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Se non di fronte alle impertinenti domande di cui solo una sveglia cinquenne può essere capace, nessuno si è mai curato troppo di quale fosse il cognome di Barbie. Dal 1959, anno di nascita della bambola più famosa del mondo, è stata per tutti solo e semplicemente questo: Barbie. Eppure all'improvviso, dopo quasi 60 anni di silenzio, qualcuno ha deciso di svelare l'arcano e diffondere al mondo non solo il cognome, ma anche il secondo nome di Barbie e persino quello del suo eterno fidanzato, Ken.  

A rivelarlo è l'account Twitter di Barbie (già: oltre a un cognome ha anche un account, ma c'era da aspettarselo) che in occasione della giornata dei fratelli ha condiviso con il pianeta gli auguri della biondissima e magrissima pupazza a tutta la famiglia… Roberts. Un po' generico vero, come se in Italia si fosse chiamata Rossi, a Milano Brambilla e a Palermo Sanfilippo. Ma tant'è: sull'ipotetico passaporto di Barbie si legge chiaramente: Barbara Millicent Roberts. E se un giorno Ken e Barbie dovessero decidere di convolare a nozze, sulle pubblicazioni spunterebbe anche il cognome di lui: Carson.

Centinaia di utenti hanno commentato e il post, che è stato apprezzato oltre 10.000 volte. La creatrice di Barbie, Ruth Handler, scrive Business Insider, ha battezzato la bambola Barbara Millicent Roberts dandole il nome della figlia. Tuttavia è nota semplicemente come "Barbie", esattamente come accade con altre persone famose come Madonna, Adele o Prince.

Ma ci sono altri retroscena che, andando a scavare nel passato di Barbara Millicent, possiamo scoprire. Nel 1960 una serie di romanzi della Random House rivelò che i nomi dei genitori di Barbie erano George e Michael Roberts. La famiglia proveniva dalla città immaginaria di Willows, nel Wisconsin, dove Barbie frequentava la Willows High School.

L’idea della creazione di un Marvel Gaming Universe non è così recondita: i Marvel Studios infatti di hanno già pensato e vedono in Spider-Man una prima pietra su cui poter costruire tale progetto. Secondo la Marvel infatti, i giocatori che si cimenteranno in Spider-Man si sentiranno parte di una storia più larga, ad ampio respiro, anche se al momento l’idea di base è quella di focalizzarsi sui titoli in programma, uno per uno.

Marvel Gaming Universe

Vi è già un’idea. Così come nel cinema abbiamo visto che Nick Fury proprone l’idea della creazione degli Avengers a Tony Stark, la stessa cosa potrebbe accadere nei videogame. Inizialmente l’idea era quella di dare il massimo per creare il miglior film di Iron Man, concentrandoci sulla sua figura, poi è arrivato tutto il resto. Vorremmo fare lo stesso con Spider-Man: concentrarci su di lui e creare il miglior prodotto possibile su Tessiragnatele. Il resto verrà da sè. La nostra priorità al momento è concentrarci sulla qualità di quello che abbiamo sotto mano e dare ai giocatori più libertà possibile.

Queste le parole di Bill Rosemann, direttore creativo di Marvel Games, in un’intervista rilasciata al Telegraph. L’idea del gaming universes è abbastanza inesplorata nel campo videoludico, infatti soltanto Ubisoft e Nintendo hanno fatto qualche tentativo nel passato. Se la Marvel ha intenzione di realizzare un universo simile a quello cinematografico sicuramente non sarà qualcosa di poco ambizioso.
Nel frattempo vi ricordiamo che Spider-Man uscirà il 7 settembre solo su PlayStation 4.

L’articolo Spider-Man potrebbe dare il via al Marvel Gaming Universe proviene da GameSource.

In occasione del 50° anniversario del 1968, Agi Agenzia Italia ha ricostruito l’archivio storico di quell’anno, recuperando il patrimonio di tutte le storiche agenzie italiane e internazionali, organizzando una  mostra fotografica e multimediale che sarà allestita al Museo di Roma in Trastevere dal 5 maggio al 2 settembre 2018. Si chiama "Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo”. Nel catalogo della mostra, i contributi di alcuni dei protagonisti e degli studiosi di quell'anno così fondamentale nella storia del Ventesimo secolo. Quello che segue è l'intervento di Lidia Ravera, giornalista e scrittrice.
 

È stato un parricidio simbolico, personale e collettivo. Ciascuno ha affrontato suo padre, sua madre e, con loro, tutta una generazione. Professori, intellettuali, professionisti, scrittori. Gente famosa. Tutti, simbolicamente, al muro. È stato come essere in prima linea. Adrenalina a mille, grande solidarietà con i “commilitanti”, senso di protagonismo e paura. Dolorose scaramucce in famiglia. La prima notte passata fuori casa (sedici anni, occupazione del liceo “Gioberti”), subisco mia madre, la mattina, in stato d’agitazione attorno all’intangibilità del corpo della figlia. L’imene a protezione del contratto matrimoniale, la sacra catena delle galere, dalla casa del padre alla casa del marito, l’abbiamo interrotta con un taglio netto. Viva la  spericolata promiscuità! (pensata anche se non agita, desiderata, cantata, messa in prosa e in versi).

Roma, Gina Lollobrigida si reca alla riunione alla sede dell’Agis di attrici, attori, registi e produttori per la fondazione dell’Accademia cinematografica, 1 novembre. 

Ricordo perfettamente la fatica di quella rifondazione morale e culturale. I compagni erano un pubblico esigente per le nuove figure di danza richieste alle principianti. Dovevi essere bella al naturale, bella e nuda, esile stracciata sexy e tuttavia androgina. Senza la difesa del parrucchiere, senza l’eleganza del twin set, del tailleur, dovevi vestirti come un maschio o come il desiderio di un maschio (mi accorciavo l’orlo della gonna con gli spilli, nel buio dell’androne, prima di andare a scuola). Dovevi occuparti del mondo: le lotte dei neri americani , degli eroici vietnamiti, degli operai metalmeccanici. Dovevi saper leggere una busta paga, conoscere il “disagio linea”, il taglio dei tempi, come si stava alla verniciatura o alla catena di montaggio. Dovevi leggere Lenin e Marx. Studiare contro, non studiare e basta. L’intimità era sospetta, si viveva in gruppo, la verginità era sospetta, dovevi perderla ridendo. La gelosia era retrograda, sorpassata, per niente da compagni. Dovevi superarla, dovevi superare il senso ottuso della proprietà, mettere  in comune tutto. Anche l’amore.

Eravamo oggetto di invidia (i giovani lo sono sempre, ma noi sembravamo intollerabilmente felici). L’invidia la potevi ricevere, ma non provarla. L’invidia era out. Un sentimento da piccolo borghesi. Semmai c’era licenza di odiare. Odio pulito, naturalmente, l’odio di classe, che, in fondo, era il motore della storia. O almeno così ci pareva.
 

Leggi anche: "Il '68 è stata la scoperta della politica, che quando è stata bella ha reso felici milioni di persone" di Luciana Castellina

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“L’Italia non sa riconoscere il valore dei suoi scienziati. E non solo in astronomia e fisica”. Eppure “ce ne sono di bravissimi”. Più che un affondo è un’amara considerazione quella di Marica Branchesi, astrofisica appena eletta da Time tra le 100 personalità più influenti al mondo.

Non lo dice da cervello in fuga: la Branchesi si divide tra l’Italia e la gli Stati Uniti nell’ambito della collaborazione internazionale di Ligo-Virgo​ che ha ascoltato le onde gravitazionali. Ed è per il suo lavoro (anche di divulgazione) sulle “increspature dell’universo” – già teorizzare da Albert Einstein – che è finita nella categoria “Pionieri” della rivista americana. L’unica italiana insieme a Giuliano Testa, il chirurgo che ha realizzato il primo trapianto di utero negli Usa a una donna poi diventata mamma.

“Troppa superficialità. E paura”

La menzione arriva quattro mesi dopo che “Nature” l’aveva inserita tra le 10 personalità più influenti del 2017. E non è un caso se si tratta di due giornali stranieri. In Italia “vedo molta superficialità. A tanti la scienza fa paura e invece è più vicina a ognuno di noi di quanto si pensi”, spiega la ricercatrice alla Stampa, rispondendo a una domanda “sulle scie chimiche” e sulle campagne no-vax.

“Ai miei figli parlo già di onde gravitazionali”

E per non correre rischi, Marica Banchesi, 41enne, professoressa al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila, ai suoi due figli Diego e Damien, di tre anni e uno e mezzo, parla già da tempo delle onde gravitazionali. E così fa anche suo marito: Jan Harms, ricercatore tedesco conosciuto al Caltech, in California. “Il più grande, Diego, si diverte a guardare la luna e le stelle. Lui e il fratello viaggiano spesso con noi. Sono le mascotte”. Da mamma e astrofisica, poi, dà un consiglio a tutti i giovani scienziati in erba: “Lavorare sodo, essere onesti e sapere che i sogni si possono realizzare”.

 

 

Un miliardo e mezzo di utenti Facebook, che pur non essendo europei avrebbero avuto la possibilità di essere protetti dalle nuove norme europee sulla privacy, non godranno di tale beneficio. Dal prossimo mese, quando sarà pienamente applicabile il nuovo Regolamento europeo sulla privacy (Gdpr), saranno infatti soggetti a nuovi termini di servizio della piattaforma e, invece di ricadere come oggi sotto Facebook Irlanda (quartier generale per utenti europei e non-europei ad esclusione di Usa e Canada), saranno spostati sotto Facebook Usa.

Facebook, ha rivelato Reuters, sta facendo alcune modifiche ai suoi termini di servizio per fare in modo che utenti non-europei che finora ricadevano sotto Facebook Irlanda non siano protetti dalle nuove norme previste dal Regolamento Ue sulla privacy. In sostanza stiamo parlando di utenti di Africa, Asia, Oceania e America Latina, circa 1,5 miliardi di persone. 

Cosa si perderanno questi utenti

Questi utenti fino ad oggi – diversamente da quelli di Stati Uniti e Canada – sottoscrivevano i termini di servizio con la sede Facebook in Irlanda. E quindi, una volta entrato in vigore il Gdpr, avrebbero potuto beneficiare – almeno in linea teorica – di una serie di tutele previste dallo stesso, in particolare la possibilità di avviare un'azione legale in un tribunale irlandese, nel caso di violazioni della loro privacy. Violazioni che sotto il nuovo Regolamento europeo possono prevedere multe salate, fino al 4 per cento del fatturato dell'azienda. Ma dal prossimo mese i termini di servizio per questi utenti saranno modificati in modo da rientrare sotto la sede americana di Facebook, che segue le meno restrittive leggi statunitensi sulla privacy. Si spiega così il balletto di posizioni tenuto da Mark Zuckerberg nei giorni scorsi sulla estensione delle tutele del Gdpr a tutti gli utenti e le sue dichiarazioni sul fatto che il Gdpr sarebbe stato esteso "in spirito".

Centinaia di siti web ospitano strumenti per il tracciamento di altre società che raccolgono i dati dei visitatori quando questi effettuano un'iscrizione usando la funzione di Login via Facebook. Il Login via Facebook (o Pulsante Accedi) permette ai siti web di far iscrivere i loro visitatori cliccando su un bottone che va a prendersi alcuni dati dei loro profili sul social (invece di far inserire i dati a mano).

Ora, ricercatori dell'università di Princeton hanno scoperto che 434 siti tra il milione di quelli più visitati caricano pezzi di codice Javascript di terze parti che intercettano ed estraggono alcune informazioni degli utenti quando questi usano il loro profilo Facebook per accedere al sito in questione. I dati estratti possono essere l'identificativo usato su Facebook ma anche l'email, il nome utente, il genere, e la foto profilo. Anche se molti di questi siti non sarebbero consapevoli di tale appropriazione di dati da parte di società esterne.

Come funziona

Quando un utente clicca su Login con Facebook su un sito web, gli sta consentendo di accedere ad alcune informazioni del proprio profilo. Ma se sono presenti sulla pagina web dei tracker di altre società, ovvero degli strumenti, dei codici che raccolgono dati sull'attività svolta su quelle pagine, anche questi tracker, e di conseguenza le società cui sono collegati, possono accedere alle informazioni Facebook dell'utente. Che invece dovrebbero passare solo al sito web che sta visitando. 

"L'esposizione non voluta di dati Facebook a terze parti non è frutto di un baco nella funzione di login di Facebook, ma della mancanza di confini di sicurezza" nel web attuale tra chi fornisce il servizio e i tracker utilizzati da altre società, scrivono i ricercatori nello studio intitolato "Nessun confine per i dati Facebook: i tracker di terze parti abusano il login via Facebook".

La scoperta arriva in un momento difficile per Facebook, dopo lo scandalo Cambridge Analytica e dopo che il social network ha preso una serie di misure correttive, tra cui un aggiornamento delle impostazioni per gli utenti in modo da adeguarsi al nuovo Regolamento europeo sulla privacy, pienamente effettivo dal 25 maggio.

Nel momento in cui vi scriviamo, mancano meno di 34 ore alla conclusione dell’offerta legata a Satellite Reign sull’Humble Store. Il gioco sarà gratuito fino a domani sera e se non volete perdervelo vi conviene acquistarlo immediatamente.

Stiamo parlando un RTS basato su un sistema di classi e ambientato in una città cyberpunk open-world. Il giocatore comanda un gruppo di quattro agenti attraverso le strade colpite dalla pioggia e illuminate dalle luci al neon. La legge, in Satellite Reign, è dettata dalla volontà delle mega-corporazioni. Usa i tuoi agenti per infiltrarti, sparare e sabotare: dovrai salire la scala economica delle corporazioni e prendere il controllo del più potente monopolio di tutti i tempi.

satellite reign rts pc

Ogni agente può essere personalizzato per adattarlo al tuo stile di gioco preferito: al tempo stesso, però, il personaggio manterrà la propria caratterizzazione unica e le proprie abilità specializzate. Trasforma il tuo team in una macchina bellica dal distruttivo potere offensivo, oppure rendila un gruppo d’élite abile nelle infiltrazioni mirate: ciò che conta è che prenderai il controllo della città.

Satellite Reign è un grande e aperto parcogiochi. Non ci sono singoli livelli da esplorare uno a uno, ma solo un unico grande mondo da scoprire senza interruzioni. Trova nuove missioni mentre esplori e scegli i tuoi obbiettivi con cura. Non ci sono modalità corrette per completarli: il mondo è stato progettato per permettere di affrontare ogni missione in libertà, passando dal combattimento diretto all’infiltrazione furtiva.

Inoltre, puoi giocare con i tuoi amici con il multiplayer co-op. In Satellite Reign possono giocare fino ad un massimo di quattro persone: la cooperativa permette di creare tattiche di gioco ancora più elaborate e soddisfacenti.

Per poter scaricare il gioco, si deve raggiungere questo indirizzo e avere un account gratuito Humble Bundle e un account Steam per poter usufruire della chiave Steam. Il gioco è disponibile in formato PC, Mac e Linux.

L’articolo Satellite Reign è gratis sull’Humble Store ancora per poco proviene da GameSource.

Hans Asperger, il pediatra austriaco da cui prende il nome la “sindrome dell'autismo senza ritardo mentale”, ha aiutato i nazisti a eliminare i bambini disabili. Lo rivela un nuovo studio di Herwig Czech, storico all'Università medica di Vienna, secondo cui il medico ebbe un ruolo fondamentale nell’operazione di ‘eutanasia’ a Spiegelgrund, nell'ospedale psichiatrico di Steinhof.

E’ lì che trovarono la morte circa 800 bambini con disabilità, alcuni dei quali vi arrivarono dopo essere stati visitati dal dottor Asperger. Secondo lo studio, in particolare, il medico spedì a Steinhof due bambine di 2 e 5 anni ritenute “prive di purezza razziale” e “impossibili da educare”. Con la sua condotta, inoltre, sostiene lo storico di Vienna, Asperger ha “legittimato le politiche di igiene razziale tra cui le sterilizzazioni forzate e, in diverse occasioni, ha cooperato attivamente".

“Non fu l’eroe anti-regime che pensavamo”

Lo studio ribalta la narrativa he vede in Asperger un forte oppositore del regime e un difensore dei suoi pazienti a rischio eutanasia. Quello che emerge dai documenti consultati – si legge nell’abstract –  è il ruolo controverso del pediatra in queste operazioni di epurazione. Le teorie di Czech derivano da “un lungo studio su documenti di archivio mai consultati prima e sulle cartelle cliniche di diversi pazienti di Asperger”.

Cos’è la syndrome di Asperger

La sindrome di Asperger (abbreviata in SA) è considerata un disturbo pervasivo dello sviluppo, imparentato con l'autismo, che tuttavia non presenta compromissione dell'intelligenza, della comprensione e dell'autonomia, a differenza delle altre patologie classificate in questo gruppo. Per questa ragione è comunemente considerata un disturbo dello spettro autistico "ad alto funzionamento". Il termine fu coniato dalla psichiatra inglese Lorna Wing in una rivista medica del 1981 in onore di Hans Asperger, uno psichiatra e pediatra austriaco, il cui lavoro non fu riconosciuto fino agli anni novanta.

Gli individui portatori di questa sindrome, la cui causa è ignota, presentano una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi in alcuni casi ristretti. Diversamente dall'autismo, però, non si verificano significativi ritardi nello sviluppo del linguaggio o nello sviluppo cognitivo.

Gli Aspie – come vengono chiamati coloro che sono affetti dalla sindrome – hanno comportamenti e modi di comunicare inusuali, che spesso mettono a disagio oppure annoiano l’interlocutore. Per questo rischiano l’emarginazione e la solitudine.

Come riconoscere un bimbo Asperger

Ecco le principali caratteristiche dei bambini affetti dalla sindrome di Asperger:

  • Ritardo nella maturità sociale e nel pensiero sociale
  • Difficoltà nel fare amicizie e spesso vittime di bullismo
  • Difficoltà nel controllo e nella comunicazione delle emozioni
  • Insolite capacità linguistiche che includono un ampio vocabolario e una sintassi elaborata ma in concomitanza con capacità di conversazione immature, prosodia insolita e tendenza ad essere pedanti.
  • Interessi insoliti per argomento o intensità
  • Profilo insolito nelle difficoltà di apprendimento
  • Necessità di assistenza nell´organizzazione e nell´auto-aiuto.
  • Goffaggine nel modo di camminare e nella coordinazione
  • Sensibilità a suoni, sapori e consistenze specifiche o sensibilità tattili

Gli Aspie geniali

Gli “Asperger” dimostrano spesso un talento non comune, hanno la capacità di essere molto sistematici e di applicarsi in maniera focalizzata ai propri compiti, e a questa loro caratteristica si potrebbero forse attribuire alcuni progressi significativi nell’arte e nella scienza, si legge sul Corriere.

Tanto che secondo alcuni studi sarebbe possibile attribuire forme più o meno marcate di sindrome di Asperger a personaggi del calibro di Charles Darwin, Vincent van Gogh e soprattutto Albert Einstein, grande scienziato, capace di pensare in modo “diverso”, ma uomo considerato scarsamente capace di affetti personali profondi. E ancora, Friederich Nietzsche ed Ettore Maiorana. Più di recente la diagnosi è stata formulata anche per Syd Barret, il “diamante pazzo” dei Pink Floyd che si isolò dal gruppo e visse come un eremita in balia dei suoi disturbi per oltre 40 anni, fino alla morte avvenuta nel 2006.

 

 

Con un annuncio di lavoro per la posizione di Electrical Engineer DRAM Memory Lead, sembra che Microsoft sia al lavoro sulla nuova generazione di console, in sostituzione di Xbox One.

Xbox One X

«I team hardware di Microsoft sono composti da professionisti progressistici, diversi ed eccezionalmente creativi che progettano, testano e producono alcuni dei dispositivi di intrattenimento più amati al mondo. I nostri team distribuiscono ogni anno decine di milioni di prodotti hardware tra cui Xbox One X, Xbox One S, una gamma completa di accessori e altro ancora. Microsoft è la destinazione per le menti più brillanti nel design dei dispositivi di gioco. Vieni a far parte del prossimo lavoro.

Stiamo cercando un ingegnere senior per guidare le soluzioni DRAM con il team di sviluppo hardware di Xbox. Le soluzioni DRAM includono DDR3, GDDR5, GDDR6 e le future tecnologie DRAM. Il candidato diventerà il punto focale per le tecnologie di memoria attuali e dei futuri progetti di design legati a Xbox. L’obiettivo sarà quello di integrare le giuste soluzioni di memoria nella console in base a una serie di vincoli quali potenza, costi, affidabilità, integrità del segnale e requisiti prestazionali. L’integrazione include la definizione dei requisiti di sistema per ciascuna tecnologia di memoria, la creazione di specifiche, la gestione del team interno, l’interazione con i team partner e i fornitori esterni per identificare componenti specifici che soddisfano i requisiti richiesti».

L’articolo Microsoft starebbe pensando a una nuova console proviene da GameSource.

Con un comunicato, Turtle Beach, compagnia leader negli accessori da gaming professionistico, annuncia che la compagnia ha esteso la sua collaborazione con l’organizzazione esports Splyce, come Partner Audio ufficiale per i loro team console. Splyce è attualmente tra i migliori team per gioco competitivo su console su una grande varietà di titoli, inclusi Call of Duty, Halo, e Rocket League. Il team Splyce di Halo è uscito recentemente vittorioso dal Halo World Champions Tuorunament organizzato da MLG a Seattle, WA. Inoltre, il team Splyce di Call of Duty: WWII parteciperà al Call of Duty World League Seattle che si terrà questo weekend, dal 20 al 22 aprile, presso il Century Field Event Center. Il torneo vedrà sfidarsi centinaia di team amatori e professionistici provenienti da tutto il mondo in un testa-a-testa a Call of Duty WWII su PlayStation 4 per un montepremi di 200.000 $.

I team console di Splyce continueranno a usare le Elite Pro di Turtle Beach, equipaggiamento da gaming professionistico, come loro supporto audio ufficiale. La linea Elite Pro è progettata da zero per incontrare la domanda dell’attuale generazione di giocatori professionisti e aspiranti tali, stabilendo un nuovo standard per performance e comfort negli esports.

Splyce

«Siamo molto felici di poter estendere la nostra partnership con Splyce ed essere parte dei loro continui successi fornendo ai loro giocatori i migliori set audio disponibili» dichiara Juergen Stark, CEO di Turtle Beach Corporation. «Splyce continua a essere una forza dominante nella scena competitiva di Call of Duty e Halo, e non vediamo l’ora di vederli trionfare anche sulla scena di Rocket League».

«Turtle Beach mette a disposizione dei pro player le migliori cuffie possibili, e questo ci garantisce la possibilità di competere ai massimi livelli» dichiara Marty Strenczewilk, CEO di Splyce. «Tutto questo è cruciale per i continui successi di Splyce ed è alla base della nostra partnership continuativa. Le cuffie di Turtle Beach sono uno dei cardini dei successi dei nostri team console, e questo nuovo accordo ci permetterà di vincere altri importanti titoli».

L’articolo Turtle Beach estende la sua partnership con Splyce proviene da GameSource.

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