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AGI – E’ tornato sull’Italia l’anticiclone sub-tropicale che per i prossimi sette giorni riscalderà il Paese con temperature che potranno superare i 40 gradi: già da oggi il termometro di Bologna ne segnerà 36. 

L’afa caratterizzerà tutta la settimana di Ferragosto: sabato 15 il sole sarà prevalente e le temperature molto calde con punte di 43 gradi su Sardegna e Sicilia interne. Ma anche altrove i valori massimi cresceranno fino a superare i 35-36 gradi in Toscana, Sardegna, Sicilia, Puglia e su alcune zone della Pianura Padana (Bolognese, Ferrarese, Mantovano). Sul resto d’Italia i valori massimi rimarranno sempre oltre i 32, eccetto in Liguria.

Fino a metà settimana il clima rimarrà afoso, soprattutto al Nord: domani toccherà a Bolzano il ‘bollino rosso’, che manterrà anche per mercoledì insieme a Firenze, Roma e Rieti. Nelle città a bollino arancione, soprattutto al Nord, sono a rischio le persone anziane,  i neonati e i bambini, le donne in gravidanza, le persone con malattie croniche e cardiovascolari, diabete, insufficienza renale e morbo di Parkinson, ma anche le persone con disturbi psichici, con ridotta mobilità e non autosufficienti. Attenzione anche a chi svolge lavori faticosi all’esterno. Sconsigliato pure per i giovani l’esercizio fisico all’aria aperta.

L’accumulo di calore e umidità nei bassi strati potrebbe scontrarsi con l’aria più fresca in arrivo dall’Atlantico far aumentare il rischio di temporali estivi, soprattutto sui rilievi nel pomeriggio, a partire da mercoledì: inizialmente si svilupperanno attorno alle alture del Nord e lungo la dorsale appenninica, poi, da giovedì, interesseranno localmente anche la valle Padana. 

Le precipitazioni potrebbero diventare grandinate sui settori alpini, mentre le piogge potrebbero colpire gli Appennini meridionali: nel primo pomeriggio di mercoledì si svilupperanno alcuni temporali sull’Appennino emiliano e sulle aree alpine, specie quelle centro-orientali. Lo stesso fenomeno sarà possibile anche sull’alta pianura veneta e sui rilievi di Calabria e Sicilia.

Nella notte successiva possibili temporali sulla pianura piemontese e sull’ovest della Lombardia. La Protezione civile del Veneto, in considerazione delle previsioni, ha emesso un avviso di “criticità idrogeologica ed idraulica” per la possibilità di forti “temporali di calore” nelle ore pomeridiane e serali già da oggi. E’ stato dichiarato lo stato di attenzione, fino alla mezzanotte di mercoledì in particolare nell’Alto Piave, Piave Pedemontano, Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone, Adige-Garda e Monti Lessini.

Non sono escluse le frane superficiali sui versanti, e la possibilità le colate rapide specie nelle zone dove si verificheranno le piogge improvvise.

I venti saranno per lo più deboli o a regime di brezza, moderati orientali sul Canale di Sardegna: qui il mare sarà mosso o molto mosso, mentre gli altri bacini saranno calmi o poco mossi. 
 

AGI – Il 13 agosto è il ‘Tartaday’, il giorno in cui si festeggiano le tartarughe marine: anche per questa specie, come per altre, i mesi di lockdown hanno significato una ‘rinascita’ con nidificazioni straordinarie.

Secondo Legambiente, infatti, l’estate post-Covid ha già segnato un record: sono 160 i siti individuati sulle spiagge italiane dove si schiuderanno le uova di Caretta Caretta: Sicilia, Calabria e Campania le regioni più gettonate. Il bilancio è ancora provvisorio perché le nidificazioni di ‘mamma tartaruga’ andranno avanti ancora per qualche giorno, ma già è stato superato abbondantemente il numero di nidi trovato negli anni scorsi: 62 in Sicilia, 58 in Calabria, 25 in Campania, 8 in Puglia, 4 in Toscana, 3 nel Lazio. 

Uno dei motivi di questa riproduzione straordinaria potrebbe anche essere il cambiamento climatico, con l’aumento delle temperature. 
 La specie Caretta caretta rimane comunque a rischio estinzione: si stima che ogni anno, solo nel mar Mediterraneo, muoiano oltre 40 mila esemplari per via di incidenti con le imbarcazioni, intrappolate nelle reti da pesca, impigliate negli ami e per l’ingestione di plastica scambiata per cibo.Una volta salvate dal mare, le tartarughe ricevono cure mediche, riabilitazione e poi vengono rilasciate di nuovo nel loro habitat.

Ma la vera magia avviene nel momento della nidificazione e poi della schiusa: seguendo il ritmo della natura ‘mamma tartaruga’, durante la notte, esce dall’acqua risalendo la riva per dirigersi verso l’arenile scegliendo il punto dove scavare una buca e deporre le uova. Queste si schiuderanno nei successivi 45-60 giorni. E’ importante preservare il luogo di cova, per evitare che i nidi vengano calpestati.

Durante le iniziative del 13 agosto, con un po’ di fortuna si potrà assistere alla ‘nascita’ dei piccoli e provare l’emozione di vedere la loro entrata. Per assistere allo spettacolo naturale però bisognerà puntare la sveglia all’alba oppure passare la notte in spiaggia. 

Sono molte le organizzazioni scientifiche e ambientaliste impegnate nel monitoraggio e la messa in sicurezza dei nidi, tra cui i ‘Tartateams’ di Legambiente. Visto il proliferare di nidi quest’anno il compito dei volontari è stato di spiegare ai bagnanti quale fosse il motivo della presenza di piccoli recinti comparsi sugli arenili, per evitare la distruzione delle uova.    

Il ‘Tartaday’, organizzato da Legambiente, sarà poi una giornata in cui partecipare alle iniziative dei centri di recupero in varie parti d’Italia dall’Isola d’Elba a Manfredonia (Foggia), da Marina di Ravenna all’Asinara (Sassari), dal Cilento alle lontane isole di Lampedusa, Linosa e Filicudi passando per molti altri lidi. Si potranno visitare i centri di recupero, partecipare direttamente alle attività di monitoraggio delle spiagge alla ricerca di nuovi nidi da proteggere insieme.

L’organizzazione ambientalista inoltre permette di “adottare simbolicamente una tartaruga marina tra quelle curate e rimesse in libertà nei centri di recupero”, dove volontari e medici veterinari esperti si occupano del recupero delle tartarughe in difficoltà in mare, coinvolgendo anche la comunità dei pescatori, che dà un grande contributo nel riportare sulla terraferma tantissimi esemplari accidentalmente catturati.
  

“Il Tartaday 2020 celebrerà il culmine di una entusiasmante stagione di nidificazione – dichiara Stefano Di Marco, responsabile della campagna Tartalove di Legambiente -. Probabilmente i cambiamenti climatici stanno favorendo la nidificazione delle Caretta caretta nel Mediterraneo occidentale e questo dato, che ci conforta per il numero dei prossimi nascituri, deve spingerci a fare di più per tutelare l’ambiente e proteggere le tartarughe marine che torneranno a nidificare nei lidi in cui sono nate. Naturalmente per proseguire in questo lavoro abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”. 
 

AGI – Il Governo ha blindato gli italiani nelle loro case imponendo il distanziamento sociale a causa della pandemia e in una Catanzaro decadente, resa spettrale dal lockdown che ne ha desertificato le strade, Lorian, neo laureato in storia e filosofia, vive le settimane della quarantena riflettendo nel chiuso del suo appartamento. Pensa alle speranze sospese, alle prospettive incerte, all’obiettivo di ottenere l’agognato lavoro di insegnante, alle abitudini quotidiane come la passeggiata con il cane che nella normalità passano inosservate, ma che nella privazione imposta dalle restrizioni egli rivaluta. “A un metro da voi” è l’ultimo libro della giovane scrittrice Daniela Rabia che ha pubblicato il suo terzo romanzo per i tipi di Mediano. Si tratta di un monologo in cui a parlare è direttamente il protagonista. Altre figure si aggirano intorno a lui, la madre e il padre, il suo migliore amico Fabio che perde il papà medico ammalatosi di coronavirus sul fronte in cui combatte, quel sistema sanitario fragile il cui personale affronta un nemico invisibile e subdolo.

  Nessuno dei personaggi che affiancano Lorian entra direttamente nel racconto se non attraverso i pensieri del protagonista. Non ci sono dialoghi, ma solo i sentimenti del giovane, isolato come una monade, come gli abitanti del suo palazzo rispetto alla città, la città rispetto alla regione, la regione rispetto all’Italia e quest’ultima rispetto agli stati vicini che, prima di vedere la pandemia varcare i loro confini, isolano il Bel Paese chiudendo le frontiere.  L’egoismo di chi continua a sfidare le norme sanitarie violandole anche davanti alle immagini drammatiche che la tv diffonde quando i mezzi militari portano via le bare da Bergamo, si alterna alla solidarietà che nasce fra gli inquilini del palazzo che, nella solitudine del condominio, diventano un’unica, grande famiglia legata dal vincolo della paura. Nei pensieri del ragazzo c’è Giulia, la giovane di cui si è invaghito pur conoscendone la natura frivola e superficiale ed entra in scena Elena, la compagna di studi di Lorian che del giovane è innamorato. “A un metro da voi” è un invito alla riflessione, un richiamo ai veri valori che la quotidianità sovrasta, ma che sono i pilastri nascosti su cui la società si regge e che vengono in superficie nel periodo più difficile dell’umanità dalla seconda guerra mondiale a oggi.

 Il monologo non annoia. La scrittura di Daniela Rabia, giornalista e avvocato, è lineare, limpida e avvincente.  Come avviene nelle sue opere precedenti, l’autrice non rinuncia alla denuncia sociale, non omette di segnalare il dramma della disoccupazione vissuto dai calabresi, il progressivo decadimento della sua Catanzaro che della Calabria è il capoluogo, il disastro del sistema sanitario schiacciato dal deficit. L’opera è stata scritta di getto nei giorni della crisi sanitaria e riflette le ansie e le angosce della scrittrice, un vero e proprio diario. Dopo  la raccolta di poesie “Naufragio alla vita” e i romanzi “Matilde” e “Le voci dell’eco”, “A un metro da voi” è indubbiamente un passo deciso verso la maturazione letteraria dell’autrice, del resto vincitrice di diversi premi letterari. 
 

AGI – E’ in corso un’analisi tecnica di una proposta progettuale ricevuta dal Mit sul tunnel fra la Calabria e la Sicilia. E’ quanto si apprende da fonti del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, che fanno sapere come su tale progetto sia impegnata la struttura tecnica di missione del dicastero. L’idea di un tunnel sullo Stretto, al posto di un ponte, era stata ipotizzata ieri dal premier, Giuseppe Conte, che aveva parlato della necessità di realizzare “un miracolo di ingegneria, una struttura leggera ed ecosostenibile e nel caso anche sottomarina”.

AGI – Roma, 10 ago. – La schiacciante vittoria del presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko, che conquista il suo sesto mandato con l’80,23% delle preferenze, ha spinto in piazza migliaia di manifestanti contro i sospetti brogli: la polizia ha risposto con cariche, ne ha feriti oltre duecento e arrestati piu’ di 3 mila. Le Ong hanno dato notizia anche di un decesso, smentito dal ministero dell’Interno. La leader dell’opposizione, Svetlana Tikhanovskaya, che ha ottenuto il 9,9%, non ha riconosciuto l’esito del voto e ha chiesto alle autorità che “il potere passi pacificamente all’opposizione”.

Anche Berlino ha espresso “seri dubbi sulla condotta e sul carattere democratico” del voto, perché “non sono stati garantiti standard democratici minimi per un’elezione”. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha chiesto un conteggio “esatto” dei voti espressi e ha condannato la violenta repressione. La Polonia ha chiesto la convocazione di un vertice straordinario dell’Ue. Condanne sono arrivate anche dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e dall’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell.

Da Minsk però il presidente, al comando dal lontano 1994, non mostra alcuna intenzione di indietreggiare. “Non permetterò che il Paese venga fatto a pezzi, i manifestanti in piazza sono pecore telecomandate dall’estero”, ha dichiarato nel suo primo commento post pubblicazione dei dati ufficiali. E intanto si sono congratulati con lui il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente cinese, Xi Jinping.

“Le molestie e la repressione violenta dei manifestanti pacifici non hanno posto in Europa. Invito le autorità’ bielorusse a garantire che i voti nelle elezioni di ieri siano conteggiati e pubblicati in modo accurato”, ha chiesto in un tweet Von der Leyen. “Non riconosciamo i risultati. Abbiamo visto i protocolli di voto”, ha invece sottolineato Tijanovskaya che ha invitato “coloro che credono che il loro voto sia stato rubato, a non rimanere in silenzio”.

Le proteste in piazza sono scoppiate subito dopo la chiusura dei seggi. I manifestanti sono stati dispersi dalla polizia in assetto antisommossa, che ha usato camion con idranti, gas lacrimogeni, proiettili di gomma e manganelli. Il bilancio attuale è di 200 feriti e 3 mila arresti. Il ministero dell’Interno ha dichiarato che ci sono 39 feriti anche tra le forze dell’ordine. Circa 1.000 manifestanti sono stati arrestati nella capitale Minsk e circa 2.000 in altre città. 

AGI – Nasce un un sito web dove trovare le informazioni per percorrere da soli o in piccoli gruppi i sentieri dei contrabbandieri, conoscerne la storia, rivivere simbolicamente quei passi e non dimenticare. Li chiamavano ‘spalloni’ perché le merci (tabacco, sale, riso, e generi più disparati, perfino anticoncezionali) venivano portate a spalla nei sacchi o nelle bricolle.

Il contrabbando praticato per decenni tra l’Ossola e il Canton Ticino

Il contrabbando è stata una realtà presente per decenni nelle zone di confine tra Italia e Svizzera, in particolare tra l’Ossola e i cantoni Ticino e Vallese. Un’attività fiorita tra la metà dell’800 e gli anni ’60 del secolo scorso, nata dalla povertà della gente di montagna, ma anche da una sorta di ‘ribellione’ a una idea dei confini che stava nei trattati ma non nella coscienza popolare. Da qualche anno i percorsi dei contrabbandieri sono diventati oggetto di studio e di promozione turistica.

Un’associazione per promuovere il territorio

Da alcuni anni è attiva una ‘Associazione Sentieri degli Spalloni’, che ha come scopo la cura e la promozione del territorio e l’utilizzo dei sentieri a fini turistici e sportivi. Quest’anno l’attività outdoor dell’associazione è stata bloccata dalla pandemia di Covid 19: è saltato, per esempio, l’annuale raduno che normalmente si svolgeva all’inizio di luglio. Per questo motivo l’associazione ha pensato di investire nella realizzazione di un sito web (www.sentierideglispalloni.com).

I sentieri sono stati tracciati grazie alla collaborazione con il Cai Sezione Est Monterosa e inseriti nella carte escursionistiche ufficiali. Il sito è stato realizzato grazie alla collaborazione e al sostegno di vari amministrazioni comunali, enti e associazioni che hanno aderito a questo progetto. “Questo sito – dice Nori Botta, presidente dell’associazione – nasce per dar vita ad una cartolina comunicativa che avvalori le potenzialità culturali, turistiche del nostro territorio. Gli obiettivi sono tre: valorizzazione, promozione turistica e conoscenza delle nostre montagne e della nostra cultura.Ci diamo appuntamento nel 2021, il 2-3 Luglio, augurandoci di poter camminare nuovamente tutti insieme su questi sentieri in libertà, sicurezza e amicizia”. 

AGI – A giugno i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 2,3 per cento sui dodici mesi (1,5 in maggio). Lo rileva Bankitalia. I prestiti alle famiglie sono aumentati dell’1,6 per cento sui dodici mesi (1,2 in maggio) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 3,7 per cento (1,9 nel mese precedente). 

Diminuiscono le sofferenze

I depositi del settore privato a giugno sono cresciuti del 6,0 per cento sui dodici mesi (contro il 7,5 in maggio); la raccolta obbligazionaria e’ diminuita del 3,8 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-4,9 in maggio). Le sofferenze sono diminuite del 13,2 per cento sui dodici mesi (in maggio la riduzione era stata dell’11,6 per cento); la variazione puo’ risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione. 

Stabile il tasso dei mutui sulle case

In giugno i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, si sono collocati all’1,61 per cento (1,65 in maggio), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 7,50 per cento (7,32 nel mese precedente). Lo rileva Bankitalia. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,26 per cento (1,21 in maggio), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,63 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati all’1,01 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,35 per cento (come in maggio). 

AGI – Nel mese di luglio 2020 la domanda di elettricità in Italia è stata di 29 miliardi di kWh, in diminuzione del 7% rispetto allo stesso mese del 2019. Lo rileva Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, spiegando che questo valore è stato ottenuto con lo stesso numero di giorni lavorativi (23) e una temperatura media mensile inferiore di 0,9°C rispetto a luglio dello scorso anno. A luglio la riduzione dei consumi ha risentito in maniera minore rispetto ai mesi precedenti dell’impatto delle misure introdotte per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid-19, mostrando graduali segnali di ripresa.

I cali ci sono stati sia al Nord (-8,6%), sia al Centro (-5,5%) sia al Sud (-4,7%)

Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura – spiega Terna – porta ad un decremento più contenuto (-5,9%). La domanda dei primi sette mesi del 2020 risulta in flessione dell’8,6% rispetto al corrispondente periodo del 2019. In termini rettificati il dato resta sostanzialmente invariato (-8,4%). Nei primi sette mesi dell’anno le fonti rinnovabili hanno coperto complessivamente il 40% della domanda elettrica, rispetto al 35,7% del corrispondente periodo del 2019. A livello territoriale la variazione tendenziale di luglio è risultata ovunque negativa: -8,6% al Nord, -5,5% al Centro e -4,7% al Sud (secondo la suddivisione geografica Istat). In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura dell’energia elettrica richiesta a luglio 2020 ha fatto registrare una variazione positiva (+3,1%) rispetto al mese precedente (giugno 2020).
luglio la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’89,5% con produzione nazionale e per la quota restante (10,5%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. La produzione da fonti rinnovabili ha coperto il 37,9% della domanda, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2019 (36,8%). In dettaglio, la produzione nazionale netta (26,1 miliardi di kWh) è risultata in flessione (-6,1%) rispetto a luglio 2019. In crescita la fonte di produzione fotovoltaica (+12%), in calo tutte le altre (geotermica -3,5%; termica -6,7%; idroelettrica -10,8%; eolica -21,5%). 

Sommergendo i propri giocatori tra le disorientanti luci notturne di Kamurocho e la rivisitazione moderna del power fantasy anni ’80, la serie Yakuza e il suo director, Toshihiro Nagoshi, sono riusciti a ritagliarsi una popolarità internazionale cementando il brand come l’attuale punta di diamante di SEGA. Eppure nonostante in retrospettiva Yakuza sembra essere un’idea predestinata al suo successo, c’era un’epoca in cui la sua stessa nascita era messa in discussione.

La genesi dell’epopea di Kazuma Kiryu è difatti storia degna dei canti di una leggenda, una storia di un’uomo che dalle ceneri di una Golden Age conclusasi improvvisamente per uno dei pilastri dell’industria videoludica, voleva tentare un’ultima volta a buttarsi la dove il suo predecessore fallì, concretizzando il proprio progetto di una vita. 

Nagoshi Yakuza

Il nostro racconto inizia in un setting quasi apocalittico per Nagoshi, che prima di poter anche solo pensare a Yakuza, si trovava a essere un game director per SEGA agli inizi 2000. Chiunque abbia vissuto quegli anni, o abbia semplicemente interesse nel passato dell’industria videoludica sa cosa significava essere in tale posizione. SEGA si fiondò nel mercato videoludico monopolizzato da Nintendo a fine anni ’80 e come un fulmine a ciel sereno riuscì a sconfiggere la leggendaria compagnia avversaria, diventando la principale forza economica dell’allora piccola industria.

Gioco dopo gioco, SEGA rivoluzionò i videogiochi, specie nel settore arcade; eppure con il nuovo millennio all’orizzonte e l’approdo di una nuova rivale, Sony, il mercato si stava gradualmente lasciando alle spalle la compagnia che inizialmente si pregiava di essere la rivoluzione tanto attesa durante la generazione Mega Drive. Vi era però un’ultima speranza per SEGA, un progetto estremamente ambizioso che all’epoca vantava il budget maggiore mai visto per la creazione di un videogioco: Shenmue. Purtroppo, anche quest’ultima boa non servì a salvare la compagnia dal declino, con conseguente abbandono della creazione di nuove console, in favore di una nuova identità third party.

nagoshi yakuza shenmue

Proprio in questo periodo il designer Toshihiro Nagoshi era portato a prendere le redini dei primi progetti che la compagnia intraprendeva per quelle che erano inizialmente le rivali di mercato. Inutile sottolineare come il morale all’interno della compagnia fosse a un minimo storico, con persino l’IP di punta Sonic che cominciava a mostrare una crisi d’identità.

Dopo aver lavorato a Super Monkey Ball prima e a F-Zero GX assieme a Nintendo, Nagoshi cominciò a proporre ai propri superiori quello che poi sarebbe diventato Yakuza. Tuttavia, venne immediatamente accolto con un rifiuto. Il brand proposto era troppo rivolto verso gli adulti, troppo “giapponese” per vendere oltre-mare e non aveva il backup di alcun platform holder; inoltre è impossibile non pensare a come, negli occhi del management SEGA, Yakuza sembrasse un possibile nuovo Shenmue. Le somiglianze tra i due brand sono innumerevoli, in primis il focus su battaglie corpo a corpo intervallate da sezioni di vita quotidiana in un quartiere immersivo della realtà giapponese.

nagoshi yakuza

Ed è davanti al rifiuto che la storia della nascita di Yakuza comincia a prendere le sembianze di una leggenda; Nagoshi presentò diverse volte il progetto, ottenendo l’interesse del nuovo arrivato Hajime Satomi, entrato nelle file SEGA grazie alla fusione con la compagnia in cui lavorava precedentemente. Forte del minimo appoggio necessario, con una mossa degna dei protagonisti dei propri giochi, Nagoshi scommise tutto sul suo progetto dichiarando ai propri superiori che se Yakuza non avrebbe fatto successo, si sarebbe ritirato dall’industria videoludica.

Con questo atto di grinta e fiducia nei propri mezzi inizia non solo la storia del Toshihiro Nagoshi che è ora famoso nel mondo come uno dei più apprezzati e talentuosi director dell’industria, ma anche la parallela storia di Kazuma Kiryu; due uomini che in una situazione disperata camminano stoicamente sulla propria strada e che a 15 anni di distanza hanno lasciato il proprio marchio non solo in Giappone, ma nel mondo intero.

nagoshi yakuza

Eppure questo non è l’unico tratto quasi romanzesco della storia di questa serie. Con Yakuza 6: The Song of Life ormai alle spalle e una nuova alba che si accingeva sul brand, Toshihiro Nagoshi e il suo team dedicato, il Ryu Ga Gotoku team, non han voluto adagiarsi sui meritati allori, e han deciso di scommettere sulle proprie idee anche all’interno di un mercato che tali idee fatica ad accettarle.

Con Yakuza – Like a Dragon in avvio di sviluppo, un concept unico per la serie spuntò nella mente del team: sviluppare il gioco intorno al tema dell’amicizia, e con questa idea venne anche la più controversa ispirazione che Nagoshi abbia mai avuto, cambiare il combat system del gioco da un beat’em up a un JRPG a turni.

Nagoshi Yakuza

Tra l’accoglienza molto polarizzata del gruppo e le difficoltà del doversi gettare in un mondo completamente nuovo, Yakuza – Like a Dragon nasceva come una nuova sfida, un nuovo inizio arduo quanto il primo datato 2005. Ma in questo caso, proprio come scriverebbero i romanzieri, il Ryu Ga Gotoku team venne lasciato in una situazione di difficoltà estrema quando Toshihiro Nagoshi dovette assentarsi, proprio poco prima dell’annuncio del nuovo sistema di combattimento, a causa di un’operazione chirurgica al cuore. Eppure un team con un grande leader deve saper agire anche in sua assenza e gli sviluppatori di Yakuza – Like a Dragon, che abbiamo già avuto il piacere di giocare in giapponese, non hanno avuto difficoltà a resistere all’ennesimo momento difficile dello sviluppo. In puro stile Nagoshi, all’annuncio ufficiale del nuovo genere di Yakuza 7 il director era già tornato operativo, con un recupero record.

Mi sarei arrabbiato se avessi guardato da casa l’annuncio.[] Sono felice di esser stato in grado di annunciare il nuovo gioco [], quando rido sento dolore alle costole, non sarei dovuto uscire dall’ospedale

Se mai vi chiedeste come mai tutti i titoli del Ryu ga Gotoku Studios parlino di uomini forti, testardi e stoici che affrontano ogni difficoltà con determinazione e inaspettata dolcezza, vi basta pensare a chi ha creato il brand e diretto i vari capitoli. Yakuza non è una leggenda nata da Toshihiro Nagoshi, ma una parte della vita dell’uomo che ha voluto mettere nei suoi prodotti parte di sè; e secondo noi è per questo che è così facile empatizzare con le sue storie, dopotutto è più probabile entrare in sintonia con un’opera tanto umana.

L’articolo Toshihiro Nagoshi e Yakuza – L’uomo dietro la leggenda proviene da GameSource.

AGI – Cadono altre teste nel governo di Beirut dopo le proteste popolari seguite alle tragiche esplosioni nel porto della capitale libanese. La ministra della Giustizia, Marie-Claude Najm, si è dimessa dall’incarico. Lo riporta l’emittente locale Lbc. Ieri avevano lasciato i ministri dell’Informazione e dell’Ambiente.

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