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Avete segnato il 23 Febbraio sul calendario e attendete con ansia il ritorno di Joker, Morgana e compagnia bella? Siete nel posto giusto, perché noi di Gamesource abbiamo passato due ore in compagnia dei Ladri Fantasma durante una piacevole anteprima di quello che sarà questo capitolo di Persona su Nintendo Switch.

Ve ne abbiamo già parlato di Persona 5 Strikers nella nostra anteprima e siamo ora pronti a trasmettere le nostre prime impressioni pad alla mano. Non vogliamo ripeterci, ma è doveroso un piccolo punto della situazione: lo scanzonato gruppo di Ladri Fantasma si sta riunendo per le vacanze estive, incarnando il sequel diretto di Persona 5, da non fraintendere quindi come un mero spin off.

Ebbene si, i personaggi e gli eventi di Persona 5 Royal sono fuori dal canone narrativo, ma due nuovi comprimari sono pronti a unirsi alle fila dei Phantom, con lo stile che contraddistingue l’iconica produzione ATLUS. Stiamo parlando della IA Sophia e del misterioso Zenkichi Hasegawa, dei quali parleremo più approfonditamente in sede di recensione, una volta esploratone il relativo arco evolutivo.

Come di certo saprete, il gameplay ammicca al genere musou, che prevede cacofoniche battaglie contro orde di nemici di basso calibro, per culminare in roboanti mosse finali dallo sconcertante potenziale distruttivo. Per questo motivo il genere musou negli ultimi anni si è distinto in negativo nella rappresentazione di titoli spin off di importanti saghe, offrendo banale fanservice e nulla più.

Persona 5 Strikes

Tuttavia, la nostra prova ci ha stupiti e piacevolmente impressionati. In Persona 5 Strikers l’approccio proposto è decisamente più ragionato e meno button mashing del previsto. Per trionfare nelle battaglie sarà fondamentale sfruttare al meglio le debolezze dei nemici, selezionando il giusto Persona e utilizzandone le abilità con criterio, centellinando il nostro “mana”, al fine di non trovarci sguarniti nel momento del bisogno.

Le battaglie non sono di certo su larga scala come visto negli altri musou, ma piuttosto preferiscono proporsi sotto forma di piccoli gruppi di nemici da affrontare con astuzia. Durante l’esplorazione delle prigioni (la nuova versione dei palazzi visti in Persona 5) sarà possibile prendere alle spalle le ombre di pattuglia, per garantire al nostro party un potente attacco preventivo in grado di far volgere a nostro favore la battaglia in pochi secondi.

Persona 5 Strikers

Una piacevole aggiunta è di certo la possibilità di sfruttare delle interazioni ambientali, sia per sferrare degli agguati alle ombre di pattuglia, sia per scatenarci in battaglia in nuove concatenazioni di attacchi, roteando con violenza attorno a un palo o facendo piombare sulle teste dei nemici delle piattaforme a mezz’aria. Tutti i Phantom Thieves saranno utilizzabili durante gli scontri, scambiando il controllo del personaggio attivo in tempo reale, ma dovremo scegliere preventivamente quattro personaggi da portare in battaglia.

I Ladri Fantasma che abbiamo potuto utilizzare durante la nostra prova si sono dimostrati ben differenziati tra loro per ruolo e pattern di attacco, sebbene il combo syistem, che prevede delle classiche stringhe di alternanza tra attacchi leggeri e pesanti, ci è parso decisamente limitato. Confidiamo di poter accedere ad opzioni più profonde nelle fasi avanzate dell’avventura, senza aspettarci nulla di troppo verticale. Non stiamo certo parlando di un action game del calibro di Devil May Cry 5 o Bayonetta, del resto.

Persona 5 Strikers

Durante le due ore di prova, ci è parso che il combattimento vertesse in gran parte sull’utilizzo sapiente dei nostri Persona. A porre un forte accento su questo aspetto, corre in nostro aiuto una pausa tattica sempre disponibile, in grado di farci selezionare con tutta calma il Persona attivo (esclusivamente nel caso di Joker) e ponderare con calma le debolezze nemiche e l’attacco più funzionale da utilizzare.

Joker sarà, come sempre, l’unico personaggio a poter beneficiare dell’utilizzo di tutti i Persona presenti e poter selezionarne una squadra attiva da portare in battaglia. Possiamo dunque confermare il ritorno in grande stile della Velvet Room, iconico luogo di potenziamento e fusione dei nostri mostri, dove Lavenza sarà pronta ad accoglierci per questa nuova avventura. Non vediamo l’ora di poterne approfondire le feature in sede di recensione.

Gli altri Phantom Thieves scenderanno come sempre in battaglia al fianco dei loro iconici Persona, con i vantaggi e le debolezze che abbiamo imparato ad amare, e sfruttare, in persona 5. Gli ambienti iconici del primo capitolo, come il Café Leblanc, Yongen-Jaya  e il quartiere di Shibuya sono stati riproposti in scala 1 a 1, regalandoci un forte feeling di continuità narrativa, sebbene il ritmo di gioco sia decisamente velocizzato rispetto al predecessore.

Persona 5 Strikers

Questa riproduzione fedele di ambientazione e mood non si sposa tuttavia perfettamente con il genere action, laddove gli spazi, dapprima più che idonei al combattimento a turni, si mostrano spesso claustrofobici durante l’azione concitata di Persona 5 Strikers. Questo malessere viene decisamente accentuato da una camera che non regge il passo con l’azione su schermo, mostrandosi fastidiosa e spesso limitante. La possibilità di poter agganciare un nemico, prevista per sopperire alle difficoltà di inquadratura, non è purtroppo riuscita a centrare nel segno, alleviando le difficoltà solamente in parte.

La colonna sonora di Persona 5 Strikers si riconferma sublime, grazie a una nuova orchestrazione dei pezzi iconici come “Last Surprise” e nuove tracce dall’inconfondibile gusto artistico. Il carisma della produzione è in grado di stregare perfino il giocatore più disilluso, provare per credere. Narrativamente, il piccolo assaggio del primo villian di Persona 5 Strikers non ha saputo tuttavia irretirci come il suo predecessore. Laddove eravamo chiamati a confrontarci e rubare il cuore di un insegnante colpevole di abusi fisici e psicologici sui suoi alunni, in Persona 5 Strikers abbiamo saggiato le prime battute dell’arco narrativo di una Idol intenta a stregare i suoi fan per accrescere la propria popolarità.

Persona 5


In un ibrido tra l’action, il musou e qualche elemento strategico, Persona 5 Strikers ha saputo incuriosirci e affascinarci grazie all’inconfondibile carisma dei Phantom Thieves, una personalità artistica di spicco e una colonna sonora da urlo. La virata di genere in un sequel diretto ci ha sorpresi e non vediamo l’ora di saggiarne la profondità, attendendo con ansia di poter consumare con mano il prodotto finito e  parlarvene in sede di recensione.

L’articolo Persona 5 Strikers – Provato proviene da GameSource.

Star Wars: Squadrons, l’ultimo titolo dedicato alla saga di Guerre Stellari, pubblicato da Electronic Arts la versione completa del titolo è disponibile gratuitamente.

Per avere la possibilità di scaricare il titolo nella sua versione completa e gratuita, i giocatori devono possedere una console Xbox Series S, Xbox Series X o Xbox One e avere attivo un abbonamento Xbox Game Pass. Il titolo di Electronic Arts è compreso nella lista dei giochi gratuiti: “Free Play Days“, iniziativa che permette a tutti i giocatori Xbox di giocare a una serie di giochi – i più richiesti del catalogo – in modo gratuito per l’intero weekend.

Star Wars: Squadrons

I titoli di questa settimana che fanno parte di questa iniziativa sono:

Star Wars: Squadrons
Dragon Ball FighterZ
Yooka-Laylee

Attualmente i titoli sono già disponibili al download gratuito e sono disponibili fino a lunedi 18 gennaio. Se siete interessati vi invitiamo a riscattare il gioco senza alcun costo. Al termine della promozione, tutti i giocatori che vogliono tenere il titolo possono acquistare Star Wars: Squadrons con uno sconto del 40%, ovvero a 23,99€.

Se vi siete persi la nostra recensione, vi invitiamo a cliccare qui per prenderne visione, per ogni altra informazione restate sulle nostre pagine.

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AGI – È nata al Senato la componente Maie-Italia23, “per costruire uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte”. Lo annuncia il senatore Ricardo Merlo, che spiega che la componente Maie a Palazzo Madama cambia denominazione. “Non cerchiamo responsabili – sottolinea – ma costruttori, a cui l’unica cosa che offriamo è una prospettiva politica per il futuro, per poter costruire un percorso di rinascita e resilienza, nell’interesse dell’Italia, soprattutto in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo, tra la crisi sanitaria che continua a mordere e quella economica che ha messo in ginocchio imprese, attività commerciali e famiglie”.

“Facciamo questo alla luce del sole, con trasparenza – continua ancora il sottosegretario agli Esteri – Invitiamo a far parte del gruppo tutti i colleghi senatori interessati a costruire e a lavorare da qui alla fine della legislatura per il bene del Paese e degli italiani”, conclude.

I senatori del Maie sono Merlo, Cario, Fantetti e De Bonis. Tre i deputati alla Camera. E’ stata costituita l’associazione Italia 2023, al momento si tratta di un contenitore, un’operazione ‘parallela’ per agevolare nuovi ingressi. I contatti sono in corso con esponenti di Iv, di FI e del gruppo misto, viene riferito. Lunedì ci sarà una riunione per studiare lo statuto e per cercare di chiudere con le nuove adesioni. “Nell’associazione potranno confluire i senatori. Noi siamo pronti”, spiega l’ex M5s De Bonis. 

AGI – In base ai dati della Cabina di Regia, a partire da domenica 17 gennaio passano in area rossa la provincia autonoma di Bolzano e le Regioni Lombardia e Sicilia. Passano in area arancione le Regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Restano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.

Restano quindi in area gialla Campania, Sardegna, Basilicata, Toscana, provincia autonoma di Trento e Molise. 

Nonostante l’Alto Adige sia destinato a diventare zona rossa e, entro la serata odierna il governatore Arno Kompatscher firmerà una nuova ordinanza provinciale per tenere aperti negozi, scuole, bar e ristoranti probabilmente con qualche modifica negli orari.

AGI – La “prof” ha il volto – e l’ironia irresistibile – di Teresa Mannino, comica palermitana, per anni volto di Zelig. Sulla sua pagina Facebook manda in scena la scuola in tempo di Dad, con tutti i problemi e i disagi vissuti da docenti e alunni. Non solo di natura tecnica, ma anche in termini di frustrazione per la perdita inevitabile di apprendimento, abilità e socialità che la didattica a distanza produce.

La chiave è leggera, ma efficace. “Mi sentite?”, è la domanda che riproduce quella delle migliaia di prof e studenti alle prese con le difficoltà di connessione o con l’inadeguatezza dei device. E la risposta sono voci spezzate, echi fastidiosi, rumori molesti, come quelli che solitamente rendono un esercizio snervante ciò che dovrebbe essere ordinaria vita quotidiana, ma che si trasforma spesso in una complicazione e in una incognita giornaliera.

“Come? Non sento… non vedo”, è lo scambio di battute. “Dì alla mamma di spegnere l’aspirapolvere”, è la sollecitazione della prof Mannino. “Ma dove sei Giusi, non ti vedo”. “Sono nella cabina armadio prof, perchè il wifi della vicina di casa lì è più potente…”. “Mi manca prof… mi mancano i compagni, la scuola…”. “Anche voi”.

Poi ecco la trovata dell’insegnante Mannino: “Ragazzi mi è venuta una idea: poiché ci sono i saldi – perché abbiamo dato giustamente noi italiani priorità ai saldi – allora perché non ci diamo appuntamento in negozio… se noi compriamo non ci possono dire niente… facciamo lezione nei camerini.. vi portate il libro di epica, 9 euro e 90 e abbiamo risolto”. Scoppia l’entusiasmo: “Sìììììì”. Ma sono pur sempre ‘studenti’ e scatta la domanda: “Professoressa posso andare in bagno?”. 

Naughty Dog ha concluso la generazione PlayStation 4, che si è conclusa da pochi mesi con un capolavoro videoludico chiamato: The Last of Us Part II. Cosi come era accaduto con PlayStation 3, che vedeva l’arrivo di The Last of Us proprio nel ciclo finale della console, Naughty Dog si è replicata con il secondo capitolo.

The Last Of Us: Part II

È naturale che le aspettative dietro allo studio siano molte, sopratutto nel momento che hanno annunciato di essere al lavoro su un nuovo progetto per PlayStation 5.

Il co-presidente e direttore Neil Druckmann con un post su Twitter, invitava tutti i sviluppatori a far parte del team, perché lo studio sta realizzando qualcosa di straordinario. Attualmente è difficile capire cosa il team stia sviluppando, ma dalle posizioni aperte si può comprendere che il team sia alla ricerca di un video editor che si occuperà al montaggio di trailer per il “single player e multiplayer”, inoltre il team che si è occupato della realizzazione di The Last Of Us Part II è pronto a potenziare lo studio con numerose figure che vanno da “designer dell’interfaccia a programmatori e artisti”.

Come sempre noi di Gamesource rimaniamo in attesa di scoprire cosa stia bollendo in pentola in casa Naughty Dog. Vi ricordiamo che la software house è attualmente impegnata con HBO per la realizzazione della serie tv di The Last of Us. Restate sulle nostre pagine, per ulteriori informazioni.

L’articolo Naughty Dog, pronta per un nuovo progetto proviene da GameSource.

AGI – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo decreto della presidenza del Consiglio con le restrizioni anti contagio da Covid 19 che saranno in vigore da domani al 5 marzo. Ecco cosa prevede:

Scuola

Da lunedì, lezioni in presenza per “almeno il 50% fino a un massimo di 75%” degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. “Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attivita’ didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che a decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza – si legge nel testo del decreto. La restante parte dell’attività didattica e’ svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza”.

Musei

Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura “e’ assicurato, dal lunedi’ al venerdi’” nelle zone gialle “con esclusione dei giorni festivi”.

Scarica qui il dpcm del 14 gennaio

Sci

Fino al 15 febbraio “sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici”. Gli impianti “possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni, nonché per lo svolgimento delle prove di abilitazione all’esercizio della professione di maestro di sci”. “A partire dal 15 febbraio 2021, gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.

Concorsi

“È sospeso lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale del servizio sanitario nazionale, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile”.

“A decorrere dal 15 febbraio 2021 – si legge – sono consentite le prove selettive dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni nei casi in cui è prevista la partecipazione di un numero di candidati non superiore a trenta per ogni sessione o sede di prova, previa adozione di protocolli adottati dal Dipartimento della Funzione Pubblica e validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’articolo 2 dell’ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile. Resta ferma in ogni caso l’osservanza delle disposizioni di cui alla direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione n. 1 del 25 febbraio 2020 e degli ulteriori aggiornamenti, nonché la possibilità per le commissioni di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto”.

Bar

Per i bar l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18:00. “Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5:00 fino alle ore 18:00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attivita’ di confezionamento che di trasporto, nonche’ fino alle ore 22:00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici ATECO 56.3 e 47.25 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18:00”.

Spostamenti tra regioni

“Ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge n. 2 del 2021, dal 16 gennaio 2021 al 15 febbraio 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”. È quanto si legge nel nuovo decreto della presidenza del Consiglio contenente le norme in vigore da domani al 5 marzo. 

AGI – Sarà un voto sul filo di lana a decidere lunedì alla Camera e martedì al Senato se il governo Conte sopravviverà alla crisi politica innescata dalla decisione di Matteo Renzi di ritirare il sostegno di Italia viva. Intanto sul possibile soccorso di parlamentari non organici alla maggioranza, che li si voglia chiamare responsabili o costruttori, è polemica: il centrodestra e lo stesso leader di Iv attaccano l’esecutivo, il premier, il Pd e M5s per questa scelta.

Ma nonostante qualche malumore, l’intenzione di governo e maggioranza è innanzitutto superare il vaglio delle aule parlamentari per poi costituire un gruppo autonomo con i ‘nuovi arrivati’.

Tutti dunque fanno i calcoli e si dicono certi dei loro numeri, mentre fioccano le smentite di chi era stato già indicato sui giornali come disponibile al sì al governo.
Il premier dunque è atteso lunedì alle 12 a Montecitorio e martedì alle 9,30 a palazzo Madama.

Dopo le comunicazioni e il dibattito si terrà il voto di fiducia sulle parole del premier e se il primo voto, alla Camera, pare facilmente superabile, per il secondo al Senato sono ancora al lavoro gli sherpa di governo e maggioranza, alla ricerca della certezza di arrivare a quota 161.

Anche oggi M5s e Pd non hanno lesinato critiche alla scelta di Renzi di togliere il sostegno al governo, definito ora irresponsabile ora inaffidabile. Se però i partiti di maggioranza sono compatti nel sostegno a Conte e alla linea della parlamentarizzazione della crisi, l”operazione responsabili suscita qualche malumore per i suoi limiti politici.

“Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non si tocca. Il Paese non può permettersi una crisi di lunga durata” afferma il capogruppo M5s alla Camera Davide Crippa; ma 13 parlamentari chiedono un “cambio di passo”. E se il vicesegretario Pd Andrea Orlando nota che c’è il “rischio che la crisi faccia aumentare lo spread”, chiarisce anche che “si può evitare una crisi con un numero in più, ma non si può pensare di governare con un numero in più”.

Orlando si dice certo che “se si manifesterà una disponibilità, la si realizzerà in una cornice politica”. Il Pd in queste ore e in questi giorni ha in programma una raffica di riunioni, da quelle di oggi dei ministri e Orlando sul recovery e del gruppo alla camera a quella di lunedì di Nicola Zingaretti con il gruppo del Senato. Ed effettivamente la soluzione a cui il premier sta lavorando sarebbe quella di dar vita a un gruppo parlamentare autonomo di ‘costruttori’, una volta incassata la fiducia. Una chiarezza politica che era stato uno degli elementi sottolineati dal Capo dello Stato durante i colloqui dei giorni scorsi con Conte. 

Il leader di Italia viva intanto non recede dalle sue posizioni: “Se ci dicono di no per fare un’altra maggioranza si prenderanno questa responsabilità: noi ci terremo la nostra liberta’”. “Al Senato – aggiunge Renzi – non sappiamo ancora se ci saranno 161 voti a favore. Nel caso, la democrazia parlamentare avrà prodotto la terza diversa maggioranza in tre anni con lo stesso premier” ma “se non prende 161 voti, tocca a un governo senza Conte”.

Intanto il centrodestra si riunisce nuovamente per valutare la situazione politica dopo aver chiesto ieri al Capo dello Stato che si proceda con tempi rapidi e si vada al voto. I vertici proseguiranno tutti i giorni annunciano i leader, che poi in una nota tagliano corto: “L’Italia ha bisogno di un governo capace di affrontare le difficili sfide che il Paese si trova davanti, non di un esecutivo zoppicante che si regge su una maggioranza raccogliticcia”.

Ma per Salvini quello di Conte al momento è solo un bluff: “Se avesse i numeri, sarebbe arrivato oggi in Parlamento e non si sarebbe preso il weekend”. Di certo finora, se molti sono i boatos di asticelle raggiunte o meno, proseguono ad arrivare le smentite alle notizie di nuovi responsabili in Iv e Fi, a cominciare da Donatella Conzatti e Barbara Masini. 

AGI – Un’infermiera brasiliana si è reinfettata con il virus Sars-Cov-2, con la nuova variante del Sud America, sollevando il timore che questa mutazione ostacoli l’immunità. La variante, che ha spinto il Regno Unito a vietare tutti i voli dal Sud America, è caratterizzata da una mutazione che potrebbe rendere il virus in grado di superare l’immunità sviluppata a seguito di una prima infezione con la versione del virus vecchia.

L’infermiera brasiliana, 45enne, si è ammalata con la nuova variante a ottobre, cinque mesi dopo essersi ripresa da una precedente infezione Covid causata da un ceppo più vecchio. Nella seconda infezione i sintomi della donna sono peggiorati. I ricercatori della Fondazione Oswaldo Cruz, un istituto di scienza di Rio de Janeiro, hanno avvertito che le mutazioni sulla nuova variante potrebbero aumentare il rischio di reinfezione.

“Le evoluzioni virali possono favorire le reinfezioni“, spiegano gli esperti, sottolineando che le varianti individuate di recente “hanno sollevato preoccupazioni sul loro potenziale impatto sull’infettività”. A causa dei crescenti timori sulla variante sudamericana, il governo britannico ha bandito tutti i viaggi provenienti da Portogallo, Sud America, Panama e Capo Verde nel tentativo di proteggere la Gran Bretagna.

Il segretario ai trasporti Grant Shapps ha affermato di aver ampliato il divieto al solo Brasile per “ridurre il rischio di importare infezioni”. E il principale consigliere scientifico del Regno Unito, Sir Patrick Vallance, ha ammesso ieri sera che “non sappiamo per certo” come la nuova variante influenzerà i vaccini e l’immunità.

Il report della Fondazione Oswaldo Cruz afferma che la donna è stata infettata la prima volta il 26 maggio scorso e all’epoca aveva diarrea, dolori muscolari e debolezza generale. Ha assunto un farmaco per l’asma chiamato prednisone e si è ripresa in circa 3 settimane senza problemi. Successivamente, a ottobre si è ammalata di nuovo con sintomi simili – diarrea, mal di testa, tosse e mal di gola – ed è nuovamente risultata positiva al coronavirus. Rispetto alla prima volta, le sue condizioni sono peggiorate e ha sviluppato difficoltà respiratorie, mancanza di respiro, dolori muscolari e insonnia.

Quando i ricercatori hanno confrontato i campioni dei test positivi effettuati a maggio e a ottobre, hanno scoperto che l’ultimo presentava mutazioni ora note per essere una componente chiave della variante brasiliana. La mutazione genetica, chiamata E484K, cambia la forma della proteina spike all’esterno del virus in un modo che potrebbe renderla meno riconoscibile a un sistema immunitario “addestrato” a individuare versioni del virus che non hanno la mutazione.

Si pensa che E484K modifichi il virus in un modo che renda più difficile per gli anticorpi legarsi ad esso per impedirgli di entrare nel corpo. Gli anticorpi sono una parte del sistema immunitario che può paralizzare i virus o attaccarsi ad essi e segnalarli come bersagli per altri globuli bianchi “killer”.

In questo caso, la parte della proteina spike che viene modificata è chiamata “dominio di legame del recettore”, o RBD, che il virus utilizza per attaccarsi al corpo.

I ricercatori di Oswaldo Cruz hanno scritto: “L’analisi delle mutazioni ha dimostrato, per la prima volta, un caso di reinfezione con una variante virale che ospita la mutazione E484K, situata in un residuo chiave del dominio di legame del recettore, che sembra aumentare modestamente il legame tra la proteina Spike e il corpo”.

Gli scienziati hanno detto che il caso dell’infermiera è il primo di reinfezione con la variante. E suggeriscono che le differenze causate dalla mutazione alla proteina spike significano che l’immunità naturale sviluppata dal suo corpo dopo la prima infezione non è stata in grado di proteggerla dalla seconda.

La variante brasiliana è già nel Regno Unito. Lo ha confermato uno degli esperti di punta del Paese, la professoressa Wendy Barclay, dell’Imperial College di Londra, secondo la quale inoltre la mutazione rilevata in Brasile ha “due varianti” e solo di una per ora è stata accertata la circolazione in Gran Bretagna. Lo riporta il Daily Mail. 

AGI – Lo stop all’asporto nei bar alle 18, che sta per essere introdotto dal Governo con le nuove misure anti-Covid in vigore da domani, colpisce duramente i pubblici esercizi, in particolare a Milano città. Il dato emerge dal sondaggio (con risposte da 407 imprese del settore) realizzato fra mercoledì e giovedì da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza con Epam (l’Associazione dei pubblici esercizi) e i risultati elaborati dall’Ufficio Studi.

Per i bar la perdita media ulteriore di fatturato sarà del 46%. Più alta a Milano, del 50%, rispetto a Lodi (45%), hinterland milanese (40%) e Monza Brianza (38%). Dalle risposte per tipologia d’esercizio, la perdita ulteriore di fatturato con lo stop all’asporto alle 18, sale al 59% per i locali più attivi nelle ore serali. 

La restrizione sull’asporto, afferma una nota, arriva in una situazione drammatica per tutti i pubblici esercizi: nel dicembre 2020 il fatturato scende del 71% in tutte le attività rispetto al dicembre del 2019. Le perdite maggiori le indicano i bar-locali più attivi la sera e i ristoranti: -77 e -76%.

A Milano città i pubblici esercizi hanno perso a dicembre il 75% del volume di affari (Lodi il 69%, hinterland milanese il 66%, Monza Brianza il 64%). Nei pubblici esercizi si alza notevolmente, dal 67 all’86%, la quota di operatori che ritiene la propria attività a rischio chiusura (il confronto è con le risposte della categoria date in un sondaggio effettuato a settembre): il 91% a Milano città (Lodi 86%, hinterland milanese e Monza Brianza l’81%). 

Infine il dato sui contributi, dei decreti Natale e Ristori, giunti al 73% delle imprese. Il 27% non li ha ancora ricevuti (29% per ristoranti e pizzerie). “I dati – afferma Lino Stoppani, presidente di Epam (Associazione pubblici esercizi Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza) e Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi Confcommercio) – evidenziano ancora una volta le grandi difficoltà del settore, danneggiato dall’evoluzione della pandemia che trasferisce danni aggiuntivi ad un comparto letteralmente al collasso, mettendo a rischio il modello del pubblico esercizio italiano, diffuso e qualificato. In aggiunta, questo ‘accanimento normativo’ crea confusione, ha scarsa efficacia sanitaria e impedisce qualsiasi programmazione sul futuro delle imprese, alimentando, oltre ai danni economici, preoccupazione, disagi, disperazione, che hanno effetti anche sulla coesione sociale del Paese”.

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