Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Admin

Sul rapimento di Silvia Romano, avvenuto in Kenya, si susseguono molte voci, spesso incontrollate, senza fondamento, ma di fatti, finora, molto pochi. Per capire il contesto dove è stata rapita la giovane cooperante, Agi ha raggiunto a Nairobi, capitale del Kenya, Tommy Simmons, fondatore di Amref Italia, che vive in quel paese da quarant’anni. Simmons è un profondo conoscitore del Paese e di quelle zone.

Rapita in una zona tranquilla da criminali comuni

"L’area in cui è stata rapita la giovane italiana – ci spiega Simmons – è abbastanza tranquilla. Sicuramente non è percorsa da bande di terroristi legati ai gruppi somali di al Shabaab. Quella strada, da Nairobi, fino alla costa, che passa attraverso il parco Tsavo, l’ho percorsa moltissime volte, sia per lavoro, sia con la famiglia per andare in vacanze e devo dire che ci ripasserei domani senza pensarci due volte”.

Una zona nella quale nessuno poteva prevedere quello che poi si è verificato. Sembra chiaro quindi che gli autori del sequestro sono dei criminali “comuni”, anche perché, secondo Simmons, se i “terroristi avessero voluto fare un’azione dimostrativa, sicuramente avrebbero scelto la costa e non le zone interne, dove abitano comunità estremamente povere. Il rapimento deve essere stato messo in atto da pastori armati per motivi non ancora chiari, forse per denaro o per faide interne”.

L’area, quella del rapimento, che è a sud del fiume Tana, è abitata da pochi agricoltori e da pastori, “gente che vive in zone marginali, aride. Contadini poveri – spiega – che lottano con la scarsità di acqua e le scarse piogge per coltivare quel poco che producono. Sono zone in cui le tensioni tra pastori e contadini, che si contendono la poca acqua che c’è, sono all’ordine del giorno”.

Non in mano ai terroristi di al Shabaab

Di diversa natura, invece, è la zona a nord del fiume Tana, per semplificare, dove operano i terroristi di al Shabaab, quell’area della foresta di Boni, un’area molto “calda”, verso la Somalia. "Quest’area è davvero pericolosa, ma anche la presenza dell’esercito è molto forte. I controlli sono stringenti. Nei posti di blocco di Garsen, sulla strada che porta a Lamu, i controlli sono minuziosi, i passeggeri devono scendere tutti dalle auto o dai pulmini – racconta Simmons –  Spesso su quella strada ci si muove in convoglio".

"E’ indubbiamente una zona più a rischio. Ma anche il ponte sul fiume Tana è controllatissimo dall’esercito. E’ vero che si può attraversare il fiume in altri punti, ma i pericoli sono maggiori. Per capirci: in linea d’aria, dalla zona dove si pensa sia Silvia, per raggiungere questa zona, ci sono tra gli 80 e i 100 chilometri di nulla. Occorre camminare giorno e notte, con un ostaggio non abituato a quelle fatiche, senza acqua, o poca, e senza cibo. I rapitori dovrebbero continuamente nascondersi".

La polizia, che sta attivamente cercando la cooperante italiana, è convinta che i rapitori abbiamo trovato una zona tranquilla dove nascondersi, magari vicino a Garsen, dove alcuni testimoni avrebbero visto Silvia viva, in attesa di capire cosa fare.

Articolo aggiornato alle 13,10

Al via la festa della Lega a piazza del Popolo, musiche italiane e canzoni natalizie si susseguono, per dare il senso della festa e della moderazione. Ma pesa la tragedia di Corinaldo dove hanno perso la vita sei persone. E' lo stesso Salvini ad invitare a osservare un minuto di silenzio.

Salvini è salito sul palco di piazza del Popolo a Roma per salutare i sostenitori riuniti per la seconda grande manifestazione nazionale della Lega. Il ministro dell'Interno indossa una felpa bordeaux con la scritta 'Polizia'.

Come è cambiata la Lega 

Nel 2015 quando la "Lega al 4 per cento" manifestò in questa piazza "mai avrei pensato che gli italiani che ci dessero la forza di essere il primo movimento politico di questo Paese" ha detto Salvini. "La battaglia della Lega non si ferma più all'interno dei confini nazionali", ha affermato. Il mio obiettivo è "un Paese unito nel rispetto delle tradizioni e delle differenze".  

Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti insiste sul cambiamento "del buon senso che abbiamo portato in politica" e dal palco di piazza del Popolo dice che "quando questo buon senso va al governo si legge anche con la parola responsabilità". "Noi sappiamo quello che stiamo facendo". Questa "responsabilità è anche verso l'Europa, noi vogliamo essere protagonisti anche di questo cambiamento storico", per far sì che l'Europa sia "più democratica, più rispettosa dei popoli , delle loro culture", sottolinea. 

"Ci aspettano mesi impegnativi, non ci sarà niente di facile, stiamo dando fastidio a poteri forti che avevano come obiettivo quello di depredare l'Italia, quindi uniamoci perché uniti si vince" sottolinea Salvini. "Lo dico anche all'opposizione, abbiamo fatto opposizione per tanti anni, ci sta che ora sia tutta colpa di Salvini".

"Roma si merita di più"

"Questa piazza è bellissima, Roma è bellissima, forse meriterebbe molto di più. Il nostro cambiamento sarà fatto dal buon senso" ha detto il ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, dal palco di piazza del Popolo. Bongiorno ha elencato le battaglie portate avanti alla Lega, a partire dalla legittima difesa e dalla lotta alla violenza alle donne. Senza tralasciare il suo settore: "Ci sono tantissimi dipendenti pubblici veramente servitori dello Stato", ma sui 'furbetti' aggiunge: "è buon senso dire che è reato?" chiede ottenendo il sì scontato della piazza.

"Ho trovato leggi scritte solo in inglese, io voglio leggi scritte in italiano", ha proseguito. "Stop ai premi per coloro che vengono trovati in flagranza di reato, per chi uccide. Hai ucciso? Stop agli sconti di pena", ha detto ancora invitando i manifestanti delle regioni del Sud: "è buon senso fare questa Lega tutti insieme?".

Otto ore dopo la strage nella discoteca di Ancona, dopo che in tanti sui social si domandano quando Sfera Ebbasta, la star della trap che aveva attirato nella 'Lanterna Azzurra' di Corinaldo quasi duemila ragazzini, avrebbe commentato la morte di 6 persone, è arrivato l'annuncio della cancellazione delle date del tour promozionale del nuovo disco.

"Per quanto poco possa servire, il mio affetto e il mio sostegno vanno alle famiglie delle vittime e a quelle dei feriti e proprio per rispetto di questi ultimi tutti gli impegni promozionali e gli instore delle prossimi giorni verranno cancellati. La mia musica dovrebbe essere uno strumento che unisce le persone, Speriamo che lo diventi davvero" ha scritto su Instagram, "Sono profondamente addolorato per quello che è successo ieri sera a Corinaldo è difficile trovare le parole giuste per esprimere il rammarico e il dolore di queste tragedie. Non voglio esprimere giudizi sui responsabili di tutto questo, vorrei solo che tutti quanti vi fermaste a pensare a quanto può essere pericoloso e stupido usare lo spray al peperoncino in una discoteca. Grazie a tutte le persone, le ambulanze e le forze dell'ordine che hanno prestato soccorso durante la notte".

Anche il rapper Gemitaiz, "nel rispetto delle vittime della tragedia avvenuta alla Lanterna Azzurra" ha deciso di "rimandare a data da destinarsi" il concerto previsto p​er sabato 8 dicembre, al Vox di Nonantola (Modena).

La tragedia della notte dell'Immacolata è piombata come un macigno su quella che doveva essere una festa straordinaria anche per il cantante di Cinisello Balsamo: appena un'ora prima dell'inizio del concerto e pochi minuti prima della calca scatenata da un gas urticante diffuso in pisa, era uscito sulle piattaforme digitali il nuovo album: 'Popstar', una riedizione del precedente 'Rockstar'. E infatti in cima alla classifica degli ascolti su Spotify c'è il singolo 'Happy Birthday'.

Quattro minuti dopo la mezzanotte, su Facebook Sfera Ebbasta aveva postato "Popstar fuori ovunque". E sotto quel post ora si accavallano i commenti di chi gli chiede una parola sull'accaduto,

Lo stesso su Instagram, dove tutte le ultime stories sono dedicate ai brani del disco appena uscito. 

 
 
 

 
 
 
 
 

 
 

 
 
 

POP$TAR OUT NOW ❤️

Un post condiviso da $€ (@sferaebbasta) in data: Dic 6, 2018 at 3:06 PST

 

Le incertezze legate alla crescita e al futuro dell’economia italiana arrivano sotto l’albero. È quanto emerge dal tradizionale sondaggio di Natale condotto da Confesercenti con Swg sulle opinioni e sulle intenzioni d’acquisto dei consumatori italiani per le prossime festività di Natale. Gli italiani si approcciano al Natale 2018 con più prudenza, spendendo un po’ di meno per i regali: il budget previsto per i doni è di 285 euro a persona, con una flessione del 7% rispetto allo scorso anno. Si spende di meno, ma i regali si scelgono con maggior cura, restringendo la platea di beneficiari: quest’anno i nostri concittadini faranno sette regali a testa, uno in meno dello scorso anno. E, soprattutto, si torna a comprare nei negozi: la percentuale di consumatori che comprerà in un’attività commerciale di vicinato passa dal 16 al 19%, prima crescita negli ultimi cinque anni. 

Con l’arrivo delle tredicesime, a festeggiare sotto l’albero di Natale sarà anche il fisco, che dalle tredicesime incasserà 11 miliardi. A rilevarlo è la Cgia, secondo cui a fronte di circa 47 miliardi di mensilità aggiuntiva che a dicembre saranno erogati a 33,7 milioni di pensionati, operai e impiegati, l’erario attraverso le ritenute Irpef ne preleverà 11 e alla fine in tasca ai beneficiari ne rimarranno 36. Grazie alla gratifica natalizia, segnala la Cgia, "si spera che a far festa  siano anche i piccoli commercianti e le botteghe artigiane". Spiega l'associazione: è vero che una buona parte di questa mensilità sarà spesa nel mese di dicembre per pagare la rata del mutuo, le bollette, il saldo dell’Imu/Tasi sulla seconda abitazione e la Tari (tributo per l’asporto e lo smaltimento dei rifiuti), ma è altrettanto auspicabile che la rimanente parte venga utilizzata per far ripartire i consumi interni.

La manovra del governo M5s-Lega incassa la fiducia della Camera con 330 sì e si appresta a tagliare nelle prossime ore il primo traguardo parlamentare. Ma i 'nodi' restano irrisolti e la vera partita si giocherà al Senato, in parallelo al negoziato, ancora in salita, con Bruxelles per evitare la procedura d'infrazione.

La manovra vale circa 37 miliardi, finanziati per 22 miliardi in deficit, e prevede interventi per 41,3 miliardi nel 2019 tenendo conto anche delle ricadute contabili del decreto fiscale collegato. Le correzioni per far fronte alle richieste della Commissione europea dovranno arrivare prima del 19 dicembre, data in cui l'esecutivo Ue potrebbe formalizzare la procedura d'infrazione nei confronti dell'italia. L'Europa chiede un aggiustamento credibile, ovvero portare l'obiettivo di deficit per il 2019 sotto il 2% del Pil a fronte del 2,4% fissato dal governo nel quadro programmatico dei conti. E difficilmente potrà accettare una correzione oltre quella soglia considerando che l'esecutivo comunitario stima un indebitamento netto dell'Italia l'anno prossimo al 2,9% del Pil.

Il compito di trattare con Bruxelles è riservato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che la prossima settimana, probabilmente martedì, avrà un nuovo incontro con il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, anche se non  ancora stato definito.

Tria smentisce (di nuovo) le dimissioni

All'interno della maggioranza il confronto è ancora aperto. Lega e M5s non sono disposti ad abbassare l'asticella del deficit/Pil fino all'1,9-2% richiesto da Bruxelles, anche se nella maggioranza c'è chi sarebbe orientato a una linea più prudente sui conti, a partire dal ministro dell'Economia, Giovanni Tria. E proprio oggi fonti di Palazzo Chigi hanno dovuto ancora una volta smentire voci di dissidi interni nell'esecutivo con il titolare dell'Economia, da sempre sostenitore della necessità di contenere il deficit. L'ipotesi di dimissioni è stata smentita dallo stesso ministro.

L'esecutivo gialloverde è a caccia di risorse. Ecco perché la legge di bilancio sarà riscritta a Palazzo Madama. Il passaggio parlamentare a Montecitorio non si è rivelato decisivo e gli interventi sulle misure cardine, reddito di cittadinanza e pensioni, sono stati rinviati al Senato. Per mettere in campo la correzione richiesta da Bruxelles è necessario individuare spazi finanziaria aggiuntivi che dovrebbero arrivare dalla rimodulazione delle coperture preventivate per le due riforme: 6,7 miliardi per il superamento della Fornero (7 dal 2020) e 9 per il reddito di cittadinanza, nel complesso 16 miliardi.

Corsa contro il tempo

Nel corso della seconda lettura parlamentare, il governo dovrebbe presentare l'emendamento su 'quota 100' per le pensioni, ma il destino della misura, cara alla Lega, è legato a stretto filo al reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia dei Cinque Stelle, ancora in via di definizione. Al Senato potrebbe arrivare anche la stretta sulle pensioni d'oro, altro tema caro ai pentastellati, con un taglio che varierà da un minimo del 25 a un massimo del 40% per gli assegni più alti. Così come si dovrebbe procedere alla riduzione dei fondi a giornali, radio e tv.

Tra i nodi da sciogliere, che dividono i due soci di maggioranza, anche l'eco tassa sulle auto inquinanti. I Cinque Stelle continuano a difendere la misura su cui la Lega fa muro. La norma potrebbe essere corretta dopo l'incontro in programma del vicepremier, Luigi Di Maio, con costruttori e consumatori l'11 dicembre. Tra le modifiche che potrebbero essere introdotte a Palazzo madama anche quelle sui fondi per Roma e per gli orfani delle vittime di femminicidio.

La manovra approderà a Palazzo Madama la prossima settimana ma la tabella di marcia dei lavori dipenderà dalla trattativa con Bruxelles. Le correzioni chiave per evitare il cartellino rosso Ue dovrebbero arrivare entro il 19 dicembre ma i tempi per consentire il ritorno alla Camera e il via libera finale entro Natale sono strettissimi.

Tra i tanti titoli interessanti annunciati durante i The Game Awards 2018, Crows Crows Crows ha ufficialmente confermato The Stanley Parable: Ultra Deluxe, versione “extra-large” dell’avventura grafica pubblicata originariamente nel 2013, che includerà nuovi finali, scelte e contenuti nuovi creati ad hoc. Il gioco uscirà nel 2019 su PlayStation 4 e Xbox One.

Per chi non lo sapesse, il gioco è stato originariamente reso disponibile nel luglio 2011 sotto forma di mod gratuita per Half-Life 2, ma in seguito è stato riscritto nuovamente da zero utilizzando il Source Engine, aggiungendo nuovi elementi alla trama e migliorando notevolmente la qualità grafica. Il remake è stato annunciato nel 2012 e dopo l’approvazione da parte di Steam Greenlight è stato pubblicato su Steam nell’ottobre 2013. Successivamente il videogioco è stato convertito anche per MacOS e Linux.

L’articolo The Stanley Parable, annunciata ufficialmente la versione Ultra Deluxe proviene da GameSource.

Interessanti novità sono in arrivo per i milioni di fan di Monster Hunter World, autentica perla action/rpg e primo capitolo della storia della serie ad esser traslato su console extra Nintendo. Capcom ha quest’oggi confermato che il prossimo 10 Dicembre, alle ore 23:00 circa, pubblicherà un nuovo video dedicato al gioco!

La clip, denominata “Special Developer Update“, sarà pre-registrata e dalla durata di circa 15 minuti. Stando alla breve presentazione fornita, all’interno del video comparirà il producer del titolo Ryozo Tsujimoto, il quale sciorinerà tutte le novità in arrivo del titolo. Per gli interessati, il video andrà in onda su Youtube e Twitch.

L’articolo Monster Hunter World, in arrivo un nuovo video degli sviluppatori proviene da GameSource.

Un novecento difficile, grigio o rosso come il sangue, dove gli eserciti si sfidano, il popolo cerca di salvarsi. Momenti eroici e struggenti, passioni d'amore con scene che rimandano alla distruzione della seconda guerra mondiale. Tradizione e tecnologia con video, flash-back e luci led come in un concerto pop. È l'Attila di Giuseppe Verdi, composta quando era poco più che trentenne, che questa sera ha inaugurato la stagione del teatro alla Scala di Milano, che l'ha apprezzata tributandogli oltre 14 minuti di applausi, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Insieme all'opera è lui la star della serata, salutato con un'ovazione quando ha fatto il suo ingresso nel palco reale: oltre 5 minuti di applausi e molti "bravo, bravo". A lui d'altra parte "Milano vuole molto bene" ha poi commentato il sindaco Giuseppe Sala, che ha visto l'opera nel palco d'onore insieme a Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. Anche il direttore Riccardo Chailly si è detto "commosso" per come è stato accolto il Capo dello Stato, che "sta portando avanti un mandato straordinario", dunque "è giustificatissimo un applauso di quella lunghezza, visto l'impegno e la difficoltà che lui ha affrontato e sta continuando ad affrontare". 

"La musica e la cultura ultimo baluardo della democrazia"

Nell'intervallo un saluto agli artisti da parte del Capo dello Stato e una tappa nel camerino di Chailly per fargli i complimenti. A lui ha detto: "La musica e la cultura sono l'ultimo baluardo della democrazia" come riferisce il maestro. Parole apprezzate da tutti, anche dal regista Livermore: "Il presidente Mattarella ha detto cose meravigliose". La sua presenza ha contagiato tutti, e si è sentito quando è partito l'inno di Mameli, cantato anche dal coro dietro le quinte.

Innovativa la direzione del maestro Riccardo Chailly "soddisfattissimo" di come è andata, e originale la regia di Davide Livermore che dalla platea applaudiva a scena aperta i suoi cantanti, seguito dal pubblico. In particolare il basso russo Ildar Abdrazakov, uno dei più ricercati del momento, è stato amatissimo dal pubblico. Accanto a lui, Odabella interpretata dal soprano spagnolo Saioa Hernandez che ha ringraziato dei fragorosi applausi baciando il palcoscenico.

Successo anche per Fabio Sirtori che interpretava il cavaliere Foresto, e George Petean nei panni del generale romano Ezio. Una messinscena imponente con cori affollati di adulti e bambini, con gli Unni guidati da Attila indossano divise che ricordavano molto quelle naziste, con cavalli sul palco, e sullo sfondo una città distrutta e un ponte che, per rispetto alla tragedia di Genova, non crolla per mostrare lo sfacelo del paese come nelle intenzioni originarie, ma si divide in due parti che lentamente si allontanano. 

A questa serata che viene considerata "la serata d'opera più importante del mondo", per dirla come il sovrintendente Alexander Pereira, erano presenti molti personaggi del mondo della politica, più numerosi che negli ultimi anni: accanto al padrone di casa, il sindaco Sala e al presidente della Regione Attilio Fontana, i ministri Tria e Bonisoli, il presidente del Senato Alberti Casellati, l'ex premier Monti e la senatrice a vita Liliana Segre. Tanti i 'big' del mondo dell'imprenditoria e della finanza italiani: dai vertici di Intesa Sanpaolo, Messina, Gros Pietro, Bazoli, al patron della Brembo, Bombassei e la presidente di Eni, Emma Marcegaglia. Presenti inoltre, il presidente di Assolombarda, Bonomi, il presidente di Mediaset, Confalonieri, il ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine.

Flag Counter