Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Admin

AGI – Nei soggetti sovrappeso o obesi il vaccino Pfizer induce la metà degli anticorpi osservati nelle persone normopeso.

È  quanto emerge da uno studio dei ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) ed Istituto Dermatologico San Gallicano (ISG), che hanno valutato la risposta anticorpale in 250 operatori sanitari vaccinati con vaccino Pfizer/Biontech, al momento della prima somministrazione, alla seconda dose e poi ad una settimana dal completamento della vaccinazione.

È stato osservato un rialzo degli anticorpi nel 99% dei soggetti dopo la somministrazione della seconda dose, ma in termini quantitativi le donne e i più giovani hanno risposto meglio.

Inoltre, dalla comparazione dei risultati i ricercatori, coordinati da Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE e Raul Pellini, Direttore dell’unità clinica di Otorinolaringoiatria IRE, hanno osservato che nel gruppo dei soggetti sovrappeso/obesi la risposta è stata di circa la metà rispetto a quelli normo/sottopeso.

“Ma attenzione – precisano i ricercatori – il fatto che ci siano meno anticorpi non significa necessariamente che il vaccino sia meno efficace. Infatti, la risposta immunitaria, è un meccanismo multifattoriale piuttosto complesso”.

Per valutare la reale efficacia protettiva del vaccino nel tempo, “bisogna tener conto di vari parametri e occorre allargare l’analisi ad un numero molto più ampio di soggetti vaccinati. Comunque, se il dato fosse confermato in studi più ampi, potrebbe essere molto importante per affinare le strategie vaccinali”.

Ricerche precedenti hanno evidenziato che l’obesità – un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30 – aumenta il rischio di morire di Covid-19 di quasi il 50%, oltre ad aumentare di molto il rischio ospedalizzazione.

L’eccesso di grasso corporeo può causare cambiamenti metabolici, come la resistenza all’insulina e l’infiammazione, che rendono più difficile combattere le infezioni, in più queste persone spesso presentano malattie cardiache o diabete di tipo 2, che aumentano ulteriormente i rischi da coronavirus.

Questo stato costante di infiammazione di basso grado può anche indebolire alcune risposte immunitarie, comprese quelle lanciate dai linfociti B e T, che vengono attivate dopo la vaccinazione.

Altre ricerche hanno dimostrato che anche il vaccino antinfluenzale è meno efficace nelle persone con obesità rispetto a quelle normopeso. Il nuovo studio, che non è stato ancora sottoposto a peer review, suggerisce che un problema simile potrebbe verificarsi con i vaccini Covid-19.

“Poiché l’obesità  è un importante fattore di rischio di morbilità e mortalità per i pazienti con Covid-19, è obbligatorio pianificare un programma di vaccinazione efficiente in questo sottogruppo”, hanno commentato al The Guardian gli autori dello studio.

“Sebbene siano necessari ulteriori studi, questi dati possono avere importanti implicazioni per lo sviluppo di strategie di vaccinazione per Covid-19, in particolare nelle persone obese.

Se i nostri dati dovessero essere confermati da studi più ampi, dare alle persone obese una dose extra di vaccino o una dose più alta potrebbe essere un’opzione da prendere cautamente in considerazione in questa popolazione”. 

AGI – In calo le compravendite immobiliari nella prima metà del 2020. Nel I e nel II trimestre dello scorso anno si osserva una rilevante flessione delle convenzioni notarili di compravendita e delle altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari. Il totale delle compravendite ammonta a 157.126 nel I trimestre 2020  (-17,9% rispetto al IV trimestre 2019 e -17,7% su base annua) e a 149.764 nel II trimestre (-17,3% rispetto al trimestre precedente e -30,8% su base annua). Lo rileva l’Istat. 

Nel II trimestre il settore abitativo segna variazioni congiunturali negative in tutte le aree geografiche del Paese (Centro -23,7%, Sud -20,7%, Isole -19,9%, Nord-ovest -14,1%, Nord-est -10,7%, totale Italia-16,9%) cosi come il settore economico (Centro -38,9%, Isole -27,3%, Sud -22,6%, Nord-ovest -20,6%, Nord-est -13,8%, totale Italia -24,4%).

Il 95% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (142.265), il 4,7% quelle a uso economico (7.002) e lo 0,3% le convenzioni a uso speciale e multiproprietà (497). Rispetto al II trimestre 2019 le transazioni immobiliari diminuiscono del 30,8% (-30,4% l’abitativo, -37,9% l’economico), accelerando la flessione su base annua già evidenziata nel I trimestre (-17,7%).

La diminuzione tendenziale osservata nel II trimestre interessa tutto il Paese sia per l’abitativo (Isole -38,8%, Sud-34,9%, Centro -30,8%, Nord-ovest -30,5% e Nord-est -23,5%; piccoli e grandi centri: -31,6% e -29,0%) sia per l’economico (Isole -42,5%, Nord-ovest -39,9%, Centro -39,0%, Sud -38,0% e Nord-est -31,9%; grandi e piccole città: -38,3% e -37,6%).

In calo anche i mutui e i finanziamenti

Nel II trimestre le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (84.284) scendono dell’11,5% rispetto al trimestre precedente e del 20,9% su base annua, accentuando il calo congiunturale e tendenziale del I trimestre (rispettivamente-9,9% e -14,0%). La flessione interessa tutto il territorio nazionale sia su base congiunturale (Centro -22,5% Sud -14,9% Isole -12,8% Nord-est -6,8% e Nord-ovest -5,3%) sia su base annua (Isole -30,2% Isole -26,6% Centro -22,0% Nord-ovest -20,3% Nord-est -14,7%; piccoli e grandi centri: rispettivamente -24,0% e-16,8%).

Tra le principali convenzioni contenute nella categoria “Atti traslativi a titolo oneroso” vi è quella della compravendita. I dati, in particolare, si riferiscono a tutte le convenzioni di fonte notarile riguardanti negozi giuridici traslativi a titolo oneroso aventi ad oggetto beni immobili.

“Nel secondo trimestre 2020 – commenta l’Istat – l’indice destagionalizzato delle compravendite registra una forte flessione, che segue quella già marcata dei primi tre mesi dell’anno. La consistente diminuzione si presenta improvvisamente nel primo trimestre 2020, dopo cinque trimestri consecutivi nei quali l’indice aveva superato i valori medi del 2010. L’indice destagionalizzato dei mutui accelera il calo già rilevato nel primo trimestre. Il declino delle convenzioni di compravendite e di mutui, registrato nei primi due trimestri del 2020, va letto tenendo conto delle misure adottate per il contenimento del Covid-19, a partire dal mese di marzo”.

AGI – Un manifesto che muove dalle istanze del “Movimento delle origini”, ma che si apre, in Parlamento e fuori, anche a chi non si è formato politicamente in M5s ma condivide la necessità di un’opposizione ferma al governo presieduto da Mario Draghi. E’quello che hanno presentato alla Camera, in conferenza stampa, alcuni dei deputati espulsi nei giorni scorsi dal gruppo pentastellato, dopo la scelta di non votare la fiducia al nuovo esecutivo, contravvenendo alle indicazioni del capo politico.

Potranno contare, almeno a Montecitorio, su una componente del gruppo Misto denominata “L’alternativa c’è”, composta per ora da 13 deputati, con l’obiettivo dichiarato di arrivare alla formazione di un gruppo vero e proprio. “Nasciamo come opposizione a questo governo – ha detto il portavoce Andrea Colletti – e in opposizione a quelle che un governo tecnico come quello di Draghi potrà portare avanti. Vogliamo essere inclusivi per tutte quelle persone dentro e fuori il Parlamento che non vogliono morire moderate. Abbiamo redatto un manifesto di principi e obiettivi che vogliamo perseguire. Un governo di tutti – ha proseguito – rischia di essere un governo di nessuno, ma il problema è che quando la politica è debole prende il sopravvento la burocrazia, e questo è un governo di burocrati. Il nostro è un manifesto in divenire, dei principi di base su cui vogliamo creare consenso, è aperto a tutti”. 

 Gli fa eco Pino Cabras, sottolineando che “questo governo è l’autobiografia di una Nazione in declino. Non vogliamo essere compartecipi delle cose che abbiamo sempre combattuto. L’alternativa va costruita, vogliamo farlo con tanti cittadini”. Rispondendo a una domanda sull’ipotesi di una “amnistia” concessa dal gruppo dirigente del Movimento e di un possibile reintegro, Colletti osserva che “un’amnistia presuppone una colpa e che l’amnistiato riconosca una forma di colpa”.

“Qui – aggiunge Cabras – il problema sono state le scelte di un gruppo dirigente che in 24 ore è passato dal no a Draghi al sì a Draghi senza fiatare”. Sulla questione della leadership, Colletti respinge l’idea di una figura carismatica a capo del nuovo soggetto, come per esempio Alessandro Di Battista: “Noi non abbiamo bisogno di leader ma siamo inclusivi verso tutti quelli che si trovano in questo manifesto e vogliono fare un percorso assieme a noi”. E interpellato su Giuseppe Conte, Cabras parla di un “grande negoziatore, ma oggetto misterioso sotto l’aspetto della volontà politica e del Capo politico di un partito”. “Spero che il gruppo dirigente di M5s – conclude Colletti – una volta capito quale è e quale sarà, capisca come sia ancor più necessario essere una reale e vera forza di opposizione”. 

Intanto, Alessandro Di Battista esclude di poter rientrare nel movimento se a guidarlo fosse Giuseppe Conte: “Rispetto totale per Conte. Ma io ho lasciato il M5s non per l’assenza (in quel momento) di Conte. Ma per la presenza al governo con Draghi, Pd, Berlusconi, Salvini, Bonino, Brunetta, Gelmini etc, etc. Conte sapete bene che l’ho sostenuto eccome (il mio No totale e mai cambiato al governo Draghi era il miglior modo, a mio avviso, di sostenere Conte) ma per me contano le linee politiche. Io, e lo dico con la massima serenità, non ho nulla a che vedere con un movimento che fa parte del governo dell’assembramento pericoloso. Un abbraccio a tutti e grazie per il sostegno”. 

AGI – Si è spento questa notte a Cassino, nella sua abitazione, il dj di fama mondiale Claudio Coccoluto. Conosciuto in tutto il mondo per la sua musica da discoteca, Coccoluto aveva 59 anni e da un anno combatteva contro una grave malattia. Proprio nella giornata di ieri il Comune di Cassino aveva annunciato la realizzazione di un murale dedicato all’artista scomparso. 

“Con Claudio Coccoluto scompare un protagonista della scena creativa italiana e internazionale che con le sue note e la sua musica all’avanguardia ha fatto ballare intere generazioni di ragazzi e ragazze. Un artista che amava la contaminazione delle arti. Mancherà a tutti noi”, ha dichiarato il ministro della cultura, Dario Franceschini.

Sui social il mondo della musica piange il dj. Tra i primi a rendergli omaggio è Linus: “In ogni mestiere ci sono quelli bravi, quelli molto bravi, e i fuoriclasse. Claudio era uno di questi. Felice di esserti stato amico, spero finalmente tu sia sereno”.

Dj Ringo pubblica su Twitter e su Instagram una serie di foto che ritraggono i due dj insieme, accompagnate da una didascalia: “Ti voglio ricordare così Cocco.. L’ultimo #DjSet insieme.. Ora sarai lassù a cercare un posto figo per suonare in mezzo alle nuvole.. Già mi vedo gli angeli che ballano per la tua meravigliosa musica.. Addio Cocco, mancherai”

Per Andrea Delogu Coccoluto era “Il maestro. Un uomo che ha regalato la classe che mancava al mestiere del produttore e del dj. Un uomo che ha fatto la storia della musica elettronica”. Della stessa opinione e’ anche Ermal Meta che commenta: “La musica perde un altro dei suoi figli. Claudio era un vero signore. Rip”.

Saturnino e gli Almanegretta lo salutano con un “Ciao Claudio” accompagnato da un cuore. Così come Claudio Cecchetto che ha accompagnato il messaggio con delle mani raccolte in preghiera.

Simona Ventura si dice “incredula e dispiaciuta. Mi ricorderai sempre la tua musica e i tuoi colori, il divertimento di un’epoca che siamo fortunati ad avere vissuto”.

“Ci farai ballare da lassù. E noi balleremo per te”, promette Alessia Marcuzzi.

Mentre Luca Tomassini scrive: “Addio super Claudio. Fai ballare Dio come hai fatto ballare il mondo”.

Cordoglio social anche dalla Fimi, la Federazione Industria Musicale Italiana: “Buon viaggio, Claudio #Coccoluto. Grazie per aver fatto risuonare la musica nei club di tutta Italia e del mondo”.

AGI – La sperimentazione clinica di fase III sul tocilizumab, un farmaco immunosoppressore attualmente utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide e dell’artrite idiopatica giovanile sistemica, non ha portato a risultati significativi contro il nuovo coronavirus. È quanto emerge da un paper pubblicato sul New England Journal of Medicine realizzato dagli scienziati dell’Università della California San Diego Health.

“Il tasso di mortalità a 28 giorni e lo stato clinico dei pazienti a cui è stato somministrato il medicinale – afferma Atul Malhotra dell’Universita’ della California San Diego Health – non risultano migliorati in modo significativo, ma abbiamo comunque notato alcuni benefici, come una minore necessità di ventilazione meccanica“.

Il team ha coinvolto un totale di 452 pazienti con casi confermati di polmonite legata a Covid-19, ricoverati in 62 diversi ospedali in nove paesi. Gli scienziati hanno somministrato tocilizumab ad alcuni pazienti e un placebo al gruppo di controllo, seguendo uno schema controllato e randomizzato.

“Non abbiamo riscontrato differenze significative nel decorso della malattia in base all’assunzione di tocilizumab – riporta l’esperto – ma non sono emersi effetti collaterali legati al farmaco e il trattamento potrebbe avere qualche beneficio terapeutico durante i ricoveri ospedalieri e nella riduzione delle tempistiche di permanenza in unita’ di terapia intensiva”.

“Sebbene sia importante essere cauti nell’interpretazione degli esiti secondari – precisa il ricercatore – il nostro studio potrebbe rivelarsi utile per la progettazione delle prossime indagini volte a esplorare l’efficacia del tocilizumab in combinazione con corticosteroidi”.

Gli autori sottolineano che il lavoro ha considerato solo pazienti con sintomatologia acuta, per cui i risultati in caso di malattia meno aggressiva potrebbero essere diversi. “Ci sono pochissime terapie comprovate per Covid-19 in forma grave – conclude Malhotra – il che rappresenta una delle principali sfide di questa pandemia. Dobbiamo proseguire le ricerche e saperne di più sul virus e sulle armi che abbiamo a disposizione per combattere questa minaccia”. 

AGI – Strappo dell’Austria sui vaccini anti-Covid: il cancelliere Sebastian Kurz ha annunciato che collaborerà con Israele e Danimarca per produrre vaccini di seconda generazione in grado di rispondere alle mutazioni del coronavirus. “Austria, Danimarca e i membri del gruppo ‘First Mover’ in futuro non faranno più affidamento sull’Ue e, insieme a Israele, produrranno dosi di vaccino di seconda generazione per far fronte ad ulteriori mutazioni del coronavirus”, ha detto il leader popolare prima di partire per una visita in Israele. Kurz questa settimana visita Israele insieme al premier danese, Mette Frederiksen, per assistere al lancio rapido del vaccino israeliano.

La svolta dei ‘First Mover’

Il gruppo dei First mover si era formato in estate per iniziativa dello stesso Kurz per studiare risposte più celeri alla pandemia: ne fanno parte Austria, Danimarca, Grecia e Repubblica Ceca, oltre alla Norvegia (che non fa parte dell’Ue), Israele, Australia e Nuova Zelanda.

Lo strappo con l’Ue

L’annuncio di Kurz segna uno strappo rispetto al programma congiunto di acquisti di vaccini della Ue per gli Stati membri, che è stato criticato per essere troppo lento a concludere accordi con i produttori. Con i Paesi partner saranno portate avanti congiuntamente anche le ricerche sulle possibili cure da Covid. Il cancelliere austriaco ha spiegato che la decisione di accettare che l’Ue fornisca i vaccini agli Stati membri era corretta in linea di principio, ma l’Ema (l’Agenzia europea del farmaco) è stata troppo lenta ad approvare i vaccini mentre le aziende farmaceutiche hanno accumulato troppi ritardi nelle forniture.

Vaccini di seconda generazione

“Dobbiamo quindi prepararci per ulteriori mutazioni e non dovremmo più dipendere solo dalla Ue per la produzione di vaccini di seconda generazione”, ha spiegato il cancelliere austriaco in una nota in cui ha ricordato che secondo gli esperti per arrivare all’immunità di gregge l’Austria dovrà vaccinare i due terzi della popolazione, ovvero più di 6 milioni di persone all’anno. Kurz aveva già affermato che avrebbe controllato le aziende farmaceutiche con produzione nazionale tra cui Pfizer, Novartis, Polymun e Boehringer Ingelheim, oltre a parlare con importanti scienziati e medici.Il mese scorso la Germania ha istituito una task force per far fronte ai colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento della produzione di vaccini e aumentare la produzione locale per proteggersi da future pandemie

AGI – Le lavoratrici sono le più colpite dai contagi professionali da Covid-19. È quanto rileva il nuovo ‘Dossier donne’ dell’Inail, pubblicato a pochi giorni dalla Giornata internazionale dell’8 marzo, spiegando che il dato è in controtendenza rispetto al complesso degli infortuni sul lavoro, tra i quali i casi femminili si fermano al 36%.

Su 147.875 denunce pervenute alla data del 31 gennaio del 2021 – si legge nel rapporto – ben 102.942 sono femminili, ossia circa 70 contagi professionali ogni 100. Diversa la situazione tra le vittime, donne nel 17,1% dei casi (con 79 decessi su 461), in linea con il dato degli infortuni mortali sul lavoro nel complesso, che registra il numero maggiore di decessi tra gli uomini, mentre le donne restano sotto la soglia del 10%. 

L’età media tra le contagiate è di 46 anni 

Secondo l’analisi condotta dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, il 43,6% delle contagiate dal Covid-19 ha oltre 49 anni, il 38,1% ha tra i 35 e i 49 anni e il 18,3% è under 35. L’età media è di 46 anni e quella mediana di 48 anni, anche se ultimamente c’è una tendenza alla diminuzione.

Più elevata, e pari a 56 anni, l’età media al decesso, con nessuna deceduta nella classe di età più giovane delle under 35, mentre il 19,0% delle vittime ha tra i 35 e i 49 anni e l’81,0% ha dai 50 anni in su.

Gli infortuni si concentrano nelle regioni con il maggior numero di contagi nella popolazione. La Lombardia raccoglie, infatti, il 28,3% delle denunce femminili, seguita da Piemonte (15,4%), Veneto (11,1%) ed Emilia Romagna (8,5%). È sempre la Lombardia a registrare il maggior numero di vittime femminili, ben il 39,2%. A seguire Emilia Romagna (15,2%) e Piemonte (8,9%). 

Le più colpite sono le infermiere

Con il 42,0% dei casi codificati, sono i tecnici della salute a far registrare il maggior numero di denunce da Covid-19. Tra le figure professionali più colpite ci sono le infermiere (81,1% dei casi della categoria) e le fisioterapiste (5,8%). Segue la categoria delle operatrici sociosanitarie, con il 22,4% dei casi, e, con l’8,9%, quella delle lavoratrici qualificate nei servizi personali e assimilati. 

Il 6,3% dei casi riguarda, invece, i medici e il 5,0% le lavoratrici non qualificate nei servizi di istruzione e sanitari. Per quanto riguarda i decessi, la categoria più colpita è sempre quella dei tecnici della salute, con un caso ogni quattro denunce: il 70% sono infermiere. Seguono le operatrici socio-sanitarie con il 14,1% dei casi e le operatrici socio-assistenziali con il 12,8%. 

Quasi la metà dei decessi nel tragitto casa-lavoro

Lo studio della Csa prosegue con i dati del 2019, aggiornati allo scorso 31 ottobre, che confermano l’elevata incidenza per le donne degli infortuni in itinere, avvenuti cioè nel percorso di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. Questi infortuni rappresentano, infatti, il 23,5% (praticamente una su quattro) del totale delle denunce femminili (231.128) e il 12,5% (poco più di una su dieci) del totale di quelle maschili (413.779).

Più elevata l’incidenza per le denunce con esito mortale: nel 2019, quasi un decesso femminile su due (44 su 97, il 45,4%) è avvenuto in itinere, rapporto che per gli uomini scende a circa uno su quattro (281 su 1.087, il 25,9%). I dati sono confermati nella più ampia categoria degli infortuni “fuori azienda”, che sommano tutti i casi in itinere e quelli in occasione di lavoro avvenuti con mezzo di trasporto coinvolto: il 25,3% (58.396) delle denunce femminili contro il 16,1% (66.485) di quelle maschili e, per i casi mortali, il 67,0% femminile (65 casi dei 97 totali) contro il 44,8% maschile (487 su 1.087). 

In cinque anni denunce in aumento dell’1,8%

Nel periodo compreso tra il 2015 e il 2019, a fronte di un aumento dell’occupazione pari al +1,1%, le denunce di infortunio delle lavoratrici sono passate dalle 227.068 del 2015 alle 231.128 del 2019, con un aumento percentuale dell’1,8%, maggiore rispetto a quello rilevato tra i lavoratori (+1,0%), per i quali l’Istat ha registrato un aumento dell’occupazione pari al +0,3%.

Le denunce di infortunio con esito mortale tra le lavoratrici sono, invece, diminuite, dai 117 casi del 2015 ai 97 del 2019 (-17,1%), in maniera più marcata rispetto alla riduzione dell’8,9% rilevata tra i lavoratori. 

Crescono di più gli infortuni tra le ultra sessantenni

Tutte le fasce di età hanno registrato nel 2019 un andamento infortunistico altalenante rispetto all’anno precedente, con la riduzione più marcata per la fascia 40–44 anni (-4,0%) e aumenti più alti per le ultra 60enni (+3,9%). L’incremento più importante si registra nella classe 65–69 anni (+14,8%).

La fascia tra i 50-54 anni, con 31.782 casi (-1,2%), è, invece, la più colpita in valore assoluto e rappresenta il 13,8% di tutti gli infortuni al femminile. Tra gli infortuni mortali, il maggior numero di casi riguarda la fascia 60-64 anni (14 casi), seguita dalle tre fasce 45-49, 50-54 e 55-59 anni, con 13 denunce ciascuna.

A livello territoriale, gli infortuni femminili si sono concentrati per oltre la metà al Nord (60,2%), seguito dal Centro (20,6%) e dal Mezzogiorno (19,2%). Per i casi mortali le percentuali si attestano al 49,5% per il Nord, al 20,6% per il Centro e al 29,9% per il Meridione. 

La caduta è la prima causa d’infortunio

Nel periodo 2015-2019, la caduta è la prima causa di infortunio per le donne (26,7% sul totale dei casi codificati) e la quarta per gli uomini (17,6%), seguita dai movimenti del corpo sotto sforzo fisico (23,4%), che è anche la seconda causa degli infortuni maschili (21,1%).

Nel 2019, la sede più interessata dagli infortuni continua a essere la mano, anche se per le donne ha un’incidenza inferiore rispetto agli uomini (23,3% dei casi codificati contro 29,2%), dovuta alla maggiore rilevanza assunta dalla caviglia (13,7% contro 8,9%), dalla colonna vertebrale e dal ginocchio (entrambi al 10% per le donne contro, rispettivamente, l’8,3% e il 7,9% per gli uomini).

Sia per gli uomini che per le donne, le conseguenze più frequenti degli infortuni sono contusioni e lussazioni. 

Dopo l’annuncio di ormai 7 anni fa, Dead Island 2 ancora non si è visto ufficialmente e, stando ad alcune indiscrezioni, non sarebbe nemmeno più previsto per le piattaforme per cui era stato pensato.

Questa ipotesi è stata riportata, nel corso delle ultime ore, da MauroNL – un utente di Twitter che si definisce un analista del settore – che ha fatto riferimento a un annuncio di lavoro pubblicato da Dambuster Studios.

Gli sviluppatori, specifica MauroNL, hanno definito Dead Island 2 come “gioco per Xbox Series X, Xbox Series S, PlayStation 5 e PC”, non facendo più riferimento alle versioni per Xbox One e PlayStation 4. Un altro indizio che porterebbe a dedurre la natura strettamente next gen di Dead Island 2 è l’annuncio di lavoro creato da Dambuster Studio, che è alla ricerca di  programmatori specializzati nella DirectX 12 e nel Raytracing. Queste ultime sono molto utilizzate proprio nelle produzioni next gen, riuscendo ad alzare considerevolmente il livello grafico delle produzioni che le sfruttano.

Dead Island 2 next gen

Stando altri tweet dell’utente, inoltre, gli sviluppatori hanno scelto Unreal Engine 4 come motore grafico per Dead Island 2, ma per il momento tutte queste informazioni non sono state confermate. Ricordiamo che Dead Island 2, annunciato durante l’E3 2014, è ancora privo di data di uscita e uscirà probabilmente su PC, Xbox Series X/S e PlayStation 5.

L’articolo Dead Island 2 potrebbe arrivare solo su PC e next gen proviene da GameSource.

Lo scorso State of Play del 25 febbraio ha infine rivelato Final Fantasy VII Remake Intergrade, una riedizione pensata per PS5 (e immaginiamo anche per la prossima Xbox e PC, quando verranno annunciate) che introduce tutta una nuova serie di caratteristiche tecniche che a breve andremo a esplorare nel dettaglio, e il nuovissimo DLC dedicato a Yuffie Kisaragi, che mette sul piatto possibili scenari sui prossimi contenuti del remake in attesa della tanto attesa Parte 2. Square Enix però non si è limitata a questo, e nella stessa giornata, poco dopo il termine dello State of Play, ha annunciato anche due nuovi titoli mobile legati all’universo di Final Fantasy VII, ovvero Final Fantasy VII: The First Soldier e Final Fantasy VII: Ever Crisis. La comunicazione è arrivata tutta di botto, senza dilazionamenti e senza lasciare il tempo di metabolizzarli singolarmente, lasciando molte persone piuttosto confuse e spiazzate su cosa effettivamente stia accadendo nell’universo di Final Fantasy VII e cosa sta per riservarci in futuro.

Per chiarire un po’ il tutto, abbiamo pensato analizzare nel dettaglio cosa è successo in questi giorni e riordinare i vari pezzi per dare un quadro completo della situazione che è emersa tra vari trailer, interviste e dichiarazioni.

FFVII

FINAL FANTASY VII REMAKE INTERGRADE

Come già menzionato all’inizio, FFVII Remake Intergrade, è la riedizione del remake pensata per PS5 che, oltre a introdurre un nuovo episodio dedicato a Yuffie, vanterà tutta una serie di migliorie tecniche che sfrutteranno le peculiarità hardware della console Sony:

  • Aggiunta di nuove texture, sistema d’illuminazione, sfondi migliorati e alcuni nuovi effetti aggiuntivi, come quello per la nebbia.
  • Sarà possibile scegliere tra due modalità di visualizzazione:
    • “Grafica” per chi vuole giocare a una risoluzione a 4K.
    • “Performance” per chi preferisce la fluidità di movimento a 60 frame per secondo.
  • Possibilità di catturare e condividere i vari istanti del gioco tramite la modalità Foto completamente personalizzabile.
  • Utilizzo del controller wireless DualSense con il supporto per il feedback aptico e dei grilletti adattivi.
  • Nuovo livello di difficoltà nella Modalità classica, ovvero quella Normale (precedentemente era esclusiva di quella Facile).
  • Drastica riduzione dei tempi di caricamento.
  • Utilizzo del 3D Audio.

Altri vantaggi e dettagli di questa riedizione arriveranno prossimamente, come quelli inerenti alla “Qualità della vita” (i cui primi rumor accennano alla possibilità di cambiare la materia durante i combattimenti). FFVII Remake Intergrade arriverà il prossimo 10 giugno 2021 sia in edizione fisica che in versione digitale, entrambe rigorosamente solo su PS5. Questo significa che i possessori della versione PS4 non potranno ovviamente beneficiare dei vantaggi tecnici offerti da Intergrade, ne tantomeno potranno accedere al DLC di Yuffie. In compenso i possessori del gioco su PS4 (sia fisico che digitale) potranno gratuitamente fare l’upgrade alla versione PS5 senza particolari sforzi, potendo pure importare i propri salvataggi.

Attenzione però: facendo l’upgrade gratuito da PS4 a PS5, non si otterrà l’accesso all’episodio di Yuffie, ma si dovrà acquistare a parte. Il costo di questo DLC è al momento sconosciuto. Gli unici costi al momento resi noti sono quelli della Standard Edition (79.99 Euro) e della Digital Deluxe Edition (99.99 Euro) presente sul Playstation Store. Quest’ultima include una mini soundtrack digitale (con brani tratti anche dal DLC) e un artbook digitale con concept art e schede dei personaggi. Coloro che effettueranno il pre-order di una delle due edizione riceveranno come bonus pre-order l’arma Shuryactus da usare nel nuovo episodio Yuffie.

FFVII

La “fregatura” però arriva con la versione PS4 che si scaricherà dal PS Plus durante questo marzo 2021, e non sarà upgradabile a PS5, per tanto costringerà i giocatori a comprarsi una versione ad hoc di Intergrade per poter godere delle migliorie su PS5 nonché accedere al DLC di Yuffie. Questi aspetti sono forse quelli che più hanno confuso le persone in questi giorni e che forse meritavano di essere raccontati meglio. È stato addirittura necessario da parte di Square Enix mettere un box di “Domande più frequenti” direttamente sul sito ufficiale di FFVII Remake (sulla sezione Intergrade), per chiarire ogni singole aspetto riguardante l’esclusività, gli upgrade e le compatibilità delle varie edizioni.

FINAL FANTASY VII REMAKE EPISODIO YUFFIE

Entriamo ora più nel dettaglio per quella che è stata la vera sorpresa di Intergrade, ovvero l’episodio focalizzato su Yuffie. Per chi non la conoscesse, Yuffie nell’originale Final Fantasy VII era un personaggio opzionale, reclutabile da Cloud & co. solo dopo gli eventi di Migdar a patto di incontrarla in battaglia in determinati luoghi e rispondendo correttamente alla discussione che si aveva con lei.

Nel Remake, invece, sappiamo che Yuffie si introdurrà a Midgar per rubare una potente Materia da portare a Wutai. Per fare ciò, verrà coinvolta in una missione con gli altri membri dell’Avalanche (non quelli di Barret). Tutto questo, sembra, accadere durante gli eventi che vedono Barret e Tifa separati da Cloud dopo l’assalto al Reattore del Settore 5. Si tratta quindi di una storia parallela e che non dovrebbe impattare sugli eventi principali che abbiamo giocato nel Remake. Inoltre, risulterebbe anche credibile come retcon degli eventi originali, in quanto non abbiamo mai saputo cosa facesse Yuffie prima di incontrare Cloud e i suoi compagni. Visto che Wutai e Avalanche sono un tema importante nell’economia del Remake, è possibile che questo DLC faccia emergere dei dettagli interessanti e approfondiscano queste due fazioni in guerra contro la Shinra.
In pratica, chi teme che in questo DLC Yuffie possa unirsi al party di Cloud, si sbaglia di grosso, ma un primo incontro potrebbe essere credibile, specie se la Yuffie in questione deciderà poi di rubare la materia a tutta la compagnia così da giustificare un reset delle abilità e degli equipaggiamenti nella parte 2. Sarebbe una trovata particolarmente gradita.

Assieme a Yuffie ci sarà anche Sonon Kusakabe, un membro dell’altra Avalanche creato ad hoc e mai apparso in precedenza nella storia di FFVII. Nel trailer di annuncio, possiamo sentire chiaramente Sonon riferirsi a Yuffie come “capo”, quindi immaginiamo che lei lo abbia assoldato in qualche modo o che nell’ottica di questa operazione atta a rubare questa potente materia, la nostra Shinobi ne sia il capo.

FFVII

Sebbene Sonon sia presente nei combattimenti capeggiati da Yuffie, non sarà possibile controllarlo direttamente, ma si potranno impartire dei comandi attraverso il menu della pausa tattica e addirittura fargli eseguire delle mosse combinate con la Ninja di turno. Una vera e propria novità all’interno del sistema di combattimento di FFVII Remake, totalmente diverso da quanto fatto con Red XIII, che per esigenze di trama e tempi di sviluppo è rimasto confinato a ospite all’interno del party.

Qualcuno si è sentito in dovere di criticare questa scelta, ovvero quella di preferire lo sviluppo di una storia parallela con Yuffie e un nuovo personaggio, piuttosto che concludere quello di Red XIII e renderlo giocabile in questa riedizione. La realtà dei fatti è che Red arriva troppo tardi nella storia e lo sviluppo del suo combat system sarebbe stato eccessivo per quello che avrebbe apportato in concreto nelle fasi finali di gioco. Piccola nota a margine: essendo Sonon un utilizzatore di lance, è facile immaginare come lui possa rappresentare una sorta di prototipo per quello che sarà il personaggio di Cid nel futuro dei prossimi giochi del progetto Remake.

FFVII

Non conosciamo ancora la durata e il prezzo del DLC di Yuffie, ma sappiamo che sarà composto da due capitoli di gioco, lungo i quali avremo il completo controllo di Yuffie, la quale potrà utilizzare le sue tecniche Ninja per correre sui muri, saltare da un parte all’altra e utilizzare il suo enorme Shurikin per colpire oggetti dalla distanza e attivare meccanismi.

Nel trailer abbiamo visto che oltre alle aree di Midgar già note che abbiamo visto in passato, ci saranno anche delle location completamente inedite, così come nemici, boss e tanto altro ancora. Questi elementi a nostro avviso bastano per giustificare la sua natura di DLC a pagamento.

FFVII

Possiamo dunque immaginarci indicativamente almeno 5 ore di gioco, più qualche altra manciata per le attività secondarie e i boss segreti. E parlando di boss segreti arriviamo a uno dei nodi più importanti mostrati nel trailer di presentazione, ossia la presenza di Weiss e dei soldati di Deep Ground. Per chi non lo sapesse, questi personaggi appartengono alla narrativa di Dirge of Cerberus, l’ultimo capitolo, in termini di timeline, all’interno della compilation di FFVII. Si tratta con ogni probabilità del capitolo meno riuscito della compilation, non solo in termini di scrittura, ma anche proprio di personaggi.

Nel remake le citazione a Dirge of Cerberus erano labili e ben gestite, ma la presenza di Weiss e Deep Ground non lascia presagire belle cose. Fortunatamente, però, Tetsuya Nomura (Director di FFVII Remake) ha spiegato che attualmente Weiss sarà disponibile in Episodio Yuffie come battaglia opzionale nel simulatore VR della Shinra.

FFVII

Speriamo lo stesso per i soldati di Deep Grounds, salvo non si sfrutti l’occasione per rinarrarli bene e come si deve. Parlando di Dirge of Cerberus e di quello che potrebbe rappresentare per l’universo di Final Fantasy VII Remake, ci sentiamo di presagire che il DLC di Yuffie potrebbe aprire poi le porte a un DLC successivo, ovvero quello dedicato a Vincent Valentine, anche lui personaggio opzionale nell’originale FF7 esattamente come Yuffie. Sarebbe un approccio ideale per colmare l’attesa della parte 2 del Remake, assieme ai due titoli mobile che vedremo adesso.

FFVII THE FIRST SOLDIER

Sentire Final Fantasy accostato a Battle Royale può legittimamente inorridire e far preoccupare, oppure far ridere alla stregua di un meme, ma a oggi è pura e semplice realtà. Final Fantasy VII The First Soldier sarà un Battle Royale sviluppato per dispositivi iOS e Android. In passato lo stesso Naoki Yoshida, director di FFXIV e producer del prossimo FFXVI, aveva espresso un desiderio di vedere la serie sotto quella veste, forte del successo che quel genere di giochi stavano avendo nel mondo, soprattutto in Giappone. Certo è che vederlo annunciato oggi risulta un po’ forzato e fuori tempo, e il trailer con cui si è presentato al pubblico non ha proprio convinto tutti, o forse sarebbe meglio dire che non ha convinto nessuno.

Uscirà nel 2021 e sebbene si tratti un Battle Royale, ci sarà una sorta di contesto narrativo, dato che sarà ambientato a Midgar 30 anni prima degli eventi di FFVII. Nei panni di un soldato Shinra, il giocatore dovrà usare al meglio le magie e le abilità in una battaglia per la sopravvivenza e divenire così il Primo Soldier, come riportato nei file del Project 0, custodito negli uffici del giovane presidente Shinra.

Il gioco sarà chiaramente un PVP, ergo metterà i giocatori contro altri giocatori nella lotta alla sopravvivenza, ma ci saranno anche dei forti elementi RPG per adattarlo meglio al mondo di Final Fantasy e nello specifico di FFVII. Nel gioco infatti si potranno combattere mostri, salire di livello, combattere sia con armi bianche con armi da fuoco, utilizzare magie curative e offensive e perfino evocare potenti summon come Ifrit. Si potrà giocare in solitaria o fino a un gruppo massimo di 3 giocatori. Le mappe saranno varie e copriranno i più famosi settori di Midgar conosciuti. Si potrà addirittura lottare nella chiesa dove Cloud conoscerà Aerith.

FFVII

L’aspetto positivo è che sarà Free-To-Play, quindi darà modo a tutti di provarlo in maniera gratuita e, in caso piacesse, si potrà supportare il gioco attraverso micro transazioni al fine di acquistare elementi estetici o delle sorta di Battle Pass, in linea con quanto fa Fortnite e affini. Ci piacerebbe dirvi di più (o forse no), ma al momento altre informazioni non ne abbiamo e il trailer sembra già esplicativo di suo.

FINAL FANTASY VII EVER CRISIS

Il progetto più discusso e interessante è stato sicuramente questo FFVII Ever Crisis, che per chi ha frequentato le community di Final Fantasy (tra cui quella di FFOnline ai tempi d’oro), si ricorderà sicuramente. Ever Crisis infatti era il nome del potenziale nuovo capitolo della compilation di FF7 che non venne mai confermato. Le voci su Ever Crisis erano dovute dalle iniziali EC, che andavano a continuare la sequenzialità alfabetica dei prodotti legati alla compilation, ovvero AC (Advent Children), BC (Before Crisis), CC (Crisis Core) e DC (Dirge of Cerberus). Incredibile pensare che quasi 10 anni dopo questo progetto sia divenuto realtà, così come è incredibile che Ever Crisis si ponga come un altro remake, non solo di Final Fantasy VII, ma bensì di tutta la compilation.

Guardando il trailer, qualcuno ha accostato questo Ever Crisis come un’operazione analoga con quanto fatto dalla Pocket Edition di Final Fantasy XV, ovvero una semplificazione del gioco base, con un design grafico più semplice e stilizzato. In parte possiamo dire che lo è, anche se l’impatto visivo risulta nettamente più gradevole grazie a un look più moderno e ai disegni di Lisa Fujise, mantenendo quell’aspetto chibi e quella visuale a volo d’uccello, per richiamare fortemente lo stile di FFVII. Ever Crisis però non si ferma solo a quello, in primis perché il gioco presenta dei combattimenti rigorosamente a turni (con tanto di utilizzo di materia, armi, summon e Limit Break), così da deliziare i fan più smaliziati che da anni richiedevano un ritorno alle origini su quel fronte. In secondo, i combattimenti avranno uno stile grafico basato sul remake, con animazioni e modelli poligonali presi direttamente dal recente rifacimento del settimo capitolo. Non sappiamo se questa scelta di design verrà applicata su tutti i capitoli della compilation, ma stando al trailer di annuncio, anche Crisis Core sembra adottare questo approccio.

Tetsuya Nomura, in una recente intervista a Famitsu, ha specificato che il gioco sarà diviso a capitoli, suddivisi per ogni titolo della compilation, così che ogni giocatore sarà libero di iniziare da quello che preferisce. Inoltre ci saranno delle parti di storie inedite, come quelle inerenti al già discusso The First Soldier, nonché a una storia legata alle avventure di un giovane Sephiroth. Queste storie saranno scritte dallo stesso Nojima, che ha curato tutta la trama di Final Fantasy VII.

FFVII

Essendo un titolo distribuito a episodi con periodicità mensile, ci teniamo a far presente alle persone che con ogni probabilità, ogni singolo titolo della compilation raccolto in Ever Crisis sarà riproposta in in versione sintetica e abbreviata, esattamente come sono stati gli episodi che hanno composto la Pocket Edition di FFXV. Illudersi di avere tutti i giochi riproposti 1:1 con questa estetica, con quel gameplay e quella qualità tecnica richiederebbe un lavoro ancora più grande di quanto già non sia. Data la natura fortemente story driven, al fine di renderla una “cronologia” giocabile di tutto l’universo di FFVII, il gioco probabilmente sacrificherà il doppiaggio al netto di qualche battuta in sede di combattimento. Il lavoro richiederebbe troppo tempo e troppi investimenti per fare delle nuove registrazioni.

L’obiettivo di Square Enix infatti è chiaramente quello di tenere i giocatori impegnati con nuovi contenuti, mentre lo sviluppo del remake procede con le parti successive. Salvo quindi che Ever Crisis non sia un progetto in sviluppo da diverso tempo (cosa di cui dubitiamo, visto che l’uscita), è molto probabile che prima di vedere Ever Crisis completo ci vorranno anni. A maggior ragione, chi si aspetta poi un porting console, sebbene sia molto credibile che ciò avvenga, l’attesa sarà ancora più esponenziale. E ricordiamoci che il debutto di Ever Crisis partirà solo nel 2022.

FFVII

In compenso, sarà interessante vedere come tradurranno un film come Advent Children in un gioco, così come sarà interessante scoprire finalmente Before Crisis attraverso un prodotto ufficiale e non attraverso traduzioni e progetti amatoriali, visto che l’originale Before Crisis non ha mai visto luce in occidente per via dell’esclusività e limiti imposti dai telefoni Docomo giapponesi di quegli anni. Curioso sapere che anche questo gioco sarà di natura Free-To-Play, anche se immaginiamo si riferisca al tipo di approccio legato alla natura episodica.

Probabilmente il prologo sarà gratuito per ogni titolo della compilation, mentre gli altri episodi andranno acquistati separatamente. La stessa formula che adottarono la Pocket Edition di Final Fantasy XV e titoli come Final Fantasy Dimensions. C’è ancora molto altro da scoprire e svelare su Ever Crisis, ma al momento questo è quello che sappiamo su questo interessante progetto.

FFVII

FINAL FANTASY VII REMAKE PARTE 2

Le notizie sul secondo gioco del progetto Remake di Final Fantasy VII si contano sulle dita di una mano, ma dall’intervista di Famitsu a Tetsuya Nomura possiamo sicuramente portare a casa qualche informazione in più.

Lo sviluppo del gioco sta proseguendo a gonfie vele, dopo i casini derivati dalla pandemia e l’adattare il lavoro allo smartworking, il lavoro sul DLC di Yuffie ha permesso al team di sviluppo di prendere confidenza con l’hardware di PS5 e di iniziare a lavorare per far sì che Final Fantasy VII Remake Parte/Episodio/Capitolo (chiamatelo come volete) 2 possa sfruttare le console come mai è stato fatto prima. Quello che vedremo con Episodio Yuffie sarà solo un antipasto, a partire dal feedback aptico e i grilletti adattivi del Dualsense fino ad arrivare al 3D Audio.

FFVII

Non sappiamo se queste affermazioni di Nomura facciano intendere che il prossimo capitolo di FFVII Remake sarà esclusiva PS5, ma data l’esclusività di episodio Yuffie direi che i possessori di PS4 dovranno rassegnarsi all’idea e cominciare a investire sulla nuova console Sony, nella speranza di trovarla in giro visto la scarsa distribuzione.

Nomura ha fatto inoltre sapere che si è dimesso dal suo ruolo di Director dal progetto remake, lasciando il posto a Naoki Hamaguchi, che per la prima volta si troverà da solo a dover dirigere i lavori del prossimo capitolo in sviluppo. Il motivo del suo ritiro come director è dovuto ai troppi progetti in carico a cui è stato assegnato. Nomura rimarrà comunque nel progetto come Creative Director e avrà quindi ancora voce in capitolo su diversi aspetti dello sviluppo di tutto ciò che riguarda FFVII.

FFVII


Per le restanti informazioni riguardanti Final Fantasy Remake Parte 2 bisognerà attendere probabilmente il prossimo anno, visto che la priorità sarà data a Final Fantasy XVI che ipoteticamente potrebbe già uscire quest’anno. Appena sapremo qualcosa, lo troverete pubblicato sulle nostre pagine. Nel frattempo, torniamo a immaginare a come evolverà il progetto remake nella sua prossima iterazione. Le teorie sono tante.

L’articolo Il futuro di FFVII: Integrade, The First Soldier e Ever Crisis proviene da GameSource.

Flag Counter