucraine, rispettivamente di 39 e 25 anni, sono state fermate per l’omicido di Anna Maria Burrini, l’anziana di 81 anni trovata senza vita nel suo appartamento in via Largo Sassetta a Siena, lo scorso 27 settembre.

La coppia fermata dovrà rispondere di rapina aggravata e omicidio doloso. Inoltre un uomo di 23 anni, nato e residente a Siena, è stato denunciato in libertà per gli stessi reati.

Questo l’esito dell’attività investigativa portata avanti per oltre 48 ore dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Siena e dal Pubblico Ministero, Nicola Marini, dopo il ritrovamento del corpo senza vita dell’anziana 81enne all’interno della sua abitazione.

Secondo quanto emerso dal lavoro degli investigatori, la coppia ha prima cercato di addormentarla con un siero contenuto in un succo. Ma non ci sarebbero riusciti. E cosi l’hanno strangolata con un laccio da scarpa e spostato successivamente il corpo della donna dalla cucina al suo letto. Cosi’ e’ morta Anna Maria Burrini, la donna di 81anni trovata senza vita nella sua casa di Largo Sassetta.

Le indagini della polizia, coordinate dalla procura della Repubblica del Tribunale di Siena, hanno portato all’arresto di un uomo e di una donna di origini ucraine, zio e nipote di 39 e 25 anni, che sono state fermate per concorso in rapina aggravata e omicidio doloso. Denunciato per gli stessi reati anche un 23enne senese.

Intorno alle 19.50 dello scorso martedì, la sala operativa della Questura di Siena e’ stata allertata dai vigili del fuoco e dai sanitari del 118 sull’intervento che stavano effettuando nell’abitazione.

Quando sono arrivati sul posto gli agenti hanno constatato che il corpo dell’81enne era riverso, in posizione supina, nel letto della sua camera, con segni evidenti riconducibili ad uno strangolamento. La stanza era in disordine e mancavano oggetti personali della donna.

Sono stati così attivati i poliziotti della squadra mobile della Questura di Siena e quelli della scientifica di Siena e Firenze e il medico legale.

Da qui sono partite le indagini, andate avanti senza sosta fino alla notte appena trascorsa. La signora affittava da anni le camere da letto del suo appartamento. Proprio il 39enne, un operaio, aveva vissuto fino ad un anno fa nella casa della vittima. Ma ad informarlo sulla situazione economica della donna, che era benestante, secondo quanto emerso durante la conferenza della polizia, e’ stato invece il giovane 23enne, nato e residente a Siena. Cosi’, dopo un po’ di tempo, e’ partito il piano dello zio e della nipote, una donna delle pulizie.

La giovane e’ stata presentata ad Anna Maria Bernini come una persona che era interessata ad acquistare uno degli immobili di proprieta’ dell’anziana.
Da qui il piano per derubarla. Tanto che, fermato per un controllo in strada, il 39enne è stato trovato in possesso dei gioielli della donna. Monili che sono stati riconosciuti da alcuni testimoni. E sua nipote invece, incalzata dalle domande degli investigatori, e’ crollata confessando il coinvolgimento nella morte della Burrini.

La refurtiva in contanti sarebbe di 1500 euro ma ci sono anche altri preziosi, il cui valore deve essere quantificato, tra cui gioielli e catenine, di cui uno che e’ stato venduto ad un compro oro. Il 23enne avrebbe ricoperto un ruolo marginale nella vicenda per cui è stato denunciato in stato di liberta’ mentre i due ucraini si trovano ora in carcere.

Sia il questore di Siena Pietro Milone che il pm Nicola Marini hanno sottolineato il “grande lavoro” condotto in sinergia tra forze dell’ordine e procura. “Queste erano persone che conoscevano la signora. E l’hanno avvicinata. Questo deve farci stare attenti nel tutelare le persone delle fasce piu’ deboli, come gli anziani”, ha detto Milone

AGI – Nel decennio 2011-2020 “la popolazione di cittadinanza italiana è diminuita di circa 800 mila unità mentre i cittadini stranieri sono aumentati di circa un milione”. Lo ha sottolineato Monica Pratesi, direttrice del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, durante la presentazione online del Censimento permanente della popolazione 2022: “la popolazione diminuisce in tutte le regioni, specie al Sud, e gli stranieri, di gran lunga più giovani degli italiani, rappresentano di fatto l’unico fattore di crescita”.

Pratesi ha ricordato anche l’incremento dei valori degli indici di vecchiaia, per cui oggi “ogni bambino può contare su 5 nonni”, mentre il rapporto tra la popolazione over 65 e gli under 15 “si è quintuplicato”.

In compenso, “siamo però un popolo più istruito, con un livello di istruzione abbastanza omogeneo a livello territoriale“; sul fronte del lavoro, invece, “la quota di occupati è superiore al dato nazionale al Centro e al Nord e inferiore al Sud e nelle due isole maggiori”. 

Al via la rilevazione del nuovo censimento permanente

La  nuova edizione del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni proseguirà fino al mese di dicembre e coinvolgerà un campione di un milione 326.995 famiglie residenti in 2.531 comuni sparsi sull’intero territorio nazionale.

Il Censimento permette di conoscere “le principali caratteristiche strutturali e socio-economiche della popolazione che dimora abitualmente in Italia, a livello nazionale, regionale e locale e di confrontarle con quelle del passato e degli altri Paesi”. La data di riferimento è il 2 ottobre 2022, ossia le risposte ai quesiti inseriti nel questionario devono essere riferite a questa data. I primi risultati saranno diffusi a dicembre 2023. 

Il Censimento permanente della popolazione è realizzato attraverso due diverse indagini campionarie sul territorio.

La prima, chiamata “rilevazione da lista”, coinvolge quest’anno 998.745 famiglie. Queste ultime riceveranno una lettera a firma del presidente dell’Istat che le invita a compilare il questionario per mezzo della piattaforma online, utilizzando le credenziali di accesso riportate nell’informativa ricevuta, oppure presso uno dei Centri Comunali di Rilevazione attivi per tutta la durata dell’operazione censuaria, dove sono presenti postazioni con accesso a internet ed e’ possibile ricevere l’aiuto di un operatore comunale. La rilevazione da lista prende avvio il 3 ottobre e si chiude il 12 dicembre 2022.

La seconda, “rilevazione areale”, prevede la partecipazione di 328 mila famiglie, che vengono informate tramite locandina e lettera non nominativa presso gli indirizzi verificati. In questo caso la compilazione del questionario avviene attraverso un’intervista faccia a faccia presso il proprio domicilio con un rilevatore o presso uno dei Centri Comunali di Rilevazione, oppure mediante autocompilazione del questionario su un tablet fornito dal rilevatore. La rilevazione areale inizia il 13 ottobre (dopo la verifica degli indirizzi da parte del rilevatore) e termina il 17 novembre 2022.

AGI – Fine di settembre con maltempo, colpa dell’estate 2022 caldissima, iniziata in modo precoce a maggio e da temperature record. I valori medi sono stati secondi di pochi decimi di grado solo all’estate 2003 ma, in pratica, abbiamo vissuto una canicola senza fine.

Ricordiamo la tragedia della Marmolada con lo zero termico che spesso ha superato anche la vetta del Monte Bianco, oltre i 4800 metri: in pratica le temperature anche di notte si sono mantenute positive causando una drammatica fusione dei ghiacciai. E mentre i ghiacciai fondevano per il caldo eccezionale del 2022, il mare italiano raggiungeva la temperatura di 30 gradi come ai Caraibi o sul Mar Rosso: non abbiamo ancora barriere coralline organizzate ma il nostro mare presenta già sembianze tropicali con il riscaldamento globale.

Tutto questo lo stiamo pagando in termini di maltempo in queste settimane: il mare è ancora caldo in quanto la capacità termica dell’acqua è elevata e il raffreddamento quindi molto graduale. In altre parole il mare caldo di agosto lo troviamo anche in queste settimane autunnali e, nel contrasto con le prime perturbazioni dal Nord Europa, causa i frequenti nubifragi degli ultimi giorni.

IlMeteo.it conferma che un mare caldo favorisce un maggior contenuto di vapore nella troposfera: anche nelle ultime ore assistiamo ad un nuovo ‘atmospheric river’ di vapore dal Mediterraneo occidentale: l’atmospheric river’, cioe’ il flusso di vapore acqueo nei nostri cieli, sta raggiungendo il versante tirrenico con piogge copiose.

In sintesi mare caldo, maggiore vapore che da Ovest Sud-Ovest porta nubifragi verso l’Italia. Con l’inizio di ottobre però cambierà tutto, una nuova espansione dell’Anticiclone verso il Mediterraneo fermera’ l’atmospheric river: l’alta pressione riporterà condizioni più asciutte con tempo stabile e soleggiato su gran parte dell’Italia da domenica in poi.

Si potrà parlare di ottobrata, nel senso di scampagnata ai Castelli come si dice a Roma? Certamente, potremo tornare a godere di temperature intorno ai 25-27 C a Roma ma anche a Milano, baciati da un bel sole: magari faremo di nuovo delle scampagnate dopo un mese di settembre che, per invidia di un’estate caldissima, si è presentato troppo spesso capriccioso e perturbato.

 

AGI  –  A ottobre in Tribunale a Milano si discuterà il ricorso che, secondo uno dei suoi promotori, Gianluca Pini, maroniano, già segretario della Lega Nord Romagna tra il 1999 e il 2015, “può riportare al voto milioni di ‘vecchi’ leghisti che si sono astenuti alle elezioni perché non si riconoscono nella gestione di Matteo Salvini”.

“La data non è stata ancora fissata ufficialmente ma, da quel che sappiamo, sarà verso la fine del mese” anticipa all’AGI l’uomo che da tempo combatte per riportare sulle schede elettorali il vecchio simbolo della Lega Nord con Alberto da Giussano e senza il nome dell’attuale leader.

“Lo abbiamo chiesto per presentarci ad alcune elezioni amministrative ma ci è sempre stato negato”.

Il ricorso era stato presentato al Tribunale civile di Bologna, poi per competenza territoriale è finito a Milano. E’ stata respinta da un giudice la richiesta degli avvocati della ‘minoranza’ leghista di decidere con una procedura accelerata d’urgenza e dunque si va per le vie ordinarie.  

Pini e gli altri appaiono ringalluzziti dagli esiti elettorali che hanno segnato un brusco arretramento in termini di consenso per Salvini: “Di cosa stiamo parlando? Di un partito che ha preso più voti in Basilicata che in Emilia Romagna. Qualcuno dice che il ridimensionamento delle Lega la riporterà a quando era un partito solo del Nord ma io dico ‘Magari…’ perché ora è un partito del sud che ha perso ogni contatto col nord.  La via sovranista di Salvini, che conosco da 30 anni e non ho mai stimato, lui lo sa, non ha funzionato perché la gente, dovendo scegliere, ha scelto la sovranista originale. Del resto già tempo fa Giorgia, che è amica mia, mi disse ‘Ora mi mangio la Lega e Forza Italia e poi vado al governo’, è una molto determinata. Proprio come me che voglio far rivivere la Lega Nord”. A questo punto Pini e i suoi, che continuano a pagare il tesseramento al vecchio partito,  sono convinti che si aprano scenari interessanti dove infilarsi “già alle prossime regionali se il giudice ci restituirà il vecchio simbolo”.

“Tanti ex militanti e amministratori leghisti non hanno votato e c’è un numero altissimo di persone che si sono astenute. E’ lì, tra chi considera la questione settentrionale e dell’autonomia del Nord ancora prioritarie, che potremmo trovare anche milioni di elettori”.       

AGI – Dopo una sospensione di tre settimane (da inizio settembre), Meta ha definitivamente rimosso da Instagram l’account ufficiale di Pornhub, piattaforma che pubblica contenuti espliciti controllata da Mindgeek. A riportare la notizia Motherboard, che ha ricevuto la conferma da Meta. “Abbiamo permanentemente disabilitato questo account Instagram per violazioni ripetute delle nostre policy”. La società di Mark Zuckerberg, avrebbe rilevato “per circa dieci anni comportamenti non consentiti dalle regole inerenti alla pubblicazione di contenuti per adulti, di natura sessuale e nudità”. 

Con una lettera aperta, pubblicata su Twitter, firmata da 63 start del settore e indirizzata a quattro dirigenti di Meta, tra cui il CEO Mark Zuckerberg e il capo di Instagram Adam Mosseri, Pornhub ha chiesto una “spiegazione sul motivo per cui i nostri account vengono continuamente eliminati e sul motivo per cui i contenuti su cui investiamo denaro vengono rimosso, anche quando non violano alcuna regola di Instagram”.

La protesta di Pornhub

Secondo Pornhub, il fatto che il team di moderazione discrimini in questo modo l’industria rappresenta un grave danno, e per tale motivo chiede “un trattamento equo”. Il sito se la prende anche con gli influencer, che verrebbero protetti da Instagram e non subirebbero lo stesso trattamento. “I marchi tradizionali e gli account delle celebrità spesso presentano nudità e non devono fare fronte ad alcuna ripercussione, mentre i nostri account vengono regolarmente bannati senza una spiegazione adeguata”. 

In particolare, la lettera ha anche sottolineato che a utenti di Instagram di alto profilo come Kim Kardashian, che ha 330 milioni di follower, è stato permesso di postare “il suo culo completamente esposto”.

Al momento della rimozione a settembre l’account Instagram di Pornhub contava 13,1 milioni di follower e 6.200 post. Pornhub è nell’occhio del ciclone da diversi anni: le critiche al sito per aver favorito la distribuzione di materiale pedopornografico sono cresciute al punto da spingere a giugno scorso alle dimissioni del CEO Feras Antoon e del COO David Tassillo.

“Qualsiasi insinuazione sul fatto che Mindgeek non prenda sul serio l’eliminazione di materiale illegale è categoricamente falso”, aveva dichiarato la proprietà di Pornhub al Washington Post ad agosto. I profili Pornhub su Twitter (circa 3.4 milioni di follower) e YouTube (883 mila iscritti) sono ancora online.

Tutto inizia nel 2014

Tutto inizia nel 2014, quando viene pubblicato su Pornhub il video hard di una ragazzina di 13 anni. Il materiale pedopornografico venne caricato sul sito dal suo ragazzo dell’epoca, senza il suo consenso. Parte la querela. Non è la sola. Nel 2021 altri hanno chiamato in giudizio Pornhub e Mindgeek, accusando lo sfruttamento e la monetizzazione di materiale pedopornografico, video di stupri, contenuti trafficati e rubati

Nel mirino finiscono anche Traffic Junky, società che si occupa della raccolta pubblicitaria per il sito, e Visa. Secondo la causa, le entrate generate da Traffic Junky rappresentano oltre la metà dei guadagni di MindGeek. Visa è accusata di avere consapevolmente facilitato la capacità di MindGeek di monetizzare il contenuto illegale. La compagnia ha chiesto di essere rimossa da caso, ma la richiesta è stata respinta dal giudice Cormac J. Carney della Corte distrettuale degli Stati Uniti della California.

Nel 2020 Visa e Mastercard hanno sospeso i privilegi di pagamento di Traffic Junky. In risposta alle critiche, PornHub ha adottato misure come la rimozione di tutti i contenuti dagli utenti non verificati e la rimozione del download, funzione che consente a qualsiasi utente di scaricare i video.

In questo quadro da segnalare anche la pressione di TraffickingHub, movimento che ha come obiettivo “chiudere Pornhub e ritenere i suoi dirigenti responsabili di consentire, distribuire e trarre profitto da stupri, abusi sui minori, traffico sessuale e abusi sessuali basati sull’immagine criminale”.

Il gruppo è stato fondato nel 2020 da Laila Mickelwait (che dice composto da 2,2 milioni di persone e 600 associazioni), attivista contro la tratta sessuale, con legami con gruppi cristiani evangelici. In un post su Twitter, quando la sospensione era ancora temporanea, Mickelwait aveva scritto che Instagram e Meta hanno preso “la decisione giusta tagliando i legami con Pornhub” e che era tempo che altre grandi aziende tecnologiche come Google, Amazon e Microsoft “seguissero l’esempio”. 

Sulla stessa linea anche Dawn Hawkins, CEO del National Center on Sexual Exploitation. “Instagram sta scegliendo coraggiosamente di smettere di collaborare con Pornhub, ed è tempo che tutte le entità aziendali seguano il suo esempio” aveva postato su Twitter.

AGI – Proroga dell’obbligo di utilizzo delle mascherine nelle Rsa e negli ospedali: è quanto prevede, si apprende, un’ordinanza che sarà firmata nelle prossime ore dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Nessuna proroga, invece, per l’obbligo delle mascherine sui mezzi di trasporto. Le mascherine, dunque, da sabato prossimo (primo ottobre) non saranno più richieste su bus, treni e metropolitane. 

Gimbe: “Contribuirà all’aumento della circolazione del virus”

Non è d’accordo con la decisione il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta: “La ripresa della circolazione virale è ben documentata sia dall’incremento del tasso di positività dei tamponi, sia dalla netta risalita dei nuovi casi che fa già sentire i primi effetti sui ricoveri in area medica”.

I contagi vanno su
Le #mascherine vanno giù
Good luck#COVID19

— Nino Cartabellotta (@Cartabellotta)
September 27, 2022

“accanto alla ripresa delle lezioni scolastiche, alla maggiore frequentazione dei luoghi chiusi e all’elevata percentuale di reinfezioni – aggiunge – l’imminente decadenza dell’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici contribuirà ad un ulteriore aumento della circolazione virale” 

AGI –  Entrarci è facile, basta scostare un cancello di ferro accanto a una parete tutta ruggine sulla quale sono affissi i manifesti di uno spettacolo teatrale ispirato a Ovidio in programma nella Valle dei Templi. Ci vogliono solo scarpe comode per non inciampare nei rifiuti disseminati ovunque e un po’ di coraggio a inoltrarsi nei sotterranei.

Doveva essere un parcheggio pubblico a cinque piani con architettura accattivante da 9 milioni di euro, a pochi metri dalla Questura, dai carabinieri, dalle Poste, dal Comune, dalla Prefettura. E’ diventato l”hotel’ dei migranti che arrivano ad Agrigento e si affollano al terminal della stazione dei bus di piazzale Fratelli Rosselli accanto a ciò  che resta di quel progetto, mai finito per varie traversie burocratiche,  risalente a dieci anni fa: un osceno scheletro di cemento annerito con i pilastri in cima circondati da assi di legno marcite col tempo.

 “Sappiamo che possiamo rifugiarci lì” spiegano all’AGI alcuni uomini molto giovani appena arrivati dalla Tunisia e dall’Egitto “dopo un viaggio agitato in mare”.

Il segnale fresco delle vite in transito nelle ultime ore sono le borse rosa che vengono consegnate dall’accoglienza a chi sbarca da Lampedusa con dentro gli abiti per scaldarsi dopo la traversata. I migranti che dormono o si riparano qui  per un po’ di tempo le hanno abbandonate  prima di mettersi in cammino salendo su uno dei bus. Ci sono materassi con coperte e cuscini luridi, piatti di plastica, bottigliette di acqua, succhi di frutta e Coca Cola, tanti vestiti tra i calcinacci, tavoli in legno di fortuna. Odore di urina.

In più, oltre alle testimonianze del passaggio dei migranti, anche rifiuti lasciati da chi interpreta questo posto come una discarica in pieno centro, senza regole.  

Nel luglio scorso, il Tribunale di Agrigento ha condannato il Comune a risarcire un milione e mezzo di euro alle imprese coinvolte nel progetto che avevano chiesto, e hanno ottenuto, la risoluzione del contratto imputanto all’ente pubblico gli ostacoli che hanno bloccato la costruzione.

Giuseppe Di Rosa, ex vicepresidente del consiglio comunale e ora responsabile regionale ‘Trasparenza enti locali’ del Codacons, spiega che “gli ultimi interventi pubblici risalgono al 2014 quando ci fu, su mio impulso, lo sgombero delle baracche dove vivevano stabilmente rom e immigrati. Da allora è diventato l’hotel dei migranti nell’indifferenza generale. E’ ora che il Comune riconsegni alla città questa opera in un punto così strategico”.

Nel piazzale, un ragazzino dorme sulle scale del cinema Astor, anch’esso abbandonato da molti anno dopo la chiusura. Stringe la borsa rosa di chi lo ha accolto sull’isola.        

AGI – L’onda dei trentamila travolge Milano. Dal 29 settembre al 2 ottobre il Festival della missione porta alle Colonne di San Lorenzo e in altri luoghi significativi della città, l’impegno missionario della Chiesa italiana e accoglie le testimonianze di tanti uomini e donne impegnati nel prendersi cura di un mondo ferito. Tantissimi i partecipanti, i testimoni, i volontari. “Vivere per dono” è il titolo guida di questo evento dai mille volti e dalle mille esperienze.

E’ la seconda edizione del Festival promosso da Cimi (Conferenza degli istituti missionari in Italia) e Fondazione Missio (organismo pastorale della Conferenza episcopale italiana) in collaborazione con l’arcidiocesi di Milano. La reltà multiforme missionaria italiana, unita, dopo Brescia del 2017 fa tappa dunque nel capoluogo lombardo per questa manifestazione nazionale, così da portare a tutti, nelle piazze, nelle vie, nei luoghi di cultura, sui prati, in ogni ambiente di vita, una testimonianza che è sempre attuale.

L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è riscoprire la missione, metterla in dialogo con il mondo, attraverso i linguaggi con cui sarà raccontata, promuovendo un coinvolgimento e una nuova azione in tutte le comunità e territori. Una finestra spalancata su un mondo in movimento, un’occasione importante, offerta con il desiderio, spiega Lucia Capuzzi, direttrice artistica del Festival, che “credenti, non credenti o di qualsiasi orientamento religioso, politico e sociale, si pongano una domanda in più, siano mossi dalla curiosità di guardare oltre il proprio ristretto orizzonte”. 

Affacciarsi sul mondo in questi giorni sarà possibile attraverso i tanti eventi e le iniziative e tematiche declinati nei linguaggi delle testimonianze, della preghiera, dello spettacolo, dei documentari, dei convegni, di storie dal mondo e momenti di rassegna stampa, mostre, musica, presentazioni di libri e persino ‘aperitivi missionari’: la proposta per ‘gustare’ nell’atmosfera tipica della movida milanese, in diversi bar e bistrot del centro, l’entusiasmo di chi ha vissuto o sta vivendo la missione in prima persona, religiosi o laici.    

Dall’attualità internazionale a esperienze missionarie significative, dalla missione di annuncio nel mondo ferito di oggi al modello di giustizia riparativa e alle condizioni per una geopolitica che garantisca la pace e vita degna per tutti, riconoscendo l’urgenza della cura della Casa comune e di un’economia che unisca sviluppo e sostenibilità: i campi della missione sono tutti quelli in cui la vita si orienta per raggiungere tutte le periferie del mondo.  

Numerosi gli ospiti. Nella giornata di apertura, alle Colonne di San Lorenzo, uno degli appuntamenti più importanti è “Ora d’aria”, con la partecipazione, in collegamento, di Patrick Zaki.

E poi tanti missionari, famiglie che della missione hanno fatto una scelta di vita, giornalisti, testimoni del nostro tempo, dal presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, venerdì 30 alle 11 alle Colonne di San Lorenzo a Zakia Seddiki che porta avanti con forza la ‘missione’ cui era legata con il marito, Luca Attanasio, l’ambasciatore ucciso in Congo nel febbraio 2021: domenica 2 ottobre interverrà a “Il martirio, spreco o dono?”, alle 10 alle Colonne di San Lorenzo.     

Insomma, è il caso di dire, si parte. 

Si sta indagando per omicidio dopo la scoperta del cadavere di un’anziana 81enne in un’abitazione a Siena avvenuta nel tardo pomeriggio di martedì.

Lo ha confermato il pm Nicola Marini che si trovava nelle vicinanze dalla casa dell’anziana, al secondo piano di un palazzo in largo Sassetta, in prossimità del centro storico. I vicini sono stati coloro che hanno dato l’allarme.

Per entrare dentro l’appartamento invece è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco che hanno così scoperto il corpo senza vita dell’81enne e l’alloggio messo a soqquadro. Ad intervenire sul luogo è stata la polizia.

E già dalla tarda notte la scientifica è presente per effettuare i rilievi. Sia i vicini che i parenti della donna sono stati sentiti in questura.

AGI  Due ex consiglieri regionali della Sardegna, già condannati per peculato nell’ambito delle inchieste della procura di Cagliari sulle spese dei fondi dei gruppi consiliari, dovranno risarcire la Regione per il danno d’immagine arrecato con il loro comportamento.

Lo prevedono due distinte pronunce della Corte dei Conti, sezione giurisdizionale della Sardegna, nei confronti di altrettanti ex consiglieri del Pdl: Carlo Sanjust dovrà pagare 60 mila euro, mentre Onorio Petrini è stato condannato a versarne 50 mila.

In sede penale Sanjust in primo grado aveva subito nel 2015 una condanna, in abbreviato, per peculato a due anni e 4 mesi di reclusione, con interdizione perpetua dai pubblici uffici, pena poi confermata in appello. Il suo ricorso in Cassazione l’anno scorso era stato giudicato inammissibile.

Gli era stata constestata l’appropriazione indebita, tra il 2009 e il 2010, di 23.340 euro di fondi pubblici, usati da Sanjust per pagare i servizi di allestimento e catering per il suo ricevimento di nozze nella Galleria Umberto I del Bastione di Saint Remy di Cagliari, il 9 maggio del 2009.

Inoltre, tra il 2011 ed il 2012, il consigliere del Pdl aveva erogato 27 mila euro a un’associazione politico culturale cagliaritana per l’organizzazione di incontri e convegni.

“Astuzia e reiterazione”

“La condotta illecita è stata contraddistinta da pervicace callidità e reiterazione nel tempo”, rilevano i giudici contabili nella loro pronuncia, sottolineando “che l‘impatto mediatico negativo è stato davvero notevole e continuativo”. Sanjust dovrà pagare, inoltre circa 283 euro di spese di giudizio.

Come il collega, Petrini era stato condannato in abbreviato, sempre per peculato, nel luglio 2015, a due anni e quattro mesi di reclusione, con interdizione perpetua dai pubblici uffici, pena confermata in appello e diventata definitiva dopo che l’anno scorso la Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso.

La Corte dei Conti gli contesta, come emerso in sede penale, di essersi appropriato indebitamente, fra il 2009 e il 2011 di 26.119 euro per l’acquisto di 25 oggetti d’argento, in parte trovati nella la sua abitazione e nel suo studio professionale, e di diversi dispositivi informatici ed elettronici e per pagare altri beni e prestazioni di servizi.

Anche il caso di Petrini aveva avuto “ampio risalto sugli organi di stampa, a diffusione non solo locale, ma anche nazionale, sia per l’elevatissimo ruolo sociale rivestito dall’autore dell’illecito sia per le modalità con le quali è avvenuta l’appropriazione”, sostiene la Corte dei Conti, “con particolare riferimento al monitor TV LCD di 56 pollici collocato presso il suo ufficio e successivamente scomparso per lungo tempo, per poi riapparire come d’incanto circa 15-20 giorni prima dell’audizione in sede penale, quale soggetto informato sui fatti”. 

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