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(AGI) – Roma, 18 lug. – “Ora apriamo la discussione, seria e civile, tra noi. A settembre si decide e nel 2016 il referendum!”. Lo scrive il premier Matteo Renzi su L’Unita’, nella rubrica dedicata ai lettori, rispondendo alle lettere inviategli sul quotidiano, in merito all’iter delle riforme costituzionali. A un altro lettore, Renzi replica in merito al duplice ruolo di presidente del Consiglio e segretario del Pd: “Per me il premier e’ anche segretario, come in quasi tutti i Paesi europei. Ne parleremo verso il Congresso 2017”. .

(AGI) – Pisa, 18 lug. – La Polizia di Stato di Pisa ha arrestato un ragazzo di circa 20 anni che nella giornata di sabato scorso avrebbe aggredito e usato violenza nei confronti di una ragazza sua coetanea su un treno regionale proveniente da Livorno e diretto a Pisa. Secondo quanto ricostruto dagli investigatori, nel pomeriggio di sabato 11 scorso personale della Polfer di Pisa interveniva, su segnalazione del capotreno, presso il binario dove era in sosta il treno regionale proveniente da Livorno. Una giovane donna, infatti, si era rivolta al capotreno per denunciare la violenza subita pochi istanti prima. Grazie alle informazioni fornite dalla vittima, all’intervento immediato del personale Polfer, al sistema di video-sorveglianza posto all’interno del treno e agli elementi raccolti dagli investigatori della squadra mobile e’ stato possibile procedere all’arresto dell’aggressore, il quale non risulta avere precedenti di polizia ed e’ titolare di carta di soggiorno. Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terra’ alle 10.30 in questura. .

Si è chiusa ieri la campagna di raccolta fondi per lo sviluppo di Shenmue III. Battuto il record di ricavi; nessun videogioco ha mai riscosso un successo simile.

Shenmue III ha raccolto 6.333,30 Dollari in poco più di un mese dall’annuncio e dall’apertura della campagna Kickstarter. Di fatto abbiamo davanti un record mondiale, la campagna organizzata da Ys Net è stata la più finanziata di sempre in ambito videoludico, superando anche i 5,5 milioni ricavati per lo sviluppo di Castlevania: Symphony of the Night.

Gli sviluppatori non possono però reputarsi pienamente soddisfatti: molti “obiettivi” non sono stati raggiunti , a cominciare dall’implementazione, nella fisica di gioco, di un sistema “Ragdoll”, che sarebbe stato conseguito al raggiungimento di 6,5 milioni di dollari raccolti. In partenza erano stati programmati dagli sviluppatori, step fino al raggiungimento di 11 milioni di dollari; cifra che, a posteriori, pare totalmente sproporzionata.

In ogni caso Shenmue III si farà. Le informazioni trapelate, anche se relativamente poche, sono in grado di mantenere alto l’hype dei fan della serie per molto tempo. Quindi non ci resta che aspettare.

Shenmue III

(AGI) – Roma, 18 lug. – Se il carico fiscale del nostro Paese fosse in linea a quello medio europeo, ogni italiano risparmierebbe 904 euro all’anno di tasse e contributi. A dirlo e’ l’Ufficio studi della Cgia che ha messo a confronto la pressione fiscale dei principali Paesi Ue registrata nel 2014: successivamente, l’analisi dell’Ufficio Studi ha definito il differenziale di tassazione degli italiani rispetto ai contribuenti degli altri Paesi europei. Il risultato, come era facilmente prevedibile, vede gli italiani occupare le primissime posizioni della graduatoria dei contribuenti piu’ tartassati d’Europa. Tra i principali Paesi dell’Unione presi in esame, la pressione fiscale piu’ elevata si riscontra in Francia. A Parigi, il peso complessivo di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali e’ pari al 47,8 per cento del Pil. Seguono il Belgio, con il 47,1 per cento, la Svezia, con il 44,5 per cento, l’Austria, con il 43,7 per cento e, al quinto posto, l’Italia. L’anno scorso la pressione fiscale nel nostro Paese si e’ fermata al 43,4 per cento del Pil. La media dei 28 Paesi che compongono l’Ue, invece, si e’ stabilizzata al 40 per cento; 3,4 punti in meno che da noi. Nella comparazione, l’ufficio studi della Cgia ha deciso di calcolare anche i maggiori o minori versamenti che ognuno di noi “sconta” rispetto a quanto succede altrove. Ebbene, se la tassazione nel nostro Paese fosse in linea con la media europea, ogni italiano l’anno scorso avrebbe risparmiato 904 euro. Effettuando il confronto con la Germania, invece, si evince come i tedeschi paghino mediamente 1.037 euro all’anno in meno rispetto a noi. Analogamente, gli italiani pagano 1.409 euro in piu’ rispetto agli olandesi, 1.701 euro in piu’ dei portoghesi, 2.313 euro in piu’ degli inglesi, 2.499 euro in piu’ degli spagnoli e ben 3.323 euro in piu’ rispetto agli irlandesi.(AGI) Red/Mav (Segue) Fisco: Cgia, con tasse Ue risparmio a italiano di 904 euro anno (3)= (AGI) – Roma, 18 lug. – Sempre rispetto al livello italiano di tassazione, si nota come gli austriaci abbiano pagato 80 euro in piu’ rispetto a noi, gli svedesi 292 euro in piu’, i belgi 984 euro in piu’ e, infine, i francesi, con ben 1.170 euro in piu’. Dalla Cgia ricordano che il dato della pressione fiscale italiana relativa al 2014 non tiene conto dell’effetto del cosiddetto “Bonus Renzi”. L’anno scorso, infatti, gli 80 euro “restituiti” ai redditi medio bassi dei lavoratori dipendenti sono costati alle casse dello Stato 6,6 miliardi di euro. Quest’ultimo importo e’ stato contabilizzato nel bilancio della nostra Amministrazione pubblica come spesa aggiuntiva. Pertanto, se si ricalcola la pressione fiscale considerando questi 6,6 miliardi di euro che praticamente sono un taglio delle tasse, anche se contabilmente vanno ad aumentare le uscite, la pressione fiscale scende al 43 per cento. In relazione a questa precisazione, la CGIA ha redatto anche una comparazione che tiene conto di questa specificita’. “Per pagare meno tasse – dichiara Paolo Zabeo della Cgia – e’ necessario che il Governo agisca sul fronte della razionalizzazione della spesa pubblica; con tagli agli sprechi, agli sperperi e alle inefficienze della macchina pubblica. Inoltre, questa operazione dovra’ essere realizzata molto in fretta. Entro il prossimo 30 settembre, infatti, a seguito della mancata autorizzazione dell’Unione europea all’estensione del reverse charge alla grande distribuzione, il Governo dovra’ reperire 728 milioni di euro, altrimenti e’ previsto un aumento delle accise sui carburanti di pari importo”. “E per evitare un nuovo aumento delle imposte, si legge nella nota della Cgia, l’Esecutivo dovra’ sterilizzare una serie di clausole di salvaguardia estremamente “impegnative”. Sebbene il ministro Padoan abbia in piu’ di un’occasione scongiurato un nuovo aumento del carico fiscale, con la prossima legge di stabilita’ dovra’ trovare oltre 16 miliardi per evitare un aumento delle entrate di pari importo per l’anno venturo. Tagli che dovranno salire a 25,4 miliardi nel 2017 e a 28,2 nel 2018″. “Visti i risultati ottenuti in questi ultimi anni con la cosiddetta spending review – conclude Zabeo – abbiamo l’impressione che sara’ molto difficile centrare questi obbiettivi”. In questa analisi, infine, non e’ mancata nemmeno una ricostruzione storica. Negli ultimi 15 anni, purtroppo, il risultato fiscale emerso dalla comparazione con la media europea e’ costantemente peggiorato. Se nel 2000 i contribuenti italiani pagavano 44 euro in meno di tasse rispetto alla media Ue, nel 2004 il carico fiscale per ciascun italiano era superiore del dato medio europeo di 126 euro. Il gap a nostro svantaggio e’ addirittura salito a 841 euro nel 2010 e ha raggiunto i 904 euro nel 2014.(AGI)

(AGI) – Roma, 18 lug. – Tensione, scontri e blocchi stradali sulla Cassia, intorno alla struttura di Casale San Nicola scelto come destinazione per un gruppo di profughi. Casapound ha raccolto alcune decine di residenti che si sono confrontate duramente con la polizia schierata in assetto antisommossa.

Alla fine sono quattordici i poliziotti rimasti feriti – fa sapere la Questura di Roma – al termine delle operazioni di trasferimento dei cittadini stranieri. Nel bilancio finale anche due arresti, una denuncia e 15 persone identificate sulle quali sono in corso ulteriori accertamenti. Gli investigatori hanno acquisito numerosi filmati da visionare per ricostruire la dinamica dei fatti e verificare eventuali responsabilita’ di singoli. E la procura di Roma avviera’ un’inchiesta per fare luce sugli incidenti.

“Le operazioni, iniziate la mattina presto sotto il controllo delle forze dell’ordine, sono da subito risultate difficoltose, per l’ingerenza di elementi estremisti che hanno tentato di dissuadere gli ospiti”, ha fatto sapere la Questura di Roma. “In occasione dell’arrivo presso la struttura il convoglio, scortato dalle forze dell’ordine e’ stato bloccato da appartenenti al Comitato di quartiere, spalleggiato anche da elementi esterni”. Di altro tono la ricostruzione di Casapound: “sono arrivati i blindati delle forze dell’ordine, mentre i residenti con le braccia alzate dicono ‘no ai profughi'”.

Dal movimento di destra spiegano che “le 250 famiglie del piccolo comprensorio tra la via Braccianese e la Storta, al confine tra XIV e XV Municipio, ritengono non solo l’edificio e la zona, molto isolata, inadeguate all’accoglienza; ma temono anche che l’arrivo di cento migranti su una popolazione di poco piu’ di 400 persone finisca col diventare una vera e propria ‘invasione’, ingestibile dal punto di vista della sicurezza”. “Quella a cui abbiamo assistito e’ una cosa indecente ed indecorosa. Auspico che le forze dell’ordine denuncino, in modo tale che queste persone abbiano sulla propria fedina i fatti cui si sono macchiati”, ha commentato il prefetto di Roma, Franco Gabrielli.

Il Prefetto ha anche detto che per la gestione della struttura “c’era un bando e una commissione ha ritenuto che la cooperativa avesse i requisiti necessari: ci e’ arrivato il carteggio ed e’ corretto”, e per fermare l’accoglienza dei rifugiati in quel luogo non basta che ci sia “gente che non e’ d’accordo”, perche’ “se passasse questo principio sarebbe finita”.

“Sono tensioni volute da un governo razzista”, ha invece commentato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, a proposito delle proteste delle ultime ore a Roma e in Veneto per l’arrivo di nuovi profughi. “L’idea che mi sono fatto e’ che siccome il governo Renzi-Alfano non riesce a risolvere nessun tipo di problema – ha aggiunto -, sta scaricando sugli italiani da Nord a Sud un’emergenza senza precedenti e aspettando una reazione da parte della gente per poi parlare di altro. Quindi io penso che sia un razzismo organizzato e questo e’ gravissimo”.

E a sua volta il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, a margine dei lavori del Consiglio regionale rispondendo a una domanda sul parere negativo dato ieri da Lombardia, Veneto e Liguria al ‘decreto profughi’ ha detto che se il governo continuera’ a gestire in questo modo l’emergenza immigrazione “ci sara’ un crescendo di tensioni che temo culminera’ anche con qualche disordine sociale, che vogliamo evitare”. Per l’ex ministro dell’Interno “non si gestisce cosi’ l’emergenza immigrazione e le reazioni che rileviamo anche dai sindaci amministratori di sinistra sono evidenti. Il governo fa finta di non accorgersi ma il problema sta gia’ scoppiando. L’unica azione risolutiva e’ fermare gli sbarchi, coinvolgendo le Nazioni Unite e facendo la’ i campi profughi”. (AGI)

(AGI) – Rio de Janeiro (Brasile), 18 lug. – La Serbia batte la Polonia 3-2 e estromette cosi’ l’Italia dalla corsa per le medaglie. Con questo successo, infatti, gli uomini di Grbic hanno chiuso al secondo posto la la Pool J conquistando cosi’ l’altro posto utile per le semifinali. Le tre squadre hanno chiuso tutte con una vittoria, ma la discriminante dei punti ha fatto la differenza. In casa azzurra c’e’ sicuramente del rammarico per come sono andate le cose, soprattutto dopo la vittoria contro la formazione balcanica nella gara d’esordio di questa Final Six. Nella Pool I, invece, fa notizia l’eliminazione del Brasile a causa del quoziente punti. Nel match infatti gli Stati Uniti hanno vinto 3-1 (25-21, 25-22, 24-26, 25-20) contro la Francia. Tutte e tre le squadre hanno chiuso il raggruppamento con 1 vittoria, 3 punti e il medesimo quoziente set (4 vinti, 4 persi); a decretare la conquista delle semifinali per statunitensi e transalpini e’ stato il quoziente punti (Usa 1.031; Francia 1, Brasile 0.970). L’ultima volta che la formazione verdeoro e’ rimasta esclusa dalle prime 4 classificate era il 2012; questa in assoluto e’ la settima volta che accade. Per la Francia, proveniente dalla Final Four di seconda fascia, si tratta della seconda semifinale della sua storia.(AGI)

(AGI) – Taranto, 18 lug. – Una mezza giornata, quella di ieri, vissuta all’Ilva tra tensioni e proteste col rischio di dover fermare l’altoforno 2 (Afo 2) e 19 lavoratori, 16 del siderurgico e 3 dell’impresa Semat, denunciati dai carabinieri – inviati dalla Procura – per violazione dei sigilli giudiziari essendo lo stesso altoforno 2 sequestrato senza facolta’ d’uso dopo un infortunio mortale avvenuto a giugno. Poi, in tarda serata, un vertice in Prefettura, un confronto tra i sindacati e il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e una nota della stessa Procura hanno raffreddato le tensioni e chiariscono la situazione: l’altoforno 2 rimane in produzione, l’azione di carabinieri e Procura e’ solo preliminare all’avvio di eventuali, successive indagini, infine i 19 lavoratori trovati in servizio sull’impianto non verranno precettati dalla Prefettura. Ma, al di la’ del chiarimento intervenuto, rimane comunque evidente a Taranto lo scontro sull’Ilva tra magistratura e azienda e Governo dall’altro. Come tre anni fa, quando gli impianti dell’area a caldo furono sequestrati senza facolta’ d’uso perche’ inquinanti. “Sono stati effettuati solo accertamenti di carattere assolutamente preliminare in vista di eventuali successive attivita’ di indagine”. Dopo l’incontro in Prefettura tra comitato provinciale dell’ordine pubblico e sindacati, nel quale il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Daniele Sirimarco, ha spiegato alle organizzazioni dei lavoratori cosa e’ avvenuto alcune ore prima all’altoforno 2 dell’Ilva, e’ la stessa Procura che fa diffondere, attraverso i carabinieri, una nota dal segno chiarificatore. In effetti, la giornata e’ stata tesa, si sono vissute ore convulse, i sindacati hanno pressato l’Ilva dicendo che, se non avesse dato garanzie di sicurezza e di tutela giuridica dei lavoratori, sarebbero stati gli stessi sindacati a dire ai lavoratori di non andare piu’ sugli impianti e, a quel punto, l’acciaieria si sarebbe fermata. E cosi’, dopo il confronto in Prefettura, i sindacati prendono atto del chiarimento e diffondono anch’essi una nota distensiva. I partecipanti al vertice presieduto dal prefetto di Taranto, Umberto Guidato, dicono a tal proposito Fim, Fiom e Uilm Taranto, “hanno formulato rassicurazioni circa l’estraneita’ dei lavoratori ai fatti contestati e che simili azioni non avranno a ripetersi”. Il riferimento e’ all’identificazione dei 19 lavoratori da parte dei carabinieri e alla denuncia per violazione dei sigilli giudiziari. “Ampie rassicurazioni – aggiungono i sindacati – sono state fornite in merito all’accesso su Afo 2 di tutti i lavoratori interessati alle pertinenti lavorazioni. Fim, Fiom e Uilm – conclude la nota sindacale – nell’apprezzare la disponibilita’ manifestata dalle competenti autorita’, auspicano che tutti i soggetti in campo, a partire da Ilva, mostrino maggiore chiarezza, responsabilita’ e manifesta collaborazione per il superamento delle forti criticita’ tutt’ora presenti”. “Ha trovato accoglimento la nostra tesi – commenta Vincenzo Castronuovo della Fim Cisl di Taranto – in base alla quale i lavoratori non possono essere ritenuti responsabili di mancata applicazione delle disposizioni della magistratura”. E anche negli ambienti politici, industriali e aziendali, che hanno seguito l’evolversi della vicenda, si prende atto della tregua ma non si tralasciano commenti duri verso la magistratura la cui azione ulteriore all’Ilva viene definita “un eccesso”. Lo scontro e’ sull’altoforno 2. Sequestrato senza facolta’ d’uso dalla Procura di Taranto – sequestro convalidato dal gip – dopo la morte del 35enne Alessandro Morricella, dipendente del siderurgico, l’8 giugno rimasto gravemente ustionato mentre era all’opera sullo stesso impianto. La Procura e il gip sostengono che l’impianto e’ pericoloso e non puo’ essere usato anche se un decreto legge del Governo dello scorso 4 luglio, ora all’esame del Parlamento, lo ha “salvato” in extremis dallo stop – sarebbe dovuto scattare dal 6 luglio – e garantito all’Ilva di continuare la sua attivita’ industriale. Procura e gip non solo ritengono che questo decreto non permette all’Ilva di usare l’altoforno, ma lo contestano per incostituzionalita’ tant’e’ che il gip lo ha impugnato, con una serie di eccezioni, davanti alla Consulta. L’Ilva, invece, afferma che il decreto legge vale a tutti gli effetti e permette l’uso dell’altoforno 2. “La societa’ – chiarisce l’azienda – ribadisce di aver operato nel pieno rispetto della legalita’ in ottemperanza alle previsioni del decreto legge 92/15”. E anche un parere del giurista Sabino Cassese, presidente emerito della Consulta, chiesto dalla stessa azienda, chiarisce che il decreto legge “e’ pienamente efficace ed e’ dotato di efficacia autonomia esecutiva. Va quindi rispettato come legge – scrive Cassese – da tutte le autorita’ della Repubblica”. Ma in attesa di vedere come il decreto verra’ convertito in legge, quali emendamenti apportera’ il parlamento e quale, infine, sara’ la valutazione della Corte Costituzionale, sull’Ilva dovrebbe esserci una tregua. A Taranto, pero’, ci sono molti dubbi in proposito. E proprio in questo clima segnato dall’incertezza, lunedi’ prossimo il gup di Taranto decidera’ in merito alle 52 richieste di rinvio a giudizio – 49 verso persone fisiche e 3 verso societa’ – formulate dalla Procura nell’ambito del processo “Ambiente svenduto”, quello nato dagli arresti e dai sequestri di luglio 2013, e sempre lunedi’ il Governo sara’ a Taranto, in Prefettura, col sottosegretario alla presidenza, Claudio De Vincenti, per avviare un’operazione di rilancio della citta’. Operazione prevista dalla legge varata a marzo attraverso un Contratto istituzionale di programma.(AGI) .

(AGI) – Roma, 18 lug. – La Regina Elisabetta all’eta’ di sette anni con il braccio teso nel saluto nazista. Lo mostra un video esclusivo pubblicato dal sito del quotidiano inglese ‘The Sun’ in cui si vede la futura regina d’Inghilterra bambina che nel giardino della tenuta di famiglia a Balmoral saltella allegra attorno alla regina madre e alla sorella piu’ piccola, Margaret di tre anni. La piccola Elisabetta alza piu’ volte il braccio e la stessa Elisabetta incita la sorellina a imitarla. Lo stesso fanno la regina madre e lo zio della futura regina d’Inghilterra, il principe Edoardo, che divenne re con il nome di Edoardo VIII il quale aveva forti simpatie per la Germania di Hitler. Dalle immagini sembra che sia lo stesso Edoardo a insegnare a tutti il saluto nazista. Il filmato, che dura una ventina di secondi, e’ stato girato tra il 1933 e il 1934, nel periodo in cui Hitler sali’ al potere in Germania. “Grande delusione per come e’ stato ottenuto e utilizzato questo video”. La casa reale britannica e’ in subbuglio, anche a notte fonda, per lo ‘scoop’ del Sun di Rupert Murdoch che ha scovato un vecchio filmato in cui si vede una giovanissima regina Elisabetta che fa il saluto nazista insieme a sua sorella Margaret, la regina madre e suo zio, quello che poi sarebbe diventato re come Edoardo VIII. Un portavoce della casa reale e’ cosi’ dovuto intervenire nella tarda serata di venerdi’, mentre i media di tutto il mondo cominciavano a rilanciare lo sconcertante filmato. “E’ molto deludente che questo film girato otto decadi fa e preso dall’archivio personale della famiglia di Sua Maesta’ – ha fatto sapere Buckingham Palace – sia stato ottenuto e sfruttato in questo modo”. Fior di commentatori di giornali e televisioni sono stati cosi’ svegliati a notte fonda per cercare di capire che cosa possa essere successo nei primi anni Trenta e per azionare la macchina dell’informazione. Alcune fonti vicine alla sovrana hanno sottolineato al Daily Mail come si tratti di un filmato fuori contesto, relativo a un’epoca storica in cui ancora non si sapeva a che cosa avrebbe portato veramente il nazismo, un periodo insomma in cui fare un saluto di quel tipo non aveva il tragico significato condiviso in tutto il mondo al giorno d’oggi. Edoardo VIII, dalle chiacchierate simpatie per la Germania di Hitler, fu l’unico re della casa reale britannica ad abdicare volontariamente dopo neanche un anno di trono, alla fine del 1936, quindi qualche anno dopo questo filmato. L’abdicazione avvenne per motivi di amore, almeno ufficialmente. Edoardo voleva sposare Wallis Simpson, una donna americana divorziata dal primo marito e che stava per divorziare anche dal secondo. Ma, essendo anche capo della Chiesa anglicana, scateno’ una crisi istituzionale e uno scandalo mondiale, per poi essere obbligato dal governo a lasciare lo scettro. I due si sposarono ed Edoardo fu praticamente esiliato con il titolo di duca di Windsor e governatore delle Bahamas. La coppia visse ancora per molti anni, facendo una vita fra il lusso e le ottime frequentazioni, venendo spesso invitata negli Stati Uniti d’America, anche alla Casa Bianca, e nei salotti esclusivi di mezzo mondo. Edoardo VIII mori’ nel 1972 per un tumore. Sua moglie, fragile e affetta da demenza senile, venne a mancare nel 1986. .

(AGI) – Baquba (Iraq), 18 lug. – Sangue in Iraq sulla festa dell’Eid al-Fitr che celebra la fine del Ramadan: l’Isis ha rivendicato un attacco kamikaze con autobomba che ha fatto piu’ di 100 morti, tra cui molti bambini, nel centro di Khan Bani Saad, 30 chilometri a nord-est della capitale Baghdad. L’attentato, uno dei piu’ gravi da quando l’Isis ha conquistate vaste zone del Paese, ha fatto crollare diversi edifici schiacciando sotto le macerie intere famiglie che stavano festeggiando. Il gruppo jihadista ha fatto sapere che il suo kamikaze ha preso di mira i “negazionisti”, come vengono chiamati gli sciiti dal gruppo sunnita. Una folla sconvolta si e’ riversata in strada e ha spaccato i finestrini delle auto in sosta per sfogare la rabbia. Si teme che il bilancio possa essere ancora piu’ pesante, perche’ potrebbero esserci altri corpi sotto le macerie. Il governo di Diyala, una provincia mista di sciiti e sunniti gia’ finita nel mirino jihadista, ha proclamato tre giorni di lutto e ha ordinato la chiusura di tutti i parchi fino al termine della festivita’ per motivi di sicurezza. (AGI)

(AGI) – Teheran, 18 lug. – L’opposizione iraniana all'”arroganza” degli Stati Uniti non cambiera’ a dispetto dell’accordo sul programma nucleare iraniano: parola della guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, in un discorso pronunciato per la fine del Ramadan. La massima autorita’ politica e religiosa della Repubblica Islamica ha chiarito che Teheran rimarra’ all’opposizione della politica statunitense in Medio Oriente: l’accordo sul nucleare non cambiera’ dunque la politica iraniana nei confronti dei governi di Siria e Iraq e dei “popoli oppressi” di Yemen e Bahrein, o dei palestinesi. Khamenei ha inoltre esortato il Parlamento iraniano a esaminare con attenzione il testo dell’accordo per verificare che effettivamente tuteli gli interessi nazionali, in modo che non vengano disattesi i principi della rivoluzione islamica ne’ depotenziate le sue capacita’ militari e difensive. Washington -ha aggiunto- vorrebbe la “resa” dell’Iran. Teheran non vuole la guerra, ma qualora ci fosse, gli Stati Uniti ne uscirebbero “umiliati”. “La nostra politica non cambiera’ contro il governo degli arroganti Stati Uniti”, ha detto Khamenei, le cui parole venivano accolte dalle tradizionali invettive anti-occidente, “Morte all’America”, “morte ad Israele”. “La Repubblica Islamica dell’Iran non rinuncera’ a dare sostegno ai suoi alleati nella regione, i popoli oppressi della Palestina, dello Yemen, i popoli e i governi siriani e iracheni, il popolo oppresso del Bahrein e i combattenti sinceri della resistenza in Libano e in Palestina”. Il leader iraniano, che ha parlato nel corso delle preghiere per Aid el-Fitr, in una moschea di Teheran, ha anche elogiato i negoziatori iraniani per aver “lavorato sodo”: “Che l’accordo sia approvato o meno all’interno del processo legale previsto, essi meritano un premio”. Ma ancora una volta ha ripetuto le ‘linee rosse’ della politica nazionale: “Abbiamo detto molte volte che non abbiamo un dialogo con gli Stati Uniti su questioni internazionali o regionali, e neanche su questioni bilaterali. A volte, come nel caso nucleare, abbiamo negoziato con gli Stati Uniti, ma sulla base dei nostri interessi. Le politiche americane nella regione sono diametricamente opposte alle politiche dell’Iran”. E a tale proposito ha ricordato che “gli americani sostengono di aver impedito all’Iran di acquisire la bomba atomica”. Ma -ha aggiunto- “essi sanno che non e’ vero. Noi abbiamo una ‘fatwa’ (un editto religioso), secondo cui le armi nucleari devono essere proibite dalla legge islamica. E questo non ha nulla a che vedere con i negoziati nucleari”. .

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