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"Se io fossi un amministratore di Autostrade per l'Italia avrei sospeso il pagamento per il pedaggio in alcuni caselli, ma già dall'ora successiva. In questo momento le ambulanze pagano il pedaggio sulle autostrade, ma di cosa stiamo parlando? dove hanno il cuore e il cervello certe persone? Mi aspetto che oggi 16 agosto, venga sospeso il pagamento del pedaggio". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, a margine della sua visita ai feriti del crollo di Ponte Morandi, ricoverati al San Martino. "Quanto meno diamo un segnale di buona volontà. Hanno incassato 3 mld e mezzo di euro dai pedaggi. Visto il disastro che hanno causato penso che qualche settimana senza pedaggio possano permettersela".

Con le Sfide della Settimana 6 della Stagione 5 su Fortnite, al giocatore è presentata una caccia al tesoro inedita: “Cerca dove le Teste di Pietra volgono lo sguardo“. Sarà necessario trovare la stella battaglia senza una mappa da seguire e senza i tre classici indizi.

Fortnite

Questa volta il compito della sfida può risultare un po’ ambiguo e difficoltoso poiché non ci sono molti indizi su dove andare a cercare, bisognerà infatti controllare dove è rivolto lo sguardo delle Teste di Pietra e muoversi di conseguenza in quella direzione.

Ci sono in totale 7 Teste di Pietra distribuite sulla mappa e il punto che segna l’intersezione tra tutte le direzioni in cui sono rivolte è una collina a sud-ovest di Bosco Bislacco.

Fortnite

Basterà quindi recarsi nella località indicata sulla mappa per trovare la stella battaglia relativa alla sfida di questa settimana.

L’articolo Come trovare il tesoro delle Teste di Pietra su Fortnite proviene da GameSource.

Di Maio è convinto: "Ci sono tutte le motivazioni per non pagare penali". Ma al momento pare assai difficile revocare la concessione per la gestione delle autostrade ad Autostrade per l'Italia, se non sborsando una cifra enorme. Almeno 20 miliardi. Questo almeno è quello che prevede il contratto. Tecnicamente, va detto, la revoca è possibile. Ma Anas dovrebbe pagare ad Autostrade per l’Italia un risarcimento pari ad un "importo corrispondente al valore attuale netto dei ricavi della gestione, prevedibile dalla data del provvedimento di recesso, revoca o risoluzione del rapporto, sino a scadenza della concessione, al netto dei relativi oneri, investimenti e imposte nel medesimo periodo", con una serie di decurtazioni (qui il contratto consultabile sul sito del Governo).

Al calcolo di circa 20 miliardi si arriva tenendo presente gli utili di Autostrade per l'Italia nell'ultimo anno: circa un miliardo, 968 milioni. Questa cifra deve essere che moltiplicato per gli anni di durata della concessione, che scade il 31 dicembre 2038, quindi 20 anni. È la cifra più attendibile al momento, una cifra non troppo distante da quella che l'Italia impiega in un'intera finanziaria, davvero difficile da sostenere quindi, anche di fronte a 'grave colpa' dimostrata della società.

Il ministro dello Sviluppo e del Lavoro a Radio 24 ha ribadito che: "Di fronte a 40 morti non ci sono clausole che tengano". Eppure le clausole ci sono e prevedono che il concessionario, Autostrade, "avrà diritto, nel rispetto del principio dell'affidamento ad un indennizzo/risarcimento a carico del concedente (Anas), in ogni caso di recesso, revoca, risoluzione, anche per inadempimento del concedente e/o comunque cessazione anticipata del rapporto di convenzione pur indotto da atti e/o fatti estranei alla volontà del concedente, anche di natura straordinaria o imprevedibile" (Corriere della Sera). 

Per questo Atlantia, azionista di maggioranza di Autostrada per l'Italia, spiega che anche in caso di revoca, spetta ad Autostrade il riconoscimento del valore residuo della concessione "dedotte le eventuali penali se ed in quanto applicabili". Un ritorno shock in borsa per la società, visto che il titolo, dopo l'ipotesi di revoca, è crollato del 23,73%, perdendo poco meno di un quarto del suo valore.

Se la revoca è difficile, la dimostrazione delle gravi inadempienza però è possibile. I fatti di Genova hanno solo peggiorato la situazione di Autostrade per l’Italia, ma, ricorda Il Sole 24 Ore, è solo "l’ultimo di una serie di episodi perlomeno controversi: il crollo di un cavalcavia dell’A14 l’8 marzo 2017 e di alcune pensiline di caselli e portali segnaletici intorno al 2010, il sequestro per alcuni mesi nel 2014 di un altro cavalcavia a rischio, denunce pendenti presso varie Procure su altre opere con possibili prolemi strutturali, la sentenza del 10 aprile scorso sulla contraffazione del brevetto del controllo della velocità Tutor e il processo di Avellino per la morte di 40 persone su un bus precipitato dal viadotto Acqualonga della A16 il 28 luglio 2013"

Aperture positive per le Borse europee. Parigi ha aperto positiva segnando  0,39%, il CAC 40 ha guadagnato 20,95 punti a 5.326,17 punti. Positiva anche la Borsa di Londra che ha aperto con +0,32%, nelle prime negoziazioni, l'indice FTSE-100 delle principali azioni ha guadagnato 23,66 punti a 7.521,53 punti. In rialzo anche Francoforte il Dax  segna +0,30% a 12.202 punti. In rosso solo Milano, con l'indice Ftse Mib che segna -0,4%  a 20.822,53 punti.

Instagram ormai è diventato terreno fertile per chi, tante ragazze soprattutto, sogna di diventare la nuova Chiara Ferragni. L’influencer ormai è il lavoro del futuro, considerato perfetto per chiunque si interessi di moda o più in generale di costume. Ma in cosa consiste esattamente questo lavoro? E come può la passione per sfilate, nuove uscite, prodotti di bellezza vari, diventare attraverso video-selfie fatti da casa col nostro smartphone, un vero e proprio mestiere, anche molto ben retribuito in certi casi?

A spiegarlo da ottobre ci penserà l’Università Autonoma di Madrid (UAM), che ha istituito il primo corso al mondo per diventare influencer. Si chiamerà Intelligence Influencers: Fashion and Beauty e a dispetto dell’apparente frivolezza in realtà trattasi di un corso che pone le sue basi da un ragionamento ben definito e molto solido. La presentazione del corso infatti parla dello sviluppo di quella che in Spagna chiamano “inteligencia económica”, un genere di intelligenza che in questo momento risulta ancora più fondamentale saper maneggiare considerati i ritmi, sempre come spiega la presentazione del corso, con i quali si corre nel campo del mercato digitale.

Un mercato che necessita inevitabilmente di mediatori (influencer appunto) che, canalizzino il messaggio, che rendano chiare e accessibili le sempre più innovative tecnologie in vari campi del mercato, dalle automobili al settore farmaceutico, dal turismo a, naturalmente, moda e bellezza. Secondo un rapporto appena pubblicato infatti, gli influencer sono stati definiti “la nuova narrativa di marchi e aziende”, talmente importanti da sostituirne ormai di fatto le voci sul mercato.

Una rivoluzione drastica e fino a qualche anno fa impensabile. Nonostante ciò questa nuova forma di narrazione risulta ancora, per certi versi, piuttosto improvvisata, dedita ad errori umani derivanti da una non preparazione accademica, da oggi disponibile.

Se pensavate allora che diventare novelle Huda Kattan, influencer da 18mila euro a post, fosse una passeggiata e bastasse buttare un occhio alle mode ed uno ai social, vi sbagliavate di grosso. Per rendere redditizia la vostra presenza sui social vi toccherà prendervi una laurea specifica e questo corso sembra fatto apposta per voi. Per iscriversi bisogna essere maggiorenni, essere in possesso di un account Instagram o Youtube e vietato entrare in aula senza avere con sé un tablet o uno smartphone.

Le lezioni, chiaramente, potranno essere seguite anche tramite il web, ma solo per uditori, la presenza al corso infatti è obbligatoria. La direzione, solo onoraria, del corso è stata affidata alla stilista Ágatha Ruiz de la Prada, a presiedere i corsi ci saranno invece Manuel de Juan Espinosa (professore dell'UAM e direttore di La_SEI) e Manel Torrents Condeminas (CEO di IBIZA FASHION WEEK e partner di MIAMI FASHION WEEK, produttore di TV, cinema e teatro). Via alle lezioni dunque, che vanno da Fashion & Beauty Intelligence o Economic Intelligence applicata alla moda a Opinion leader: qualità di leadership, etica personale e responsabilità sociale, da La struttura di Fashion Influencer – Moda, styling e tendenze a Personal Branding – Creazione del marchio personale sulla rete, e poi ancora Psicologia della moda, Il lato oscuro della comunicazione: stress, troll e hater, Laboratorio di creatività e anche un corso su come Monetizzare il tuo marchio.

Diciotto corsi in tutto per la professione del futuro, iscrizioni aperte fino al 18 ottobre, una laurea per diventare famosi, per influenzare i vostri follower, per guidarli nei labirinti del mercato. Perché da oggi essere belli e sposare Fedez non basterà più. 

La Serie A arriva su Facebook. Il social network di Zuckerberg ha fiutato l'affare: anche gli eventi sportivi diventano una fonte economica, sfruttando le potenzialità delle dirette in streaming.

Per il nostro campionato il progetto è ancora in forma sperimentale, ma le ambizioni sono grandi. Le partite della Serie A italiana si potranno vedere gratis sulla pagina "Eleven Sports", ma, per ora, solo nel Regno Unito. Una sola partita a giornata per chi si troverà in Inghilterra o in Irlanda e avrà voglia di vedere la propria squadra del cuore.

Il programma di agosto prevede: Prima giornata. Chievo-Juventus (sabato 18 ore 18). Seconda giornata: Inter-Torino (domenica 26 ore 20.30).

Facebook ha già trasmesso alcune partite delle squadre italiane. Nella passata stagione, sulla pagina della Lega Pro è andato in scena il derby calabrese tra Cosenza e Catanzaro, e, recentemente, anche un'amichevole estiva della Roma sul profilo della società giallorossa, che ha ottenuto 180mila visualizzazioni.

E' una grande sfida quella intrapresa da Facebook che ha già  chiuso accordi con molte leghe e associazioni sportive. Negli Stati Uniti trasmette 22 partite della Major League Soccer, il massimo campionato di calcio per club di Usa e Canada. 

Anche la Lega MX (la massima serie messicana) ha concesso al social 46 partite stagionali. Ora l'arrivo in Europa: Facebook ha raggiunto un accordo con la Liga spagnola per i prossimi 3 anni. Trasmetterà in streaming una partita a settimana per gli utenti di India, Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka.

"Piccoli" ma decisivi passi che cambieranno il modo di vedere il Calcio e  di seguire le partite. Non più in forma statica, con gli occhi fissi sul televisore, ma  commentando e condividendo l'evento in onda.

 

 

Sette giorni fa il sindaco di Beida, nel nord-est della Libia, scriveva al governo di Tripoli per segnalare la pericolosità e il rischio imminente di crollo del ponte sul Wadi al-Kuf, il gemello del Morandi di Genova.

"La struttura è in condizioni pessime, le crepe aumentano e diverse parti in acciaio sono mancanti. Abbiamo chiesto un urgente intervento di manutenzione alla società italiana e con questa nostra comunicazione ci riteniamo assolti da ogni responsabilità in caso di una tragedia e Dio non voglia che accada". 

Così il primo cittadino Ali Houssein Mohamed Abu Bakar in una lettera, datata 8 agosto 2018, e indirizzata al governo. Una delegazione municipale ha fatto l'ultimo sopralluogo cinque giorni fa. La circolazione dei mezzi pesanti sul ponte, lungo 477 metri, è vietata già da tempo.

Il ponte sul Wadi al Kuf, progettato da Riccardo Morandi, è stato costruito tra il 1967 e il 1971. Si trova a Gebel el-Achdar e collega le città di Beida e al-Marj. Il 26 ottobre dell'anno scorso era stato completamente chiuso al traffico aa causa del deterioramento della struttura.

La Cina invierà a fine agosto un alto funzionario negli Stati Uniti per riprendere i negoziati commerciali, in piena guerra dei dazi con Washington. Lo ha reso noto il Ministero del commercio cinese.
Il vice ministro del Commercio, Wang Shouwen, incontrerà il sottosegretario al Tesoro per gli Affari Internazionali, David Malpass, su invito degli Stati Uniti, ha spiegato il ministero in una dichiarazione. "La parte cinese ribadisce la propria opposizione all'unilateralismo e alle pratiche del protezionismo commerciale e non accetta alcuna misura unilaterale delle restrizioni commerciali", si legge nella nota di Pechino. "La Cina accoglie con favore il dialogo e la comunicazione sulla base della reciprocità, della parità e dell'integrità".

I pirati dei Caraibi sono tornati, ma non si tratta di un nuovo capitolo della saga cinematografica con Johnny Depp, ma del ritorno della vera pirateria, proprio in quei mari che fanno da sfondo alla storia della Disney. Negli ultimi 18 mesi Haiti, St. Lucia, Nicaragua e Honduras avrebbero registrato un aumento della pratica senza precedenti. Ma dove l’allarme si fa preoccupante è in Venezuela, esattamente nel tratto d’acqua che divide il paese da Trinidad e Tobago, dove, secondo uno studio della non-profit Oceans Beyond Piracy, sono stati registrati, nel solo 2017, 71 importanti incidenti tra cui rapine di navi mercantili e attacchi a yacht, per un aumento percentuale, rispetto all’anno precedente, del 163%. Le coste settentrionali del Sudamerica infatti nell’ultimo anno sarebbero state invase da una nuova ondata di pirateria, mercenari di armi, droghe, animali esotici e persino donne.

"È il caos criminale, un free-for-all, lungo la costa venezuelana", ha detto Jeremy McDermott, co-direttore di Insight Crime, un'organizzazione no-profit che studia il crimine organizzato in America Latina e nei Caraibi. Pochi giorni fa, tramite Twitter, Stuart Young, Ministro della Sicurezza Nazionale di Trinidad e Tobago, paese che subisce da sempre le conseguenze criminali del vicino Venezuela, ha annunciato che attuerà misure per rafforzare il sistema radar del paese; gli fa eco il connazionale Roodal Moonilal, un parlamentare del Partito del Congresso Nazionale, che dichiara al Washington Post che la situazione gli ricorda “quello che era successo al largo delle coste dell'Africa orientale”. Qualche anno fa infatti, al largo della Somalia si verificarono moltissimi casi di pirateria, navi che terrorizzavano le coste della regione.

"Quello che stiamo vedendo – continua Moonilal – è il risultato del collasso politico ed economico del Venezuela". E probabilmente ha ragione, molte di queste azioni vengono perpetrate, si sospetta, con il benestare di funzionari governativi; la corruzione in Venezuela è al momento un problema grave e dilagante. Un problema derivante da una situazione economica a dir poco disastrosa, sotto il governo socialista di Maduro infatti, il paese ha toccato il milione per cento di inflazione (come titola il Washington Post “Si, 1.000.000%”). Mancano cibo e medicine, si stanno diffondendo malnutrizione e malattie, stanno venendo meno le reti idriche ed elettriche, mentre poliziotti e militari abbandonano i loro incarichi a causa di buste paghe consegnate praticamente vuote.

Il paese pare non avere i mezzi per reagire e al momento la tattica è quella della resa incondizionata, un funzionario del porto venezuelano racconta che molti ufficiali tentano di farsi imbarcare sulle navi dei pirati in cambio di cibo e denaro e le navi commerciali ancorano a largo con le luci spente per non attirare l’attenzione.

I precedenti d’altra parte non sono per niente felici: a luglio, una nave della compagnia locale Conferry, che si occupa di trasporto merci, è stata perquisita da tre uomini che brandivano coltelli e pistole; quattro membri dell'equipaggio sono rimasti legati per ore mentre il cibo e l'elettronica sono stati rubati.

A gennaio a Puerto La Cruz, sempre sulla costa nord-orientale, sette ladri armati si sono imbarcati su una petroliera ancorata; hanno legato la guardia della nave di turno e hanno rubato tutte le sue scorte di cibo. E secondo la Commercial Crime Services della Camera di commercio internazionale di Parigi, molti altri episodi simili sono accaduti impunemente in questi mesi. Una crisi, quindi, che riporta indietro il tempo di parecchi secoli; donne e animali come merce di scambio per ottenere provviste per la navigazione, uomini che scompaiono, come racconta Deoraj Balsingh, un pescatore di 58 anni che ha visto suo figlio sparire nel nulla in mano ad una nave pirata “Non sappiamo se vive o è morto”; oppure riscattati per appena 500 dollari, perché la povertà finisce per svalutare anche il prezzo di una vita.

Hollywood negli anni ci ha restituito una visione quasi romantica della figura del pirata, ma niente di tutto ciò è reale, bene che si sappia. I crimini dei quali i pirati si macchiano sono, oltreché numerosi, di una crudeltà senza tempo. Giusto per rendere l’idea, ad aprile, quattro pescherecci a largo della Guyana vengono attaccati, sulle imbarcazioni lavorano 25 uomini, ne resteranno vivi solo 5 e le loro testimonianze hanno dell’incredibile: i loro colleghi sono stati cosparsi di olio bollente, fatti a pezzi con i machete e gettati fuori bordo come fossero semplice mangime per i pesci. Insomma, nessuna nostalgica ricerca di tesori o inni marinareschi in stile Brodway alimentati dal rum, ma mercenari senza scrupoli che al loro passaggio non lasciano che sangue.

Deonarine Goberdhan, 47 anni, uno dei cinque riusciti miracolosamente a salvarsi racconta a Reuters: “Hanno detto che avrebbero preso la barca e che tutti avrebbero dovuto saltare in mare. Ho cercato di tenere la testa fuori dall'acqua per poter respirare. Ho bevuto molta acqua salata. Ho guardato le stelle e la luna. Ho solo sperato e pregato”.  

Articolo aggiornato alle ore 15,00 del 15 agosto 2018.

Sale a 39 il numero di vittime accertate dopo il crollo avvenuto martedì 14 agosto mattina della campata centrale del ponte Morandi a Genova. Lo ha comunicato la Prefettura. Sedici i feriti, di cui 12 in codice rosso. Nel corso della notte i vigili del fuoco hanno infatti estratto altri 4 cadaveri dal cumulo di macerie in cemento armato finite sui due lati del letto del torrente Polcevera. Finora tra le vittime, un bambino di 8 anni e due adolescenti. 

Un crollo, quello del ponte Morandi a Genova che secondo Luigi Di Maio si poteva evitare. "Basta guardare le condizioni visibili a tutti di quel ponte per capire che la manutenzione non è stata fatta. Non è stata una fatalità". Lo ha detto il vicepremier M5s, che dai microfoni di Radio radicale ha accusato: "I responsabili hanno un nome e cognome, e sono Autostrade per l'italia. Per anni si è detto che fare gestire ai privati sarebbero state gestite meglio che Stato. Oggi così abbiamo uno dei più grandi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza e non c'era niente che facesse immaginare il crollo. Autostrade doveva fare la manutenzione e non l'ha fatta. Incassa i pedaggi più alti d'Europa e paghe tasse bassissime peraltro in Lussemburgo. Bisogna ritirare le concessioni e far pagare le multe. Il ministro Toninelli ha già avviato le procedure per il ritiro della concessione e per comminare le multe. Se un privato non è in grado, le gestirà lo Stato". 

L'attacco di Toninelli alle Autostrade

Aggiunge il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli: "Se la campata centrale del ponte Morandi a Genova è venuta giù è perché è mancata la manutenzione" e "vedremo la concessione con Autostrade e verificheremo se la società ha adempiuto agli obblighi di manutenzione". Aggiunge Toninelli al termine del sopralluogo con il vice premier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio: "Un Paese civile e industriale come l'italia non può permettersi fatti come questi , chi ha sbagliato pagherà fino in fondo". 

Toninelli ha ricordato che la concessione prevede la manutenzione: "Stiamo verificando le carte e immagino che lo stia facendo anche Autostrade per l'italia", ha aggiunto il ministro, confermando che il ministero si costituirà parte civile. Quanto alla Gronda (l'ipotesi di asse viario alternativo e la cui realizzazione è ancora lontana, anche perché osteggiata) Toninelli ha ricordato che il progetto di costruzione sarebbe relativo al periodo 2019-2029 e chi si richiama a questa polemica "sta facendo sciacallaggio che rispediamo al mittente".

Parla il procuratore capo Cozzi

"Da parte nostra non ci sono sequestri al momento: noi dobbiamo riuscire a coniugare le attività di salvaguardia e di acquisizione delle evidenze e delle prove con quella dell'agibilità del luogo, ma soprattutto della sicurezza del luogo perché se ci sono delle opere pericolanti devono poter intervenire degli organi competenti sul quello". Così il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi sui tempi di bonifica, messa in sicurezza e di recupero dell'area. "Proprio per quello ora non c'è nessun tipo di intervento di sequestro – ha aggiunto – C'è un'attività di soccorso e di possibile individuazione di ulteriori eventuali vittime o feriti che stanno portando avanti vigili del fuoco. Non si sa per quanto tempo durerà questa attività qui".

Intanto il procuratore capo ha ribadito che "il fascicolo è stato aperto: nell'ambito di questo, gli uffici stanno rilasciando i nulla osta per consentire poi l'effettuazione delle esequie". A seguito di questo, "c'è un'attività di esame di medicina legale delle salme, poi di rilascio dei nulla osta da parte della Procura, poi c'e' l'indagine che sta svolgendo la polizia di stato che si affianca all'attività di soccorso dei vigili del fuoco e, poi, si valuteranno gli elementi da acquisire da parte dei nostri uffici".

Ancora Cozzi: "Non è stata una fatalità il crollo del ponte a Genova". La Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio plurimo. "Noi dobbiamo rispondere a un sola domanda: perché è successo? Questo è il nostro compito e per farlo faremo tutto quello che è necessario" ha detto il procuratore, prima di spostarsi in prefettura per il vertice col premier Conte.

Il Conto degli sfollati

Intanto si contano anche gli sfollati a causa del crollo del ponte Morandi, a Genova. Sono 632, lo rende noto Regione Liguria. Risultano 311 le famiglie che hanno dovuto abbandonare la propria casa, perché minacciata da possibili cedimenti. Una sparuta parte, circa una decina, si trova al centro civico Buranello, adibito a centro di accoglienza. La maggior parte ha trovato ospitalità presso parenti e amici. Gli uffici servizi sociali del Comune stanno lavorando per trovare spazi per queste persone che, come ha detto il sindaco di Genova, Marco Bucci, rischiano di non rientrare nelle loro abitazioni per molto tempo. In oltre, sempre il primo cittadino, ha sottolineato questa mattina che alcune delle abitazioni a ridosso del ponte crollato rischiano di essere abbattute. L'ipotesi concreta che stanno valutando gli assessori regionale e comunale alle politiche abitative, Marco Scajola e Pietro Piciocchi, e' che gli sfollati possano essere alloggiati in futuro in alloggi di proprietà del Comune di Genova e gestiti da ARTE (Azienda Regionale Territoriale per l'Edilizia) da rimettere a posto. 

Leggi anche: Cos'è la Gronda di Genova, breve storia di un'opera ostacolata dalle polemiche politiche

A Genova continuano ad arrivare a Genova giornalisti e troupe televisive dall'estero, anche da fuori Europa, per seguire gli sviluppi della tragedia di questa mattina. Per documentare, specie con immagini, gli effetti del crollo della campata centrale del ponte Morandi sul torrente Polcevera che si e' trascinato nel baratro decine di automezzi e provicando la morte di 35 persone, bilancio ancora provvisorio.

Gli alberghi della città, specie quelli in prossimità del luogo del crollo e in prossimità della Prefettura, "cuore" della macchina dei soccorsi ed emergenza, stanno registrando una significativa domanda di alloggiamento. E viene fatto rilevare che e' dal G8 del 2001, con quanto accadde all'epoca nelle strade, che il capoluogo ligure non vedeva un afflusso così sostenuto di operatori dei media, specie del nord Europa. Il crollo di un ponte che costituiva un asse strategico per la viabilità nord-sud dell'Italia e collegamento in direzione della Francia rappresenta, con il drammatico bilancio in vite umane perse, una notizia di primo piano anche all'estero.

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