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Una nuovo murales è comparso venerdì notte a Milano: “Fontana Assassino Sala Zerbino”, recitava la scritta lunga una decina di metri. È stato realizzato in zona Chiesa Rossa, in un sottopassaggio non lontano da piazzale Carrara.

A notare la scritta sono stati gli agenti delle volanti della questura, che, poco dopo, e nei pressi del murales, hanno fermato alcuni giovani. Non sembra esserci un collegamento con la precedente scritta comparsa in zona Crescenzago, e firmata dai Carc, i comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo; si tratta piuttosto di persone vicine al centro sociale Zam.

La scritta è stata realizzata questa notte lungo la parete del Cavalcavia Chiavoni, che porta da viale Giovanni da Cermenate a Piazza Maggi, nell periferia sud della città

“Solidarietà al presidente Fontana per le inaccettabili minacce e al sindaco Sala per le offese altrettanto ignobili. Le nuove scritte comparse in zona Chiesa Rossa sono l’ennesimo episodio che testimonia un clima d’odio che fa male a Milano e alla Lombardia. La politica si fa con confronti, anche aspri, ma non con la violenza e le azioni vili. Chi sceglie questa strada troverà in noi sempre una ferma condanna” ha fatto sapere la segretaria metropolitana del PD, Silvia Roggiani

“Gli antagonisti di sinistra stanno alimentando una pericolosa spirale d’odio che va fermata il prima possibile” ha detto Gianluca Comazzi, consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. “Messaggi di questo tipo non sono tollerabili in democrazia”. 

Dopo il lockdown ritornano in piazza di venerdì i ragazzi del movimento Fridays for Future. Una ripartenza avvenuta in concomitanza con la giornata mondiale per l’Ambiente. “Ritorno al Futuro”, il nome del flash mob che ha visto la partenza in bici dal Colosseo e l’arrivo al Pantheon. Le misure di distanziamento sociale non hanno bloccato il movimento ecologista, che in questi mesi ha costruito la campagna “Ritorno al Futuro”: sette proposte per una transizione ecologica che ci permetta di contrastare la crisi climatica nella tutela dei diritti di tutte e tutti. “Quello che abbiamo imparato durante questa pandemia” affermano le ragazze e i ragazzi di Fridays For Future “è che la nostra salute è legata a quella degli ambienti in cui viviamo, chi li inquina  e li devasta rappresenta una minaccia per il benessere di tutte le comunità. Non possiamo risolvere una crisi rinfocolandone un’altra: abbiamo immediato bisogno di un piano che investa sulla sanità pubblica, su una transizione energetica che tuteli e ampli i posti di lavoro, su una produzione agroalimentare sostenibile, sull’istruzione e la ricerca pubbliche e su un sistema pubblico dei trasporti accessibile a tutte e tutti.” 

AGI – Uccide due donne in Carinzia, Land dell’Austria orientale, e poi si suicida davanti ad una pizzeria di Tarvisio in Italia. Indagini in corso tra la polizia austriaca e quella italiana per far luce sul ritrovamento dei cadaveri di due donne sabato mattina nei pressi del Faaker See non distante dalla città di Villach.

Stando ad una prima ricostruzione, l’uomo ha ucciso, pare con un’ascia, una donna di 62 anni di Wernberg (sarebbe la sua ex moglie), quindi è salito in auto fino al paesino di Drobollach, sulle rive del lago, per sparare a una donna di 56 anni. Quest’ultima vittima pare fosse la sua attuale compagna.

Successivamente l’omicida è fuggito a bordo di un veicolo bianco, avrebbe varcato la frontiera, del resto chiusa per spostamenti senza motivi a seguito delle restrizioni per il coronavirus, e si è suicidato davanti al ristorante ‘La Lepre’ in via Dante Alighieri a Tarvisio. 

AGI – Individuato il target terapeutico per contrastare lo stato infiammatorio che si accompagna alla progressione del Covid-19. Si tratta di un anticorpo monoclonale già conosciuto che è in grado di bloccare la reazione infiammatoria indotta dall’infezione.

Lo documenta lo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Firenze su 30 pazienti dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi sui quali è stata testata con successo la terapia che permette di regolare la risposta del sistema immunitario all’aggressione del virus.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Clinical Investigation. Il team tutto fiorentino – composto dai ricercatori Unifi e dell’Aou Careggi – ha osservato nel sangue dei pazienti affetti da Covid-19 la diminuzione e l’alterazione nel funzionamento di un gruppo di cellule del sistema immunitario, causate dall’incremento dello stato infiammatorio che si associa alla progressione della malattia. 

“L’infezione del virus SARS-CoV-2, causa dell’insorgenza della malattia Covid-19, può decorrere asintomatica così come provocare vari gradi di polmonite, che possono richiedere anche supporto meccanico alla respirazione – spiega Francesco Annunziato, responsabile dello studio e docente di Patologia generale dell’Ateneo fiorentino -. La risposta immunitaria ha un ruolo cruciale nel combattere l’infezione virale, tuttavia, se è incontrollata, in alcuni casi può essere essa stessa causa di danno e portare allo sviluppo di una malattia acuta da distress respiratorio”.     

Nello studio sono stati reclutati 30 pazienti ricoverati presso l’Aou Careggi, a vari stadi della malattia. “Abbiamo osservato che nel sangue periferico dei pazienti affetti da Covid-19 ci sono ridotti livelli di tre sottopopolazioni di linfociti, i linfociti T e B e le cellule Natural Killer – prosegue il ricercatore -. Oltre a una riduzione numerica, queste cellule del sistema immunitario mostrano una capacità ridotta di produrre molecole ad azione antivirale, ancora inferiore nei pazienti che richiedono ricovero in terapia intensiva. Inoltre, il peggioramento della malattia è associato all’incremento della presenza nel sangue di IL-6, una proteina responsabile della ridotta funzionalità delle cellule Natural Killer”.

Applicando una terapia basata sull’uso di un anticorpo monoclonale (già utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide moderata-grave, dell’artrite idiopatica giovanile sistemica, della poliartrite idiopatica giovanile e per la sindrome da rilascio di citochine indotta dai linfociti CAR-T), i ricercatori sono riusciti a neutralizzare l’azione infiammatoria di IL-6 e a ripristinare alcune funzionalità delle cellule Natural Killer. “Un risultato – conclude Annunziato – che va nella direzione di aiutare il nostro sistema immunitario a rispondere con maggiore efficacia all’aggressione del SARS-CoV-2”.

AGI – Nella Giornata mondiale dell’ambiente 2020, che si celebra oggi, Francesca Garaventa dell’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ias), lancia l’allarme per lo smaltimento di prodotti monouso, largamente utilizzati in questo periodo di pandemia e ricorda l’importanza della tutela ambientale.

Durante l’epidemia il consumo di plastica è diminuito?

“La biodiversità, tema centrale della giornata di oggi, è legata a diversi fattori, come il cambiamento climatico o il sovrasfruttamento delle risorse, ma l’inquinamento gioca sicuramente un gioco chiave nella perdita di biodiversità”, spiega la ricercatrice in un video pubblicato sul sito della Cnr Web Tv. “La plastica rientra in quelli che vengono considerati ‘contaminanti emergenti’ e i numeri sono davvero allarmanti: parliamo di centinaia di milioni di tonnellate di plastica che si producono ogni anno, con circa 8 milioni di tonnellate che ogni anno finiscono in mare andando a impattare fortemente sulla vita marina”, prosegue Garaventa, aggiungendo che durante la diffusione della pandemia l’uso della plastica è stato incrementato in maniera significativa.

Cosa inquina di più nell’epoca del virus?

“Sacchetti, guanti e soprattutto mascherine sono stati i prodotti all’ordine del giorno durante questo periodo. Le mascherine, ad esempio, sono composte da polipropilene, polimeri plastici che se non correttamente smaltiti possono aumentare il quantitativo di rifiuti plastici in grado di raggiungere i nostri mari. Secondo il Politecnico di Torino durante la Fase due sarebbero state necessarie un miliardo di mascherine ogni mese”, osserva ancora l’esperta, sottolineando che questi numeri devono deviare l’attenzione verso un uso sostenibile di questi materiali.

“Ricordiamoci che il mar Mediterraneo, sebbene rappresenti l’1% di tutti i mari del globo, equivale a circa il 20% del prodotto marino lordo, calcolato nel 2018 in 5.600 miliardi di dollari. Sono numeri che devono farci riflettere: il nostro ambiente va tutelato non solo per sé, ma anche perché è una risorsa di cui non possiamo fare a meno”, conclude Garaventa. 

Come si smaltiscono le mascherine?

Lo smaltimento dei dispositivi di protezione individuale (dpi) deve avvenire, dove possibile, attraverso l’incenerimento. A stabilirlo, nelle linee guida pubblicate lo scorso 14 marzo, è stato l’Istituto superiore di sanità (Iss). Guanti e mascherine, insomma, devono terminare la loro breve esistenza negli inceneritori (o nei termovalorizzatori, che sono impianti di incenerimento che sfruttano la combustione per produrre energia). 

Tuttavia, il percorso dei dpi verso la termodistruzione non è sempre lo stesso: si distinguono infatti a seconda di chi li ha utilizzati. I rifiuti prodotti in ambito ospedaliero prendono una strada diversa da quelli prodotti in ambito domiciliare. 

In questo articolo spieghiamo le diverse casistiche (che sono fondamentalmente tre – le persone ricoverate in ospedale, quelle in quarantena o isolamento domiciliare e quelle che non sono risultate positive al coronavirus) e le norme per lo smaltimento dei loro rifiuti. 

A casa o in ospedale, sani o malati: questi i casi

Nel caso più comune, ovvero le mascherine e i guanti utilizzati nelle abitazioni e sul posto di lavoro da persone che non risultano contagiate dal coronavirus, l’Iss raccomanda che i dpi vengano gettati nel bidone della raccolta indifferenziata (mai, insomma, in quello della carta o della plastica) e che vengano chiusi dentro “due o tre sacchetti possibilmente resistenti” messi “uno dentro l’altro all’interno del contenitore che usi abitualmente”.

Nel caso di persone in quarantena o isolamento domiciliare (cioè sottoposte al divieto di uscire di casa perché risultate positive al Sars-Cov-2 o perché venute in contatto con soggetti positivi) viene invece sospesa del tutto la raccolta differenziata: significa che non si deve neppure dividere il vetro dalla plastica, o la carta dall’alluminio: ogni rifiuto deve andare nell’indifferenziato. 

Anche se può sembrare strano, la gestione di queste due tipologie di rifiuti non sortisce nessun’altra differenza: entrambe rientrano nella categoria dei rifiuti solidi urbani, entrambe vengono ritirate dagli stessi operatori delle aziende che si occupano della raccolta, ed entrambe finiscono insieme nello stesso inceneritore. 

Diverso, come anticipato, è il caso di guanti e mascherine usate negli ospedali. Lì vengono considerati rifiuti pericolosi e seguendo un percorso di sterilizzazione.

Dpi: una bomba ecologica?

Secondo le stime del Politecnico di Torino (del 27 aprile scorso), per le sole mascherine chirurgiche “è possibile stimare che il bisogno di tutte le imprese del solo Piemonte potrebbe raggiungere una cifra teorica prossima a 80 milioni di pezzi monouso/mese. […] Le imprese italiane nel loro complesso potrebbero avere un bisogno mensile di circa 12 volte tale entità”, cioè quasi un miliardo di mascherine al mese. 

 

Colpo di coda del maltempo, alle porte della stagione estiva, con allagamenti, frane e strade interrotte, oltre ad una serie di danni e ad un brusco calo delle temperature, in diverse regioni.

La situazione in Toscana

In Toscana colpite le zone della Valle del Serchio e della Garfagnana, in provincia di Lucca. A Barga sono caduti grossi massi dal muro delle vecchie carceri del Duomo. A Fornovolasco, nel comune di Fabbriche di Vergemoli, due frane sono finite sulla strada. Il violento nubifragio, accompagnato dal forte vento, ha causato anche l’allagamento di numerose attività commerciali e di scantinati.

Situazione critica anche nel paesino di Gallicano con strade che sono state allagate e l’acqua che è entrata anche ai piani bassi delle abitazioni. A Viareggio, dalla Passeggiata alla periferia, diverse strade sono state invase dall’acqua. Strade interrotte nell’Alta Versilia.

La situazione in Emilia Romagna

Allagamenti di case, negozi e aziende anche in Emilia Romagna. Alberi in strada e anche una frana che ha bloccato alcuni automobilisti in diverse zone del Bolognese, dove i Vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte.

A Porretta Terme le strade si sono trasformate in torrenti e sono stati numerosi gli allagamenti di edifici privati e locali commerciali. L’acqua ha invaso molte aziende della zona (tra Porretta e Gaggio Montano). In località Granaglione, nel comune di Alto Reno Terme, una frana ha bloccato (sempre nella notte) le persone che stavano percorrendo in auto la strada provinciale 55. Evacuata anche una donna per il pericolo di smottamenti vicino all’abitazione dove vive.

Numerosi anche gli interventi per pali pericolanti e alberi abbattuti. I danni maggiori si sono registrati nella zona compresa tra Porretta Terme, Gaggio Montano e Pianoro. Più tranquilla la situazione in pianura dove comunque ci sono stati alcuni allagamenti.

A Bologna, un condominio è stato colpito da un fulmine e interventi per la pioggia sono avvenuti anche in altri punti della città.

La situazione in Friuli Venezia Giulia

Forti piogge e temporali anche in Friuli Venezia Giulia, con decine di allagamenti e serie difficoltà soprattutto in provincia di Udine e nelle Valli del Natisone. La Protezione Civile nel suo bollettino ha indicato soprattutto nel Cividalese e nella Bassa friulana le zone più colpite con numerosi interventi dei vigili del fuoco a Udine e nell’hinterland.

A Cividale è parzialmente esondato il Rio Emiliano, mentre è andato allagato anche il sottopasso della statale 54. I temporali della notte e delle prime ore del mattino, sempre in Friuli, hanno provocato allagamenti pure in vari scantinati nelle località di San Pietro al Natisone, Savogna, Porpetto, Moimacco, Manzano e Cordovado in provincia di Pordenone.

A Gonars le precipitazioni abbondanti hanno causato disagi in tutto il paese. Nel centro estivo di Grado l’alta marea ieri sera ha esondato nella zona del porto.

La situazione in Alto Adige

Ondata di maltempo in Alto Adige dove nella notte è tornata la neve. I fiocchi bianchi sono caduti attorno ai 2.000 metri. La statale 44 bis del passo Rombo è stata riaperta dopo la lunga chiusura invernale ma attualmente l’arteria che collega con l’Austria è interrotta causa una frana in territorio austriaco.

La situazione nel Lazio

Danni alle strutture balneari, da Latina a Terracina, a causa della mareggiata con venti di burrasca che si sta abbattendo da diverse ore sul litorale pontino.

I danni all’agricoltura

Il maltempo di questi ultimi giorni, anche con violente grandinate, secondo le stime di Coldiretti ha causato milioni di euro di danni. “Una situazione meteo che – sottolinea l’organizzazione agricola – aggrava le perdite già subite dal settore per le tempeste che hanno investito a macchia di leopardo tutta la Penisola, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte fino alla Puglia.  Si tratta dell’ultima spallata del clima impazzito in una maledetta primavera che è iniziata con il gelo che ha compromesso le fioriture ed è proseguita con il caldo torrido e la siccità per andare a concludersi con le tempeste di vento e grandine”.

Quando arriverà l’estate?

Intanto, secondo le previsioni meteo, in questi giorni l’Italia si trova inserita in un continuo via vai di perturbazioni generate da un semi-stazionario vortice ciclonico posizionato sul Centro Europa. Tale situazione proseguirà non solo nel weekend, ma anche nella prossima settimana.

Un primo fronte instabile raggiungerà le regioni settentrionali nella giornata di sabato, quando sul resto d’Italia il sole sarà prevalente. Le temperature misureranno valori abbastanza caldi con 25-28 gradi su gran parte delle regioni.

Domenica una perturbazione atlantica più intensa e alimentata da aria più fresca, farà peggiorare il tempo in maniera più estesa su tutte le regioni settentrionali con precipitazioni intense e sotto forma di temporali con possibili grandinate: in questo contesto le temperature subiranno un brusco crollo.

Continuerà ad essere soleggiato sul resto d’Italia con un clima estivo al Sud e molto mite al Centro. La prossima settimana, invece, sarà contraddistinta da un tempo a tratti molto instabile. 

Tra i 26 indagati dalla Dda di Venezia per infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Veronese compare anche l’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi. Nei confronti del politico, ex Lega e poi fuoriuscito per fondare Fare!, viene ipotizzato il reato di peculato in concorso. Secondo quanto confermato da fonti vicine alle indagini, il coinvolgimento di Tosi riguarderebbe una presunta distrazione di denaro portata a termine con l’aiuto dell’ex presidente dell’Ami, la municipalizzata dei rifiuti veronese.

“Sapevamo che la ‘ndrangheta era presente a Verona ma mai avremmo pensato che il radicamento delle cosche fosse tale da poter costituirne una locale autonoma e indipendente, come emerge dalle indagini della Dia di Venezia e delle Squadre Mobili di Verona e Venezia”, dichiara Francesca Businarolo, presidente della commissione Giustizia della Camera e deputata M5s. “Preoccupano, in particolare, i possibili collegamenti con la politica locale, in particolare con l’importante azienda del Comune di Verona, l’Amia, e con l’ex sindaco Tosi, che risulta indagato. Notizie inquietanti, che dimostrano la presenza ormai innegabile della criminalità organizzata anche in Veneto. Già Verona ha subito uno choc dalle indagini relative al caso di Domenico Multari, il boss che vantava una lunga fila di imprenditori e non veronesi fuori casa per la richiesta di favori. Grazie a magistrati e forze dell’ordine per aver portato a segno una operazione che consente di mettere in sicurezza i settori economici piu’ fragili e piu’ esposti al ricatto mafioso e la stessa Pubblica amministrazione”.

AGI – Riapre il pronto soccorso di Codogno, a oltre 3 mesi dal giorno in cui la cittadina lodigiana divenne l’ombelico’ del contagio, e subito si presenta un possibile caso di coronavirus. E’ un uomo che ha manifestato un quadro clinico, sulla base di un’ecografia ai polmoni, compatibile, con l’infezione e che è stato subito sottoposto al tampone i cui esiti dovrebbero arrivare nel giro di poche ore.

Oltre a lui, è arrivata da una casa di riposo anche una donna molto anziana la cui positività era già stata accertata in precedenza. I sanitari le stanno praticando una trasfusione. Al di là delle suggestioni, il direttore del pronto soccorso di Lodi e Codogno, Stefano Paglia, invita alla prudenza: “Nessun allarmismo, due casi su quindici persone arrivate sono nella media che ci aspettavamo“.

Le prime due ambulanze sono arrivate alle 9 e 30 di stamattina all’accesso rimasto sbarrato poche ore dopo che l’intuito dell’anestesista Annalisa Malara, da ieri Cavaliere della Repubblica, aveva permesso di accertare  che Mattia, diventato poi noto come ‘paziente 1’, aveva contratto l’infezione. 

No alla musica in spiaggia, se non da ascoltare rigorosamente seduti: niente animazione, giochi, balli, feste e rinfreschi vari. E poi: consigliabile la prenotazione, mantenere la distanza di almeno un metro in spiaggia e anche in acqua, inservienti dello stabilimento con mascherine, guanti e visiera facciale.

Sono le indicazioni messe a punto dall’Istituto Superiore di Sanità nel “Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2” del Gruppo di Lavoro Ambiente-Rifiuti COVID-19 in collaborazione con il Ministero della Salute, l’INAIL, il Coordinamento di Prevenzione della Conferenza Stato Regioni, esperti delle ARPA e altre istituzioni, appena pubblicato con l’obiettivo di alzare il livello di sicurezza nelle spiagge in vista della stagione balneare.

Ci si potrà riunione in gruppi al tramonto?

“Con oltre 7.000 km di costa e un numero elevato di aree di balneazione (un quarto del totale europeo) abitate da 17 milioni di persone – scrive l’Iss – che possono anche raddoppiare in alta stagione, può diventare significativo il rischio riconducibile al turismo balneare. Affollamenti, spostamenti, vicinanza e contatto sono infatti più frequenti nelle aree tipiche dell’ambiente balneare in stabilimenti, spiagge attrezzate o di libero accesso. Tale rischio può assumere gradi diversi a seconda dei differenti indici sanitari valutati a livello regionale e locale. Assume invece scarsa rilevanza il rischio correlato alla potenziale contaminazione delle acque da reflui o da escreti infetti presenti a monte dell’area di balneazione o diffusi da imbarcazioni. Le misure di controllo e monitoraggio a carattere ambientale e sanitario applicate in base alla normativa vigente, infatti, ma anche la suscettibilità del virus alle variabili ambientali rendono trascurabile il rischio”.

Tra le diverse indicazioni viene raccomandato di vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet; di interdire gli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto” con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale.

Come stare tra gli ombrelloni durante il giorno

Per gli stabilimenti e per i bagnanti viene raccomandato inoltre di prenotare l’accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti, e registrare gli utenti, anche per rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy; di utilizzare cartellonistica e locandine con le regole comportamentali per i fruitori delle aree di balneazione e i bagnanti per prevenire e controllare i rischi – comprensibili anche per utenti di altre nazionalità.

Si prescrive inoltre di garantire distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione; di controllare la temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5 C.

Cosa sapere sulle attrezzature da spiaggia

Inoltre, i gestori sono tenuti a pulire, con regolarità almeno giornaliera, le varie superfici, gli arredi di cabine e le aree comuni e sanificare in modo regolare e frequente attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando l’utilizzo di strutture (cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra gli utilizzi promiscui; di non trattare in alcun caso spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali con prodotti biocidi; di evitare l’uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura da spiaggia; di dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani; di fornire disinfettanti e DPI adeguati al personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e utilizzare obbligatoriamente DPI in caso di contatti ravvicinati con bagnanti e attività a rischio. 

ll rapporto enfatizza come “la possibilità di contenere e controllare la diffusione di Covid-19 e fondamentalmente legata ai comportamenti individuali – soprattutto il distanziamento fisico, nel rispetto degli altri. Quest’ultima necessita puo’ comportare in molti casi modalità di fruizione degli ambienti diverse rispetto alla prassi consueta, come il contingentamento degli accessi su prenotazione e l’adeguamento alle rigorose regole comportamentali, tra cui la vigilanza sui bambini”.

Due rom sono evasi poco dopo le 12 dal carcere di Rebibbia, a Roma. I due, un 40enne e un 46enne, si sono calati dal muro di cinta con una corda eludendo la vigilanza.

Il primo era in carcere con l’accusa di furto, riciclaggio, lesioni e falso materiale. Il 46enne era invece a Rebibbia per ricettazione, falso materiale, false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Sui fatti indaga la polizia di stato. Attenzione massima ai campi nomadi di via Salviati e via di Salone. Monitorati, secondo quanto si apprende, anche gli aeroporti di Ciampino e Fiumicino.

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