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(AGI) – Milano, 22 mag. – Primo incontro coi magistrati in carcere per Abdel Majid Touil, il 22enne marocchino accusato dalla Tunisia di aver avuto un ruolo nell’attentato al museo Bardo di Tunisi il 18 marzo scorso. Il giovane che, gia’ al suo ingresso a San Vittore subito dopo l’arresto a Gaggiano per il mandato di cattura internazionale emesso dalla Tunisia si era detto estraneo ai fatti: “non ho fatto nulla, che ci faccio qui” avrebbe detto e oggi lo ha ribadito.

“Touil – ha spiegato al termine dell’interrogatorio l’avvocato Silvia Fiorentino – si e’ proclamato innocente e parlato del suo arresto come di un errore”. ‘L’udienza-interrogatorio’ in carcere era iniziata poco prima di mezzogiorno ed e’ durata un paio d’ore. Prevedeva la procedura di identificazione ufficiale del giovane e l’eventuale suo consenso all’estradizione. Consenso che il giovane ha negato. Si tratta comunque, davanti ai giudici della V Corte d’appello di Milano, del primo ‘gradino’ di un iter complesso che portera’ allo ‘svelamento’ completo delle prove solo dopo che la Tunisia chiedera’ all’Italia di estradare il ragazzo e i giudici entreranno nel merito delle accuse per la decisione finale.

I tempi sono lunghi, ci potrebbe volere anche un mese. Quella dell’estradizione per Touil, rinchiuso in isolamento da martedi’, appare comunque per ora un’ipotesi molto remota. Questo per due ragioni: la Tunisia e’ una nazione dove vige la pena di morte e l’Italia dovrebbe avere la certezza che non venga applicata al giovane in caso di estradizione; la giurisdizione della magistratura italiana (Procura di Roma) ‘vincerebbe’ su quella nordafricana nel caso ci fossero prove a carico di Touil per la presenza di 4 connazionali tra le vittime. (AGI)

(AGI) – Roma, 22 mag. – Dall’incubo Isis in Siria al festival di Cannes, ecco le cinque notizie del giorno da non perdere.

ESTERO. I jihadisti sunniti di Isis si sono impadroniti di meta’ Siria, tra cui la citta’ di Palmira.

ENERGIA. L’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, in missione negli Stati Uniti incontra investitori stranieri: “sono soddisfatti.

ECONOMIA. Due meloni in Giappone sono stati venduti al prezzo record di un milione e mezzo di yen, circa 11.550 euro, nella prima asta della stagione agricola. I due meloni sono della varieta’ di Cantalupo, molto comuni anche in Italia.

CRONACA. A Bologna un pensionato ruba formaggio al supermercato: “Sono in bolletta e ho la pensione sociale”. Cosi’ si e’ giustificato con i carabinieri un uomo di 68 anni di Ferrara, arrestato per furto aggravato di formaggio.

SPETTACOLO. Ultimi giorni di grande cinema al Festival di Cannes. Ieri sera applausi a scena aperta per il documentario ‘Louisiana’ dell’italiano Roberto Minervini, proiettato in concorso nella sezione ‘Un Certain Regard’.

(AGI) – New York, 22 mag. – Eni e’ pronta a tornare in Iran ma solo se Teheran proporra’ nuova tipologia di contratti, meno penalizzante e piu’ allineata agli standard internazionali, indipendentemente dal ritiro delle sanzioni. Lo ha detto l’amministratore delegato del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, durante un incontro con la stampa a margine del ritiro del Corporate Social Responsability Award 2015 della Foreign Policy Association. Per Descalzi “onestamente le sanzioni contano poco” perche’ Eni, “con il contratto attuale – ha avvertito – difficilmente andra’ in Iran e difficilmente una qualunque altra grossa compagnia ci andra’”. .

Abbiamo messo insieme una serie di piccoli consigli per aiutare i meno esperti ad approcciarsi al meglio alla fotografia con lo smartphone, riprendendo alcuni dei canoni classici della fotografia, aggiungendo anche consigli studiati in modo specifico per fare ottime foto con il telefonino



(AGI) – Roma, 22 mag. – “Saluto le donne e gli uomini della polizia di Stato, interpretando il sentimento di gratitudine dell’intera comunita’ nazionale per l’impegno profuso nel tutelare la legalita’ e la sicurezza dei cittadini”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio per il 163esimo anniversario di fondazione della polizia. “Spesso – sottolinea il presidente – in condizioni di particolare tensione e di rischio, ancora piu’ accentuate in occasione di grandi eventi e manifestazioni, la polizia di Stato e’ chiamata a rappresentare un costante presidio a garanzia delle liberta’ e dei diritti di tutti. Con il conferimento di una medaglia d’oro al merito civile alla bandiera e’ stato dato riconoscimento alla professionalita’ e all’abnegazione dimostrata nell’espletamento di una funzione cosi’ delicata che richiede massima responsabilita’ ed equilibrio”.(AGI)

(AGI) – Palermo, 22 mag. – Un tappeto di gerani rossi per non dimenticare gli agenti della polizia di Stato uccisi nella strage di Capaci assieme al giudice Giovanni Falcone e alla moglie Francesca Morvillo. Domani, nel 23esimo anniversario dell’attentato, i fiori nel giardino della memoria intitolato con il nome in codice della scorta del magistrato, “Quarto Savona 15”, sul tratto dell’autostrada A29 dove scoppio’ la bomba della mafia. Ci saranno Tina Montinaro, vedova del capo scorta di Falcone e presidente dell’associazione “Quarto Savona 15”, Antonino Alletto, Vittorio Costantini e Giovanni Assenzio, rispettivamente segretario generale, nazionale e provinciale del Movimento dei poliziotti democratici e riformisti, che hanno voluto donare 100 piante per ricordare i colleghi Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Con loro, Nico Gozzo, sostituto procuratore generale di Palermo, cento motociclisti della polizia di Stato che, poco prima dell’orario della strage, terranno i motori accesi per 10 minuti, il sindaco di Isola delle Femmine, Stefano Bologna, e i bambini delle scuole elementari e medie della cittadina e una delegazione del Comune di Mozzecane (Verona) guidata dal sindaco Tomas Piccinini, che da anni collabora con l’associazione presieduta dalla Montinaro. A rendere omaggio agli agenti di scorta l’attore Vincenzo Crivello che leggera’ alcuni brani tratti dal libro “Nome in codice: Quarto Savona 15, Km 100287” di Alessandro Chiolo e Gaetano Curreri che cantera’ Per la bandiera, brano scritto in occasione della strage di Capaci. “Abbiamo deciso – dice Tina Montinaro – di rimboccarci le maniche e di sistemare da soli il giardino. Da anni aspetto che ci sia un intervento di recupero da parte delle Istituzioni ma, a parte le promesse che vengono fuori in prossimita’ della cerimonia di commemorazione, ad oggi non ho visto altro. Non abbiamo, dunque, piu’ voglia di sentire strumentalizzare i nostri morti, con noi ci saranno coloro i quali in questi lunghi anni ci sono sempre stati accanto e ci hanno sostenuto. E invito – prosegue – tutta la societa’ civile a partecipare, perche’ quella Fiat Croma blindata non si fermi a 100287 chilometri ma che continui con l’aiuto di tutti a macinare asfalto anche dopo lo scoppio “. Antonino Alletto, segretario generale di MP, afferma: “I nostri colleghi non li abbiamo mai dimenticati. Scegliere in quegli anni di scortare un magistrato scomodo alla mafia come Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo e’ stato un gesto di assoluto coraggio. Antonio, Rocco e Vito erano persone come noi, con un senso del dovere e del rispetto verso le Istituzioni altissimo, mi auguro che questo giardino possa sempre di piu’ colorarsi di fiori, di speranza e di vita. Un luogo che deve diventare memoria storica per le future generazioni”. Sempre domani saranno poste all’interno del giardino delle vele che reggeranno le gigantografie dei tre agenti assassinati. Alle 17.58 il momento piu’ solenne con le note de Il silenzio, subito dopo l’esibizione di Gaetano Curreri e le letture Vincenzo Crivello, a seguire la celebrazione della messa ed una fiaccolata per non dimenticare. Ai ragazzi delle scuole di Isola che si saranno distinti sul tema della legalita’ verra’ regalato il libro di Alessandro Chiolo. (AGI) .

AMD anticipa di essere al lavoro ad un nuovo set di driver Catalyst beta, grazie al quale fornire migliore supporto ai titoli The Witcher 3: Wild Hunt e Project CARS con le proprie schede video della famiglia Radeon



(AGI) – Palermo, 22 mag. – Ventitre anni fa la strage di Capaci, che domani sara’ ricordata a Palermo da 40 mila studenti, e dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, presente il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Nell’aula bunker dell’Ucciardone, ci saranno anche i ministri della Giustizia, Andrea Orlando, e dell’Istruzione, Stefania Giannini. Una giornata della memoria di quel sabato del 1992 quando, alle 17.58 esplosero sotto l’autostrada che collega Palermo all’aeroporto 500 chili di tritolo che uccisero il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Fu “l’attentatuni”, come lo definit’ il killer mafioso Gioacchino La Barbera. Meno di due mesi dopo, il 19 luglio, un’altra bomba di Cosa nostra fara’ tremare la citta’ scoppiando in via Mariano D’Amelio per assassinare il giudidce Paolo Borsellino, collega e amico d’infanzia di Falcone, e i cinque poliziotti che lo proteggevano, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano. ANche questa strage sara’ commemorata domani. Tra i due eccidio, qualcosa s’era rotto nelle coscienze e nella societa’ e qualcosa cominciava a cambiare. Nacquero movimenti spontanei, lenzuola bianche appese ai balconi di Palermo diventarono simboli del rifiuto dlla mafia. Cgil, Cisl e Uil raccolsero quel sentimento di ribellione con una mobilitazione nazionale antimafia sotto lo slogan “L’Italia parte civile”. A Palermo, il 27 giugno del 1992, arrivarono centomila persone da tutto il Paese e non solo, con novecento pullman, dieci treni, sei aerei e sette navi. Palermo si coloro’ di bandiere, cartelli e striscioni, si riempi’ di taccuini e telecamere e fu palcoscenico della prima grande manifestazione nazionale unitaria dei sindacati confederali per la legalita’. E contro la cultura e la societa’ dei boss. “Ricordo sempre – ha detto Maria Falcone, sorella del giudice e presidente della Fondazione – che in Italia la vera guerra alla mafia si e’ scatenata dopo la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, quando la societa’ civile e’ scesa in piazza e ha chiesto a gran voce allo Stato un’azione contro il crimine organizzato, degna di uno Stato civile”. Cgil, Cisl e Uil chiesero allora che il “potere mafioso venga isolato nelle coscienze; indebolito nelle sue connivenze con i settori inquinati delle istituzioni, della pubblica amministrazione, dell’imprenditoria, dei partiti”, e si impegnarono a sostenere “con forza gli apparati dell’investigazione, della sicurezza, dell’azione giudiziaria”. “Noi – ebbe a dire l’allora leader della Cisl Sergio D’Antoni illustrando l’iniziativa assieme a Bruno Trentin (Cgil) e Adriano Musi (Uil) – vogliamo dare testimonianza a Falcone determinando un moto popolare continuo e costante” che sia di “stimolo e pressione per tutti i poteri costituzionali”. E per Trentin, il sindacato intendeva contribuire alla costruzione di “un rapporto nuovo fra le forze di pubblica sicurezza e il cittadino: snodo importante per un reale presidio del territorio”. La protesta dei confederali contro l’economia e la societa’ mafiose si ripete’, con lo stesso slogan e ancora a Palermo, dieci anni dopo. Ora, 23 anni dopo, l’attuale segretario della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo, sottolinea che “il punto e’ non dimenticare. Non abbassare la guardia. Anzi, tenerla alta a tutti i livelli. Contro corruzione, ingiustizia, economia criminale. Prevaricazione parassitaria dei boss”. (AGI) .

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