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(AGI) – Roma, 12 mag. – Sono stati 37 lunghissimi giorni, iniziati una notte di novembre con il volo speciale dalla Sierra Leone, l’ambulanza iperprotetta e scortata, lo staff dello Spallanzani subito all’opera h24. Fabrizio Pulvirenti, medico di Emergency originario di Catania, e’ stato il primo italiano contagiato dal virus ebola, mentre curava i malati in Africa. Un incubo che oggi si ripete con il nuovo contagio, sempre di un operatore sanitario italiano di Emergency. Pulvirenti ha trascorso oltre un mese a combattere con la malattia che in un paio di occasioni e’ sembrata avere la meglio, e infine ha vinto. La storia di Fabrizio, apparso il 2 gennaio di quest’anno per la prima volta davanti alle telecamere, smagrito ma sorridente, e’ iniziata all’alba del 25 novembre quando un velivolo dell’Aeronatica militare italiana con mille precauzioni e in rigidissimo isolamento l’ha riportato in Italia, fatto sbarcare a Pratica di Mare e poi in ambulanza, infilato in una speciale camera sterile trasparente, trasferito fino allo ‘Spallanzani’, centro italiano di riferimento. Della sua esistenza e vicenda gli italiani erano venuti a conoscenza il 24 novembre. L’Unita’ di crisi della Farnesina entra in azione, il medico di Emergency che da poco piu’ di un mese era in Sierra Leone per assistere i malati di ebola viene riportato in Italia. Bisogna allestire in maniera opportuna il Boeing 767 dell’Aeronautica militare inviato sul posto per prelevare Fabrizio e riportarlo in Italia in condizioni di assoluta sicurezza. E sono immagini sconvolgenti quelle che alle prime ore del 25 novembre arrivano dalla pista di Pratica di Mare, che mostrano la speciale barella che sembra una bolla di plastica dentro cui c’e’ Fabrizio. Nei primi giorni il paziente “e’ in stabili condizioni generali, e’ vigile e collaborante”, dice il bollettino medico, pur in presenza di febbre e brividi e di “malessere generale e iperemia congiuntivale”. Sintomi destinati a ‘fluttuare’. Il paziente e’ seguito da 15 medici e 15 infermieri, i soli che ruotano in servizio occupandosi di lui. Niente visite, Fabrizio puo’ comunicare solo per telefono con i suoi congiunti. Si comincia con un trattamento antivirale specifico ricorrendo a un farmaco sperimentale “non registrato in Italia e autorizzato con apposita ordinanza dall’Aifa su indicazione del ministero della Salute”. Poi viene chiarito che il medico di Emergency “non e’ curato con un cocktail di farmaci ma con uno solo, un antivirale”. Al paziente viene inoltre praticato il primo trattamento a base di “plasma di convalescenza”, tradotto e’ il plasma di persone che hanno contratto l’ebola e sono guariti. Con il trascorrere dei giorni i bollettini medici sono improntati all’ottimismo, parlano cioe’ di miglioramenti nelle condizioni generali del paziente, con una febbre al di sotto dei 38 gradi. Il 30 novembre, pur permanendo la prognosi riservata, con persistenza di “disturbi gastrointestinali, febbre elevata, profonda spossatezza e esantema cutaneo diffuso”, il medico “ha ben tollerato il terzo trattamento sperimentale, cioe’ il farmaco che agisce sulla risposta immunitaria”, mentre prosegue il trattamento a base di plasma, che arriva questa volta dalla Germania. Ma il 2 dicembre c’e’ un peggioramento, viene quindi cominciato un nuovo trattamento con un farmaco sperimentale arrivato dall’estero, anche questa volta in virtu’ di una catena che mette insieme il coordinamento internazionale dell’Oms per la gestione dell’emergenza ebola, il ministero della Salute italiano, la rete degli uffici di sanita’ di frontiera Us (Usmaf), la solidarieta’ istituzionale. Il 4 dicembre e’ allarme rosso: torna la febbre, le condizioni di Fabrizio precipitano, si e’ costretti a ricorrere alla respirazione assistita. Sabato 6 dicembre la febbre va ancora piu’ su, il “paziente uno” viene sedato, e’ in rianimazione e respira grazie alle macchine. Sono i giorni drammatici che il medico ricordera’, a incubo svanito, come “due settimane di buio”. Quattro giorni di corsa frenetica contro il virus, poi il 10 dicembre il bollettino medico parla di condizioni cliniche “migliorate”, il paziente “respira spontaneamente, senza necessita’ di supporto ventilatorio. Interagisce con gli operatori e risponde a stimoli verbali. La prognosi rimane riservata”. Una settimana dopo Fabrizio e’ fuori pericolo. La convalescenza – pur in regime di isolamento ospedaliero – scatta a partire dal 22. Il 24, la vigilia di Natale, il medico pubblica tramite Emergency una lettera, in cui si dichiara “non un eroe, non un untore, ma un soldato ferito” nella lotta contro “un mostro terribile e temibile” che puo’ essere pero’ sconfitto, e dipende “in larga misura dal fronte che lo ostacola” e che lui spera “possa allargarsi e opporsi in modo sempre piu’ efficace”. Poi, il 2 gennaio, le sue prime parole in pubblico, accanto al ministro Lorenzin e a Cecilia Strada, oltre a tutti i medici che hanno lavorato per salvargli la vita: “Hanno fatto qualcosa di grande per me”, ha detto con voce ferma. “E ora tornero’ in Sierra Leone, a concludere il lavoro che ho iniziato”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – La malattia da virus Ebola e’ una malattia grave, spesso fatale, con un tasso di mortalita’ fino al 90% in Africa, molto piu’ bassa, come si e’ visto nei mesi scorsi, se curata nei paesi occidentali. La malattia colpisce gli uomini e i primati (scimmie, gorilla, scimpanze’). L’Ebola e’ apparsa la prima volta nel 1976 in due focolai contemporanei: in un villaggio nei pressi del fiume Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, e in una zona remota del Sudan. L’origine del virus non e’ nota, ma i pipistrelli della frutta (Pteropodidae), sulla base delle evidenze disponibili, sono considerati i probabili ospiti del virus Ebola. L’Ebola si trasmette nella popolazione umana attraverso lo stretto contatto con sangue, secrezioni, tessuti, organi o fluidi corporei di animali infetti. In Africa, l’infezione e’ avvenuta attraverso la manipolazione degli scimpanze’, gorilla, pipistrelli della frutta, scimmie, antilopi di foresta e istrici infetti trovati malati o morti o catturati nella foresta pluviale. Una volta che una persona sia entrata in contatto con un animale infetto da virus Ebola e abbia contratto l’infezione, questa puo’ diffondersi all’interno della comunita’ da persona a persona. L’infezione avviene per contatto diretto (attraverso ferite della pelle o mucose) con il sangue o altri fluidi corporei o secrezioni (feci, urine, saliva, sperma) di persone infette. L’infezione puo’ verificarsi anche in caso di ferite della pelle o delle mucose di una persona sana che entra in contatto con oggetti contaminati da fluidi infetti di un paziente con Ebola, quali vestiti e biancheria da letto sporchi dei fluidi infetti o aghi usati. Gli operatori sanitari sono stati spesso i piu’ esposti al virus durante la cura dei pazienti con Ebola. Questo accade perche’, in particolare nelle prime fasi di un epidemia, non indossano dispositivi di protezione individuale (ad esempio i guanti) quando assistono i pazienti. Gli operatori sanitari di tutti i livelli del sistema sanitario – ospedali, cliniche e centri sanitari – delle aree a rischio dovrebbero essere informati, prima possibile, sulla natura della malattia, sulle modalita’ di trasmissione e seguire rigorosamente le precauzioni raccomandate per prevenire l’infezione. Possono svolgere un ruolo nella trasmissione di Ebola anche le cerimonie funebri in cui le persone hanno contatti diretti con il corpo del defunto. Le persone decedute per Ebola, infatti, devono essere maneggiate con indumenti protettivi e guanti ed essere sepolte immediatamente. Le persone sono contagiose fino a quando il sangue e le secrezioni contengono il virus. Per questo motivo, per evitare di infettare chiunque altro nella comunita’, i pazienti infetti devono essere attentamente monitorati dai medici e sottoposti a test di laboratorio, per garantire che il virus non sia piu’ in circolo, prima del loro ritorno a casa. Gli uomini, guariti dalla malattia, possono ancora trasmettere il virus a partner attraverso lo sperma, per un massimo di sette settimane dopo la guarigione. Per questo motivo e’ importante per gli uomini evitare rapporti sessuali per almeno sette settimane dopo la guarigione oppure indossare il preservativo nei rapporti sessuali durante le sette settimane dopo la guarigione. Ma quali sono i sintomi? Comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola sono i segni e sintomi tipici, seguiti da vomito, diarrea, esantema, insufficienza renale ed epatica e, in alcuni casi, emorragia sia interna che esterna. Gli esami di laboratorio includono globuli bianchi e piastrine bassi ed aumento degli enzimi epatici. Il periodo di incubazione o l’intervallo di tempo dall’infezione alla comparsa dei sintomi e’ tra i 2 e i 21 giorni. Il paziente diventa contagioso quando comincia a manifestare sintomi, non e’ contagioso durante il periodo di incubazione. I pazienti gravemente malati necessitano di terapia intensiva, sono spesso disidratati e hanno bisogno di liquidi per via endovenosa o di reidratazione orale con soluzioni contenenti elettroliti. Attualmente non esiste un trattamento specifico per curare la malattia. Alcuni pazienti con terapie mediche appropriate guariscono. Per aiutare a controllare l’ulteriore diffusione del virus, i casi sospetti o confermati devono essere isolati dagli altri pazienti e trattati da operatori sanitari che attuino rigorose precauzioni per il controllo delle infezioni. (AGI) .

(AGI) – CdV, 12 mag. – Occorre “ricordare ai potenti della terra che Dio li chiamera’ a giudizio un giorno, e si manifestera’ se davvero hanno cercato di provvedere il cibo per Lui in ogni persona e se hanno operato perche’ l’ambiente non sia distrutto, ma possa produrre questo cibo”. E’ l’avvertimento di Papa Francesco durante l’omelia della messa nella Basilica di San Pietro, in occasione dell’apertura della XX Assemblea Generale di Caritas Internationalis sul tema ‘One Human Family, Caring for Creation’. “Tanta gente aspetta anche oggi di mangiare a sufficienza. Il pianeta ha cibo per tutti, ma sembra che manchi la volonta’ di condividere con tutti”, ha aggiunto Francesco. “Preparare la tavola per tutti, e chiedere che ci sia una tavola per tutti”, ha continuato il Pontefice che esorta a “fare quello che possiamo perche’ tutti abbiano da mangiare”. “Non possiamo dimenticare quei nostri fratelli cristiani che sono stati privati con la violenza sia del cibo per il corpo sia di quello per l’anima: sono stati cacciati dalle loro case e dalle loro chiese, a volte distrutte. Rinnovo l’appello a non dimenticare queste persone e queste intollerabili ingiustizie”, ha spiegato il Papa. Tutte le Caritas sono uguali, non ci sono Caritas grandi o Caritas piccole, ha aggiunto Francesco. La Caritas agisce in nome e per conto di Cristo. “La Caritas di ciascuna Chiesa, anche la piu’ piccola, e’ sempre la stessa. Non ci sono Caritas grandi e Caritas piccole: tutte sono uguali”. “Chiediamo al Signore – ha continuato a braccio – la grazia di capire la vera dimensione della Caritas, la grazia di non cadere nell’inganno di credere che un centralismo ben organizzato sia la strada, la grazia di capire che Caritas e’sempre in periferia, in ciascuna Chiesa particolare, e la grazia di credere che Caritas centro e’ soltanto aiuto, servizio ed esperienza di comunione, ma non e’ il capo di tutte”. “Insieme a tanti altri organismi di carita’ della Chiesa, Caritas rivela dunque – ha poi concluso – la forza dell’amore cristiano e il desiderio della Chiesa di andare incontro a Gesu’ in ogni persona, soprattutto quando e’ povera e soffre. Questo e’ il cammino che abbiamo davanti e con questo orizzonte auspico che possiate svolgere i lavori di questi giorni”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – “Accidenti, mi dispiace. Faccio i miei migliori auguri all’infermiere di Emergency, so che allo Spallanzani e’ in buone, anzi in ottime mani”. Risponde cosi’ Fabrizio Pulvirenti, il medico che e’ stato il primo italiano ad ammalarsi di Ebola, poi guarito nell’ospedale romano, contattato telefonicamente dall’AGI dopo la notizia del nuovo contagio ai danni di un italiano in Africa. “Non lo sapevo – spiega Pulvirenti, rivivo tutto quello che ho vissuto io. Posso dare tutto il mio incoraggiamento, speriamo che ce la faccia”. (AGI)

(AGI) – Roma, 12 mag. – Un professionista sanitario di Emergency, che ha prestato servizio in Sierra Leone, e’ risultato positivo al test Ebola eseguito nel pomeriggio di oggi presso il centro “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Il campione di sangue e’ arrivato a Roma nella tarda mattinata di oggi dalla Sardegna. Lo rende noto il ministero della Salute. L’infermiere, che aveva lavorato nel Centro di cura dei malati di Ebola in Sierra Leone ed era arrivato in Sardegna l’8 maggio, ha effettuato l’automonitoraggio delle proprie condizioni di salute, come previsto dai protocolli del Ministero della Salute e di Emergency e ha manifestato i primi sintomi nella tarda serata di domenica scorsa. L’operatore, ricoverato da 48 ore presso il nuovo reparto di malattie infettive dell’ospedale di Sassari, e’ adesso in attesa di trasferimento all’Ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Il trasporto, organizzato d’intesa tra il Ministero della Salute e quello della Difesa, viene eseguito dall’Aeronautica Militare in alto biocontenimento, seguendo le stesse procedure gia’ attuate nel novembre scorso per il medico siciliano colpito dal virus e poi guarito.

Emergency: “su infermiere intervento tempestivo (LEGGI)

E’ stata attivata la rete di emergenza della Prefettura di Sassari e del Comando Carabinieri del NAS. Il Ministero della salute e l’AIFA hanno gia’ predisposto le misure necessarie per rendere disponibili presso lo Spallanzani i farmaci sperimentali previsti dai protocolli. Per rispettare la privacy del paziente e della famiglia, non verranno rese note le generalita’. Il primo bollettino medico, come da prassi, verra’ emesso a cura dei medici dello Spallanzani.(AGI) .

(AGI) – Milano, 12 mag. – Emergency conferma che un infermiere che aveva lavorato nel centro di cura dei malati di Ebola in Sierra Leone e’ risultato positivo al test Ebola. Non appena ha manifestato i primi sintomi, domenica 10 maggio in tarda serata – si legge in una nota – , il nostro collega ha applicato le procedure per l’isolamento, come previsto dai protocolli del ministero della Salute e dalle linee guida di Emergency. L’operatore – si sostiene -. effettuava regolarmente l’automonitoraggio delle proprie condizioni e questo ha permesso di intervenire tempestivamente per evitare un possibile contagio. Ricordiamo che il virus Ebola – si precisa -e’ contagioso solo dopo l’insorgenza dei sintomi e che viene trasmesso esclusivamente attraverso il contatto diretto con fluidi corporei. Il paziente, che e’ in buone condizioni generali, verra’ trasferito a breve all’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma per essere sottoposto al trattamento medico con un volo in alto bio-contenimento. Ulteriori aggiornamenti sullo stato di salute del nostro collega verranno forniti ogni giorno dalla direzione dell’Istituto Spallanzani – prosegue Emergency -. Per rispetto della privacy del paziente e della sua famiglia, per il momento Emergency non rilascera’ altri dettagli. Preghiamo anche i giornalisti di rispettare il desiderio della famiglia. (AGI) .

(AGI) – Milano, 12 mag. – Si e’ avventato su una turista e l’ha colpita al volto con un pugno per strapparle i biglietti di Expo, ma e’ stato raggiunto e arrestato dai carabinieri: e’ successo intorno alle 12,30 di oggi davanti ai cancelli dell’esposizione. La vittima, una impiegata 49enne, Daniela C., si trovava in compagnia del marito ed e’ stata subito soccorsa per un lieve malore seguito all’aggressione. L’arrestato in flagranza per rapina aggravata si chiama Aleksander Di Ricco, cittadino greco, 21 anni, pregiudicato. Nel corso della perquisizione l’uomo e’ stato trovato anche in possesso di una pistola giocattolo, sprovvista del tappo rosso per farla sembrare una vera arma. Il rapinatore sara’ sottoposto al giudizio per direttissima presso il Tribunale di Milano. .

(AGI) – Roma, 12 mag. – “Non si puo’ addebitare al Pd il fatto che una lista civica di supporto abbia presentato quei candidati”. Lo ha detto Matteo Renzi al videoforum di Repubblica. “Il Pd di impresentabili non ne ha”. “A quelli che sono ‘imbarazzati’, come me, dico che le liste del Pd sono pulite e che il Pd e’ pulito: abbiamo cambiato candidato a Ercolano e a Giugliano, siamo intervenuti in modo molto forte. Su alcune liste collegate si puo’ discutere, alcuni candidati, personalmente, non li voterei neanche se costretto. Abbiamo fatto pulizia, magari non ancora a sufficienza, certo, ma queste elezioni regionali decidono il futuro di Bagnoli, di Pompei, della Napoli-Bari, della Reggia di Caserta”, e allora, avverte Renzi, “per la legalita’ non serve un articolo o fare una polemica al giorno ma far funzionare le cose”. “Dividiamo gli aspetti – riprende il segretario Pd e presidente del Consiglio – la lotta contro la camorra, la mafia, la ‘ndrangheta, deve essere patrimonio di tutti. Io risposi a Saviano, che in questi giorni e’ tornato a criticare il governo, legittimamente, e presi degli impegni precisi che stiamo rispettando”. “Ci sono lo stesso alcuni candidati, in alcune liste collegate, anche ingiustificabili ma in Campania la sfida e’ Caldoro contro De Luca. Io mai parlero’ male dei candidati dell’altra parte, Caldoro e’ persona seria e non voglio un clima da guerra civile. Decideranno i cittadini: la partita non e’ in una Regione come le altre e non si puo’ addebitare al Pd i candidati di una lista di supporto”. Renzi torna sul caso degli ‘impresentabili’ in lista in Campania e ricorda che “la questione e’ come rilanciamo la Campania, un dramma pazzesco quando tutte le altre Regioni stanno ripartendo”. “Ci sono – sottolinea – due Italie e quella a sud di Roma ancora soffre. Noi abbiamo alcuni progetti pilota, d’accordo con i presidenti di Regione, quali che saranno, per rilanciare il Paese e il Mezzogiorno e De Luca e’ un buon amministratore, come gli riconoscono anche gli avversari”. Insomma, ammonisce il segretario Dem, “impresentabili il Pd non ne ha”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 mag. – Confronto a Palazzo Chigi tra governo e sindacati sulla riforma della scuola.

“Gli emendamenti approvati non modificano la sostanza. Cambiamento si’ ma non come vorrebbe il governo”, ha affermato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Ci potrebbe essere il blocco degli scrutini. Lo annunciano i sindacati di categoria al termine dell’incontro con il governo che non ha lasciato soddisfatti Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Cobas.

“Giovanni Berlinguer aveva immaginato la scuola come la scuola dell’autonomia, una invenzione dell’Ulivo di inizio anni Novanta. Noi nel disegno di legge abbiamo individuato tre poteri per i presidi: scrivere il piano offerta formativa, valutare i docenti, scegliere dentro le graduatorie gli insegnanti piu’ adatti”, ha detto Matteo Renzi al videoforum di Repubblica. “Siamo disposti ad ascoltare i sindacati su tutto. “La scuola funziona se e’ di tutti e non siamo disposti a bloccare la qualita’ nella scuola”, ha concluso Renzi. “Noi non saremo mai una supepotenza militare. Possiamo essere una superpotenza culturale ed avere questo come ruolo nel mondo. E’ per questo che punto sulla scuola”, ha aggiunto Renzi.

STUDENTI BOICOTTANO TEST INVALSI,”SONO COSTOSI E DANNOSI” – Giornata “calda” per la Scuola quella di oggi, con gli studenti che hanno boicottato i test Invalsi. “Anche quest’anno abbiamo promosso il boicottaggio delle prove Invalsi, chiedendo agli studenti di non compilare a testa bassa dei test costosi, dannosi, escludenti ed antidemocratici”. A parlare e’ Danilo Lampis, coordinatore nazionale Unione degli Studenti (Uds). “Sulla scia della grande giornata di sciopero del 5 maggio, il dato di mobilitazione studentesca nella giornata di oggi e’ stato altissimo”. L’Uds comunica che “stamattina possiamo confermare l’altissima adesione alla protesta. Le studentesse e gli studenti delle classi seconde hanno consegnato in bianco, letto un libro mentre somministravano le prove, non sono entrati in classe, hanno organizzato sit-in e manifestazioni di protesta. Da oggi partira’ lo sportello SOS per difendere gli studenti da ritorsioni e illegittime sanzioni”. Gli studenti si dicono “contrari ad un modello di valutazione escludente, che tende a gerarchizzare le scuole ed aumentare le disuguaglianze. Noi vogliamo essere “valutati e non schedati”. “Per noi questa giornata” – conclude l’UdS – “e’ una ulteriore giornata di mobilitazione contro il ddl Renzi, in continuita’ con lo sciopero del 5 maggio. La giornata di oggi dimostra come il mondo della scuola sia pronto a continuare a lottare contro la sordita’ del Governo alle nostre istanze. Chiediamo lo stop del ddl Renzi e lo stralcio delle deleghe per aprire un confronto reale e cambiare davvero la scuola. Il Governo deve fare una scelta di campo. O continuare ad assecondare le richieste delle lobby, o bloccare il ddl ed ascoltare le richieste delle piazze che durante tutto l’anno hanno espresso una alternativa molto piu’ credibile e lungimirante di quella de “La Buona Scuola”. Gli studenti la loro idea di scuola ce l’hanno ben chiara e l’hanno scritta dal basso all’interno della proposta AltraScuola. che continueranno a portare avanti in contrapposizione al ddl”.(AGI) .

(AGI) – New York, 12 mag. – L’operatore di telecomunicazioni statunitense Verizon ha siglato un accordo per rilevare il fornitore di servizi Aol per 4,4 miliardi di dollari. L’offerta, pari a 50 dollari per azioni, include un premio del 17,4% rispetto al prezzo di chiusura del titolo Aol di ieri. Verizon si fara’ inoltre carico dei 300 milioni di dollari di debito di Aol, che possiede, tra le altre, testate digitali quali l’Huffington Post e TechCrunch. (AGI)

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