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L'escalation, per ora, continua a essere solo verbale, o fatta di gesti dimostrativi, per quanto eclatanti. I toni, però, non sono mai stati così violenti. Pyongyang non ha gradito la risposta di Washington ai suoi testi missilistici, che si succedono a ritmi sempre più ravvicinati. Kim Jong-un non ha gradito vedere bombardieri strategici americani (i B-1B Lancers, in grado di sganciare ordigni nucleari) decollare dall'isola di Guam, minacciata più volte dal regime nordcoreano, e sorvolare le sue coste. Per il Pentagono una prova di forza tesa a mostrare che "il presidente ha molte opzioni militari per rispondere ad ogni minaccia". Per il regime di Kim una "dichiarazione di guerra" a tutti gli effetti.

"Abbiamo il diritto di abbattere gli aerei Usa"

Queste le testuali parole del ministro degli Esteri, nordcoreano, Ri Yong-ho, che, a New York per il vertice delle Nazioni Uniti, ha affermato che "tutto il mondo dovrebbe ricordare con chiarezza che sono stati gli Usa a dichiarare per primi guerra al nostro Paese". Il ministro ha fatto esplicito riferimento a un recente tweet di Trump, asserendo che "sarà la Corea del Nord a rispondere al quesito su chi non sarà in giro ancora a lungo".

 

"Dal momento che gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra al nostro Paese", ha proseguito Ri, "abbiamo ogni diritto di prendere contromisure, compreso il diritto di abbattere i cacciabombardieri strategici degli Usa, anche quando non sono nello spazio aereo del nostro Paese". Non sarebbe la prima volta. Nel 1969, con Nixon alla Casa Bianca, Pyongyang abbattè un aereo militare spia statunitense che volava presso le sue coste. Morirono tutti i 31 membri dell'equipaggio.

Il Pentagono: "Abbiamo un arsenale enorme"

Parole di fronte alle quali sembra quasi timida la replica della portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders: abbattere aerei "non è mai opportuno" e parlare di una dichiarazione di guerra è semplicemente "assurdo". Ben più risoluta la replica del portavoce del Pentagono, Robert Manning, il quale ha ricordato che il presidente Donald Trump ha a disposizione "un arsenale enorme". "Se la Corea del Nord non smette con le provocazioni, di certo forniremo le opzioni al Presidente per occuparsi della Corea", ha avvertito il colonnello Manning, ribadendo che per Washington tutte le opzioni sono sul tavolo. La domanda è quali siano i limiti della pazienza degli Usa.

E a Pechino sale l'allarme

Per quanto obsoleta possa essere l'aeronautica militare nordcoreana, la preoccupazione sta salendo anche tra gli analisti, che invitano Trump a non considerare le minacce di Ri come semplici schermaglie verbali. "Penso che siamo pericolosamente vicini a un qualche genere di conflitto con la Nord Corea", ha dichiarato al New York Times Jae H. Ku, direttore del Korea Institute della Johns Hopkins School of Advanced International Studies di Washington, "è uno sviluppo che temevo; se proseguiamo su questa strada, la nostra escalation potrebbe portare a conflitti a fuoci accidentali che potrebbero non essere troppo accidentali".

Pechino, nel frattempo, è sempre più allarmata dai toni ormai incandescenti. La Cina ha da una parte condannato i test missilistici e nucleari di Kim, dall'altra rimane, di fatto, la protettrice del Paese, del quale è principale partner commerciale. "Vogliamo che le acque si calmino", ha dichiarato l'ambasciatore cinese all'Onu, "Liu Jieyi, "sta diventando troppo pericoloso e non è nell'interesse di nessuno".

Leggi anche: Se scoppiasse davvero la guerra tra Nord corea e Usa che conflitto sarebbe?

A che punto è la partita di Risiko intorno alla Corea del Nord

Un’inchiesta destinata a fare scuola, quella che ha portato oggi a 150 perquisizioni e all’arresto di sette docenti in tutta Italia, con l’accusa di essersi spartiti cattedre universitarie e di aver truccato concorsi. L’operazione parte dalla procura di Firenze, guidata da Giuseppe Creazzo. Oltre agli arresti, effettuati dalla Guardia di Finanza, anche 52 indagati interdetti allo svolgimento delle funzioni di professore universitario.

L'inchiesta partita dalla denuncia di un ricercatore

L’operazione è stata denominata ‘Chiamata alle armi’ e ha preso le mosse dal tentativo di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore universitario, candidato al concorso per l’Abilitazione Scientifica Nazionale all’insegnamento in Diritto tributario, a ‘ritirare’ la propria domanda, per favorire un terzo soggetto in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, con la promessa che si sarebbero adoperati con la competente Commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata, come ricostruisce il Corriere della Sera. È stata proprio la denuncia del ricercatore a far partire un’indagine a valanga che ha portato ad attivare le misure cautelari per sette docenti di diritto tributario: Guglielmo Fransoni, tributarista di uno studio fiorentino e professore a Lecce; Giuseppe Zizzo (Università Carlo Cattaneo di Castellanza, Varese); Fabrizio Amatucci, professore a Napoli; Alessandro Giovannini (Università di Siena); Giuseppe Maria Cipolla (Università di Cassino); Adriano Di Pietro (Università di Bologna); Valerio Ficari (professore a Sassari, supplente a Tor Vergata-Roma).

Tra gli indagati anche un ex ministro

Repubblica spiega che tra gli indagati c’è anche l'ex ministro Augusto Fantozzi. "Il professore è completamente e indubitabilmente estraneo ai fatti in contestazione in primo luogo perché era già andato in pensione all'epoca degli avvenimenti oggetto di indagine. La sua integrità è altresì testimoniata da una limpida e unanimemente apprezzata carriera accademica", ha affermato l'avvocato Antonio D'Avirro, difensore di Fantozzi. "Il professore – prosegue l'avvocato – sarà lieto di fornire tutti i chiarimenti necessari nell'incontro con  i magistrati, che auspica possa avvenire il prima possibile".

In una cena tra docenti di diritto tributario, avvenuta nel giugno del 2014 in un ristorante di Roma, Fantozzi aveva sottolineato la necessità “Di trovare persone di buona volontà”, che “ricostituiscano un gruppo di garanzia che riesca a gestire la materia dei futuri concorsi”, riporta Il Secolo XIX. L’ex ministro definisce questo gruppo, seppur scherzosamente, “la nuova cupola”.

"Sistematici accordi corruttivi"

Questa circostanza sembrerebbe confortare la nota della Guardia di Finanza, riportata dal Sole 24 Ore, che spiega come le indagini abbiano consentito di accertare “sistematici accordi corruttivi tra numerosi professori di diritto tributario”, alcuni dei quali pubblici ufficiali poiché componenti di diverse commissioni nazionali nominate dal Miur, finalizzati a rilasciare abilitazioni “secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori”, per soddisfare “interessi personali, professionali o associativi”.

La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha fatto sapere di voler vedere la fine dell’inchiesta e ha anche anticipato che entro ottobre sarà introdotto un codice di comportamento sull’università sul quale il Miur sta già lavorando. "La bozza è pronta da luglio, ora è in consultazione e vogliamo concludere assolutamente entro ottobre", ha spiegato precisando che i fatti che hanno dato spunto all'inchiesta Gdf si riferiscono a procedure di abilitazione relative al 2012/2013.

Bandai Namco ha pubblicato tre nuovi trailer per Dragon Ball FighterZ in cui vengono presentati Yamcha, Tien e il misterioso Androide 21.

I primi due svelano le tecniche più celebri dei due personaggi, mentre il terzo mostra uno stralcio di storia con protagonista il misterioso Androide 21, personaggio realizzato in collaborazione con Akira Toriyama.

Dragon Ball FighterZ sarà disponibile da frebbraio 2018 su PC/Steam, PS4 e Xbox One.

Tutti i riflettori del mondo della moda e del glamour sono stati puntati su Milano per la tradizionale Fashion Week di settembre che si svolge subito dopo quelle di New York e Londra. Sette giorni per presentare le collezioni della primavera-estate 2018 e per capire cosa indosseranno le donne tra poco meno di un anno. Tanti abiti e accessori, ma alcuni di questi sono destinati a diventare dei veri e propri must have di stagione.

Ecco le novità della prossima stagione

Il ritorno del marsupio

Riservato ai soli uomini, considerato poco fashion, per molto tempo il marsupio non è stato mai amato dal mondo della moda. La Milano Fashion Week lo incorona, invece, itbag della prossima primavera estate 2018. Gli stilisti scelgono soprattutto nuance accese: rosso fuoco e da abbinare al denim da Annakiki, rosa fluo e in nylon per Marc Jacobs, con stampa bicolore quello firmato House of Holland .

Calze, calzini, collant

Non ci sono dubbi l’accessorio must have per la prossima primavera sono le calze, i calzini e i collant. Cortissime o lunghe fino alla coscia, le calze si confermano grandi protagoniste sulle passerelle della Milano Fashion Week. Una volta i calzini erano considerati poco modaioli, oggi si indossano con qualsiasi look. Fendi li propone sia in versione sportiva, ispirata a quelli dei giocatori di baseball, sia più elegante, con l’iconico logo dalla doppia F. 

Atsushi Nakashima li arricchisce con una zip sul retro, Francesco Scognamiglio e Alberto Zambelli abbinano il classico modello in nylon ai sandali da sera. Non possono mancare gambaletti e parigine. I primi sono il tocco di styling della sfilata di Prada, in cotone a coste con disegni comics, e di Gucci, monacali color carne e corredati da reggicalze maschili. Le seconde invece da Fendi sono sensuali e contemporanee grazie a motivi geometrici dall’effetto ipnotico.

Viaggi nel tempo

Gli stilisti delle più importanti case di moda giocano a interpretare e rivoluzionare epoche e stili del passato. Rispondono sempre all’appello i ruggenti anni ’80, questa stagione protagonisti della sfilata di Gucci, e gli anni ’50, con gonne a ruota e un tocco di romanticismo (come per la collezione di Cristiano Burani). Donatella Versace, a 20 anni dalla morte, rende omaggio al fratello Gianni. La collezione Primavera Estate 2018 è un dejavu anni ’90: pelle, cow style, stampe foulard, motivi pop o metal mesh. A chiudere la sfilata, non a caso, le top model, tra cui Schiffer, Crawford, Bruni e Campbell, in versione golden.

Tondi, da gatta, aviator, allungati o ovali

Con le sfilate che dettano la moda della bella stagione l’attenzione si catalizza anche sugli occhiali da sole. Il regno dell’eyewear è sulla passerella di Gucci, dove spesso abbondano strass e decori in stile vintage iper femminili. Anche Fendi non mancherà di fare conquiste con il suo spirito lady like. Proposte creative e inedite da Prada, a volte attraverso interpretazioni contemporanee del gusto retrò, altre dall’ispirazione futuristica con lenti a mascherina o specchiate. Giochi di sguardi tra l’ironia e la seduzione da Moschino che non smette mai di stupire con la sua fantasia.

Tacchi vertiginosi o mules rasoterra

Le scarpe disegnate dagli stilisti sono quasi opere d’arte in miniatura, da collezionare e portare come un gioiello. La regina del tacco è senza dubbio Donatella Versace che allo stile sexy e contemporaneo dei suoi abiti abbina sandali sottili e futuristici. Preziosissimi e decorati da applicazioni e ricami quelli di N°21 e Alberta Ferretti. Più eccentrici i modelli di Marni e Prada che giocano con il design rimodellando le strutture tradizionali. Già al centro dell’attenzione la scorsa stagione, le ciabatte (ma guai a chiamarle così) torneranno facilmente nei nostri armadi ai primi caldi. A rilanciarle è stato Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, con l’ormai celebre modello con la pelliccia e che anche questa stagione le ripropone in versione maschile insieme ai mocassini total white per la donna. Non mancheranno le proposte evergreen come le sneakers, i sandali rasoterra e gli stivaletti leggeri di Tod’s e Diesel Black Gold, perfetti per chi vive in città e mette il comfort al primo posto.

Collane principesche

La Milano Fashion Week brilla di luce propria e non solo. Grazie ai meravigliosi gioielli protagostini in sfilata insieme ad abiti e accessori. Sulle passerelle della primavera estate 2018 ogni look non è completo senza un prezioso che lo accompagni. Gli stilisti mettono in campo tutta la loro creatività e propongono jewels che spaziono tra tutti gli stili. La maison Gucci è ormai celebre per i suoi monili dal sapore artistico e storico, non si indossano mai da soli ma tutti insieme in grande quantità. Per le amanti dei brillanti romantici Blumarine, Alberta Ferretti e Antonio Marras. Eleganza e ricercatezza senza tempo per orecchini e bracciali da Bottega Veneta e Tod’s. Tocchi etnici non mancano in genere nella collezione di Etro. Mentre le interpretazioni più rock le ritroviamo da Versace e Diesel Black Gold.

Denim mania

Il jeans si conferma ancora una volta tra i must have indiscussi della prossima stagione calda. Soprattutto in versione total look. Spalmato, stampato, con toppe o semplice, ricamato o tempestato di borchie, cristalli lucenti e perle, non risparmia neanche i catwalk più lussuosi. E si mostra in versione over o slim, chiaro o scuro, strappato e non, gommato o casual chic, ultra contemporaneo o d'ispirazione retrò.

Diversi sono i tessuti, diversi i lavaggi. Il tutto da mixare, combinare, alternare più che si può.

Un concentrato di colori vivaci

Vitaminici e intensi al punto da non passare inosservati. Ma anche delicati in sfumature pastello. Purché portino allegria e vivacità. La tavolozza di colori della prossima stagione calda premia il blu, cobalto e notte, le tinte agrumate, i rosa in tutte le nuance dal cipria allo shocking, il viola, il ruggine e il verde acqua.

Ma nella palette cromatica non mancheranno neanche il rosso, gli intramontabili bianco e nero, il nude. E poi ancora l'argento effetto metal e il giallo, nella sfumatura lime.

Il fumetto protagonista dell’alta moda

Miuccia Prada sceglie come tema dominante il fumetto, diventando così la nostra eroina del quotidiano: per la sua collezione ha collaborato con ben otto artiste per rendere omaggio a Tarpé Mills (la fumettista che inventò la prima super woman).

Un palinsesto che prevede la partecipazione di protagonisti da TV, musica, sport, Youtuber e cosplayer che animeranno tutte le giornate di Milan Games Week.

La musica sarà protagonista con la conferma di Radio 105 come radio ufficiale, con dirette live e tanti artisti. Al debutto quest’anno anche “Music&Games”, l’inedito format realizzato grazie al supporto di Intesa Sanpaolo, MGW e Radio 105 che coinvolgerà alcuni tra gli artisti più amati dai giovani. A cimentarsi, fra premi e penalità in un vero e proprio labirinto che ha fatto la storia dei videogames, saranno: il rapper Guè Pequeno e Lodovica Comello che, nella giornata di venerdì, apriranno la rassegna Music & Games; Jake La Furia e Sergio Sylvestre si esibiranno nella giornata di sabato per poi lasciare spazio al pop di Nesli ed Elodie nella giornata di domenica.

Radio 105 trasmetterà in diretta da Milan Games Week e animerà il weekend con la presenza dei suoi talent più amati. Venerdì 29 settembre si inizierà con la diretta di Daniele Battaglia e Alan Caligiuri con “105 Take Away”, dalle 12 alle 14, e con “105 Music&Cars” condotto da Fabiola e Dj Giuseppe, dalle 16 alle 18.

Sabato e domenica sarà la volta di “105 Wag” dalle 14 alle 17: Daniele Battaglia, Alan Caligiuri, Dario Spada e Ylenia si alterneranno nei due giorni con ospiti musicali e dal mondo gaming. Sul palco centrale l’animazione sarà garantita da Moko, Bryan e Valeria.

Spazio anche alla musica rap. Venerdì 29 settembre, infatti, alle 15 Nerone si esibirà sul palco centrale.

Sabato 30, invece, sarà a Fiera Milano Rho Ensi per un Talk e domenica 1 ottobre alle 12.30 sarà il turno di Fred de Palma. A termine dell’esibizione, gli artisti incontreranno i fan e firmeranno le copie dei loro album nello stand Mondadori Store dell’Area Family di Milan Games Week.

Non solo musica ma anche star tv: Chef Rubio sbarcherà alla Milan Games Week per incontrare il pubblico presso lo spazio DMax (canale 52) a partire dalle ore 15 di sabato 30 settembre.

Il mago dello street food sarà anche sul palco centrale dell’evento videoludico più atteso d’Italia, alle ore 18, per raccontarsi e svelare il dietro le quinte di “È uno sporco lavoro”, il programma in partenza a ottobre su DMax che affronta il tema dei lavori pericolosi, difficili o che non tutti sono disposti a svolgere, fondamentali per la vita quotidiana della società.

Grandi campioni dello sport parteciperanno quest’anno a Milan Games Week: venerdì 29 settembre arriverà Blaise Matuidi, il centrocampista della Juventus, presente nella VIP area dello stand Activision per una partita con Destiny 2.

I cestisti dell’Olimpia Milano EA7 Davide Pascolo, Patric Young e Amath M’Baye arriveranno in manifestazione sabato 30 settembre, a partire dalle 18, per giocare e incontrare i fan allo spazio NBA2K e sul palco centrale.

Marco Pagani, pilota del team Franciacorta e unico italiano che ha corso la TT dell’Isola di Man, parteciperà ed esporrà anche la sua moto originale.

Non mancheranno ovviamente i più famosi Youtuber: FaviJ, LaSabriGamer, Klaus e i Mates, Tuberanza e Gioseph The Gamer. Nella giornata di venerdì 29 e domenica 1 ottobre i protagonisti saranno proprio Favij e LaSabriGamer, mentre sabato e domenica toccherà ai Mates, Klaus, Tuberanza e Gioseph The Gamer.

Tra i Progamer coinvolti, che si sfideranno e si esibiranno fuori e dentro la Personal Gamer Arena, Sabaku no Maiku giocherà in diretta streaming La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra nel pomeriggio di venerdì 29 settembre.

Le due superstar del mondo esports Romain e Sheepy parteciperanno alla Closing Ceremony delle finali di League of Legends sabato 30 settembre. Anche il team spagnolo ROG Army giocherà a League of Legends per tutti e tre i giorni di manifestazione, con player conosciuti in tutta Europa come Satorious, Kirei e Pepiinero.

Sabato e domenica poi i due campioni del Paris Saint Germain, tra cui Daxe, si sfideranno sul nuovissimo FIFA18, incontrando anche il campione italiano di FIFA17.

Saranno presenti anche i vincitori delle tappe della Intesa Sanpaolo E-Football Cup, il torneo di calcio dedicato ai giovani amanti dei videogame che si sono sfidati a Pro Evolution Soccer all’interno delle più belle filiali del Gruppo, rinnovate nel segno della condivisione e della trasparenza. Un percorso di 8 tappe nelle sedi di nuovo layout della banca – Milano, Torino, Vicenza, Piacenza, Lucca, Bari, Cagliari e Bergamo – che ha visto i gamers sfidarsi attorno al tavolo dell’area living. Gli 8 vincitori di E-Football Cup, tra cui i campioni mondiali e italiani di Pro Evolution Soccer Ettorito97 e IlDistruttore-44, si misureranno, inoltre, con altri player all’interno della Personal Gamer Arena sabato 30 settembre.

Per la prima volta a Milan Games Week sarà presente la rassegna Milan Games Week Book. I temi trattati durante la tre giorni di incontri e talk spazieranno da Star Wars a Shockdom, da Assassin’s Creed a Metal Gear Solid, per chiudere con Ringo e la partecipazione di Roberto Recchioni. Verranno intervistati e porteranno il loro contributo giornalisti, disegnatrici, esperti ed appassionati del mondo gaming.

Milan Games Week: tantissimi gli ospiti di quest'anno

Tensione alle stelle in Spagna a pochi giorni dal 1 ottobre, data in cui dovrebbe svolgersi il referendum sull'indipendenza della Catalogna. Come si legge sul Giornale, il procuratore capo spagnolo Josè Manuel Maza ha fatto sapere che l'ipotesi di un arresto del presidente catalano Carles Puigdemond, accusato di "malversazione" per la convocazione del referendum sull'indipendenza, è "aperta". "Vedremo l'evolversi delle circostanze ma al momento la Procura non ha chiesto l'arresto" del presidente della Generalitat, ha precisato Maza, come scrive La Stampa. Ma il numero uno del governo catalano non arretra e fa sapere che la "macchina si è messa in moto, il referendum si farà".

"Arrestarmi non sarebbe una buona idea", dice Puigdemont, scrive Quotidiano.net. "Si è parlato di questa eventualità e se ciò accadrà, faremo fronte a qualsiasi decisione. Ma non credo sia una buona idea", aggiunge. Il presidente della Generalitat è tornato a commentare la maxioperazione condotta dalle autorità spagnole lo scorso 20 settembre e ha definito "vergognosi" gli arresti dei 14 dirigenti dell'amministrazione catalana (ora rilasciati) scattati dopo il blitz.

Per Puigdemont, si legge sul Messaggero, sono "fatti che non si addicono a uno Stato democratico".

"Obbedisco al Parlamento catalano"

"Non sto disubbidendo, sto obbedendo al Parlamento della Catalogna", ha affermato Puigdemont, si legge su Tgcom24, sottolineando che i Trattati internazionali firmati anche dalla Spagna riconoscono l'autodeterminazione dei popoli anche se non c'e' accordo con lo Stato.

"Il referendum si farà"

Quanto al referendum, Puigdemont ha ribadito ancora una volta che si farà e che sarà ritenuto valido.

"Il desiderio di andare al voto è incorruttibile e quindi si farà. Non stiamo commettendo alcun crimine". Il politico catalano riconosce di non avere tutti gli elementi per indire un referendum, ma aggiunge di avere quelli "necessari", e cioè i numeri: il parlamento catalano si è pronunciato all'inizio di settembre con 72 voti a favore, zero contrari e 12 astensioni.

"Non ci arrenderemo"

"Non è possibile che in democrazia ti dicano 'non voglio parlare'", ha aggiunto con riferimento al premier Mariano Rajoy che definisce "illegale" l'indipendenza catalana. Per il presidente della Generalitat non ci sono alternative: "Arrendersi e ritirarsi vorrebbe dire finire male".

La Corte dei Conti chiede 5 milioni all'ex governatore catalano

Intanto, come si legge su El Mundo, la Corte dei Conti spagnola ha chiesto ad Artur Mas, l'ex governatore della Catalogna, oltre 5 milioni di euro per l'utilizzo di danaro pubblico servito all'organizzazione del referendum indipendentista della regione il 9 novembre del 2014. Anche quel referendum, esattamente come quello convocato per il primo ottobre, era stato dichiarato illegale dal Tribunale Supremo spagnolo.

All'epoca Mas era il presidente della Generalitat, il governo della Catalogna, e come tale massimo responsabile dei conti pubblici che gestiva. Il tribunale attribuisce a Mas tutte le spese presuntamente illecite attribuite a nove suoi dipendenti, solo alcuni già condannati; e ha comunicato a tutti anche la quantità di denaro da depositare come eventuale cauzione di fronte a un'eventuale condanna. Tutti i condannati hanno adesso alcuni giorni per depositare volontariamente i soldi. Se non lo fanno, la Corte dei Conti procederà alla confisca dei loro beni.

Koei Tecmo pubblicherà Attack on Titan 2 anche in occidente per PS4, Xbox One, Switch e PC/Steam in Nord America ed Europa nei primi mesi del 2018, così ha annunciato la compagnia.

In Giappone, il gioco sarà disponibile per PS4, Switch, PS Vita e PC.

Il nuovo capitolo seguirà gli eventi della seconda stagione dell’anime, vanterà un roster di Giganti che potremo controllare e saranno implementati nuovi elementi RPG.

Fonte

Attack on Titan 2 arriverà anche in occidente su PC, PS4, One e Switch

 

Koei Tecmo pubblicherà la Nioh Complete Edition in Giappone in digitale il 7 novembre e in formato fisico il 7 dicembre, così ha annunciato la compagnia durante il Tokyo Game Show 2017.

Nioh Complete Edition comprenderà il gioco base e i tre DLC pubblicato post-lancio (Dragon of the North, Defiant Horror e Bloodshed).

L’edizione digitale includerà cinque armi originali, mentre quella fisica vanterà una mini soundtrack originale in formato CD e una guida strategica per i primi momenti di gioco.

Qui sopra trovate un nuovo trailer per l’espansione “Bloodshed” in arrivo il 26 settembre.

Fonte

Londra ha sfidato la Storia, e se nella battaglia a Uber è quest’ultima a soccombere, sul lungo termine il progresso è inarrestabile e destinato a prevalere. A darne la misura è la reazione dei cittadini londinesi alla decisione del ‘Transport for London’, l’ente regolatore dei trasporti della città, di revocare la licenza alla startup che ha riscritto il concetto stesso di spostamento. Nel giro di ventiquattrore una petizione a difesa di Uber aveva già raccolto mezzo milione di firme, di londinesi infuriati.

"Un grave errore"

“Quelle persone non erano arrabbiate per la reputazione di Londra come casa dell’innovazione, anche se ovviamente non aiuta l’aver cacciato la più grande startup al mondo” scrive sul Financial Times Robert Colvile, autore di ‘The Great Acceleration’ e redattore di ‘CapX’. “Né per i 40mila autisti dell’azienda. Erano arrabbiate perché Uber è diventata rapidamente – e inesorabilmente – parte delle nostre vite”. Ridurre Uber a concorrente dei taxi, ‘vero’ simbolo di Londra, sarebbe un errore. L’azienda americana, con il suo servizio, ha letteralmente rovesciato l’establishment dei taxi che, per le tariffe che applicavano, erano un privilegio per pochi.

Il ceo di Uber, Dara Khosrowshahi, ha scritto uan lettera aperta ai londinesi per annunciare "ricorso contro questa decisione", e per "ringraziare tutti quelli che hanno utilizzato Uber negli ultimi giorni per il loro supporto".

Uber ha rivoluzionato il modo delle persone di muoversi in città a livello globale, ma è vero che abbiamo fatto degli errori. A nome di Uber, chiedo scusa per gli errori compiuti

L’ente regolatore ha giustificato la sua decisione spiegando che Uber non garantirebbe la sicurezza dei suoi clienti e impedirebbe agli enti l’accesso al servizio per controllarne le caratteristiche o per ragioni giudiziarie. Un articolo del Sun di maggio svelava che la polizia metropolitana di Londra aveva condotto 32 indagini su autisti di Uber per violenza sessuale, nel periodo tra maggio 2015 e maggio 2016, poi confermato dalle stesse autorità. “So che Uber è un servizio popolare tra I londinesi” ha detto il sindaco di Londra, Sadiq Khan, “Ma sarebbe un errore se il Tfl desse la licenza a Uber, se questo potesse comportare un rischio per la sicurezza dei cittadini”. Se da un lato Tfl e comune di Londra sostengono che Uber non ha denunciato delle violenze perpetrate dagli autisti affiliati, l’azienda risponde che “la scelta di inoltrare o meno un esposto alle forze dell’ordine (per le violenze subite, n.d.r.) dovrebbe spettare alla vittima”.

Non saremo perfetti ma vi ascolteremo; cercheremo di essere partner di lungo termine della città e opereremo con umiltà, integrità e passione

Ma per Colvile l’unica vera ragione per la quale Khan e il Tfl hanno ottenuto la rimozione della licenza di Uber, è la schiacciante pressione esercitata dai sindacati. Il mercato di Uber tende naturalmente al monopolio, che peraltro è l’unico modello di business che la renderebbe veramente efficiente. Ma quel monopolio, anzichè escludere i clienti dal mercato, ne avrebbe attratto di nuovi, costruendo una nuova domanda di utenti che hanno bisogno di spostarsi. E sebbene i sindacati facciano resistenza per proteggere il ruolo del tassista, il progresso rappresentato dalla app non può che insidiare il loro corporativismo. Così come le macchine che si guidano da sole, un giorno, sostituiranno gli autisti di Uber, in un costante avvicendarsi dei fattori produttivi.

La licenza di Uber scadrà il 30 settembre ma ancora non è detta l’ultima parola. L’azienda ha a disposizione ancora 19 giorni per impugnare la decisione dell’ente regolatore e, fino a quando il ricorso rimarrà in sospeso, Uber potrà continuare a lavorare come di consueto. 

 

Nintendo Italia forte di numerose campagne iconiche che hanno caratterizzato la sua politica di comunicazione tv e online torna alla ribalta con due testimonial d’eccezione, una coppia inedita ed esclusiva del mondo dello spettacolo e dello sport: Mara Maionchi e Gianluigi Donnarumma.

Durante un viaggio in treno troviamo Maionchi e Donnarumma impegnati in un’avvincente sfida sui pazzi circuiti di Mario Kart 8 Deluxe con la nuova console Nintendo Switch in modalità portatile. Tra battute, esultanza e sano spirito competitivo, una volta arrivati a destinazione, i due, sfruttando le caratteristiche uniche di Nintendo Switch, mettono in borsa la console e riprendono la sfida sul divano di casa, trasformando la console da portatile a fissa. Lo spot, oltre al divertimento del momento di gioco condiviso, mette in evidenza le caratteristiche uniche della console e, in particolare, l’innovazione, il dinamismo e la libertà di giocare dove, quando e con chi vuoi.

Lo spot da 30”, in onda da oggi, 25 settembre, è stato realizzato dalla casa di produzione Chocolat Production. L’agenzia NO Advertising ha curato la creatività sotto la direzione di Fulvio Nardi. La regia è stata affidata all’occhio esperto di Luca Lucini, noto regista cinematografico. La pianificazione media è gestita da MEC.

“Nintendo Switch è la nuova console da casa portatile di Nintendo, una innovazione nel mercato dell’intrattenimento che permette di giocare dove, quando e con chi vuoi ai videogiochi di Nintendo e degli altri publisher” – afferma Massimo Bullo, Marketing Director di Nintendo Italia. “Un prodotto unico che combina la versatilità della console, la qualità della gaming experience e la cura dei contenuti e videogiochi. Siamo convinti che la coppia inedita Maionchi e Donnarumma sia un mix originale e divertente per tutti i nostri fan e target, in grado di comunicare con simpatia e spontaneità il Brand Nintendo e la coinvolgente esperienza dei videogiochi su Nintendo Switch”.

“Mi è sempre piaciuto giocare con i videogiochi e ora con Nintendo Switch posso farlo anche nelle pause tra allenamenti e partite in casa o in trasferta, senza dover essere per forza a casa”. afferma il portiere Gianluigi ‘Gigio’ Donnarumma.

“Sfidare ‘Gigio’ a Mario Kart 8 Deluxe è stato divertentissimo. E’ stata una gran soddisfazione per me poter collaborare con un brand che ha fatto la storia del videogioco, ma che ancora oggi sa rivoluzionare il mercato facendo divertire milioni di persone di tutte le età”, ha detto Mara Maionchi al termine delle riprese.

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