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AL VIA LE CONSULTAZIONI: LA LEGA INCALZA “ELEZIONI SUBITO”, M5S “MONOLITE” INTORNO A DI MAIO

Tempi stretti per Mattarella. Si inizia alle 16 con Napolitano, Casellati e Fico. Domani carrellata di ‘big’ fino alle 17. Segreterie dei partiti al lavoro. Il Carroccio: al lavoro per costruire l’Italia dei si’. FI: governo fallimentare, alle urne con un centrodestra unito. Si riunisce la direzione del Pd. Renzi: se la vedano dem e 5 Stelle, mandato forte a Zingaretti. Marcucci: accordi solo se credibili e duraturi.

LA CAMERA CONGELA IL VOTO SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI

La capigruppo: non si votera’ la riforma costituzionale. Era stata calendarizzata per domani.

I MERCATI SCOMMETTONO SULLA SOLUZIONE DELLA CRISI: SPREAD A 200 PUNTI

Positive anche le borse europee in apertura: a Milano l’indice Ftse Mib sale dell’1,7%. Francoforte, Parigi e Londra salgono di circa l’1%.

FCA: VOCI DI FUSIONE CON RENAULT, IL TITOLO PRENDE IL VOLO

Secondo quanto riportano i media i colloqui tra i vertici dei due gruppi non si sarebbero mai interrotti. A Milano Fca guadagna il 3,6%. Balzo di Renault a Parigi del 3,9%.

TRUMP: TORNI IL G8, LA RUSSIA ‘OSPITE’ DI USA E FRANCIA NEL 2020

I presidenti americano e francese d’accordo nel sollevare la questione del rientro di Mosca con i leader mondiali al G7 di Biarritz nel fine settimana.

HONG KONG: ALIBABA RINVIA LA QUOTAZIONE PER LE PROTESTE

L’ingresso in Borsa a Hong Kong potrebbe avvenire a ottobre prossimo invece che alla fine di agosto come inizialmente previsto.

KASHMIR, L’INDIA HA ARRESTATO 2.300 PERSONE DALLA REVOCA DELL’AUTONOMIA

Blocco di sicurezza e blackout delle comunicazioni per ridurre i disordini. Non si placano le tensioni: scontri militanti-polizia a Baramulla, 2 morti.

MIGRANTI: TUTTI SBARCATI A LAMPEDUSA I NAUFRAGHI DI OPEN ARMS

Nella notte la messa a terra degli 83 rimasti sulla nave per 19 giorni dopo che la procura di Agrigento ha disposto il sequestro e l’evacuazione immediata. Aperto un fascicolo a carico di ignoti per omissione e rifiuto di atti d’ufficio.

PEDOFILIA: L’APPELLO CONFERMA LA CONDANNA AL CARDINALE PELL

L’ex tesoriere di papa Francesco accusato di aver abusato di due coristi di 13 anni nel 1996. I legali del prelato potrebbero ora fare un ultimo ricorso all’Alta corte.

FUNERALE ‘BLINDATO’ A ROMA PER L’ULTRA’ PISCITELLI

Oggi pomeriggio, nel Santuario della Madonna del Divino Amore sull’Ardeatina, le esequie del giovane ucciso con un colpo di pistola il 7 agosto scorso nel parco degli Acquedotti.

Questo pomeriggio, alle 16, Mattarella avvierà le consultazioni dopo le dimissioni di Giuseppe Conte. Il primo incontro sarà con il presidente emerito Giorgio Napolitano, a cui seguiranno quelli con i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Casellati. Giovedì toccherà invece ai partiti: prima il Pd, poi a seguire Lega e M5s. Infine le sigle minori. Tutto in due giorni.

Intanto, messa la parola fine sul governo gialloverde, la direzione del Pd ha dato mandato al segretario di trattare con il M5S. E Nicola Zingaretti fissa i punti che dovranno costituire la base della trattativa, in un documento approvato all’unanimità.

Il Pd “intende concentrare la propria iniziativa per l’avvio di una fase politica nuova e la verifica di un’altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura”. 

  1. L’impegno e l’appartenenza leale all’Ue per una Europa profondamente rinnovata, un’Europa dei diritti, delle libertà, della solidarietà e sostenibilità ambientale e sociale, del rispetto della dignità umana in ogni sua espressione.
  2. Il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralità del Parlamento. 
  3. L’investimento su una diversa stagione della crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo.
  4. Una svolta profonda nell’organizzazione e gestione dei flussi migratori fondata su principi di solidarietà, legalità sicurezza, nel primato assoluto dei diritti umani, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e in una stretta corresponsabilità con le istituzioni e i governi europei.
  5. Una svolta delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave redistributiva e di attenzione all’equità sociale, territoriale, generazionale e di genere.

“In tale logica affrontare le priorità sul fronte lavoro, salute, istruzione, ambiente, giustizia. Evitare l’inasprimento della pressione fiscale a partire dalla necessità di bloccare con la prossima legge di bilancio il previsto aumento dell’Iva”. 

12.34 “Sento su di me tutto il peso e la complessità della sfida e guiderò questo processo complesso, nel totale disinteresse personale, nella massima trasparenza, senza secondi fini. Lo farò e c’è una storia di una vita a dimostrare che lo farò. Non alimenterò sospetti ma non accetterò che si alimentino sospetti sul mio operato, perché questo si’ sarebbe davvero la fine di tutto”. Così Zingaretti al termine della Direzione.

12.19 “La Direzione Pd all’unanimità sceglie la via della Responsabilità di fronte al Paese. Ora @nzingaretti ha la forza di un partito unito con cui può iniziare un dialogo limpido e chiaro coi 5s per cercare di dare vita a un governo di svolta”. Questo il commento di Dario Franceschini su Twitter.

12.11 “Il Governo ha terminato il suo percorso tra insulti e urla e con un tardivo racconto da parte del Presidente Conte dell’irresponsabilità istituzionale del principale protagonista del suo Esecutivo”. Così Zingaretti nei momenti conclusivi della Direzione Pd.

12.00: La Direzione nazionale del Partito democratico ha approvato per acclamazione all’unanimità l’ordine del giorno che riassume di fatto la linea e la relazione del segretario: sì ad un governo con una base larga e “no ad accordicchi”. “Un segnale chiaro, forte e importante per una svolta in questa #legislatura. Lo rende noto Emanuele Fiano, componente della Direzione”. Il testo integrale. 

11.54 “Non ho mai demonizzato M5s. Anzi, al contrario sono stato oggetto di critiche a volte feroci perché ho tentato di sviluppare un’analisi attenta su questo movimento, ma non posso ignorare differenze enormi, che riguardano principi, un’idea di Europa di democrazia. Non facciamo finta che questa differenza siano scomparse, Dobbiamo lavorare sui contenuti e sul merito”. A dirlo il segretario democratico durante la Direzione del Pd.

11.51 “Non credo affatto che la soluzione possa essere quella di un governo di transizione, che porti al voto. È un’ipotesi non solo rischiosa per i Democratici ma un danno l’Italia. Ora tocca a noi muoverci e provare a indicare una strada” dice ancora Zingaretti.

11.41 L’apertura del segretario dem: “Di fronte alla situazione drammatica del Paese, abbiamo il dovere come forza democratica di dare disponibilità e verificare se esiste la possibilità di dare vita a una maggioranza parlamentare nuova, forte, di discontinuità e di larga base parlamentare che convinca le persone delle nostre ragioni. La nostra proposta deve essere chiara, lineare trasparente per evitare a tutti coloro che tenteranno questo esperimento l’accusa di trasformismo. No a una confusa ammucchiata”. 

11.33 “Per noi la legge di bilancio è il punto di partenza di ogni confronto”. Così Nicola Zingaretti durante le prime battute della Direzione del Pd, in corso in questo momento.

11.29 “Il nostro avversario è Salvini. L’alleato italiano di Orban e della Le Pen che in queste ore ha dimostrato tutta la sua arroganza e sete di potere”. Lo ha dichiarato il segretario nazionale di Articolo Uno, Roberto Speranza, intervenendo ad Agorà Estate. “Siamo per verificare – ha aggiunto – con coraggio se ci sono le condizioni per un governo di svolta, con tutto il centrosinistra e i 5 stelle. Sarebbe stata la scelta migliore già nel 2013 e nel 2018”. “Rivendichiamo la nostra coerenza. I temi fondamentali su cui provare a costruire un’intesa sono la questione sociale e quella ambientale. Ho profondo rispetto per la discussione in corso nel Pd. Quel che è certo è che Zingaretti è il nostro interlocutore”, ha sottolineato il leader di Articolo Uno.

09.31 Prima dell’avvio della Direzione Pd, Renzi è intervenuto a Radio Anch’io: “Un veto ce l’ho ed è su Matteo Renzi, nel senso che se c’è una persona che in questo governo non ci deve entrare sono io, ma non perché voglio prenderne le distanze ma perché questa operazione che insieme ad altri abbiamo lanciato, è credibile se viene accompagnata dal fatto di rinunciare a ogni tipo di incarico o poltrona. Dal mio punto di vista non c’è alcuna disponibilità del sottoscritto a far parte di questo governo”. 

Nella loro conversazione telefonica di ieri, “il presidente Usa, Donald Trump, e l’omologo francese, Emmanuel Macron, hanno concordato di invitare la Russia al G7 del prossimo anno”. Lo rivela la giornalista della Cnn Kylie Atwood, su Twitter, facendo riferimento a “funzionari di alto livello dell’amministrazione” americana. A suo dire, “Trump dovrebbe sollevare la questione con i leader mondiali al G7” del fine settimana a Biarritz, in Francia.

Scoop: Trump & Macron spoke over the phone today & agreed they wanted to invite Russia to the G7 next year, a sr admin official said. Trump is expected to broach the topic w/ world leaders at the G7. Today Trump told reporters it would be “appropriate” for Russia to re-enter G7.

— Kylie Atwood (@kylieatwood)
August 21, 2019

“Sarebbe appropriato che la Russia tornasse a riunirsi al G7, per dare vita di nuovo al G8”, ha dichiarato ieri Trump, parlando alla Casa Bianca con i giornalisti. È stata l’occupazione russa della Crimea, la penisola ucraina sul Mar Nero, a provocare nel 2014 l’esclusione di Mosca dal G8, innescando la spirale di sanzioni e contro-sanzioni.

Macron ha incontrato, questa settimana, il leader del Cremlino nella residenza estiva di Fort de Bregancon. In questa occasione, il capo dell’Eliseo ha auspicato un riavvicinamento tra Russia ed Unione europea e ha legato il rientro di Mosca nel G8 alla soluzione del dossier ucraino. Dal canto suo, Putin ha detto che non rifiuterebbe un ipotetico invito da parte dei G7, perché “qualsiasi contatto, in qualsiasi formato, con i nostri partner è utile”.

A quanto riferito da Atwood, la telefonata tra Trump e Macron “era pianificata per discutere, in modo generale, dell’imminente G7”. “È stato Macron”, ha twittato la reporter, “a proporre d’invitare la Russia al summit il prossimo anno e Trump ha concordato, a quanto ha dichiarato la fonte”. A ospitare il G7, nel 2020, saranno gli Stati Uniti. 
 

“È un’opzione inutile e poco credibile. L’accordo dovrà essere discusso seriamente per un governo che duri”. Andrea Marcucci, capogruppo renziano del Pd al Senato dice che non crede nella possibilità di un governo-ponte. Per poi aggiungere che la riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari “così com’è non va bene” e che nel caso ci dovesse essere un accordo in cui possa entrare anche il sì alla riforma, questo “se ci sarà, sarà complesso e gestito dal nostro segretario”. Sono questi i due passaggi centrali di un’intervista rilasciata a La Stampa di Torino nell’edizione in edicola.

Per il resto, sul j’accuse di Conte a Salvini, Marcucci dice di aver “apprezzato il rispetto che ha mostrato per il Parlamento, ma il nostro giudizio sul suo governo è estremamente critico” per poi essere netto: “Non possiamo fare sconti”.

Ciò significa niente Conte-bis per un governo Pd-5Stelle? Marcucci sostiene che per realizzare quell’accordo è necessaria “una forte discontinuità di persone e programmi” anche se siamo coscienti delle difficoltà” che si aprono ora, specie per la possibilità dei pentastellati di accettare un altro nome a Palazzo Chigi che non sia quello del premier uscente per un Conte-bis. “Ma qui si rischiano pesanti aumenti Iva e l’esercizio provvisorio. Se ci sono le condizioni per un accordo, dobbiamo tentarlo nell’interesse del Paese” aggiunge il capogruppo Pd a Palazzo Madama.

Altro capitolo assai delicato è quello della manovra 2020 dove sono in ballo 23 miliardi di aumenti Iva, ma per Marcucci “non farla significa mettere in difficoltà l’economia e i consumi” anche a costo di pagare questo senso di responsabilità nelle urne: “Chi ha responsabilità pubbliche deve farsene carico”. Salvini il senso di responsabilità “lo invoca spesso, io vedo proclami e tweet”.

L’accordo di governo futuro potrebbe inglobare anche Forza Italia? Per il capogruppo Pd la risposta è “noi no mettiamo veti e non precludiamo nulla”, spetta perciò al capo dello Stato fare le sue valutazioni in piena autonomia, però Marcucci aggiunge una breve annotazione: “dagli interventi in aula di oggi ho tratto l’impressione che il centrodestra non sia mai stato unito come oggi”.

Per il momento, ciò di cui ci si può rallegrare è che “e questo governo sia finito, e che da domani si apra un capitolo nuovo che passa dal Parlamento”. Quanto al ritiro della mozione di sfiducia presentata dalla Lega, Marcucci dice laconico: “Mi è parsa una mossa tardiva, inutile e poco dignitosa”.

L’avvocato, prestato alla politica, Giuseppe Conte nei doppi panni del difensore e della pubblica accusa. Nel primo pomeriggio, al Senato, si attende dal presidente del Consiglio una arringa difensiva sull’operato del governo che guida da quasi 15 mesi. E una dura requisitoria contro Matteo Salvini che, tredici giorni fa, dopo che la maggioranza M5s-Lega si era spaccata sull’Alta velocità Torino-Lione, è andato da lui, a Palazzo Chigi per annunciargli l’intenzione di porre fine a questa esperienza di governo.

Il giorno seguente Salvini ha annunciato via nota una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Nella conferenza stampa convocata qualche ora dopo, Conte ha anticipato che sarebbe andato in Parlamento a comunicare la “verità” sulle ragioni di questa crisi ‘de facto’ provocata dall’alleato di governo, che gli avrebbe confidato la necessità di “capitalizzare il consenso” ottenuto alle europee di maggio, spingendo il Paese verso le elezioni politiche anticipate.

La diretta minuto per minuto.

15,54 Conte, concludendo il suo intervento, annuncia che si recherà al Quirinale a rassegnare le dimissioni. 

15,45 “Questo governo si arresta qui” per via della crisi che lo “compromette”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula del Senato sulla crisi di governo. Conte si rivolge poi a M5s chiedendo di fare tesoro dell’esperienza del governo e poi fissa delle priorità di azione futuro, tra cui richiamare i tanti giovani italiani all’estero e consolidare il primato tecnologico italiano nelle rinnovabili. In Europa, Conte rivendica di aver evitato per due volte la procedura d’infrazione contro l’Italia e di aver adottato un approccio di “europeismo critico”, lontano sia dall’euroscetticismo che dall’europeismo “fideistico”. 

15,40 Nella lunga requisitoria contro Matteo Salvini in Senato, Giuseppe Conte conserva per la fine “una cosa che non ti ho mai detto direttamente”, ovvero l’utilizzo dei simboli religiosi del ministro dell’Interno. Conte, che è un fervente cattolico devoto a Padre Pio, ha accusato Salvini di “episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e nello stesso tempo oscurare il principio di laicità che è tratto fondamentale dello Stato moderno”.

15,39 “Caro Matteo, mi preoccupa la tua concezione di governo”, dice Giuseppe Conte rivolto a Matteo Salvini in Senato, “le crisi si risolvono in Parlamento, non nelle piazze. Non abbiamo bisogno di persone con pieni poteri ma di persone che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità”. “Se tu avessi dimostrato cultura delle regole e responsabilità istituzionale l’azione di governo ne avrebbero giovato”, ha proseguito Conte, parlando del ritardo di due mesi della Lega nell’indicare i delegati per la stesura della manovra. ll premier ha poi ripreso Salvini per non essere venuto in Senato a riferire sulla “vicenda russa” che ha importanti “risvolti internazionali”.

“Avresti evitato al presidente del Consiglio di venire in Aula al tuo posto, rifiutandoti peraltro di riferire le informazioni in tuo possesso”, ha aggiunto Conte, accusando Salvini di avere “in molteplici occasioni invaso le competenze di altri ministri” minando “l’efficacia dell’azione”. 

15,26 “Le scelte compiute da Salvini sono segno di “grave carenza di cultura istituzionale”. Lo ha dichiarato Giuseppe Conte in Senato. “Perché aprire la crisi in pieno agosto quando ormai da molte settimane era chiara l’insofferenza per una crisi ormai considerata limitativa dell’ambizione di governo di chi ha chiesto “pieni poteri”?”, si domanda il premier che parla di un “gesto di grave impudenza istituzionale, suscettibile di precipitare il Paese in una vorticosa spirale di incertezza politica e insostenibilità finanziaria”. La scelta di rompere dopo l’approvazione del decreto sicurezza bis è stata inoltre segno di “opportunismo”. 

Conte ha inoltre attaccato la decisione di Salvini di presentare la mozione di sfiducia senza ritirare i ministri e ha accusato i leghisti di aver “oscurato la verità dei fatti” con la “strategia maldestra” di definire l’esecutivo come un “governo dei no”. Il premier ha quindi elencato i provvedimenti adottati dal governo, accusando Salvini di averli “calpestato” e di aver così insultato anche il lavoro stesso fatto dai ministri della Lega. 

15,14 Il premier Giuseppe Conte durante il suo intervento in Senato, ha definito “oggettivamente grave”, per le conseguenze “economiche e politiche” sul Paese, la decisione di Matteo Salvini, seduto alla sua destra tra i banchi del governo, di staccare la spina al governo depositando una mozione di sfiducia. Conte ha detto che la crisi non si può consumare con “dichiarazioni affidate ai social o nelle piazze” senza un adeguato contraddittorio in Parlamento. 

La decisione della Lega “interrompe prematuramente per ragioni elettorali un’operazione di governo che aveva ottenuto molti risultati e molti ne stava realizzando” ed è per questo “oggettivamente grave”, aggiunge Conte. Inoltre, la decisione di Salvini viola “il solenne impegno che il leader della Lega aveva assunto con il contratto di governo” e comporta “gravi rischi per il Paese” in virtù delle tempistiche che rendono “altamente probabile” l’esercizio provvisorio e l’aumento dell’Iva. e comporta “gravi rischi per il Paese” in virtù delle tempistiche che rendono “altamente probabile” l’esercizio provvisorio e l’aumento dell’Iva. Per Conte Salvini è stato un “irresponsabile” che ha inseguito “interessi personali”. Questa affermazione è stata accolta con un grosso applauso.

15.09 Al via la seduta dell’Aula del Senato sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte.

15,06 Al momento, viene riferito al termine della conferenza dei capigruppo del Senato, nessuna risoluzione è stata presentata per essere messa al voto dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte e il dibattito che si aprirà al termine dell’intervento del premier. Ciò, tuttavia, non esclude che dopo l’intervento di Conte e durante il dibattito ciascun gruppo possa presentare una propria risoluzione. Da regolamento, infatti, le risoluzioni possono essere presentate in qualsiasi momento prima dell’eventuale voto. 

15,03 Tre ore e quarantacinque minuti di dibattito in Aula al Senato dopo le comunicazioni di Giuseppe Conte. Lo ha stabilito, secondo quanto si apprende, la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama. 

15,00 Sarà un intervento molto duro quello che il premier Conte si appresta a fare nell’Aula del Senato. Lo annunciano fonti di Palazzo Chigi che spiegano che il presidente del Consiglio ascolterà il dibattito, se ci sarà tempo replicherà e poi deciderà cosa fare. 

14,54 “ll Ministro Salvini, fra un comizio e un mojito, è alla ricerca di un “centro di gravita’ permanente” che, suggeriva Battiato, non gli faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente. “Suo malgrado” qui c’è una forza come il MoVimento 5 Stelle che ha invece deciso di agire in maniera decisa e credibile. Non c’è tempo da perdere con chi si dimostra inaffidabile, dobbiamo pensare agli interessi degli italiani. Abbiamo sempre lavorato per obiettivi seri e concreti, sottoscritti in un Contratto di Governo su cui ci siamo dimostrati sempre leali. Altri si sono persi in dichiarazioni e slogan che sono tutto e il contrario di tutto”. Lo scrive M5s nel suo blog.

“Ecco lo strano “Vangelo secondo Matteo”, con le dichiarazioni del Ministro Salvini degli ultimi 10 giorni. A pensarci bene, il vero Vangelo ci aveva avvertito: ‘In verità vi dico, uno di voi mi tradirà’ “, prosegue il post. 

14,56 I membri del governo di M5s, a qualche minuto dall’inizio del discorso del premier Giuseppe Conte, hanno occupato tutti i banchi del governo dell’aula di Palazzo Madama, impedendo così ai componenti leghisti dell’esecutivo di fare altrettanto. L’unico leghista che è riuscito a sedersi è stato il ministro per i Rapporti Ue Lorenzo Fontana. I leghisti del governo stanno, visibilmente perplessi, stanno ora cercando di capire dove prendere posto.

14,50 Un gruppo di militanti della Lega con striscioni a sostegno di Salvini sta manifestando davanti a palazzo Madama. “Elezioni subito”, urlano i manifestanti.

14,49 Mentre è ancora in corso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, emerge l’ipotesi che il premier Giuseppe Conte prima di salire al Colle attenda il dibattito in aula successivo alle sue comunicazioni, ma non l’eventuale voto delle risoluzioni. È quanto riferiscono fonti parlamentari di palazzo Madama.

Le stesse fonti ricordano che questo è uno degli scenari possibili, come quello – che resta tutt’ora in piedi – che il premier si vada a dimettere nelle mani di Mattarella subito dopo le sue comunicazioni.

14,38 È iniziata a Palazzo Madama la conferenza dei capigruppo per decidere i tempi e i modi del dibattito dopo le comunicazioni in Aula del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

14,02 Contestato il gruppo dei senatori Lega che faceva ingresso a Palazzo Madama. ‘Traditori, buffoni, buffoni,’ ha intonato un gruppo di persone raccolte davanti all’ingresso laterale del Senato. “Onestà”, hanno invece gridato al sottosegretario M5s Stefano Buffagni, tra gli applausi. 

“Andate al Papeete beach, tornatevene in Padania”, hanno gridato alcuni. Contestato anche il capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo. Prima della contestazione nel gruppetto in attesa era apparsa una bandiera italiana e legata insieme a un vessillo del Movimento 5 stelle. Il piccolo assembramento è stato fatto sfollare , dopo i cori, dalle forze dell’ordine.

14,00 “Lunghi applausi a Matteo Salvini dal gruppo della Lega, determinato e compatto. Prima il bene degli italiani poi il resto. La Lega unica forza politica che non ha paura di confrontarsi con i suoi datori di lavoro, i cittadini, che non parla di poltrone ma di sviluppo del Paese”. Così la Lega in una nota diffusa al termine della riunione dei senatori con Matteo Salvini.

 “Dalla Lega non ci sarà alcuna marcia indietro. Comunque attendiamo il discorso di Giuseppe Conte”. E’ quanto ha affermato il capogruppo Lega al Senato, Massimiliano Romeo, al termine della riunione. 

“Questo governo si arresta qui” per via della crisi che lo “compromette”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula del Senato sulla crisi di governo. Conte si rivolge poi a M5s chiedendo di fare tesoro dell’esperienza del governo e poi fissa delle priorità di azione futuro, tra cui richiamare i tanti giovani italiani all’estero e consolidare il primato tecnologico italiano nelle rinnovabili.

Concludendo il suo lungo intervento, Conte ha annunciato che si recherà al Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica.

Secondo le dichiarazioni di Scott DeBoer, executive vice president of Technology Development per Micron Technology,

Lo sviluppo e la produzione di massa di nodi DRAM con il più piccolo valore di grandezza rappresenta una dimostrazione delle capacità produttive di Micron. Specialmente in un momento in cui  lo scaling di DRAM sta diventando particolarmente complesso. Come primi sul mercato, il nostro posizionamento ci permette di offrire soluzioni ad alto valore per un elevato numero di applicazioni di alto livello per i nostri clienti.

Micron DRAM 1z

Il prodotto Micron a 1z nm 16 Gb ddr4 rilascia sostanzialmente una maggiore densità per bit, e di conseguenza maggiori vantaggi legati alle prestazioni ed ai minori costi, nei confronti della precedente generazione  1Y nm node. Questo non fa che rafforzare la continuità nel progresso di Micron nella produzione di migliorie relative alle linee di prodotto DRAM per il calcolo (DDR4), mobile DRAM (LPDDR4) e grafica (GDDR6). Il bilancio tra efficienza e prestazioni  diventerà un parametro discriminante chiave per le applicazioni, ivi incluse intelligenza artificiale, veicoli autonomi,  5G, mobile devices, grafica, giochi, infrasstrutture di rete e server.

Micron ha iniziato lo spostamento verso la tecnologia a 1z nm attraverso la produzione di massa delle proprie soluzioni di memoria a 16 Gb DDR4. La produzione attraverso nodi più piccoli  offre diversi benefici, come ad esempio la riduzione del 40 per cento nel consumo energetico rispetto alle precedenti generazioni di prodotti  basati su DDR4 a 8 Gb. Il portfolio globale di  Micronswui prodotti a 1z nm DDR4 indirizza le sempre crescenti richieste per maggiori prestazioni, densità più elevate e consumo energetico ridotto  nei data center moderni.

Micron 1z nm process

In altyra sede, Micron ha anche annunciato di aver iniziato la consegna di DRAM monolitica ad alrissima capacità da 16 Gb low-power double data rate 4X (LPDDR4X) in packages UFS-based multichip (uMCP4). I prodotti Micron 1z nm LPDDR4X e uMCP4 risolvono i problemi legati alle richieste dei produttori di apparati  mobile, alla continua ricerca di bassi consumi e package ridotto per progettare devices con fattori di forma interessanti  ed una maggiore battery life.

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Nella lunga requisitoria contro Matteo Salvini in Senato, Giuseppe Conte conserva per la fine “una cosa che non ti ho mai detto direttamente”, ovvero l’utilizzo dei simboli religiosi del ministro dell’Interno. Conte, che è un fervente cattolico devoto a Padre Pio, ha accusato Salvini di “episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e nello stesso tempo oscurare il principio di laicità che è tratto fondamentale dello Stato moderno”.

 

Dall’inizio dell’anno 46 poliziotti si sono suicidati, in media uno ogni cinque giorni, con un tasso superiore alla media nazionale: questi i numeri dell’emergenza diffusi dai sindacati che chiedono al governo un piano d’urgenza, minacciando una protesta in occasione del G7 il prossimo fine settimana a Biarritz. Una problematica molto sensibile, in parte tabù, quella dei suicidi che attanaglia il mondo della polizia in Francia, valutata da sindacati e osservatori come un “grido d’allarme” per attirare l’attenzione su condizioni di lavoro sempre piu’ difficili e pericolose.

“Finora nessun piano ha risposto all’emergenza e ora aspettiamo risposte chiare”, ha dichiarato Christophe Rouget del Sindacato dei dirigenti della sicurezza interna. In base ai dati registrati dalla Direzione generale della polizia, dal 1997 quasi 1000 agenti si sono suicidati, all’87% ufficiali e agenti in servizio sul terreno. Servizi di medicina preventiva e di sostegno psicologico sono stati creati senza sortire grandi risultati. Al di là di problemi personali, a gravare sui poliziotti molte “ferite invisibili” quali sovraccarico di lavoro, disorganizzazione dei servizi, crescente violenza, mancato riconoscimento del proprio operato e lontananza da casa.

Negli ultimi mesi la crisi dei gilet gialli ha anche aumentato la pressione sugli agenti in prima linea. “Piu’ che cercare di risolvere le conseguenze, urge far fronte alle cause profondi del malessere che porta i poliziotti al suicidio, rivedendo l’organizzazione quotidiana del lavoro e aumentando i mezzi a disposizione” sottolinea Marc Loriol, sociologo e ricercatore del Cnrs, esperto di protezione sociale e stress lavorativo.

Abbiamo appena provato, allo stand di 2K, la build Gamescom 2019 di quello che ormai si prospetta essere uno dei titoli più attesi e chiacchierati di questo prossimo, caldissimo autunno. Stiamo ovviamente parlando di Borderlands 3!

La nostra esperienza, dopo un breve video introduttivo che rimarcava, tra le altre cose ormai note sul terzo capitolo ufficiale della saga dei Cacciatori della Cripta, su alcune caratteristiche nuove della feature forse più caratteristica di questo titolo, che si prospetta davvero immenso: il multiplayer.

In Borderlands 3 il multiplayer cooperativo, che ricordiamo sarà possibile anche in locale, con il buon vecchio split screen, avrà la caratteristica unica di adattare automaticamente il loot di armi ed equipaggiamenti vari, al livello di tutti i giocatori in campo. In pratica, ognuno, anche giocando in cooperativa con uno o più amici, potrà mettere le mani su equipaggiamento adatto al proprio livello, così da poter procedere tranquillamente senza troppi problemi, facendo crescere in maniera ottimale il proprio personaggio, senza però pesare sui compagni e intralciare la loro progressione.

Borderlands 3

La parte più interessante della presentazione però, è stata la prova della modalità Trial to Survive, ovvero una sorta di modalità arena, con ondate successive di avversari uno più pericoloso dell’altro, da sterminare senza pietà cercando, ovviamente, di restare in vita il più possibile.

La demo che abbiamo provato era tarata decisamente su una difficoltà hardcore, cosa che fa intuire il collocarsi di questa modalità nella fase di endgame. Così facendo, abbiamo potuto provare quindi personaggi già di un certo livello, cosa che ci ha permesso di apprezzare le caratteristiche e le abilità delle nuove tre classi di Cacciatori della Cripta e i rinnovati talenti dell’ormai immancabile Sirena, una delle costanti dei titoli targati Borderlands!

Borderlands 3

La prova non ha fatto altro che confermare l’idea che ormai hanno un po’ tutti quelli che hanno provato il gioco… Borderlands 3 sarà senza dubbio uno dei titoli migliori di questa generazione ormai al tramonto. Un degno canto del cigno, in definitiva!

L’articolo Borderlands 3 – Provato Gamescom 2019 proviene da GameSource.

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