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Tramite una nota fatta recapitare alla redazione di Perfectly Nintendo, Take-Two ha svelato le risoluzioni di L.A. Noire in formato Nintendo Switch.
In modalità portatile il gioco girerà a 720p, la massima risoluzione possibile sullo schermo della console; mentre quando la piattaforma è collegata al televisore, la risoluzione sarà 1080p. Nessuna notizia, invece, per quanto riguarda il frame rate.
Vi ricordiamo che L.A. Noire sarà disponibile dal 14 novembre.

l a noire nintendo switch

Koei Tecmo ha confezionato il trailer di lancio de La Fine del Massacro, il DLC finale di Nioh in arrivo oggi su PS4.
In questo contenuto aggiuntivo vestiamo nuovamente i panni di William mentre affronta gli ultimi focoloai di resistenza allo shogunato guidati da Yodogimi. Quest’ultima avventura introduce missioni aggiuntive, armi e armature inedite e due spiriti guardiani addizionali.
La Fine del Massacro è già disponibile per l’acquisto sul PlayStation Store al prezzo di € 9,99.

Activision e Sledgehammer Games hanno reso disponibile il pre-load della beta di Call of Duty WWII su PC.
Ciò significa che ora è possibile iniziare a scaricare i file di gioco per essere pronti a gettarsi nella mischia non appena verranno aperti i server della versione di prova, cioè da venerdì 29 settembre.
Inoltre, sono stati rivelati anche i requisiti hardware necessari a partecipare alla beta, vediamoli:

Requisiti minimi:

  • Sistema operativo: Windows 7 64-bit
  • Processore: Intel Core i3 3225 or equivalent
  • Scheda video: Nvdia GeForce GTX 660 / GTX 1050 oppure AMD Radeon HD 7850
  • RAM: 8GB
  • HDD: 25GB

Requisiti consigliati:

  • Sistema operativo: Windows 10 64-bit
  • Processore: Intel Core i5-2400 / AMD Ryzen R5 1600X
  • Scheda video: Nvidia GeForce GTX 970 / GTX 1060 oppure AMD Radeon R9 390 / AMD RX 580
  • RAM: 12GB
  • HDD: 25GB

call of duty wwii beta pc

2K Games ha annunciato la versione PC di WWE 2K18: al contrario di quanto avvenuto gli anni scorsi, questa volta il gioco approderà su Steam lo stesso giorno di uscita delle edizioni per console.
Ciò significa che il titolo di wrestling sarà disponibile sui nostri monitor già dal prossimo 17 ottobre; nella stessa data sbarcherà anche su PS4, Xbox One e Nintendo Switch.
Al momento non sono ancora stati diffusi i requisiti minimi e consigliati, restate sintonizzati su queste pagine virtuali per saperne di più.

wwe 2k18 pc

Non so a voi, ma a me, talvolta, è capitato di essere preso per una specie di mercenario, un super esperto di armi appena tornato da qualche guerra: chiacchierando a cena o per la strada con qualche amico videogiocatore, ho proprio colto con la coda dell’occhio lo sguardo di persone con espressioni colpite, attente semplicemente all’argomento o già pronte, in qualche modo, a una sorta di giudizio sommario sulla natura violenta di chi stava parlando. Il che è bizzarro, non avendo mai preso in mano una vera arma in vita mia, per quanto la passione di mio padre per la caccia avrebbe potuto suggerirmi l’idea.

Il discorso è pericoloso in più aspetti, e va subito liberato di qualsiasi connotazione speculativa: tempi di ricarica, parabole dei proiettili sulla distanza, modelli vari di semi-automatici e tutte le cose che avventori e curiosi possono aver percepito, osservandomi sospettosi come se nascondessi una pistola dal qualche parte, fanno parte dell’enorme bagaglio di conoscenze che qualsiasi appassionato di sparatutto padroneggia, dal caso più particolare di chi conosce davvero le armi e ne ammira la tecnica (magari anche per questioni professionali), ai giocatori che si sono sempre limitati a valutarne la trasposizione sportiva in un videogioco, dove nessuno si farà mai male. Quest’ultima è l’unica cosa che conta, in tutti i casi.gunplay

Talvolta, mentre parlavo di un gunplay, sono stato scambiato per una specie di mercenario esperto di armi

Una piccola precisazione per chi, come Kikko nostro, non ama gli eccessi di terminologia anglosassone, soprattutto quelli fatti per amore di ostentazione: non esiste in italiano una stringata definizione che abbia lo stesso significato di gunplay, a indicare tutte le caratteristiche che ruotano intorno al vastissimo universo degli sparatutto. Il suo significato, peraltro, è assolutamente generico, ma questo non impedisce di parlarne: ogni tanto qualcuno ne canta la morte, qualcun altro la resurrezione, oppure semplicemente se ne distinguono le vocazioni senza demonizzare questo o quello sviluppatore; in tutti i casi, la parola gunplay è una delle tante definizioni con cui giocatori e stampa amano tantissimo sciacquarsi la bocca, come una specie di tempio che non andrebbe violato ma che in molti, grandi case in primis, avrebbero finito per deturpare.

La verità, al solito, è un tantino più sfaccettata: dentro ci stanno condizioni come quelle che ho provato a descrivere qui, con la contrazione in numero e varietà delle proposte ad alti livelli (specie per PC, con mouse e tastiera al centro dei pensieri degli sviluppatori), ma anche questioni apparentemente astruse come i progressi delle intelligenze artificiali nei giochi d’azione, scarsi e ormai poco sperimentali. Almeno per le esperienze a singolo giocatore, le routine di F.E.A.R. rimangono ferme nel tempo come modello eccellente ma mai più ricreato, unite all’alto grado di interattività di angusti scenari dal forte valore strategico; ancora prima, le simulazioni tattiche dei primi Rainbow Six e Ghost Recon non hanno trovato nell’esplosione commerciale dei videogiochi il giusto coronamento della loro storia, e hanno invece iniziato a contrarsi e mutare fino a rischiare di sparire; per non parlare di S.T.A.L.K.E.R., il cui modello è stato tagliuzzato e riutilizzato in mille piccole porzioni, e mai ricomposto per intero.gunplay

I primi Rainbow Six e Ghost Recon non hanno trovato nell’esplosione commerciale dei videogiochi il giusto coronamento della loro storia

D’altra parte, non è un caso se il discorso sia in gran parte vero solo per le grandi produzioni, in particolare quelle con modalità storia. Tra i titoli indipendenti, o anche solo di piccole o medie dimensioni, diverse esperienze di successo hanno trovato nell’assenza di trama e intelligenze artificiali una chiave di volta (anche) per i costi di sviluppo: in un numero sorprendentemente alto di casi, i nomi di ARMA e S.T.A.L.K.E.R. hanno iniziato a lampeggiare all’unisono, perché è in questi modelli tecnici e formali che risiede il seme di mod di enorme successo (e poi di titoli stand alone, addirittura virali nel secondo caso) come Dayz o PlayerUnknown’s Battlegrounds, nell’idea stessa che, dalle pieghe di realistici gunplay, possa nascere una specie di racconto non lineare in prima persona, come vera e propria narrazione emergente in un contesto multigiocatore. Un modus operandi che ha ancora più proseliti nell’est Europa, come abbiamo ricordato nell’anteprima di Escape from Tarkov, ma che ha comunque il suo humus per crescere e trasformarsi costantemente anche dalle nostre parti.gunplay

In realtà, al di fuori delle produzioni più blasonate, non c’è che l’imbarazzo della scelta

Pure per i tattici competitivi non c’è che l’imbarazzo della scelta: dalla sempiterna schiettezza di Counter-Strike ai vari eredi di Red Orchestra, dal nuovo Rising Storm sul Vietnam fino a valide proposte indipendenti come Insurgence, tutt’ora abbiamo a disposizione una vasta gamma di prodotti che magari non possono rivaleggiare per estetica coi vari Battlefield o Call of Duty, ma sicuramente li surclassano agilmente nella profondità del gunplay, per simulazione balistica, sensazioni di peso delle armi, gestione dei danni e via dicendo. Casomai, un’esperienza come quella di Rainbow Six Siege ha dimostrato come le grandi compagnie non si adattino facilmente a questo genere di produzioni, persino quando cercano di imitarle sul piano del budget: da marchi ricchi e gloriosi ci si aspetta una prestazione ben diversa, subito ampia e tecnicamente stabile, senza lunghe attese per gli aggiustamenti; se così non è, il fatto che si possa rimediare agli errori in un secondo momento (ed è stato fatto, nel caso del gioco Ubisoft, addirittura alla grande) non potrà comunque portare alle iniziali aspettative di vendita.

Una vera voragine, infine, si aprirebbe prendendo in considerazione la tradizione di Quake e Unreal Tournament, ormai relegata a super-gourmet che se ne fregano della loro morte commerciale: Quake Live è a disposizione di chi ama i balzi temporali più integralisti; l’infinita pre-alpha del rifacimento di Unreal Tournament può ancora allettare i seguaci del gioco Epic, seppure con lentissimi progressi; il meno famoso ShootMania Storm, dal canto suo, brilla come rappresentazione più pura ed estrema dello stesso spirito competitivo, in cui il contesto fantastico serve per distillare le abilità più istintive dei giocatori. In nessun caso, tuttavia, si può parlare di nuova vita per questo modo di concepire la competizione online, complice un mutamento nei gusti e il responso dei semplici numeri. Oggi il mondo è di Overwatch e di Destiny, diversissimi ma entrambi capaci di ricamare tantissimo sul gunplay, seppure in una forma che può non piacere ai veterani di altre ere. O può assuefare in modo diverso, come nel mio caso col gioco Bungie, e farti sentire quasi in colpa per la cosa.

La Fondazione Nobel ha aumentato del 12% la dotazione economica dei premi di quest'anno, che saranno assegnati nei prossimi giorni. L'importo era fermo dal 2012 a otto milioni di corone svedesi (pari a 838.919 euro o 999.682 dollari). I vincitori di ognuna delle sei categorie del Nobel riceveranno quindi, con l'adeguamento, una somma equivalente a 943.784 euro ciascuno, pari a un milione e 100 mila dollari, che sarà naturalmente ripartita qualora il premio sia assegnato a più di una persona.

CInque anni fa, la Fondazione aveva tagliato la dotazione di ogni premio per un importo pari a due milioni di corone (210 mila euro o 250mila dollari), per evitare una diminuzione del proprio capitale e per beneficiare di rendimenti adeguati all'inflazione.

"Nonostante siano necessarie azioni continuative per rafforzare le finanze della Fondazione a lungo termine, riteniamo che la situazione si sia stabilizzata", ha informato adesso la Fondazione, la cui ambizione è che la dotazione del premio "segua l'andamento delle entrate reali nella società".

Nel suo testamento, lo scienziato svedese Alfredo Nobel (1833-1896), creatore del premio, dispose che la sua fortuna fosse investita in valori mobiliari sicuri e che gli interessi fossero divisi in cinque parti uguali per i cinque premi (quello per l'Economia fu istituito successivamente).

La "settimana dei Nobel" comincerà il 2 ottobre prossimo con quello della Medicina; nei giorni successivi seguiranno gli annunci per quelli della Fisica e della Chimica; il premio per la Pace sarà assegnato il 6 ottobre; il premio per l'Economia lunedì 9 ottobre. Come di consueto, non è ancora fissata la data del Nobel della Letteratura, che sarà assegnato per tradizione un giovedì.

Esiste un rischio di nuovi ricorsi in casa 5 Stelle? Secondo quanto viene riferito, ci sarebbero i margini perché gli sconfitti alle primarie online possano ricorrere dopo le 'incursioni' dell'hacker nella piattaforma Rousseau. Ma secondo quanto si apprende da fonti autorevoli M5S, la volontà dei pentastellati è comunque di "andare avanti tranquilli" e di 'blindare' il nome di Luigi Di Maio. Che nella sua prima uscita a Milano da candidato premier e leader del Movimento ha parlato con i giovani startupper di innovazione e ha liquidato le domande dei giornalisti sui malumori interni al Movimento con una risposta netta: "Io sono impegnato con tutto il Movimento 5 stelle a cambiare il mio paese. Il resto non mi interessa". 

"Noi unico argine agli estremismi"

E che Di Maio non corra alcun pericolo di essere 'spodestato', lo dimostra anche il fatto che non ci sia un Codice di comportamento che preveda penali come invece per la sindaca di Roma, Virginia Raggi: "No non è previsto" si limita a dire. E nel suo ruolo di candidato premier e leader commenta così le elezioni in Germania: "Dimostra che noi siamo l'unico argine agli estremismi in Europa".

La quarta edizione di Italia 5 Stelle a Rimini ha avuto un profilo più 'governativo' con gli attivisti che hanno già accettato Di Maio leader e il 'passo di lato' di Beppe Grillo. E per chiudere in bellezza, i pentastellati si sono ritrovati a cena in un ristorante sul molo, vicino all'hotel dove ha alloggiato Grillo: menù a base di pesce – tra le altre cose i tipici sardoncini e il fritto annaffiato da buon vino – in un locale vista mare praticamente occupato per intero dai 5 Stelle: non solo Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Luigi Di Maio e anche Giancarlo Cancelleri (c'è preoccupazione per l'esito delle elezioni regionali in Sicilia del 5 novembre, non più cosi scontate) ma anche volontari e attivisti che si sono spesi in prima linea per l'evento.

Soddisfazione per la kermesse di Rimini

Secondo quanto viene riferito, i 'vertici' pentastellati sarebbero soddisfatti per la riuscita della kermesse – quasi 50mila persone registrate – anche se l'ombra di Roberto Fico rimane con la questione del candidato premier che è anche Capo politico; problema che resta sul tavolo. Grillo però ha cercato di stemperare le tensioni, tra un abbraccio e una pacca sulle spalle, sostenendo anche che tra i due – Fico e Di Maio – ci sarebbe solo un problema caratteriale: il primo "romantico", così lo ha definito, il secondo più orientato alla carriera; pragmatico come spesso viene definito il giovane candidato premier. E il Garante Grillo, che non ha esitato più volte a ricordare che lui non va via perché il Movimento è nel suo Dna, è convinto che i due, effettivamente opposti da un punto di vista caratteriale, alla fine lavoreranno insieme per il bene del Movimento. 

Il nodo della legge elettorale

Intanto, Di Maio va avanti senza esitazioni: lunedì a Milano per incontrare i giovani imprenditori (target elettorale al quale si rivolge con attenzione) e oggi già a Roma perché dalle prossime ore il Movimento punterà sulla sua nuova battaglia contro la legge elettorale, il Rosatellum bis. Come annunciato dallo stesso Di Maio a Rimini, infatti, M5S userà tutti gli strumenti parlamentari a disposizione per ostacolare una riforma che considerano "antidemocratica" perché, sostengono, "punta a impedire alla prima forza politica del paese di andare al governo". 

E così' ci sarà un'assemblea dei 5 Stelle alla Camera dove il primo punto all'ordine del giorno è proprio la legge elettorale. Dare battaglia contro il Rosatellum bis, sottolinea un esponente di peso del Movimento, sarà anche un modo per tornare all'azione, per parlare di temi e lasciare indietro malumori e polemiche. Poi in odg, previsti anche l'elezione dei membri del consiglio di presidenza della Corte dei conti e della giustizia amministrativa e siti nucleari.

La Procura Generale aveva domandato due anni e mezzo per i legami del presidente della Juventus con gli ultrà. Il Tribunale Federale si è però limitato a condannare Andrea Agnelli a un anno di inibizione e a una multa di 20 mila euro, alla quale si aggiunge una sanzione da 300 mila euro per il club bianconero, mentre è stata respinta la richiesta di due turni a porte chiuse e uno senza i tifosi nella curva Scirea per la Juventus. Se, per dodici mesi, Agnelli non potrà rappresentare in alcun modo la Juventus, pur conservando la sua carica, né avvicinarsi agli spogliatoi in occasione delle partite, il dirigente sportivo potrà comunque continuare a occupare le sue poltrone nell'Eca e nell'esecutivo della Fifa.

Tutte le restrizioni

"La condanna in primo grado del numero uno juventino", si legge su Tuttosport, "comporterà, secondo l'articolo 19 del Codice di giustizia sportiva, il divieto di rappresentare la società di appartenenza in attività rilevanti per l'ordinamento sportivo nazionale e internazionale. Inoltre, Agnelli non potrà partecipare a qualsiasi attività degli organi federali e sarà interdetto all'ingresso negli spogliatoi, nonché nei locali annessi in occasione delle partite di calcio, anche amichevoli, in ambito Figc, con eventuale richiesta di estensione per Uefa e Fifa".Inoltre "gli viene impedito di partecipare a riunioni con tesserati Figc o con agenti di calciatori in possesso di licenza Fifa".

Su Eca e Fifa spazio a un dubbio di interpretazione

"Il presidente del sodalizio bianconero, tuttavia", spiega la Gazzetta, "potrà ancora sedere sia sulla poltrona dell'Eca (l'Associazione dei club europei) che dell'Esecutivo Fifa, anche se nel dispositivo si lascia spazio a un dubbio interpretativo, laddove si legge che, "in ragione della gravità dei fatti, della sostanziale identità delle condotte poste in essere e dei ruoli rivestiti all'interno dell'ordinamento federale, di applicare la medesima sanzione per tutti i dirigenti (inibizione temporanea di anni uno per tutti i dirigenti, con l'aumento di mesi tre per il solo dirigente D'Angelo), non avendo la Procura federale giustificato il diverso trattamento sanzionatorio richiesto per i deferiti, con esclusione della estensione delle previste sanzioni in ambito Fifa e Uefa, unitamente all'irrogazione delle ammende nella misura pari a 20 mila euro per tutti i deferiti".

Le motivazioni della sentenza

Le motivazioni della sentenza vengono riassunte dal Corriere della Sera, il quale ricorda che, secondo i giudici federali, "la invocata estraneità del presidente" non può ritenersi tale "poiché il tenore della istruttoria e la indubbia frequentazione dirigenziale con gli altri deferiti, unitamente al lunghissimo lasso temporale […] (ben 5 stagioni sportive) ed alla cospicua quantità di biglietti e di abbonamenti concessi illegittimamente" contraddicono le ragioni della difesa.

Secondo il presidente del tribunale federale Cesare Mastrocola, infatti, "non è fatto mistero che l’intero management fosse votato a ricucire i rapporti con gli ultrà e ad addolcire ogni confronto con il club al punto da favorire concretamente ed espressamente le continue richieste di agevolazioni così da rendersi disponibili a scendere a patti pur di non urtare la suscettibilità dei tifosi, il cui livore avrebbe comportato multe e sanzioni alla Juventus". In sostanza, si può ritenere che "Agnelli, con il suo comportamento abbia agevolato e, in qualche modo avallato, o comunque non impedito le perduranti e non episodiche condotte illecite" dei suoi collaboratori "al dichiarato dine di mantenere i rapporti con la tifoseria".

L'inverno è ancora lontano, l'estate è passata da pochi giorni, eppure i virus parainfluenzali, che prosperano con l'autunno, stanno già imperversando sulla Penisola. Nell'ultima settimana 80mila italiani sono stati messi ko (raffreddore, febbre, problemi intestinali) dai virus "cugini" dell'influenza stagionale. Lo spiega all'Agi Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano. "Sono già tanti i casi – sottolinea – e le previsioni sono in crescita. Questi virus, 262 tipi, non prosperano con il freddo prolungato, a differenza di quelli influenzali, ma con gli sbalzi di temperatura, propri di questa stagione. Per questo molti italiani rimangono sorpresi da questa sorta di influenza anticipata, ma è un fenomeno anch'esso stagionale e prevedibile".

L'influenza di intensità media
 

15 milioni a letto con la febbre

Quest’anno saranno 4-5 milioni le persone costrette a letto a causa dell’influenza e altri 8-10 milioni saranno colpiti dai virus parainfluenzali. Gli esperti, come scrive La Stampa, prevedono una stagione influenzale del tutto comparabile a quella dell’anno scorso quando i casi furono 5 milioni 421 mila. “Sarà un anno interpandemico, con un solo nuovo virus, una variante dell’A/H1N1 detta Michigan, già inserita nel vaccino” spiegano i medici. Gli altri saranno gli stessi dell’anno scorso, cioè l’A/H3N2 Hong Kong e i due virus B, B/Brisbane e B/Phuket. 

Più persone si stanno vaccinando

Quanto all'influenza "vera", il virologo fa i conti: "Sta ancora finendo in Australia, quindi aspettiamo per dati più certi – spiega – ma pensiamo che quest'anno sarà di intensità media, con circa 5 milioni di casi, l'equivalente più o meno dell'anno scorso, malgrado l'arrivo di un nuovo ceppi, H1N1 Michigan, che è la novità di quest'anno. Sarà nella norma, insomma, ma come sempre da non trascurare: ogni anno si contano migliaia di decessi tra i soggetti più fragili. Per fortuna – conclude Pregliasco – noto che dopo una disaffezione per il vaccino antinfluenzale, parallela a quella per gli altri vaccini, ultimamente i dati sono in miglioramento, una volta tanto sono numeri incoraggianti".

Negli over 65, l’anno scorso la copertura ha sfiorato 50%, “ancora troppo poco se si pensa che in questa fascia d’età il 10% dei casi di influenza va incontro a complicanze”. Pregliasco raccomanda il trivalente per gli anziani, che hanno avuto più contatti con i virus, anche se sono i bambini ad avere la più elevata risposta immunitaria. Secondo il virologo, dovrebbero vaccinarsi i gruppi più vulnerabili, come bambini, anziani, pazienti immunodepressi, con problemi cronici respiratori e cardiaci. 

 Sintomi: tosse, mal di gola e febbre

I sintomi sono più o meno i soliti: infezioni alla vie respiratorie, con tosse e mal di gola, febbre, mal di testa e dolori alla articolazioni. Tutte cose che la passata stagione hanno fatto passare in media sei giorni a letto a chi è stato colpito all'influenza. Ma che ogni anno, secondo stime dell'Iss, provocano la morte di ottomila persone, soprattutto anziani, per le complicazioni, come polmonite e broncopolmonite, insorte dopo aver contratto il virus.


Per approfondire:

Il grande pasticcio della trasmissione telematica delle fatture all’Agenzia delle Entrate. Sfruttando un bug – un difetto nella programmazione di un software – l’infrastruttura informatica, fornita dalla società pubblica Sogei, ha permesso a chiunque avesse le credenziali di accesso al servizio di poter consultare e addirittura scaricare dei dati estremamente riservati. Commercialisti, intermediari abilitati, ma anche semplici cittadini, potevano conoscere le fatture trasmesse telematicamente semplicemente inserendo il codice fiscale del bersaglio e premendo invio, come ricostruito dal Corriere della Sera.

Violata la privacy

Inserendo il codice fiscale di un commercialista era addirittura possibile vedere i dati suoi e dei suoi clienti. La piattaforma è fuori servizio da venerdì e su Internet monta la protesta, a pochi giorni dalla scadenza del 28 settembre per il primo invio dello spesometro semestrale. E dalla Sogei solo un assordante silenzio.

"Ci scusiamo per l'inconveniente"

Avevano detto che il servizio sarebbe stato ripristinato in giornata, ma al momento non è ancora disponibile. Su una grande schermata blu con scritto: “Ci scusiamo per l'inconveniente”, si infrange il malriposto orgoglio della digitalizzazione dei servizi fiscali e tributari. Il presidente della Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria, Giacomo Portas ha convocato per mercoledì il direttore dell’agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini e i vertici della Sogei, e si dice sia “furibondo”. Anche il Garante della Privacy, Antonello Soro, ha detto di voler stabilire se ci siano responsabilità e se sono state applicate tutte le misure necessarie per la protezione dei dati personali.

Tributaristi: non sanzionare i ritardatari

Per cercare di ovviare ai disagi causati, il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi, Riccardo Alemanno ha inviato una lettera al ministero dell’Economia e all’agenzia delle Entrate per chiedere che non vengano applicate le sanzioni relative al ritardo per l’invio dei dati del primo semestre 2017 in scadenza il prossimo 28 settembre, come riporta il Sole 24 Ore.

Nella lettera Alemanno scrive: “Si comprendono le difficoltà collegate a un adempimento così imponente per numero di dati e utenti, ma in previsione di ulteriori utilizzi dei sistemi informatici per invio dati e documenti, quale la fattura elettronica tra privati, sarebbe opportuno un periodo di prova che coinvolgesse le rappresentanze degli intermediari fiscali”. In ogni caso il sito web, attualmente sottoposto a manutenzione, non è il canale principale di trasmissione dello spesometro, in quanto la gran parte degli studi si sono dotati di software professionali dai quali gestiscono gli invii telematici.

Il precedente del 2016

Ma non è la prima volta che Sogei perde di vista l’aspetto della sicurezza informatica. Già nel 2016 si era scoperta una falla sul sito ‘18app’, dal quale i diciottenni potevano richiedere il bonus di 500 euro per acquisti culturali. Un hacker di soli diciotto anni aveva scoperto che era possibile generare buoni infiniti, modificare le disponibilità residue, o addirittura eliminare i coupon di altri utenti. Fortunatamente per la Sogei, il giovane informatico aveva prontamente avvisato l’azienda della vulnerabilità e, in quell’occasione, l'azienda era riusciti a intervenire prontamente.

Italia al top per la sicurezza sul web

La notizia della vulnerabilità del sistema fornito da Sogei arriva come una doccia fredda proprio il giorno in cui vengono rilasciati i risultati dell’indagine condotta da Kaspersky Lab, la società di antivirus basata in Russia, per verificare i livelli di preparazione delle aziende europee rispetto al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, nei quali l’Italia è risultata tra i primi Paesi in Europa. Secondo lo studio il 46% dei responsabili dei sistemi informatici italiani avrebbe una buona consapevolezza degli obblighi necessari a tutelare le informazioni sensibili degli utenti, contro il 47% dei Francesi e il 49% del Regno Unito

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