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Trafficavano cuccioli di cane. La Polizia di Stato ha eseguito 8 misure cautelari personali nei confronti di sei cittadini italiani, una cittadina polacca e un cittadino slovacco. L'indagine della Polizia Stradale di Udine – sottosezione di Amaro – ha permesso di smantellare una banda specializzata nel traffico internazionale di cuccioli di cane. Il gruppo operava nelle province di Reggio Emilia, Bergamo e Como e importava gli animali dall'Ungheria, dalla Polonia e dalla Slovacchia, utilizzando i valichi di confine.

Le indagini sono partite a dicembre 2017, a seguito di un controllo effettuato da una pattuglia che ha intercettato un furgone con 65 cuccioli. Gli animali, di un mese di vita al massimo (condizione che rende illegale il trasporto in Italia), erano sprovvisti della necessaria vaccinazione antirabbica e viaggiavano in  gabbie piccolissime (scatole di cartone o ceste di materiale plastico solitamente utilizzato per il trasporto di uova) poste all'interno del bagagliaio con insufficiente ventilazione e privi di sistemi di abbeveraggio. Cuccioli di razze disverse: volipini. breagle, barboncini, yorkshire terrier e altri.

La normativa impone che i cani possano essere tolti alla madre dopo aver effettuato il periodo di svezzamento e comunque non prima di avere raggiunto il terzo mese di vita. Condizioni necessarie per poter importare un cucciolo di cane dall'estero ed effettuarne il trasporto sono il possesso di idonea documentazione sanitaria, l'animale deve già essere vaccinato, e con il microchip di identificazione inoculato oltre che essere dotato di un passaporto canino. Ovviamente il trasporto può essere effettuato solo con veicoli idonei che garantiscano la salute dell´animale.

Grazie ad una serie di pedinamenti, all´utilizzo di apparecchiature satellitari e alle intercettazioni telefoniche attivate, gli investigatori hanno potuto fin da subito ipotizzare l'esistenza di un vasto e fiorente traffico illecito di animali da compagnia, operato da questo gruppo criminale che non solo importava illegalmente dall'estero i cuccioli, ma provvedeva anche a "regolarizzarli" e alla loro successiva commercializzazione.

La banda produceva falsa documentazione sanitaria e una microchippatura illegale, grazie al coinvolgimento di un veterinario compiacente, della provincia di Milano. Il gruppo aveva simulato l'esistenza di un allevamento. La commercializzazione poi avveniva oltre che per i normali canali di vendita anche attraverso inserzioni su siti web dedicati al commercio on-line. Il cliente finale acquistava pertanto un cane nella convinzione che questo fosse venuto alla luce in Italia.

I cuccioli acquistati in Repubblica di Slovacchia al costo di 50/100 euro l'uno poteva essere venduto in Italia al prezzo di 750/850 euro. Cuccioli che spesso morivano pochi giorni dopo l'acquisto, proprio per la mancanza di una corretta profilassi sanitaria durante le prime settimane di vita.

Video della Polizia di Stato

La Guardia di finanza di Livorno ha effettuato controlli fiscali a tappeto tra colf e bandanti e ha accertato in totale 4 milioni di redditi non dichiarati da parte di 100 lavoratrici che non hanno presentato la dichiarazione pur avendo percepito compensi superiori agli ottomila euro annui. Solo 5 di loro sono italiane. Le ispezioni si sono svolte in collaborazione con la Direzione nazionale dell’Inps, che ha riscontrato, con riferimento alla provincia livornese, un centinaio di posizioni poi risultate irregolari sotto il profilo fiscale.

Gli approfondimenti  eseguiti da tutti i reparti dipendenti dal Comando Provinciale della Gdf di Livorno, dal Gruppo e dalla Compagnia di Piombino, dalla Tenenza di Cecina alla Brigata di Castiglioncello, fino alla Compagnia di Portoferraio, hanno consentito di individuare 100 colf e badanti, 5 delle quali italiane, che, sebbene regolarmente assunte per lo svolgimento del lavoro domestico, non hanno ottemperato agli obblighi fiscali. Le persone controllate, prevalentemente di nazionalità ucraina e rumena, hanno complessivamente omesso di dichiarare redditi di lavoro dipendente per un importo complessivo pari a 4 milioni di euro, con una media di 40 mila euro a persona e con un’Irpef totale evasa pari a circa 300 mila euro.

Nella quasi totalità dei casi donne assunte con regolare contratto e con pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro. Tra le situazioni più evidenti quelle di 4 donne, tra cui un’italiana, che negli ultimi tre-quattro anni hanno complessivamente percepito, ciascuna, redditi superiori ai 70.000 euro. In provincia di Livorno, nel Cecinese, 5 badanti si sono giustificate affermando che “all’arrivo in Italia e all’assunzione come lavoratrici domestiche nessun datore di lavoro ha raccomandato loro di denunciare ai fini reddituali le retribuzioni percepite oltre gli 8 mila euro per anno, tanto è vero che per effetto dell’aumento sul territorio degli interventi del Corpo molte hanno scelto la strada della regolarizzazione”. Al contrario tre datori di lavoro hanno affermato che le rispettive collaboratrici domestiche, “a causa dei controlli della Finanza hanno fatto rientro nel loro Paese”. 

Una fake news diffusa ieri per scherzo su Fb ha rischiato di compromettere gli sforzi del sindaco di Sassari, Nicola Sanna, per sensibilizzare la popolazione in vista dell'allerta arancione diffusa ieri dalla protezione civile regionale. Il primo cittadino ha firmato un'ordinanza per tenere le scuole chiuse nella giornata di oggi, così come ha fatto il collega di Alghero, Mario Bruno, e ne ha dato comunicazione anche sulla sua pagina Facebook. Ma poco dopo qualcuno ha postato – per tre volte – una presunta 'smentita ufficiale' della chiusura delle scuole che sembrava essere stata scritta dallo stesso sindaco: nel falso post si faceva riferimento a un fantomatico attacco informatico col quale sarebbe stata hackerata la pagina Fb del primo cittadino.

"Qualche sciacallo ha messo in giro un post falso", è stato poi costretto a intervenire Nicola Sanna. "I responsabili saranno perseguiti penalmente. Non c'è nessun attacco Hacker alla mia pagina". Stamattina il sindaco ha ricevuto, sempre via social, le scuse del 'buontempone': "Era uno stupido scherzo ai miei colleghi universitari e non mi aspettavo che la situazione potesse degenerare in questa maniera", ha scritto l'autore della bravata su Fb, scusandosi anche con la popolazione e chiedendo di restare anonimo.

"Sono molto arrabbiato con lui", scrive Nicola Sanna, pubblicando lo scambio di post con l'autore della fake news. "Sei uno sciagurato, hai combinato un grande pasticcio", gli dice il sindaco. "Hai messo in difficoltà decine di migliaia di persone col rischio reale di creare danni incalcolabili". 

Notizia aggiornata alle ore 14,52 del 18 novembre 2018.

Una scossa di terremoto di magnitudo compresa tra 4.2 secondo una stima preliminare si è verificate alle ore 13.48 nella zona di Rimini (con epicentro a Santarcangelo di Romagna). I sismografi Ingv hanno registrato l'origine dell'evento a una profondità di 43,4 chilometri. Sono in corso verifiche di eventuali danni. La scossa è stata avvertita chiaramente in tutta la Romagna e anche nelle Marche. Lo rende noto su Twitter l'Ingv. 

"Non ci risultano danni evidenti anche se siamo già partiti con delle verifiche. In città il terremoto si è sentito bene e i cittadini sono scesi in strada preoccupati mentre, nelle frazioni, la scossa è stata più lieve". Lo ha dichiarato Alice Parma, sindaco di Santarcangelo.

È Bolzano la città dove si vive meglio in Italia, seguita da Trento e Belluno. Brusco scivolone di Roma, che precipita dal 67° all'85° posto della classifica. In picchiata anche Bari (dal 96° al 103°) e Firenze (dal 37° al 54°). Ultima Vibo Valentia. È il quadro dell'indagine sulla qualità della vita nelle province italiane realizzata da Italia Oggi con l'Università La Sapienza di Roma, giunta alla vent° edizione.

Dalla quarta alla decima posizione si trovano tutte città che hanno recuperato rispetto all'anno scorso, salvo una, Treviso, che è passata dalla sesta alla nona posizione. Al quarto posto Siena, che ha recuperato sette posizioni (era 11°), seguita da Pordenone, che passa dalla nona alla quinta, e da Parma, che ha guadagnato una posizione rispetto al 2017 (era settima). In forte ascesa Aosta e Sondrio, rispettivamente al settimo e ottavo posto, partendo dal 18° e dal 16° della passata edizione. Decima Cuneo, che ha guadagnato tre posizioni.

Il 2018 è l'anno delle conferme, sia di alcune performance sia di alcune tendenze emerse nelle precedenti indagini: dallo sfumare del contrasto Nord-Sud in termini di buona qualità di vita legata al benessere economico, all'acuirsi del divario fra piccoli centri (in cui si vive meglio) e grandi centri urbani, in cui la vita è invece sempre un pò più difficoltosa. Fenomeno testimoniato, fra l'altro, dal declassamento della Capitale, che cede 18 posizioni. Tendenzialmente, comunque, nei capoluoghi di regione la qualità della vita è aumentata, salvo che in sette città.

Oltre che a Bari e a Firenze, a Catanzaro (dal 92° al 95° posto), all'Aquila (dal 68° al 72°), a Potenza, che ha perso 20 posizioni (ora è 64°), arretramento simile a Venezia (al 62° dal 41° posto). Torino ha perso una posizione, ed è 78°. Stabile invece la qualità della vita a Napoli (108) e a Palermo (106), che si mantengono sui medesimi livelli del 2017.

L'indagine fotografa modelli virtuosi, criticità e cambiamenti in atto nelle province e nelle principali aree del Paese analizzando nove parametri: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita. A questi si aggiungono 21 sotto dimensioni e 84 indicatori di base.

Sabato 17 novembre è stata una data che Sofia Guidi, 18 anni, studentessa del liceo "Vittorio Alfieri" di Torino, non dimenticherà mai. Sabato Sofia è stata la prima italiana a salire sul palco del Ted-Ed di New York, la conferenza annuale dedicata ai giovani speaker, che in una decina di minuti si rivolgono alla platea presentando un argomento a loro scelta. Sofia è stata selezionata tra circa 75 mila studenti rappresentanti di 130 nazioni e negli Stati Uniti porterà il Talk che un anno fa ha riscosso successo al Ted-Ed Club di Torino, ospitato alla Scuola Holden.

"Mi sono avvicinata al mondo Ted per caso – aveva raccontato Sofia all'Agi qualche giorno fa – al liceo studio come prima lingua il francese mentre l'inglese è extracurriculare. Frequentando il corso la mia insegnante, Gabriela Alvarez, mi ha parlato del Ted, mi è sembrato subito molto interessante e così ho cominciato questa avventura". Gabriela Alvarez, docente di lingua e public speaking, è la persona che ha portato a Torino il Ted-Ed Club, con incontri che si svolgono ogni venerdì, dalle 17 alle 19, nella sede di via Papacino.

Un percorso formativo di circa sei mesi, che culmina con l'evento finale in programma nel mese di aprile. Un cammino durante il quale i partecipanti acquisiscono le "skill" di public speaking, migliorando il loro inglese e acquisendo gli strumenti per realizzare presentazioni efficaci.  "Quest'anno il tema scelto è "Il mondo è piccolo", con la serata finale che si terrà nella Sala dei Re del Museo Egizio. L'obiettivo è comunicare come sia possibile rendere il mondo un posto migliore, più inclusivo. Mi auguro che gli interventi dei ragazzi siano coinvolgenti, veri momenti di condivisione".

Lo speech di Sofia Guidi comincia al minuto 18 di questo video (YouTube)
 

Emozionata quanto basta, grazie agli insegnamenti acquisiti ha imparato a governare la tensione, Sofia Guidi ha affrontato con grande personalità il debutto a New York. A giugno ha scoperto di essere stata selezionata per l'evento d'oltreoceano e da allora ha lavorato (anche via Skype) con altre persone per rendere più attuale e "internazionale" il Talk, che affronta un problema serio, poco divulgato dai media. "All'inizio non sapevo davvero di cosa parlare, poi ho letto un articolo sulla legge che in Russia depenalizza il reato di violenza domestica nei confronti di donne e bambini. In sostanza la pena è stata ridotta da due anni a 500 euro di multa. Solo se il reato è reiterato viene considerato un crimine e si attiva il procedimento penale, altrimenti tutto si conclude con il pagamento di una sanzione civile. In pratica ciò significa che si può picchiare una donna o un bambino e non andare in carcere".

Il Talk originale è stato rielaborato con lo staff di Ted Usa ed è stato accompagnato da immagini efficaci. "Sono convinta che questa esperienza mi tornerà utile in futuro – conclude Sofia – nei colloqui di lavoro, ma anche nelle relazioni quotidiane. Grazie al Ted e all'argomento affrontato nel Talk mi sono avvicinata a materie sociologiche interessanti. Ero indecisa se studiare Giurisprudenza o Scienze Politiche, dopo questa esperienza ho capito che la Psicologia può essere la scelta giusta, tenterò il test di ingresso, credo sia quella la mia vocazione". 

Marco Travaglio è stato condannato per la seconda volta per diffamazione nei confronti di Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi e al risarcimento di 50 mila euro. È la seconda condanna per questo reato in meno di un mese per il direttore de il Fatto quotidiano sul caso Consip. La prima, di 95 mila euro, riguardava articoli pubblicati sul suo giornale.

La seconda, 50 mila euro, riguarda invece un intervento televisivo su La 7, durante la trasmissione Otto e mezzo. A dare la notizia della seconda condanna è stato Matteo Renzi sul suo profilo Facebook. Oggi Travaglio dedica il suo editoriale sul Fatto alla vicenda. E, dopo aver raccontato della condanna, spiega: “Il bello è che non so letteralmente di quale sentenza o processo stia parlando”, dice riferendosi al post di Matteo Renzi, “perché né a me né ai miei avvocati risultava questa causa […] Sta di fatto che ero contumace e non ho potuto difendermi”.

Travaglio aggiunge di aver saputo del motivo della seconda condanna solo in serata quando “una giornalista molto addentro alle cose della famiglia Renzi […] cita sul sito del Foglio brani della sentenza e soprattutto la frase che mi è costata 50 mila euro”. La giornalista citata da Travaglio è Annalisa Chirico de Il Foglio. Con lei  si trovò a discutere in tv a marzo dello scorso anno sul caso Consip (qui il video della puntata). L'articolo de Il Foglio menzionato invece è stato pubblicato venerdì sera, e la Chirico scrive: “Era il 9 marzo 2017, e nello studio televisivo di Lilli Gruber c’ero anch’io. Preso dalla foga in un confronto acceso sull’inchiesta Consip, Travaglio si spinse ad affermare che dagli atti giudiziari fosse emerso un quadro inquietante". La frase pronunciata da Travaglio era: 

"Il padre del capo del governo si mette in affari o s’interessa di affari che riguardano aziende controllate dal governo”. 

Travaglio, ricordando di non aver potuto difendersi in tribunale, prova a farlo sul suo giornale dicendo che quella frase è “il minimo sindacale della cronaca del momento, e anche di oggi: come è universalmente noto, Tiziano Renzi era ed è indagato dalla Procura di Roma (con richiesta di archiviazione non ancora valutata dal Gip) per traffico di influenze illecite con la Consip: società controllata dal governo, ai tempi in cui il premier era il figlio Matteo”.

Il direttore de Il Fatto aggiunge però che non c’era solo il caso Consip, ma Tiziano Renzi “si era messo in affare con un’altra società partecipata dal governo, Poste Italiane, ottenendo per la sua Eventi 6 un lucroso appalto per distribuire le Pagine gialle nel 2016”, quando il figlio era a Palazzo Chigi. “Ricapitolando: quella sera, da Gruber, dissi la pura, semplice e anche banale verità”.

Il tribunale di Firenze, da quanto riferisce il Foglio, ha deciso di condannare Travaglio perché “le parole pronunciate dal giornalista hanno connotazioni oggettivamente negative, alludendo le stesse ad un contesto di malaffare e ad un intreccio di interessi privati, economici e politici ad elevati livelli […] Nel suo insieme e nel suo impianto, l’intervento del giornalista è demolitivo nei confronti dell’attore e di suo figlio, sul fronte etico, politico e della dignità personale”.  

Quindi per il giudice civile “l’offesa è, nel caso di specie, tanto più grave in quanto si mettono in relazione gli affari personali dell’attore con l’ascesa politica del figlio che, all’epoca dei fatti (cui si fa riferimento nell’ambito della trasmissione), era stato capo del governo e, quindi, figura istituzionale dalla quale tutti si attendono attenzione e sensibilità per gli interessi dello stato”.

Piero Benvenuti è stato nominato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, commissario dell'Agenzia Spaziale italiana, dopo la revoca dalla presidenza, lo scorso 6 novembre, di Roberto Battiston.

Benvenuti ha 69 anni ed è professore ordinario al dipartimento di Astronomia dell'università di Padova. Nel corso della sua carriera, oltre a dedicarsi all'insegnamento universitario ha ricoperto molti incarichi importanti: è stato presidente Inaf e membro del Cda dell'Asi.

Nel 2015 è stato il primo italiano ad essere nominato Segretario Generale della maggiore organizzazione di astronomi a livello internazionale: la Iau (International Astronomical Union). I suoi interessi scientifici includono lo studio del mezzo interstellare diffuso, delle regioni di formazione stellare e dei resti di supernove. Inoltre da molti anni si interessa attivamente di applicazioni informatiche nel campo dell'astrofisica digitale, in particolare nel progetto di realizzazione dell'Osservatorio Astrofisico Virtuale (AVO).


Cosa pensa di Stephen Hawkings

Hawking è un grande scienziato, non all’altezza dei giganti, come si potrebbe credere dai media, ma un grande. Eppure nel suo ultimo libro, Il grande disegno, lui o chi lo ha scritto per lui, dice delle enormi sciocchezze filosofiche (benchè cominci dicendo che “la filosofia è morta”). Non arriveremo mai ad una teoria del tutto… noi conosciamo solo il 4 o 5 per cento di ciò che esiste… esistono l’ “energia oscura” e la “materia oscura” che chiamiamo così perchè in verità non sappiamo cosa siano… Tra vent’anni cosa può saltare fuori? E’ recentissima la scoperta delle onde gravitazionali, che ci porteranno altri elementi. La scienza è un’ avventura continua per fortuna… quel libro di Hawking è pessimo, è evidentemente un prodotto di cassetta, un’ operazione commerciale, con affermazioni incomprensibili, astruse, e affermazioni comprensibili ma errate. Forse intorno ad Hawking si è creato un circolo che sfrutta la situazione da un punto di visto economico, mediatico…

(intervista a La Verità del 25 settembre 2016)


Dopo la laurea in Fisica nel 1970 all'università di Padova ha iniziato la sua attività professionale come Astronomo presso l'Osservatorio di Asiago nello stesso ateneo. Nel 1977 si trasferisce all'Osservatorio Spaziale Iue dell'Agenzia Spaziale Europea, a Villafranca del Castillo (Madrid) e nel 1981 diviene staff member dell'Agenzia Spaziale Europea e assume la carica di Direttore dell'Osservatorio Iue.

Dal 1984 al 2003 è stato responsabile scientifico Europeo del progetto "Hubble" (in collaborazione tra la Nasa e l'Esa) per conto dell'Agenzia Spaziale Europea e ha diretto il Centro Esa per il Telescopio Spaziale "Hubble" (Space Telescope European Coordinating Facility ) presso l'Eso (European Southern Observatory) a Monaco di Baviera.


Cosa pensa di Dio

Potremmo dire che l’atto di fede del fisico e cosmologo moderno è quello di essere certi che una tale interpretazione razionale dei dati osservativi (anche di quelli a noi oggi ignoti) sia sempre possibile, altrimenti non potrebbe esserci scienza.
È chiaro che l’atto di fede cristiano in un Dio Creatore trascende quello del fisico, perché non si limita all’Universo dei fenomeni misurabili, ma include ogni cosa ed inoltre, grazie alla Rivelazione della Croce, interpreta l’atto creativo come espressione di Amore per cui Dio Creatore è anche Dio Padre.
In ogni caso, la riconosciuta razionalità intrinseca del Cosmo, senza la quale non esisterebbe Scienza, è una base importante – direi ineludibile – dalla quale, con libera scelta, spiccare il balzo verso l’unico spiraglio di uscita dal tunnel dello spazio-tempo: verso l’Amore, unica Entità completamente credibile.

(intervista a Documentazione interdisciplinare di Scienza e fede del novembre 2009)


Dal 1986 al 2005 è stato professore Ordinario di Astrofisica presso il dipartimento di Scienze Fisiche dell'università di Cagliari dove, fino al 2003 ha tenuto un corso di Astrofisica. Nel 2005 si è trasferito al dipartimento di Astronomia dell'Università di Padova come ordinario di Astrofisica delle alte energie.


Cosa pensa della vita nello spazio

Io credo che nell'universo ci possano essere altre forme di vita. Certo, la nascita della vita è un fenomeno improbabile. Se uno legge l'evoluzione della vita vede che ci sono tantissimi fatti contingenti: mille sono le circostanze, gli eventi, che avrebbero potuto impedire la vita, Eppure la vita c'è. Quanto al'uomo, ragiono da credente: credo che l'atto creativo sia un atto di amore di Dio.

(intervista a La Verità del 25 settembre 2016)


Nel giugno 2003 è stato nominato Commissario straordinario per la riforma dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), per poi diventarne presidente nel 20014. Nell'aprile del 2007 si è dimesso volontariamente dall'incarico per rientrare in servizio al dipartimento di Astronomia dell'università di Padova. Nel giugno 2007 e' stato nominato consigliere di amministrazione dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Infine, il professor Benvenuti si occupa anche di divulgazione dell'Astronomia. Ha diretto l'edizione della ESA/ESO Astronomy Exercise Series e collabora con la pagina scientifica del "Corriere della Sera" e con il telegiornale scientifico "Leonardo". 

C’è un giudice assediato dalle donne che è appena stato insignito dell’Ambrogino d’Oro, la più ambita benemerenza civica di Milano a cui quest’anno era candidata anche una ragazza di successo, Chiara Ferragni. “Mi cercano quasi tutti i giorni, via mail o chiamando al centralino del Tribunale”. Le donne che insidiano Fabio Roia, 58 anni, attuale presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, sono vittime di violenze sessuali, di maltrattamenti, di stalking. Chiamano lui perché con un impegno assiduo dentro le aule di giustizia ma soprattutto fuori – ed è per questa seconda attività che è stato premiato dal Comune – da anni le tutela come un padre, un amico, un fratello. 

“Ho cominciato a interessarmi di loro all’inizio degli anni ’90 quando mi sono reso conto che erano le persone più fragili, assieme ai minori, nelle vicende giudiziarie. Spesso subivano una discriminazione strisciante. Vedere persone che soffrivano per mano dell’istituzione giustizia mi ha portato a reagire”.

Da allora ha iniziato a studiare la materia, a ideare protocolli che potessero aiutarle, quando sedeva nel Consiglio Superiore della Magistratura, a girare l’Italia per centinaia di incontri di formazione con avvocati, magistrati e chiunque in qualche modo sia toccato dal tema della violenza sulle donne. E a ritagliarsi negli spazi lasciati dalla legge provvedimenti innovativi, come l'ultimo, nell'ottobre scorso, che l'ha portato ad applicare una norma del codice antimafia a uno stalker.

“Mi sono rimaste nel cuore in particolare donne vittime di gravi violenze a cui ho dato i miei riferimenti personali qualora ne avessero avuto bisogno. Queste persone che ce l’hanno fatta, con un’alternativa di vita ormai costruita, le sento magari a Natale per gli auguri o in occasioni di questo tipo. Allora ho la sensazione di avere risolto dei problemi complessi e questo è molto appagante”. 

A volte le ha aiutate solo con un semplice ‘Come va?’ al telefono: “Cerco di dargli consigli, anche pratici, ma bastano poche parole, interessarsi di come stanno. Il giudice rappresenta una figura istituzionale e parlare con lui le fa sentire di per sé protette. Quando mi chiamano in Tribunale sono in imbarazzo perché devo coniugare la voglia di dare dei suggerimenti col divieto di poter dare delle consulenze e allora gli spiego qual’è la rete di servizi a cui possono rivolgersi”.

Negli anni la situazione delle donne abusate, parte lesa nei processi, “è migliorata ma ancora si fanno domande vietate dalla legge, per esempio inerenti alla sfera sessuale della vittima, restano dei pregiudizi per cui non gli si crede in prima battuta e poi c’è un approccio troppo lungo nella risposta giudiziaria, che è una nuova forma di violenza perché ci vuole una risposta pronta in situazioni di emergenza”.  L''Ambrogino d'Oro' è tutto per loro: "Per me è una grande emozione, che condivido con tutte le donne che hanno sofferto o stanno soffrendo per mano di un uomo".   

 Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha commissariato l'Agenzia spaziale italiana, nominando commissario straordinario Piero Benvenuti. La decisione, adottata dal premier su proposta del ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, avviene dopo che nei giorni scorsi era stato revocato il mandato al presidente Roberto Battiston.

Oltre al professor Piero Benvenuti, ordinario di astrofisica all'università di Padova, è stato nominato sub commissario l'avvocato Giovanni Cinque, esperto di diritto aerospaziale, che – sempre in base a quanto si apprende- traghetteranno l'Agenzia per il tempo strettamente necessario al completamento delle procedura selettiva pubblica, già attivata, per l'individuazione del nuovo presidente.

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